"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 13 novembre 2011

La goccia nel mare: dell'utilità (o inutilità) dell'impegno personale.

Mi sono ritrovata spesso, in episodi più e meno recenti, a riflettere sull'utilità e sul senso delle mie scelte di stili di vita il più possibile sostenibili e sul valore dell'impegno personale in genere come risposta all'inadeguatezza della politica tradizionale e al senso di frustrazione che ne deriva.

L'obiezione più diffusa alle scelte personali responsabili può essere sintetizzata nella frase: "Ma chi te lo fa fare? Tanto non serve a niente!", seguita poi dal passaggio alla prima persona singolare: "Perchè devo essere io a rinunciare a qualcosa quando non importa niente a nessuno? Perchè ad esempio devo essere io il c......e che si fa il m...o tutti i giorni sui mezzi pubblici quando tutti gli altri vanno in macchina, arrivano prima e vivono meglio?", seguita infine dalla generalizzazione della questione: "Se tutti andassero con i mezzi pubblici il sistema scoppierebbe!". Queste parole sono state effettivamente  pronunciate, e da una persona informata e anche sensibile alle tematiche ambientali, non da un fautore de "i comodi miei prima tutto, e al diavolo tutto il resto" come pure  ce ne sono tanti. E in quella conversazione io cercavo di dire che se una cosa è giusta va fatta e basta, e che bisogna pur cominciare, e che magari da piccoli esempi individuali ne nascono altri, e che poi si può passare anche a un livello politico superiore.
Un altro esempio: mesi fa, a un mio commento sull'importanza anche del risparmio energetico individuale a un post di un blog del Fatto Quotidiano (Ambientalisti senza maglione) un docente universitario, a sua volta titolare di un blog sul medesimo sito, rispondeva così: "No, purtroppo da tanti piccoli comportamenti virtuosi non si ottiene nulla. Se tu risparmi il 2% e lo fanno tutti, globalmente è sempre il 2%. Non è questione di superiorità ma di aritmetica" (sic!).
Insomma, rassegniamoci, perchè nulla serve (nel secondo esempio però c'è molta mala fede, e il discorso da fare sarebbe tutto diverso, e magari un giorno lo farò).

Per me le azioni individuali sono anche politiche. E in questa fase rappresentano, credo, l'unica risposta possibile al nulla della politica tradizionale. E' per questo che ho cominciato a fare il composto, a fare la raccolta differenziata, a ridurre i rifiuti e tutto il resto; è per questo che ho cominciato a informarmi ma soprattutto ad agire concretamente, anche se con piccolissimi gesti. Ed è per questo anche che ho cominciato a scrivere questo blog. E' una piccola grande illusione la mia, lo so, quella che si possa procedere a un cambiamento partendo dal basso, dall'impegno di tanti singoli individui, in tutti i campi.
Sono ormai abbastanza "vecchietta" da poter dire che certamente non vedrò i risultati di un eventuale epocale cambiamento costruito dal basso, se mai ci sarà. E proprio per questo mi impressiona molto confrontarmi con persone più giovani di me o giovanissime che invece sono totalmente disilluse, sfiduciate, rassegnate. Anche persone molto in gamba, intelligenti, preparate, le quali, quando si tratta di politica, parlano solo o di "far saltare tutto" o di "tanto niente serve a niente". 

Ecco, a pensarci bene, forse è questa la vera risposta alle obiezioni, è di questo che effettivamente si tratta: si tratta di avere o no speranza in un mondo diverso; e agire di conseguenza.

Dunque, per quanto mi riguarda, anche volendo, non potrei mai tornare indietro, e quindi andrò avanti così, e sempre un po' meglio se potrò, a prescindere da quello che si dice o si pensa in giro.

E chiudo, perchè è ora, con questa citazione dal libro di Colin Beavan, Un anno a impatto zero, sul valore delle azioni individuali anche quando sembrano apparentemente inutili e senza risultati:
Migliaia di gocce devono riempire il vaso, prima che l'ultima possa farlo traboccare. E nessuna di queste gocce è più importante delle altre, neppure l'ultima. E' solo quella della quale alla fine ci si ricorda. Ma il fatto che le nostre azioni individuali non verranno ricordate non significa che non siano di importanza cruciale. La goccia che fa traboccare il vaso necessita di tutte le altre gocce. La tessera che avvia l'effetto domino necessita che ognuno di noi sia in posizione perchè inizi la reazione a catena.

3 commenti:

  1. Ciao Paola, "se una cosa è giusta va fatta e basta" sono piu' che daccordo, tenendo pero' i piedi ben a terra, tener fede alla propria etica vale molto piu' della battaglia che si combatte in se, soprattuto se si e' consapevoli che non si vedra' l'esito finale della guerra.
    Purtroppo quando dici "Perchè devo essere io a rinunciare a qualcosa quando non importa niente a nessuno?" e' scientificamente provato, Naish di fatto ha vinto il Nobel con il dilemma del prigioniero.
    Se tu ed un estraneo con entrambi a disposizione diciamo 2 milioni di euro e vi trovate di fronte alla scelta se darne due all'altro o tenerne uno per voi, nonostante la scelta migliore per entrambi sarebbe "dare" e' dimostrato matematicamente che la scelta piu' conveniente sia "prendere", e la vita di tutti i giorni ci mette di fronte a questa realta.
    Spero di non essere stato troppo "distruttivo", ma la risposta alla domanda "a cosa serve" oggi non e' "a ridurre l'inquinamento", ma ad essere consapevoli che ci stiamo danneggiando, e forse giorno dopo giorno diventera' un comportamento conveniente per il singolo. In fondo, chi avrebbe scommesso che tutti, e dico tutti, avrebbero rispettato la legge per il divieto di fumo nei locali pubblici :)

    Ciao
    Daniele

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  2. Appunto! Perchè dobbiamo aspettare da noi stessi il peggio e non il meglio? Io sono per mirare sempre in alto. Come dici, passo dopo passo, grande o piccolo, le cose e soprattutto atteggiamenti e disposizioni cambiano, a volte anche inaspettatamente (tanto per tenersi un po' su e non abbattersi troppo) :)

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  3. A patto di non sparare alla luna :)
    Stando nel piccolo, visto che si e' in cerca di soldi sarebbe interessante tassare il latte in contenitori plastici fino a far superare di 10 centesimi l'equivalente in vetro.
    Quasi quasi lo suggerisco al Mario :)
    Ciao

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