"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 9 febbraio 2011

Ecco il composto!

 Questo è il mio primo composto! Così si presentava il 26 agosto 2010, dopo quasi tre mesi dall'inizio del lavoro. Lo stesso contenitore oggi si presenta così (una parte del composto è già stata usata per alcune piante della mia mamma).
Sono ancora presenti e forse più visibili di prima alcune parti chiare (il calcare delle uova, credo, che richiede più tempo per la decomposizione). Ma  è  terriccio, anche profumato (è rimasto un odore di alloro dovuto a foglie e rami aggiunti agli scarti di cucina).
Come si fa?
Ho utilizzato un contenitore di plastica, abbondantemente bucherellato sul fondo e sui lati. La parte centrale del coperchio è stata aperta e sostituita con un pezzo di zanzariera (si intravede nella foto accanto al contenitore), in quanto deve passare l'aria, ma non devono entrare insetti.  Assolutamente indispensabile il sottovaso, perchè dopo circa quindici, venti giorni, comincia la produzione di liquido (che può essere raccolto e utilizzato come fertilizzante concentrato).
Ho raccolto separatamente gli scarti alimentari (tranne carne, formaggi, cereali e tutti gli avanzi cucinati), lasciati prima riposare per qualche giorno in una busta di carta, poi inseriti nel contenitore alternati a materiale di tipo legnoso (foglie secche, ma nel mio caso, in mancanza di queste, soprattutto carta del pane o cartoncino). La presenza e l'integrazione con questo tipo di materiale è importantissima, soprattutto nella fase in cui comincia la produzione di liquido, che viene assorbito dal materiale carbognoso. Ho aggiunto per avviare il processo una piccola quantità di composto maturo,  utilizzato anche come filtro antiodore sul coperchio.  Così si presentava il mio secondo contenitore, cominciato il 13 agosto, circa una settimana dopo l'inizio della raccolta: aperto
 

e chiuso:





E così si presenta adesso, dopo quasi sei mesi. 

Alcuni consigli:
C'è sicuramente una fase del processo, quella che segue l'emozionante iniziale "riscaldamento" naturale del materiale e caratterizzata dalla produzione di liquido e umidità, che richiede una certa cura: bisogna aggiungere costantemente  la carta e rivoltare spesso il composto (insomma, almeno una volta al giorno), in modo che l'areazione sia  garantita. In questo modo si evita la produzione di cattivi odori. In questa fase il composto ha un odore, diciamo così, caratteristico, ma che non ha niente a che vedere con quello della spazzatura in discarica o nei cassonetti, e che si percepisce soprattutto quando lo si maneggia e rivolta, ma che non dà alcun fastidio (tutto il mio composto è stato prodotto all'interno, in quanto il mio appartamento non ha spazi esterni di alcun genere).
Come ho detto in un post precedente, ora raccolgo l'umido per la raccolta differenziata avviata nel mio municipio, ma ho intenzione, magari a partire dalla primavera, di riprendere anche la produzione di composto domestico, sia per diminuire comunque la quantità di rifiuti prodotti, sia per avere terriccio da utilizzare (o regalare).
E vuoi mettere la soddisfazione di essere quasi a impatto zero per quanto riguarda la parte più pericolosa e difficile da gestire dei rifiuti, il materiale organico? In discarica si trasforma nel terribile percolato, è causa di inquinamento e cattivi odori. Se trattato correttamente è materia organica, preziosa e riutilizzabile. E' così difficile riportare questo terribile circolo vizioso dei rifiuti al suo naturale ciclo virtuoso?

Alcuni link utili: http://verucciarchivio.blogspot.com/2008/03/il-compostaggio-domestico.html
http://www.youtube.com/watch?v=wZsn8Ifu91k

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