"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 22 ottobre 2011

Dopo-Malagrotta: ultime notizie; alcune considerazioni

Il 19 ottobre si è tenuta una seduta straordinaria del Consiglio Regionale del Lazio incentrata sulla nomina da parte del governo del prefetto Pecoraro a commissario straordinario per la chiusura della discarica di Malagrotta; la seduta si è conclusa con l'approvazione della mozione per la gestione del dopo Malagrotta da parte del Consiglio Regionale (qui e qui si possono trovare i resoconti della seduta sul sito della Regione; qui, qui e qui gli articoli di cronaca della giornata da Eco dalle Città, dal Messaggero e da Terra).
Fuori dalla sede della Regione intanto continuavano le proteste dei comitati degli abitanti delle località interessate dalle nuove discariche, provvisorie (Quadro Alto e Corcolle) e definitive (Pizzo del Prete). I comitati hanno tra l'altro presentato nei giorni scorsi una legge di iniziativa popolare sulla gestione dei rifiuti (qui) e le linee guida di un piano dei rifiuti alternativo a quello della Regione (qui; qui  si può leggere il comunicato stampa del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino sulle decisioni prese durante la seduta, sulla chiusura di Malagrotta e sul piano rifiuti regionale).

Per il momento, due considerazioni.

In risposta alle opposizioni l'assessore ai rifiuti e alle attività produttive della giunta Polverini, Pietro Di Paolo, ha pronunciato le seguenti parole:
Nel piano rifiuti non ci sono inceneritori: la carenza di termovalorizzazione è prevista solo dal cosiddetto scenario di controllo, che al momento è solo un'eventualità.
Va ricordato che lo scenario di controllo è previsto nel caso in cui non fosse possibile rispettare  lo scenario di piano, e cioè nel caso in cui: 1) non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita "inerziale" della produzione dei rifiuti; 2) non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell'incremento annuo del triennio 2006-2008; 3) la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata. Mi sono già occupata dell'argomento in due post (qui e qui) ai quali rimando. Ricorderò solo brevemente che: 1) lo stesso scenario di piano prevede una crescita costante del volume dei rifiuti negli anni 2009-2017, mentre non c'è traccia concreta di politiche di riduzione dei rifiuti; 2) la raccolta differenziata dovrebbe essere al 60% nel 2011 (cioè ora!) e al 65% per gli anni successivi mentre, secondo il rapporto ISPRA 2011 era al 15,1% nel 2009; 3) nello scenario di piano si fa riferimento al gassificatore di Albano Laziale come operativo entro il 2014, mentre la sua costruzione non è stata al momento autorizzata. A proposito degli impianti, queste sono le parole dello scenario di controllo:
Anche supponendo che il deficit impiantistico di Trattamento Meccanico Biologico venga sopperito da un trattamento preliminare allo smaltimento in discarica consistente in una trito-vagliatura con deferrizzazione e che la frazione combustibile dei rifiuti in surplus sia destinata ad impianti fuori regione, la capacità di smaltimento in discarica regionale è insufficiente a ricevere quantitativi di rifiuti derivanti dagli scarti dei TMB , dal trattamento preliminare e dagli scarti della termovalorizzazione dall'anno 2013. Tale insufficienza risulterebbe poi ulteriormente aggravata dallo smaltimento degli scarti del comppostaggio nel sistema regionale.
Permanendo le ipotesi dello scenario di controllo, al fine di ridurre lo sfruttamento delle discariche, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi del rifiuto, potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione.
In particolare - 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); - 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell'ATO regionale.
Assumendo operativi i suddetti adeguamenti nei tempi standard definiti nel Piano (trattamento del rifiuto indifferenziato dal 2014 e termovalorizzazione dal 2016) si riduce il fabbisogno di smaltimento finale, pur rimanendo importante il deficit delle volumetrie delle discariche. (p.23. grassetto  mio)
Al momento, non mi sembra di vedere segnali che indichino un'inversione di tendenza: mentre lo scenario di piano è pura teoria, quello di controllo, definito da Di Paolo "solo un'eventualità", rappresenta una prospettiva più che reale. Le parole della politica continuano a essere, invece, semplicemente propaganda.

Durante il dibattito in consiglio, la presidente Polverini aveva risposto alle parole di Angelo Bonelli sull'acquisto da parte della Colari di Manlio Cerroni del terreno di Quadro Alto a Riano e su un possibile accordo con la regione con queste parole: "Lo escludo! E' un atteggiamento assolutamente scorretto da parte di un consigliere che fa illazioni, peraltro pesanti. Questo imprenditore lavora quasi in regime di monopolio in questa città e io sono al governo della Regione soltanto da un anno e mezzo. Il prefetto Pecoraro ha già chiarito, nei giorni scorsi, che attraverso le proprie funzioni commissariali agirà attraverso esproprio".
Nello stesso pomeriggio, davanti alla commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, l'avvocato Cerroni ha rivelato: "La proprietà del sito di Quadro Alto a Riano? Quella località è mia, l'ho comprata una decina di giorni fa" (qui).

Dunque, su gara d'appalto ed esproprio staremo a vedere.
Per il momento, la giunta Polverini sembra essersi perfettamente adeguata alla linea politica degli ultimi venti anni, commissariamenti e monopolio Cerroni inclusi. Anche se Di Paolo dice: "A questa giunta va riconosciuto il merito di aver aggredito il problema, assunto responsabilità, fatto scelte che creano qualche mal di pancia e legittime preoccupazioni. Ma da oggi in poi c'è la possibilità di dare ascolto a tutti coloro che hanno manifestato in modo costruttivo le loro preoccupazioni, dalle associazioni ai comitati, ai singoli cittadini, in un quadro finalmente di certezze. Non in un quadro che tamponava l'emergenza di turno come in passato ma che oggi dà risposte a tutto tondo". Evviva!

A proposito: il piano regionale non è stato ancora approvato, la Commissione Ambiente lo sta ancora esaminando. Secondo Di Paolo, dovrebbe arrivare in aula "entro la fine di quest'anno". Altro che "tamponare l'emergenza"!


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