"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

venerdì 30 settembre 2011

Malagrotta forever

Nel 1993 (leggi qui), durante la campagna elettorale al termine della quale Francesco Rutelli sarebbe stato eletto per la prima volta sindaco di Roma, così Legambiente presentava la questione-rifiuti a Roma:
Un grattacielo di rifiuti
Immaginate un palazzo che abbia per base la superficie equivalente di un campo di calcio e sia alto 160 metri: avrete il volume di rifiuti solidi urbani prodotti a Roma in un anno (circa 4 mila tonnellate al giorno, pari a 1,3 chili per abitante, per un totale annuo di oltre 1 milione e 300 mila tonnellate). La stragrande maggioranza di questi rifiuti viene convogliata in una sola discarica privata, quella di Malagrotta (...)
Malagrotta è la discarica più grande d'Italia e probabilmente d'Europa, ma potrà ricevere rifiuti ancora al massimo per cinque anni: come dire che le alternative dovrebbero essere già pronte, mentre si naviga, a tutt'oggi, nel buio più fitto.
A Roma l'unica forma significativa di raccolta differenziata riguarda il vetro: una raccolta che ha incontrato molto favore tra i cittadini (30.292 tonnellate di vetro raccolte separatamente  nel '91) nonostante l'impegno del comune e dell'Amnu sia stato molto ridotto. In tutto il territorio di Roma esistono poco meno di 4 mila campane per la raccolta del vetro (che viene poi inviato nell'impianto di Piegaro nei pressi di Perugia), e alcuni quartieri ne sono completamente sprovvisti, senza contare che lo svuotamento delle campane avviene troppo lentamente.
Decisamente singolare è il criterio seguito dall'Amnu per organizzare la raccolta differenziata delle pile: i contenitori sono collocati esclusivamente nelle scuole medie ed elementari, per cui chi non è studente o non ha figli in età scolare è "condannato" a gettare via le pile insieme a tutti gli altri rifiuti. All'anno zero, infine, sono a Roma la raccolta della plastica (sebbene nella provincia, a Pomezia, esista il più grande impianto per il riciclaggio dei contenitori in plastica per liquidi, in funzione dal novembre 1992) e della carta (affidata solo all'intraprendenza e al civismo di gruppi di volontari).

Aria di citta 4, Legambiente Il Manifesto, 1993, p,25 (grassetto mio).
I dati parlano ancora oggi di circa 4 mila tonnellate di rifiuti prodotti a Roma ogni giorno (qui il punto sulla situazione in un esaustivo dossier dal sito di Repubblica), di cui solo il 22/24% viene raccolto in forma differenziata e avviato al riciclaggio. La coincidenza di dati suona strana, ma contribuisce a rendere l'idea di un assoluto immobilismo e una totale mancanza di volontà di affrontare il problema. In diciotto anni sembra che nulla sia stato fatto. In particolare, alcuni nodi sono cruciali e molto significativi.
La chiusura di Malagrotta. Già nel 1998 si sarebbe dovuto procedere alla chiusura della discarica "più grande d'Europa". Da allora si sono succedute continue e regolarissime proroghe, fino alla più recente del 30 giugno 2011 firmata dal governatore della Regione Lazio Renata Polverini, che ne ha accompagnato l'annuncio con le seguenti parole: "[La proroga] sarà l'ultima. Non sarà possibile reiterarla". Va da sè che in questi giorni una ulteriore proroga è data praticamente per certa. Ma aspettiamo di vedere, prima di parlare... 
Le alternative a Malagrotta. Nel 1993, cinque anni prima della data della prevista chiusura della discarica, giustamente Legambiente lamentava il grave ritardo nell'elaborazione delle alternative. Oggi, a tre mesi dalla (presunta) chiusura prevista (per ora) il 31 dicembre 2011, direi che si naviga in un buio molto ma molto più fitto (per usare un moderato eufemismo) di quello descritto diciotto anni fa da Legambiente.
La raccolta differenziata. Nel 1993 a Roma esisteva solo una bozza di raccolta differenziata del vetro. Nel 1991 si erano raccolti, con solo 4.000 campane per la raccolta differenziata, 30.292 tonnellate di vetro. Nel 2009 si sono raccolte 49.903,6 tonnellate di vetro (Rapporto ISPRA 2011) con circa 16.500 cassonetti stradali per la raccolta multimateriale (qui i dati dell'Ama sui cassonetti). Il confronto fra i dati del '91 e quelli del 2009 per la raccolta del vetro è, francamente, imbarazzante. Per quanto riguarda la raccolta delle pile usate, il sistema è rimasto lo stesso, con l'aggravante che i raccoglitori nelle scuole sembrano generalmente inutilizzati da anni e, personalmente,  non sono ancora riuscita a capire se la raccolta delle pile a Roma viene fatta oppure no.
Insomma, a Roma la raccolta differenziata non è mai decollata, Malagrotta non è mai stata chiusa e lo smaltimento in discarica è stato sempre privilegiato e incentivato. Significative a questo proposito le parole di Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta e titolare della società Co.la.ri che la gestisce, in una recente lettera inviata al sindaco di Roma Gianni Alemanno: "In trent'anni Roma ha pagato per ogni tonnellata di rifiuti portata in discarica  almeno un terzo di quello che si pagava in Italia".
Oggi il quadro è ulteriormente aggravato da un dossier ISPRA sulla presenza di pericolosi inquinanti nel terreno e nelle falde di Malagrotta (qui), come da anni denunciato dai comitati locali nella colpevole indifferenza delle autorità, e da un'inchiesta aperta dalla procura di Roma per omicidio colposo sulla morte per tumore di quattro persone  (qui).
La nomina di un commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta da parte del governo ai primi di settembre rientra invece nella normalità di questi anni e del nostro paese (vedi Napoli). Il prefetto Giuseppe Pecoraro dovrà, nel giro di tre mesi (entro 45 giorni dovrà scegliere i siti alternativi), risolvere la questione, dopo anni, mesi e giorni di immobilismo totale.
Immobilismo non tanto nella scelta di siti e impianti alternativi, che pure esiste (a tre mesi dalla chiusura non si sa nulla!), ma nell'avviamento di politiche di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata e del riciclaggio dei materiali.

Oltre all'ottimo dossier di Repubblica, segnalo questo articolo dal Fatto Quotidiano e il sito del Comitato rifiuti zero Fiumicino per tutti gli aggiornamenti sul caso,  le iniziative di lotta e le proposte alternative.
In questo blog si possono leggere i miei post sull'argomento qui, qui e qui.

10 commenti:

  1. Qui dove abito la raccolta differenziata si fa da almeno 10 anni, umido,plastica,vetro e indiferrenziato. Penso che se si dovesse tornare al "bustone puzzolente" sarebbero poche le persone felici.
    Dico questo perche' penso che il danno maggiore nel ritardare la raccolta differenziata non sia tanto nell'inquinamento aggiunto, ma nel fatto che le nuove generazioni crescano come "nativi digitali", ma non come "nativi differenziati", insomma non c'e' come vivere quotidianamente una pratica per farla propria.

    Grazie
    Daniele

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  2. Verissimo, grazie per la riflessione! Purtroppo però il danno ambientale c'è eccome. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di introiettare il comportamento. Ciao!

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  3. Veramente una piaga difficile da sanare quella dello smaltimento rifuiti. tra i tanti problemi che affliggono il nostro paese, sicuramente prioritario perchè riguarda la salute.Campagne di sensibilizazione sono state fatte e se ne stanno facendo,ma sono da rieducare tutti, cittadini e amministratori.Da parte dei cittadini c'è ancora tanta ignoranza ma,...sicuramente tra chi amministra c'è chi ci specula.Qui da noi da qualche anno facciamo la differenziata e molti si lamentano perchè è comunque un lavoro che porta via tempo e spazio .I più però hanno compreso quanto sia importante ,ci sono controlli severi,al primo errore fanno una crocetta di segnalazione, al secondo una multa salata,nei condomini poi,siccome è difficile risalire al "colpevole",tutti contribuiscono a pagare la multa.C'è quindi anche da parte nostra, una motivazione in più ad andare a controllare che tutto sia differenziato a regola d'arte..Piano piano stiamo imparando a fare del nostro meglio, chi per amore dell'ambiente chi perchè non vuole pagare multe,si sta comunque facendo progressi.Per quanto riguarda invece la gestione dello smaltimento e le diverse amministrazioni che gestiscono ,il problema è più grave.Gli "inciuci"e relativi accordi presi da chi nello smaltimento vuol trarre profitto,sono difficili da scoprire.Mo Pa, non la voglio fare troppo lunga,anzi scusami! Con la recente rivalutazione del nucleare ,stoppata per fortuna dalle vicende di Fukushima tutti i comitati nuovi e vecchi dell'antinucleare si sono attivati,ho un amico che si adopera ancora oggi in un comitato di questo tipo e mi ha fatto conoscere attraverso youTube ,un intervista all'avvocato Tibaldi, ora è morto.Quest uomo ha documentato per anni, i danni provocati dall'inquinamento delle scorie che passavano attraverso le falde acquifere......se hai tempo e buono stomaco e se non lo hai già visto, guardati il video è interessante e lascia intuire quanto sia scarsa la sensibilità di chi in queste questioni ci mette le mani solo per guadagni sporchi a danno della salute di tutti.
    http://www.youtube.com/watch?v=eMCyD8sPXR4
    bacioneeeeeee.

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  4. Sandra, non confido molto nelle ".Campagne di sensibilizzazione sono state fatte e se ne stanno facendo,ma sono da rieducare tutti, cittadini e amministratori", purtroppo non e' nella natura umana guardare cosi' lontano. Credo invece che si debba rendere la raccolta differenziata un comportamento "premiante" per gli attori coinvolti. Come ? le idee possono essere tante, ma la loro attuazione andrebbe verificata con i numeri.

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  5. Cara Sandra, grazie per il tuo intervento. Hai ragione, purtroppo c'è poco da fidarsi di chi amministra la cosa pubblica. Per questo penso che l'impegno personale sia prioritario, soprattutto per quanto riguarda la RIDUZIONE dei rifiuti. ambito nel quale possiamo agire in prima persona, con possibilità secondo me potenzialmente enormi, e non smetterò mai di crederci (almeno spero).
    Daniele, è vero, il comportamento virtuoso andrebbe premiato. Per esempio cominciando a far pagare la tassa in base alla produzione di rifiuti. In molti posti si fa. Ricordo che a suo tempo anche Rutelli (incredibile ma vero) ne parlava per Roma, ma poi naturalmente il sistema è rimasto quello primitivo dell'interrare (e più tardi del bruciare).

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  6. Piu' che far pagare meno la tassa, pagherei in contanti (non e' la stessa cosa) chi porta i rifiuti al centro di raccolta, piu' sono differenziati piu' soldi ricevi. Cosi' facendo potrebbero esserci un sacco di "furbetti" che andrebbero a fregare i rifiuti nei boschi :)

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  7. Verissimo. Una sorta di "vuoto a rendere" che responsabilizza tutti, produttori e utenti, e che creerebbe un circolo veramente virtuoso dei rifiuti. In molti paesi già lo fanno. E succede anche quello che dici tu: la gente va in giro a raccogliere rifiuti per fare un po' di soldini :)

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  8. ..Si sono d'accordo con entrambi.In effetti qui si fa anche questo,una sorta di premio a chi ben differenzia,scusate se non l'ho scritto sul primo commento.Non è che si ricevono soldi,però il comune ha messo un distributore di acqua del nostro acquedotto, depurata e mineralizzata,...liscia e gasata.Funziona con una carta che i cittadini possono ricaricare portando rifiuti ben differenziati al "centro raccolta per la differenziata".Un tot kg di plastica ad esempio equivalgono a tot lt di acqua depurata.le fonti pubbliche sono altro e ci sono, li l'acqua è sempre gratuita ed è come quella del rubinetto di casa, comunque potabile.L'altra invece è quasi un premio che si può avere con una buona differenziazione,molti non comprano più l'acqua in bottiglia con questa innovazione.Però Daniele scusami, in parte condivido il tuo scetticismo sulle campagne di sensibilizzazione, qui però si sono fatte riunioni di quartiere dove i tecnici del comune hanno spiegato l'importanza di questo nuovo lavoro, documentando le prospettive dei vantaggi futuri ,le persone hanno partecipato interessate.C'è pure un comitato per l'ambiente che lavora sodo,si sono fatte lotte perché volevano istallare un inceneritore l'abbiamo avuta vinta! Nonostante le difficoltà di scontrarsi con "il potere".Questo è un piccolo paese ,noi non abbiamo niente,solo una buonissima aria di collina e il verde, forse è per questo che qui un effetto positivo la sensibilizzazione l'ha prodotto .Un abbraccio Paola...anche a te Dani!

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  9. Ciao Sandra, non era mia intenzione sminuire il valore delle campagne di sensibilizzazione. Il mio pensiero voleva essere solo razionale, se parliamo del comportamento di milioni di persone della piu' varia estrazione sociale non c'e' alternativa che puntare a leve di base come percepire una utilita' personale a seguito di un cambio nel proprio comportamento. Pensa alla rivoluzione avuta nei supermercati con l'euro da mettere nel carrello ?

    Ricambio
    Daniele

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  10. Mi e' ricapitato un link di un articolo su wired di una startup di successo che potrebbe interessare, praticamente questo tizio si e' inventato un modo per produrre IN MODO INDUSTRIALE nuovi manufatti partendo dalla spazzatura.

    http://mag.wired.it/rivista/storie/il-rifiuto-che-visse-due-volte.html

    http://www.inc.com/magazine/20060701/coolest-startup.html

    http://www.terracycle.net/

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