"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

venerdì 13 maggio 2011

Alcune cose che ho capito (credo) sulla raccolta differenziata

La raccolta differenziata è  un po' un rebus a livelli diversi, almeno per me: dagli aspetti più semplici ed elementari, tipo cosa si butta e dove (di cui parlerò in un prossimo post), a quelli più complessi, tipo come funziona il sistema e con quali risultati.
Ecco un piccolo elenco di cose che credo di aver capito sul sistema della raccolta differenziata (e se qualcuno può aiutarmi a capirci di più, ringrazio):
    • In Italia la legge impone l'obiettivo di raggiungere determinate percentuali di raccolta differenziata, mentre la normativa europea parla di recupero e riciclaggio effettivo (leggi qui). In effetti, solo il 16% dei rifiuti raccolti in forma differenziata viene effettivamente riciclato in Italia (dati al 2006). L'incremento nelle percentuali di raccolta differenziata, se non corrisponde a un effettivo recupero, è un falso successo, per giunta dispendioso. Tra l'altro, dietro ai numeri si può nascondere un po' di tutto, come dimostrano queste notizie sulla raccolta differenziata a Roma e questa sulla raccolta differenziata a Milano. 
    • La raccolta differenziata è sovvenzionata, oltre che dalle tariffe pagate direttamente dai cittadini, dal contributo ambientale pagato dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai) cui devono obbligatoriamente aderire tutte le imprese produttrici e importatrici, e i cui costi vengono riversati sui prezzi dei prodotti finiti (e quindi nuovamente sui cittadini). Insomma, la raccolta differenziata (così come la "valorizzazione energetica") costa, ed è pagata dai cittadini. E' interessante osservare come la filiera degli scarti organici sia invece priva di qualsiasi sostegno economico: questo fa sì che i suoi costi ricadano completamente sui comuni; non sarà forse un caso dunque se il trattamento dell'umido, pur così importante, rappresenti la cenerentola del sistema praticamente ovunque.
    • Per essere competitiva, la raccolta differenziata deve essere di qualità. Materiale scadente perchè contaminato da elementi estranei rende il trattamento più costoso e meno remunerativo (il materiale viene rifiutato da chi dovrebbe riciclarlo, o pagato  meno). Eppure il sistema di raccolta forse più diffuso (sicuramente quello scelto a Roma) è quello dei cassonetti multimateriale che, assieme agli errori dei cittadini, rende praticamente impossibile una raccolta di qualità ( leggi qui e qui a proposito della raccolta del vetro). Anche la scelta dei cassonetti stradali, preferita al più efficiente sistema di raccolta porta a porta, influisce negativamente sulla qualità del materiale raccolto (leggi qui a proposito della raccolta di carta e cartone). 
    Nonostante gli ultimi dati incoraggianti sul recupero degli imballaggi nel 2010 (qui), mi sembra che il sistema non sia fatto per funzionare al meglio e  che ciò incida negativamente sui costi, dando ragione così a chi parla dei costi insostenibili della raccolta differenziata quando supera determinate percentuali (come ad esempio Sergio Chiamparino a proposito dell'inceneritore del Gerbido, o Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, nell'intervista durante la puntata di Report dal titolo L'oro di Roma). Eppure sistemi efficienti, grazie ai quali si può arrivare al riciclaggio di tutto il materiale raccolto, senza scarti di alcun genere, e competitivi dal punto di vista economico, esistono (si veda ad esempio in questo video come funziona il Centro Riciclo di Vedelago).
    Ad un prossimo post le poche cose che credo di aver capito su come si fa la raccolta differenziata in casa.

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