"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 13 marzo 2011

Grandi opere e semplici cassonetti

Guardando la puntata di  Presa diretta  di domenica 6 marzo sullo scandalo "parentopoli" presso le aziende Atac e Ama di Roma ho scoperto, e mi scuso per la mia ignoranza in proposito, che esiste un impianto Ama per il trattamento dei rifiuti a Rocca Cencia con due linee di trattamento: una dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata multimateriale (plastica, vetro e metallo)  destinati al riciclaggio, e una dei rifiuti indifferenziati destinati a formare CDR (combustibile da rifiuti) (leggi qui dal sito dell'Ama), e che questo impianto non è al momento funzionante. Nell'inchiesta si vedono camion che trasportano i rifiuti dall'impianto ad altri luoghi (discarica?), con costi aggiuntivi. Facendo una rapida ricerca su Google ho trovato alcune informazioni sull'impianto di Rocca Cencia. E' stato inaugurato da Veltroni e Marrazzo il 20 gennaio 2006 ed è stato fin da subito oggetto di  numerose polemiche: costi elevati, ritardo nel completamento dei lavori, non operatività dopo l'inaugurazione (leggi qui). Notizie risalenti al gennaio scorso rilevavano la non piena operatività dell'impianto (qui e qui).

Sarà presto operativo il sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI, nato nel 2009 per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali di tutta Italia e dei rifiuti urbani della regione Campania. L'attivazione del sistema, prevista per il dicembre scorso, è stata prorogata al prossimo giugno, mentre sono state abolite intanto le sanzioni per le violazioni, causando un pericoloso vuoto normativo da qui a giugno (leggi qui dal Fatto Quotidiano). Sempre sul Fatto Quotidiano si possono trovare qui tutti gli articoli sull'argomento, che presentano il quadro di un sistema molto costoso e poco efficiente, ma sicuramente all'avanguardia (a quanto pare, ce l'abbiamo solo noi...).

Quando esco di casa, mi imbatto tutti i giorni in una serie di cassonetti stradali. Costituiscono uno spettacolo molto variegato. Dentro e accanto, sopra e sotto a quelli per la raccolta del materiale indifferenziato si trova generalmente di tutto: scatole di cartone, contenitori di plastica, bottiglie, lattine, legno, fogliame, pezzi di mobili o mobili interi, materassi, elettrodomestici vari... Quelli per la raccolta differenziata  sono altrettanto ricchi e vivaci per la varietà di materiali che contengono: innumerevoli buste di plastica a contenere la carta gettata nel cassonetto per la raccolta della carta; oggetti di ogni genere e funzione nel cassonetto per la raccolta multimateriale che, ricordiamolo, è destinata invece solo agli imballaggi. In particolare, il primo cassonetto per l'indifferenziato che incontro è sempre pieno di scatoloni di cartone e materiali da imballaggio provenienti dal vicino bar-tabacchi: si leggono chiaramente le marche dei prodotti sulle scatole, sigarette, bevande, prodotti vari.

A Roma il sistema non è in grado di garantire una raccolta efficiente dei rifiuti, nè il decoro della città, però si spendono milioni per grandi impianti poco efficienti se non fermi, e soprattutto orientati a chiudere la filiera dei rifiuti con l'incenerimento. D'altra parte, il gestore locale non  è in grado di "tracciare" i rifiuti del bar-tabacchi sotto casa, con tanto di intestazioni e codici a barre sugli imballaggi, mentre a livello nazionale si spendono milioni per un sistema di controllo sofisticatissimo ma, a quanto pare, aggirabile (qui).

Metto insieme questi dati e queste semplici osservazioni personali e arrivo alla seguente conclusione. Quando in Italia si dice che i rifiuti sono una ricchezza, si intende che i rifiuti sono una ricchezza per la classe politica e per alcuni grandi gruppi imprenditoriali, ai quali si possono aggiungere anche la mafia e la criminalità organizzata in genere. Da qui la scelta di grandi impianti tecnologicamente all'avanguardia (?) ma soprattutto costosissimi, presentati come la magica soluzione di tutti i problemi. Una volta avrei forse detto che dietro a questa scelta ci sono anche grande ignoranza e incompetenza. Oggi sinceramente penso che ci siano esclusivamente grandi interessi affaristici e completo disinteresse per il bene collettivo e l'effettiva soluzione dei problemi. Purtroppo questa considerazione riguarda in maniera trasversale tutta quanta la classe politica  (almeno ad alto livello, perchè esistono anche moltissimi esempi di politica virtuosa a livello locale di cui si parla pochissimo); non si può dimenticare che Roma è stata amministrata per decenni dalla sinistra.

E' assolutamente necessario un ricambio della classe politica, e bisogna fare di tutto affinchè avvenga. Ma continuo a pensare che si possa arrivare a questo soltanto con un movimento di cambiamento che parta dal basso e dai comportamenti individuali (non bastano le elezioni).
In tema di rifiuti, possiamo sottrarre materiale ai loro grandi impianti diminuendo, riutilizzando, riciclando. Possiamo spingere il sistema a cambiare attraverso un modo diverso di comprare e consumare.
Possiamo lasciare vuoti i loro cassonetti e rendere inutili i loro impianti. Cominciamo!

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