"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 25 aprile 2011

Sui costi insostenibili di inceneritori e ... raccolta differenziata

Sto seguendo solo distrattamente le notizie sul taglio degli incentivi alle rinnovabili da parte del governo e sul nuovo conto energia . L'argomento non mi appassiona. Non sono convinta che, in generale, gli incentivi siano una buona idea. Anche se devo ammettere che è un'idea ben peggiore dire una cosa e poi negarla, o intervenire, anche in modo retroattivo, su accordi già presi, come ha fatto l'incompetente e pericolosissimo governo che purtroppo fa i suoi affari e combina i suoi guai sulla pelle del paese.
Premesso ciò, mi ha colpito questa notizia, tratta dalla Stampa di Torino, che ho trovato riportata da www.ecologiae.com e che potete leggere qui.
Il taglio degli incentivi alle rinnovabili riguarda anche le assimilate, e quindi il famigerato Cip6 pagato in bolletta dai consumatori per incentivare ad esempio l'energia prodotta dalla combustione dei rifiuti e i più recenti certificati verdi. Ecco dunque che  la costruzione del grande inceneritore piemontese del Gerbido, già a buon punto (è stato completato il camino di 120 metri ), a causa del taglio degli incentivi diventa insostenibile dal punto di vista economico. Nonostante lo stato avanzato dei lavori, si dovrebbe rinunciare e distruggere ciò che è già stato costruito. A meno di non caricare i costi sulle bollette dei rifiuti dei torinesi, che rischiano dunque di diventare salatissime.
Già nel gennaio 2007 c'era stato un appello del comune di Torino al parlamento affinchè non passasse un emendamento del consiglio dei ministri che limitava gli incentivi economici ai soli impianti di incenerimento già costruiti.  Eloquenti le parole di allora del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino: "È evidente che in Italia il problema degli incentivi ai termovalorizzatori è una priorità; se è sbagliato assimilare i rifiuti alle forme rinnovabili di energia troviamo pure un'altra forma, ma i finanziamenti per gli impianti ci devono essere. La raccolta differenziata da sola non basta: teniamo presente che oltre una certa percentuale i suoi costi diventano economicamente insostenibili".
Stiamo parlando di un impianto il cui costo totale sembra aggirarsi intorno ai 700 milioni di euro, anche se i numeri oscillano (qui, qui e qui). E Chiamparino  parla dei costi insostenibili della raccolta differenziata quando supera una certa percentuale! (si può leggere qui tra l'altro un'interessante sintesi comparata su costi e benefici di inceneritore e metodi alternativi di gestione dei rifiuti). Stiamo parlando inoltre di un impianto i cui altissimi costi sanitari sono stati quantificati dalla stessa impresa costruttrice con uno studio condotto in collaborazione con il Politecnico di Torino (il macabro tariffario dei costi sanitari dell'inceneritore).
Ho imparato molto da questa notizia e dalla piccola ricerca che ne è seguita.
Ho avuto conferma del fatto che gli inceneritori sono impianti costosissimi ed economicamente non sostenibili in assenza di sovvenzioni e incentivi a carico dei cittadini.
Ho avuto conferma del fatto che il loro impatto ambientale sul territorio è devastante, per quanto si tenti di camuffarlo dietro design all'avanguardia come quello dello studio Bertone per l'inceneritore del Gerbido (guardatevi i disegni), e come dimostra il camino già costruito di questo inceneritore, alto 120 metri.
Ho avuto conferma del fatto che i loro costi in termini di salute umana sono drammatici, e rientrano nei costi calcolati, in tutti i paesi, a carico della comunità.
Ho avuto conferma del fatto che la nostra classe politica, anche di "sinistra", non sembra prevedere nè conoscere alternative, che pure esistono, all'incenerimento dei rifiuti. Ed è sempre pronta a usare lo spauracchio dell' emergenza in agguato, per scongiurare la quale bisogna costruire nuovi impianti all'avanguardia.
Ma soprattutto mi ha fatto riflettere la frase pronunciata da Chiamparino nel gennaio 2007 sui costi insostenibili della raccolta differenziata nel momento in cui chiedeva incentivi e aiuti per sostenere i costi altrimenti insostenibili della costruzione di un inceneritore.
E ho capito che quello che è davvero insostenibile per queste persone è un mondo diverso, nel quale la salute umana, l'ambiente, la qualità della vita siano l'unico vero valore, l'unica vera ricchezza, a scapito della quale nessun profitto privato possa essere realizzato.

Sugli inceneritori, leggi anche questo precedente post.

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