"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 20 luglio 2011

Piano-rifiuti regione Lazio e Rapporto ISPRA 2011: parole e numeri

Integrazione al post di lunedì scorso (qui), per chi non abbia (giustamente) voglia di andarsi a leggere i dati del Rapporto ISPRA 2011 sulla produzione di rifiuti urbani relativo all'anno 2009 recentemente pubblicato (qui) e del Piano rifiuti della regione Lazio (qui la sintesi ad opera dell'Assessorato attività produttive e politiche dei rifiuti).

In base alla legge, nel piano rifiuti regionale si afferma che per superare definitivamente l'emergenza dei rifiuti urbani nel Lazio si devono perseguire tre obiettivi:
1) riduzione alla fonte della produzione di rifiuti;
2) percentuali di raccolta differenziata in linea con quelle previste dal legislatore nazionale;
3) istituzione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti efficiente, dotato delle migliori tecnologie disponibili, teso a garantire l'autosufficienza impiantistica.

1) Riduzione dei rifiuti
Queste le stime di produzione dei rifiuti urbani del Piano regionale negli anni 2009-2017, in tonnellate:
2009 - 3.429.824
2010 - 3.423.641
2011 - 3.439.013
2012 - 3.455.869
2013 - 3.473.636
2014 - 3.522.796
2015 - 3.572.889
2016 - 3.623.918
2017 - 3.675.893
Come si può notare, è prevista una crescita costante della produzione dei rifiuti, calcolata in base alla crescita della popolazione residente e al PIL.
Nel piano d'azione specifico per la prevenzione e la riduzione della produzione di rifiuti, molto viene demandato al ruolo degli Enti Locali. Gli interventi genericamente proposti sono infatti difficilmente quantificabili "perchè spesso legati alla sola responsabilità dei cittadini, in quanto consumatori, e troppo poco a quella dei distributori e dei produttori".
I dati del Rapporto ISPRA sulla produzione dei rifiuti urbani per il Lazio sono i seguenti:
2005 - 3.274.984
2006 - 3.355.897
2007 - 3.357.409
2008 - 3.343.551
2009 - 3.332.572
Come si può notare, negli anni 2008-2009 c'è stata una diminuzione della produzione di rifiuti (diminuzione che è stata costante in tutto il quinquennio per quanto riguarda la produzione pro-capite). 
Nel Rapporto si afferma che questa diminuzione può essere legata a indicatori socio-economici (PIL e spese per famiglie residenti), a una serie di limitazioni alla possibilità di assimilare i rifiuti speciali ai rifiuti urbani previste a partire dal 2006, a misure di prevenzione, alla progressiva sostituzione degli shopper di plastica. Poichè delle misure di prevenzione elencate (tariffazione puntuale dei servizi di raccolta, vendita di prodotti alla spina, contenitori a rendere, imballaggi secondari riutilizzabili, compostaggio domestico) non se ne vedono molte in giro, la diminuzione è probabilmente dovuta ai primi due fattori e all'ultimo (e questo non dà molte garanzie per il futuro). Si può osservare come il dato del 2009 nel Piano rifiuti sia sovrastimato rispetto al dato del Rapporto ISPRA. Questo fa pensare che non si voglia puntare a una effettiva riduzione dei rifiuti.
2) Raccolta differenziata
In base al D.lgs. 152/2006, gli obiettivi minimi di percentuale di raccolta differenziata sono i seguenti:
2006 - 35%
2007 - 40%
2008 - 45%
2009 - 50%
2011 - 60%
2012 - 65%   
Lo scenario di piano regionale ipotizza il raggiungimento degli obiettivi minimi di legge per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata60% per il 2011, 65% per gli anni successivi fino al 2017.
Le percentuali effettive di raccolta differenziata della regione Lazio negli anni 2005-2009 (Rapporto ISPRA 2011) sono le seguenti:
2005 - 10,4%
2006 - 11,1%
2007 - 12,1%
2008 - 12,9%
2009 - 15,1%
Come si può facilmente notare, nonostante la crescita costante, non sono stati conseguiti neppure gli obiettivi del 2006 (35%) e la percentuale di RD per l'anno 2009 è più o meno equivalente alla metà di quella richiesta dalla legge. Che si possa passare da poco più del 15% del 2009 al 60% nell'anno in corso e al 65% nel 2012 sembra francamente ridicolo. Ma per fortuna c'è lo scenario di controllo (vedi post precedente)...
3) Sistema integrato di impianti di smaltimento e recupero
Se i rifiuti non diminuiscono e la raccolta differenziata non aumenta, bisogna puntare tutto sugli impianti. Quelli più efficienti e più tecnologicamente all'avanguardia, la panacea di tutti i mali e la soluzione di tutti i problemi. E forse la vera risorsa per qualcuno...

2 commenti:

  1. miii quanto scrivi!! davvero complimenti! mi chiamo luca e cercavo info sul nuovo piano dei rifiuti della regione lazio e mi sono imbattuto nel blog:eccezionale! sei a conoscenza del "comitato rifiuti zero fiumicino"? ci siamo costituiti pochi mesi fa per combattere questo piano rifiuti nefasto... per ora raccoglie altre 4 comuni (cerveteri, anguillara, bracciano, e ladispoli) ma contiamo di arrivare a riunire tutti i comitati del lazio, perchè non ci contatti? credo che il tuo apporto sarebbe molto utile!!! ancora complimenti!

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  2. Ciao Luca, e grazie per visita e commento. Sto seguendo attraverso i media le proteste del "comitato rifiuti zero fiumicino", anche se non ho partecipato personalmente, per il momento. Grande il video su Peccioli! Bravi!
    Tornerò presto sull'argomento e seguirò da vicino le vostre iniziative e quelle dei vari comitati sparsi nel Lazio. A prestissimo!

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