"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

martedì 24 maggio 2011

Voto di scambio.

Il signor Z. vive da più di sessant'anni nella palazzina dove abito. Ha una certa simpatia per me, forse perchè lo ascolto quando mi ferma per strada per parlarmi di questioni condominiali. Lo ascolto, ma rispondo anche, a volte con decisione, alle sue parole, e a volte mi arrabbio pure un po'. Ma alla fine ci facciamo sempre una risata, e ci lasciamo amichevolmente. Da qualche settimana ci incontriamo sistematicamente il martedì quando io torno presto da scuola (giornata leggera) e lui esce per andare al mercato. Immancabilmente mi ferma. Immancabilmente ritorna sulla  questione del terrazzo condominiale, dei lavori abusivi del proprietario del terzo piano che sono la causa del cornicione pericolante e dei lavori di rifacimento della facciata proposti per la prossima assemblea ... Immancabilmente mi fermo a parlare con lui ("Solo cinque minuti, ti rubo solo cinque minuti..."). E diciamo, io e lui, più o meno sempre le stesse cose. Sarà anche per questo che ci viene un po' da ridere, e che ci lasciamo sempre con un sorriso.
Dopo la manifestazione nazionale per l'acqua pubblica a Roma del 26 marzo ho esposto alla finestra della cucina la bandiera "2 Sì per l'acqua bene comune".
Durante l'ultima assemblea condominiale di qualche settimana fa, fra una polemica e l'altra, il signor Z. mi ha chiesto: "Dimmi un po', ma che cos'è quella bandiera che hai appeso fuori dalla finestra?". "E' per ricordare a tutti che il 12 e 13 giugno si deve andare a votare per i referendum sull'acqua" gli ho risposto. "Ma per che si deve votare, per Berlusconi?". In realtà non ho capito bene cosa intendesse con quella domanda, ho cercato di spiegare che è  importante andare a votare perchè i referendum siano validi e che ognuno poi sceglie naturalmente di votare come vuole. "Va bene, poi un giorno ci vediamo io e te, e mi spieghi bene tutto. In fondo siamo tutti operai, tu sei insegnante, ma siamo tutti operai" (non so perchè, ma mi è piaciuta un sacco questa frase).
Oggi ci incontriamo di nuovo per strada. Lui va al mercato, io torno a casa. Giornata leggera, ma sono comunque stanca. Non posso credere che mi debba ancora parlare della stessa questione, e che dobbiamo ripetere le stesse identiche parole della settimana scorsa.
Poi, mentre mi allontano dopo averlo salutato mi richiama: "Ah, poi per i referendum, che bisogna votare, Sì a tutti quanti?" "Secondo me sì" gli rispondo. "Ah, bene". E ci salutiamo con un sorriso.

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