"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 17 agosto 2011

Città d'estate (e non solo)

Questa mattina ho incontrato il signor Z. (leggi qui). Mentre andavo a comprare il giornale, l'ho visto seduto sul muretto subito prima della piazza, in un angolo all'ombra, con accanto il carrello della spesa. Era visibilmente in difficoltà. "Un po' di affanno", mi ha detto, "mi riposo un po' e poi torno a casa... ". Ma ha accettato, anche se dietro molta insistenza da parte mia, e quasi commosso, che lo accompagnassi a casa e soprattutto che gli portassi il carrello, effettivamente piuttosto pesante. "E' questo sole, più che altro", mi ha detto. Saranno state le 11.
Il percorso dalla piazza da dove proveniva il signor Z. alla palazzina dove abitiamo richiederà cinque minuti a passo veloce. Noi lo avremo percorso forse in un quarto d'ora. Camminando lentamente, lui con il suo bastone di legno, io con il suo carrello della spesa. E chiacchierando. Mi ha raccontato di quando abitava lì da bambino. Di quando i suoi genitori hanno acquistato l'appartamento in cui vive ancora oggi, vendendo "all'ingegnere" il pezzo di terra che una volta confinava con la palazzina e dove oggi c'è un'altra palazzina. Perchè allora era così, lì intorno "era tutta campagna", e ognuno aveva il suo pezzetto di terra da coltivare.

Io cammino a piedi, e percorro ogni giorno quel tratto di strada. E ci penso sempre, mentre cammino, che non c'è un maledetto filo d'ombra neanche a pagarlo oro. Che quelle stradine sono fatte così, senza marciapiedi, senza alberi, senza riparo, buone solo per chi passa in macchina, protetto dalla sua ferraglia ad aria condizionata. Ma oggi, che ho visto il signor Z. così in difficoltà, così smarrito, ho sentito più del solito quanto nemica è questa città delle persone che la abitano, di chi cammina, dei bambini, degli anziani.
Perchè abbiamo permesso che diventasse così? Che diventasse questo inferno da cui si può solo fuggire, soprattutto d'estate?
Negli anni '90, con la costruzione della nuova stazione della metropolitana, la Circonvallazione Cornelia è stata completamente rifatta. E' stato creato un enorme capolinea di autobus e pulman, un lago di asfalto nero e rovente d'estate nel quale a nessuno è venuto in mente di piantare un albero che sia uno! In tutta la zona, nelle strade non ci sono alberi che non siano negli spazi privati. Nelle stradine secondarie, in cui le costruzioni sono basse, quasi mai superiori ai tre piani, il sole non dà tregua. Le poche vie con marciapiedi e striminziti alberelli sono le latrine a cielo aperto dei cani della zona. Eppure una volta lì "era tutta campagna". E non sarebbe stato poi così difficile lasciare un po' di quella campagna tra una casa e l'altra. Ed evitare di costruire, con le nostre stesse mani, quell'inferno che prima o poi ci annienterà come se fosse una calamità "naturale". Insomma, un po' come quell'economia, che abbiamo costruito con le nostre stesse mani, e che giorno dopo giorno sta distruggendo e presto finirà di distruggere le nostre vite. Come se fosse una calamità "naturale".

4 commenti:

  1. Parole sante, non so come sia li a Roma, ma qui tra Milano e Varese c'e' un gran boom di costruzioni, appena scoppiata la crisi si sono messi tutti a costruire .... e poi ... appartamente che restano inevitabilmente invenduti per anni mah!!
    Io qualche anno fa sono scappato dalla citta' per andare in campagna (in parte contribuendo cosi' ad aumentare l'inquinamento) ora, piano piano la citta' si sta avvicinando, piu' passano gli anni piu' le campagne tra i paesi spariscono, ma con discrezione, prima si costruisce una strada che toglie il traffico dal paese, poi vicino alla strada nuove case, poi, visto che il paese di e' allargato, si ricomincia con una nuova strada, e cosi' tra un paese e l'altro resta solo il cartello !!!
    Non ha senso, meno strade e piu' boschi. Ultima chicca ho sentito che per il calcolo delle aree a verde nelle citta' vengono conteggiati sia gli spartitraffico, 10.000 mt per 20 cm sono 2.000 mq di verde :), ma anche una quota dei balconi !!!
    Scusa il lungo post, ma hai toccato un punto che condivido piu' di ogni altra cosa.
    Grazie per il tuo blog
    Ciao
    Daniele

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  2. Grazie Daniele per il prezioso commento. Spieghi molto bene come funziona il meccanismo. Anche le campagne vicino Roma sono state massacrate dalla costruzione di palazzi, ville e villette, molti invenduti sul mercato. Che fare? Il mio post era un po' sconsolato, devo ammetterlo. Ma spero di essere un po' più costruttiva prossimamente.
    Ciao!
    P.S. la punteggiatura mi sembra a posto. proprio niente di cui scusarsi! :)

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  3. La vedo dura essere piu' costruttivi, anche se su questo tema la parola calza a pennello :).
    A mio avviso non piace a nessuno passare la propria vita in auto in coda, neanche a chi ha i SUV piu' attrezzati.
    Per invertire la tendenza e' necessario che cambi radicalmente il mondo del lavoro, oggi gran parte del lavoro potrebbe essere condotto dalla propria abitazione riducendo al minimo gli spostamenti.
    Ma purtroppo servono cambiamenti nelle relazioni sociali non da poco, e come al solito in questo la politica e' latitante.
    Ciao e grazie del tuo blog, lo seguo spesso ed e' tenuto molto bene, complimenti.
    Daniele

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