"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

martedì 21 novembre 2017

The tragedy of the commons

Did you know about "the tragedy of the commons"?

I didn't!

Enjoy!


"What's good for all of us is good for each of us"

martedì 3 ottobre 2017

The gardener of Kabul

Un nuovo video dal web, una storia bellissima!

Mi piacerebbe che il mio giardino fosse anche solo un po' così...



lunedì 18 settembre 2017

L'ordine delle cose

Un film importante assolutamente da non perdere. Cercatelo nelle vostre città e chiedetene la proiezione anche laddove non è prevista.


E poi potete partecipare al dibattito e dare il vostro contributo sul sito del film.
Come dice il regista, Andrea Segre, 
"la risoluzione dei problemi dipende dalla nostra capacità di definirli ... e ho l'impressione che rispetto alle migrazioni siamo di fronte a un problema di cui non abbiamo azzeccato la definizione". 
Ecco, non c'è solo la denuncia di un problema, ma il tentativo di immaginare possibili soluzioni

per cambiare

l'ordine delle cose

e mi sembra straordinario davvero. 

mercoledì 6 settembre 2017

venerdì 1 settembre 2017

lunedì 8 giugno 2015

Il punto di vista dell'erba sulla nascita dell'agricoltura e la conquista della Terra


Interrompo il lungo silenzio (scusate, è un periodaccio da tanti punti di vista, ma ci sono e spero di tornare presto) con questa citazione, che qualche mese fa ho usato in classe con i miei alunni di primo linguistico. Non so quanto abbiano colto e quanto sia rimasto loro, ma mi sembrava un buon modo per mostrare come c'è sempre un punto di vista nel guardare le cose, anche quando è talmente ovvio, scontato e consolidato da risultare invisibile, e come possa essere sempre rovesciato, anche nei modi più impensabili. 
Se vi va, buona lettura!
La nascita dell'agricoltura dal punto di vista dell'erba 
L'alleanza evolutiva della specie umana con l'erba ha radici profonde e ha probabilmente contribuito al successo globale della nostra specie più di qualunque altra, con la sola eccezione forse di quella con i miliardi di batteri che vivono nel nostro intestino. Lavorando insieme, l'erba e l'uomo si sono impossessati di gran parte della Terra, molto di più che se avessero lavorato singolarmente. 
Questa alleanza uomo-erba ha, di fatto, avuto due fasi distinte, conducendoci attraverso tutto il percorso da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori o, se vogliamo datare questa storia naturale dal punto di vista dell'erba, dall'Età delle Perenni, come le festuche e le gramigna, all'Età delle Annuali, come il mais. Nella prima fase, che ebbe inizio quando i nostri primi antenati scesero dagli alberi per cacciare gli animali nella savana, il rapporto tra gli uomini e le erbe era mediato dagli animali che (a differenza nostra) potevano digerirle. I cacciatori-raccoglitori promuovevano deliberatamente il benessere dell'erba per attirare e ingrassare gli animali che dipendevano da essa. I cacciatori incendiavano periodicamente la savana per mantenerla priva di alberi e per nutrire il suolo.
O per lo meno, così sembrava a noi. Perché dal punto di vista dell'erba la collaborazione appare persino più ingegnosa. La sfida per la sopravvivenza che l'erba deve affrontare in ogni tipo di ambiente, ad eccezione del più arido, è come competere con successo con gli alberi per conquistare territorio e la luce del sole. La strategia evolutiva utilizzata è stata quella di rendere le proprie foglie nutrienti e gustose per gli animali che a loro volta sono nutrienti e gustosi per noi, le creature dal cervello grande in grado di sconfiggere gli alberi per conto dell'erba. Ma, perché questa strategia potesse avere successo, l'erba aveva bisogno di un'anatomia che le permettesse di sopportare gli attacchi provenienti dal pascolo degli animali e dal fuoco. Per questo motivo ha sviluppato un sistema con radici profonde e una corona che si abbarbica al suolo e in molti casi produce rizomi, permettendole di riprendersi velocemente dal fuoco e di riprodursi anche quando il pascolo degli animali (o i tagliaerba) le impediscono di fiorire e produrre semi. (Ho sempre pensato che noi dominassimo l'erba ogni volta che la tagliamo, ma in realtà non facciamo altro che assecondare la sua strategia di dominio del mondo, aiutandola a combattere contro alberi e cespugli. 
La seconda fase del matrimonio fra l'erba e gli uomini viene solitamente denominata "invenzione dell'agricoltura", un'espressione auto-incensante che dimentica completamente il ruolo dell'erba stessa nel modificare i termini della collaborazione. Circa diecimila anni fa un gruppo di specie di erbe particolarmente ingegnose e opportuniste - antenate del frumento, riso e mais - si sono evolute fino a produrre semi potentissimi e ricchi di sostanze nutrienti che potevano nutrire gli uomini direttamente, senza bisogno dell'intermediazione degli animali. Hanno compiuto questa impresa diventando annuali, usando tutta la loro energia per produrre i semi piuttosto che per tenerne alcuni di scorta sotto terra, nelle radici e nei rizomi, per affrontare l'inverno. Queste super-erbe annuali ebbero la meglio non solo sugli alberi, che gli uomini dovevano necessariamente abbattere per espandere l'habitat delle erbe annuali, ma anche sulle erbe perenni, quasi ovunque costrette a soccombere all'aratro. I loro sostenitori umani eradicarono le grandi policolture di erbe perenni per rendere il terreno adatto alle erba annuali, che da quel momento in poi sarebbero state coltivate secondo rigide monocolture. 
da Michael Pollan, Il dilemma dell'onnivoro

Michael Pollan racconta il punto di vista dell'erba in questo video:

domenica 12 aprile 2015

A pranzo con me: riso integrale con zucchina, fagioli neri e curcuma

Ma che buono questo risottino super-improvvisato per un pranzo domenicale solitario, dopo una mattinata trascorsa a correggere compiti e in vista di un lungo pomeriggio che trascorrerò a... correggere compiti. 
Doppia razione in un colpo solo, una per il pranzo di oggi e una da portare a scuola domani per il pranzo fuori  casa.

Mentre bollivo in acqua leggermente salata 140 gr. di riso integrale ho velocemente cotto in padella con un po' d'acqua una zucchina (senza aggiunta di nulla, perché la meravigliosa erba cipollina che ormai metto ovunque è finita e ho dimenticato di comprarla).
Dopo circa 45 minuti (e altri due compiti corretti) ho scolato il riso al dente e l'ho ripassato in padella con la zucchina e quattro cucchiai di fagioli neri bolliti la sera precedente.
Ho aggiunto davvero un pizzico di curcuma per dare quel non so che in più di colore e sapore e ho servito nel piatto con un po' di olio evo a crudo e una spolverata di parmigiano reggiano

Non solo buonissimo, ma anche bello, non vi pare?



E mentre mi accingo a riprendere la correzione dei compiti mi domando: ma quanto è semplice  e divertente cucinare? E giuro che mai e poi mai solo un paio di anni fa avrei potuto pronunciare una frase del genere.

Buona domenica a voi!