"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 2 febbraio 2011

Dei minimi e dei massimi sistemi (e di quanto è difficile scrivere un blog)

Questo è un blog che tratta dei minimi sistemi. Cosa faccio, cosa posso fare ancora, cosa tutti possiamo fare per "essere parte della soluzione e non del problema". E' all'inizio, e da qualche parte dovrà pur cominciare. I primi post sono quindi il minimo del minimo sistema. So perfettamente che dietro a queste piccole cose c'è un mondo sconfinato, e che i problemi e la realtà non sono semplici come vorremmo che fossero. Penso anche però che il percorso personale e l'esperienza diretta possano permettere di tanto in tanto di affacciarsi e gettare uno sguardo su quel mondo sconfinato, su quei massimi sistemi che pure esistono.
Ad esempio, nell'ultimo post ho affrontato il tema della raccolta differenziata dei rifiuti. Dovrebbe essere roba da scuola materna. Dovrebbe essere, diciamoci la verità, roba superata. E poi, che vuol dire raccolta differenziata? Non è la raccolta il problema, ma cosa si fa poi con il materiale raccolto. Perchè parliamo ancora di percentuali di raccolta differenziata, quando dovremmo parlare di percentuali di riciclaggio dei materiali?  Quando dovremmo parlare di riduzione dei rifiuti? Eppure la raccolta differenziata è un primo passo importante per la gestione corretta del ciclo dei rifiuti sia a livello di sistema, sia a livello di abitudini dei singoli, che differenziando i loro rifiuti assumono comunque comportamenti più consapevoli (cosa ho comprato? cosa butto? quanta roba finisce in discarica? e se fosse nel mio giardino? non sarà il caso di andare oltre l'usa e getta? da dove vengono le cose che uso, e dove vanno quando ho finito di usarle?). Non solo, ma la quantità di persone che non fa nemmeno la raccolta differenziata è, almeno nella realtà che vedo io, ancora altissima! Altro che roba da scuola materna! (E poi ci sono quelli che la fanno sbagliata, e sono sempre tantissimi, e spesso insospettabili). Osservare, pesare, misurare, maneggiare i rifiuti prodotti dalla mia famiglia mi ha permesso di capire molte cose che certamente, se fossi abbastanza intelligente, anche un'analisi scientifica mi avrebbe permesso di capire (a trovarla!): che i cassonetti stradali sono sbagliati nella loro quantità e tipologia (troppo pochi quelli per la differenziata rispetto all'indifferenziato, questo dicono le percentuali dei miei rifiuti domestici); che il problema numero uno è quello dell'organico, (la prima cosa da fare è senza dubbio creare impianti di compostaggio, o incentivare quello domestico); che bisogna affrontare il problema degli imballaggi e di tutto un sistema di produzione delle merci, responsabilizzando i produttori; che il vero tema è quello della riduzione (non puoi non accorgertene se guardi i tuoi rifiuti); e tanto altro ancora, su cui col tempo mi piacerebbe tornare. Non c'è solo la raccolta differenziata, e c'è chi dice che sia addirittura controproducente. Secondo me, invece, è comunque un passo importante, dal quale non si può prescindere, qualunque sia poi la direzione che si voglia prendere.
Poi però c'è tutto un viaggio da fare. E un mondo da scoprire. Non so se riuscirò a comunicarlo  nei miei post (è veramente difficile scrivere un blog!) ma ci proverò.

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