"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 18 luglio 2011

Il piano-rifiuti della regione Lazio: le parole vuote della politica

Odio la pubblicità (leggi ad esempio qui). Ancora di più odio la pubblicità della politica (leggi ad esempio qui). Penso che chi fa politica dovrebbe agire e non parlare, e soprattutto spendere i soldi pubblici per il bene comune e non per la propaganda.

Da alcuni giorni sono comparsi per le strade di Roma i manifesti pubblicitari sul nuovo piano-rifiuti della regione Lazio (tralascerò di esprimere considerazioni sull'ormai insopportabile inquinamento visivo dei cartelloni pubblicitari che rendono le città ancora più brutte e squallide di quello che purtroppo sono diventate, se non per dire che in questo la politica è doppiamente colpevole).
Il testo dei manifesti pubblicitari è il seguente:
Da rifiuti a risorsa
Raccolta differenziata e tecnologie di preselezione nel rispetto della salute e della tutela dell'ambiente
Nuovo piano rifiuti giunta Polverini
La scelta responsabile per il futuro del Lazio
La comparsa dei manifesti segue l'annuncio dato nelle settimane scorse riguardo alla sorte della discarica di Malagrotta e l'individuazione dei nuovi siti, provvisori e non, per "mini-discariche e impianti di trattamento dei rifiuti" (leggi qui). Le proteste a riguardo delle popolazioni interessate non si placano (ad esempio qui; ma in rete si possono facilmente trovare aggiornate le cronache degli ultimi giorni).

Qualche pensiero sparso sul messaggio in sè:
  •   Rifiuti = Risorsa. L'accostamento piace molto ma, come ho già detto (ad esempio qui), i rifiuti sono una risorsa solo per imprenditori e politici (leggi ad esempio qui, qui e qui). Non a caso le politiche volte alla riduzione dei rifiuti, le uniche veramente in grado di abbassare i costi della loro gestione, non compaiono mai nei manifesti della politica italiana ufficiale (la parola riduzione, a differenza di altre, i politici non l'hanno ancora neanche orecchiata, e quindi non è ancora entrata nei loro discorsi, neppure come parola vuota di significato). 
  • Nella seconda frase c'è (quasi) tutto: raccolta differenziata (ma non riciclaggio); impianti di preselezione (cosa sono? pre cosa? conferimento in discarica? incenerimento? e soprattutto, in che rapporto stanno con la raccolta differenziata?); rispetto della salute (bello!); tutela dell'ambiente (bello!). Manca naturalmente la parola incenerimento, che invece è un elemento strategico del piano.
  • La frase "nuovo piano rifiuti" dovrebbe allarmare invece che rassicurare: evidentemente non è l'unico, e gli effetti dei precedenti li possiamo facilmente constatare. Però "suona bene", suggerisce la capacità di programmare e di agire: peccato che il piano risalga al novembre 2010 (qui) e che la sua attuazione sia assolutamente fuori dalla realtà (leggi qui un interessante documento dei Radicali in proposito).
  • Belle, ma anch'esse vuote di significato, le parole "responsabilità" e "futuro": è vero, dobbiamo guardare al futuro (peccato solo che ce ne siamo dimenticati per almeno trent'anni); è vero, dobbiamo essere responsabili: cioè finalmente accettare discariche e inceneritori per non fare la fine di Napoli e Campania (pericolo scongiurato, ma  comunque evocato, da altri manifesti pubblicitari della giunta comparsi in questi giorni).
Dal momento che si tratta solo di messaggi pubblicitari, è forse il caso di dare una rapida scorsa  ai documenti.
Il piano rifiuti Polverini è del novembre 2010 (si può leggere qui la sezione relativa ai rifiuti urbani e qui una più recente sintesi del piano ad opera dell'Assessorato alle attività e politiche dei rifiuti.
Anche a una lettura superficiale, salta agli occhi la discrepanza tra scenario di piano, assolutamente teorico (riduzione dei rifiuti, raggiungimento obiettivi di legge sulla raccolta differenziata ecc.) e realtà (qui si possono leggere gli ultimi dati ISPRA sulla produzione dei rifiuti in Italia, riguardante il 2009; dati meno aggiornati ma comunque significativi anche qui); e infatti, è necessario un ben più realistico scenario di controllo, così introdotto:
"Allo scopo di fornire  indirizzi per la pianificazione degli interventi nel caso di mancata realizzazione dello scenario di Piano (...) viene definito lo 'scenario di controllo'.
A scopo puramente descrittivo (grassetto mio), si valuta il fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani nel caso in cui:
- non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita 'inerziale' della produzione dei rifiuti:
- non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell'incremento annuo del triennio 2006-2008;
- la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata.
La rappresentazione di tale scenario evidenzia insufficienza della capacità impiantistica dedicata al TMB a livello regionale; la capacità regionale di trattamento meccanico-biologico è inferiore ai quantitativi di rifiuto indifferenziato prodotto (...)
L'insufficienza impiantistica del TMB si ripercuote sull'intero sistema costituito dagli impianti di trattamento termico e dalle discariche".
Ecco, se lo dite voi ... . Uno scenario molto realistico, direi, anche se presentato "a scopo puramente descrittivo", naturalmente.
Per chi ha voglia di andarselo a leggere, non credo che il Piano rifiuti Marrazzo fosse poi così diverso, quanto a belle parole e intenzioni ... (qui).

Si può leggere anche Piano rifiuti regione Lazio e rapporto ISPRA 2011.

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