"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

giovedì 2 giugno 2011

Il vento del PD

Dopo la sconfitta del centrodestra alle ultime elezioni amministrative lo slogan ha invaso i muri: "Il vento è cambiato". Firmato: Partito Democratico.
Non mi addentrerò in una analisi delle elezioni, non ne ho la capacità, non ho le competenze per farlo, fiumi di parole sono stati già scritti sull'argomento.
Dirò solo che sono generalmente una persona sensibile al valore simbolico degli eventi: le vittorie inaspettate mi entusiasmano, come mi entusiasmano le piazze autoconvocate piene, i pronostici dei sondaggi rovesciati. Sono un po' ingenua e mi piace pensare che la rivoluzione è possibile, che il sogno può diventare realtà. In queste elezioni mi hanno entusiasmato soprattutto i risultati del primo turno, quelli che hanno preso alla sprovvista molti. E come non entusiasmarsi di fronte al tiranno umiliato, al ridicolo svelato e deriso, all'arroganza sbeffeggiata? Ma anche all'outsider che travolge i potenti, l'establishment consolidato all'interno del suo partito prima e poi anche l'avversario? Il significato simbolico di quei risultati è certamente notevole.
Un po' meno entusiasmante, come sempre, lo spettacolo successivo. E il marketing con il quale  il risultato deve essere venduto, come un prodotto.
E così le città vengono tappezzate di cartelloni pubblicitari. Con quello slogan fra tutti: "Il vento è cambiato". 
Non so nulla di marketing, ma mi sembra che la frase sia poco efficace dal punto di vista pubblicitario, poco lusinghiera nei confronti del prodotto che intende promuovere; d'altra parte, mi sembra corrisponda al vero in termini di analisi della realtà.
Il PD è  in balia del vento. Si muove quando il vento cambia. Annusa l'aria che tira e poi si regola di conseguenza. Manca di iniziativa propria e soprattutto di una politica e di un progetto che dovrebbero esistere ed essere chiaramente riconoscibili a prescindere dal vento, e semmai contribuire a cambiarlo. Invece solo ora che il vento è cambiato (e aggiungerei un forse, perchè sono ingenua ma non proprio stupida) il PD parte alla riscossa, parla addirittura di dimissioni del governo, e soprattutto si lancia nella campagna referendaria a quindici giorni dai referendum. Infatti, dopo i risultati del voto, sono comparsi anche i manifesti che invitano a votare sì ai referendum, referendum ignorati dal PD durante la campagna di raccolta delle firme, durante la campagna elettorale, in molti casi addirittura osteggiati. Insomma, non proprio una bella figura per il PD, che con quello slogan fotografa la propria inconsistenza. E' perchè il vento è cambiato che le elezioni sono andate come sono andate, e il partito ne prende atto.
Però, se l'analisi è giusta, e se persino il PD se ne è accorto, il vento è veramente cambiato. E questa è un'ottima notizia. Quel vento di cui solo ora il PD si accorge è una società civile che ha continuato a lottare e a lavorare, a tutti i livelli, per una realtà e un mondo diversi. Uomini e donne che non si sono rassegnati e non si rassegnano a prescindere dal vento, e che quel vento lo creano, piano piano, giorno dopo giorno, non importa se si vince o no, si va avanti e basta perchè è giusto così. E prima o poi i risultati arrivano.
Allora, che quel vento diventi un uragano in occasione dei referendum (e non perchè lo dice il PD). E continui a soffiare sempre. Perchè quando soffia lo sentono. E prima o poi spazza via. E anche questo lo sanno.

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