"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 22 maggio 2011

Quella sgradevole sensazione che non si voglia affrontare veramente il problema dei rifiuti

L'ho detto fin dall'inizio (qui e qui), se a casa si comincia a fare la raccolta differenziata (qui) e a prestare attenzione alla propria produzione di rifiuti, magari pesandoli  (qui l'ultimo resoconto con i link ai precedenti), ci si accorge subito che i rifiuti indifferenziati si riducono drasticamente. Se poi si separa l'organico o ci si dedica al compostaggio domestico, ci si accorge che la percentuale maggiore dei rifiuti  prodotti in casa è quella degli scarti organici. Basta fare un piccolo sforzo per differenziare i propri rifiuti  e magari anche per ridurli (alcuni consigli qui) e i risultati sono incredibili (eloquenti le foto sempre qui).

Poi ci si guarda intorno, per esempio nella maggior parte dei quartieri di Roma, e ci si accorge che il numero maggiore dei cassonetti stradali è destinato alla raccolta dell'indifferenziato; molto minore il numero dei cassonetti per la raccolta differenziata di carta e multimateriale; completamente assente la raccolta degli scarti organici (a meno di non trovarsi in uno dei quartieri della città interessati dalla cosiddetta raccolta differenziata spinta).  I numeri forniti dalla stessa Ama sono infatti di 45.000 cassonetti verdi per l'indifferenziato e 33.000 cassonetti blu e bianchi per multimateriale e carta.

A livello di gestione dei rifiuti urbani, colpisce  il fatto che sia stata e sia tuttora quasi del tutto trascurata la raccolta differenziata del materiale organico. E' così a Roma e in molte altre città, ed è così a livello nazionale, soprattutto nel centro-sud. D'altra parte, la filiera dei materiali organici è l'unica forma di raccolta differenziata in Italia a non godere di incentivi di alcun genere.
E' evidente che il materiale organico è "il" problema quando si parla di rifiuti urbani: crea percolato e miasmi in discarica; ostacola la differenziazione dei rifiuti e il riciclaggio dei materiali; ostacola la combustione dei rifiuti. Eppure non è considerato una priorità. Non si costruiscono  impianti di compostaggio o se ne costruiscono in quantità non sufficiente alle necessità; una volta raccolti, i rifiuti devono essere trasportati in aree lontane, soprattutto nel Nord Italia, con aggravio dei costi (gli impianti di compostaggio in italia); in alcune aree critiche come la Campania si sono addirittura costruiti impianti rimasti poi inutilizzati e abbandonati al degrado (qui).
Per quanto riguarda invece la raccolta differenziata di carta, plastica, vetro e metallo, non solo il numero di cassonetti stradali e la loro frequenza di svuotamento non corrispondono a quelle che dovrebbero essere le quantità dei rifiuti se correttamente differenziati, ma la modalità stessa di raccolta attraverso i cassonetti stradali multimateriale non garantisce alte percentuali  nè la qualità del materiale raccolto (qui, qui e qui). Se è vero che la raccolta differenziata costa, più alte percentuali di raccolta e soprattutto la buona qualità del materiale sono una condizione essenziale affinchè i costi siano sostenibili. Ma anche questa non sembra essere una priorità di chi gestisce il sistema.

Tutto ciò mi sembra significativo. E' come se si volesse tenere la bomba (i nostri rifiuti tal quale) sempre  innescata. Non va dimenticato, a questo proposito, che la normativa italiana continua a derogare alle norme europee grazie alle continue proroghe al D.L. 36/2003 che prevede il conferimento dei rifiuti in discarica solo al termine del processo di trattamento.
Ridurre e rendere inerti i rifiuti indifferenziati (non a caso si dovrebbe parlare di rifiuto secco)  investendo nella raccolta differenziata, nel riciclaggio, nel compostaggio prima che nei grandi impianti di incenerimento e nella creazione di mega discariche, dovrebbe essere la priorità di comuni, province, regioni e governi nazionali. Vorrebbe dire disinnescare la bomba.
A guardarsi intorno e a riflettere un po', non sembra proprio che lo si voglia fare.

Noi intanto allora, in attesa di trovare forme di azione e soluzioni diverse a livello di sistema (qualche suggerimento?), ci accontentiamo di buttare nel cassonetto dell'indifferenziato, mediamente ogni quindici giorni, diviso per tre persone, e con il proposito di fare ancora meglio in futuro, un sacchettino così:
Qualcuno si aggrega?

1 commento:

  1. 119 gr. per 3 persone in 15 giorni! Incredibile, complimenti a voi. Bravi!

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