"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 26 novembre 2011

Post n. 100: di zie, gusci, sogni.

Insomma, è arrivato il post n. 100. Non vuol dire niente, lo so, come tutti i numeri ai quali ci aggrappiamo come punti di riferimento: ricorrenze, compleanni, venticinquesimi, cinquantesimi ecc. Non vuol dire proprio niente. Però è capitato in un periodo un po' particolare. Un periodo di pensieri, bilanci, sogni. E quindi questo sarà un post di pensieri, bilanci, sogni. Tutti un po' sconclusionati, come il titolo. Quale modo migliore per celebrare la ricorrenza?

Le zie.
Nello scorso mese di aprile è morta la zia A. e ha lasciato in eredità a me e ai miei tre fratelli il suo appartamento. Sono due venerdì che ci vado, insieme a mia madre, per cominciare a dividere la roba, decidere cosa fare di questo, cosa fare di quello. Lo facciamo un pezzettino per volta, perchè non è facile. Ieri per esempio ho preso gli occhiali della zia, perchè so che esistono associazioni che riciclano gli occhiali per chi ne ha bisogno (se ne occupa ad esempio il Lions' Club; a Roma si raccolgono per conto del Movimento Apostolico Ciechi presso la bottega "perunmondosottosopra" a via dei Gonzaga 34c). E poi ho preso i suoi ferri da maglia, gli uncinetti, i fili, la roba di merceria che conservava. E uno di questi giorni mi prenderò la vecchia macchina per cucire. Non so usarla, però mi ricordo com' era brava lei, quando stava ancora bene, a lavorare e ad aggiustare. E anche che aveva provato a insegnarmi a usare ferri e uncinetto. E ho deciso che mi ci metterò, e voglio vedere se riesco a imparare per esempio a recuperare un po' della montagna di roba che si accumula e di cui non so che fare. Mi dispiace di non poter più chiedere a lei di insegnarmi e guidarmi, e di non averlo fatto prima. Però un po' della zia c'è in quegli oggetti e nei miei sogni di fare chissà che cosa, ed è comunque meglio di niente.
E mi è venuta in mente poi la zia D., veramente un mostro di bravura nel fare, riciclare, creare. E anche se non l'ho fatto quando ero bambina e lei avrebbe voluto insegnarmi, penso che potrei imparare adesso da lei a cucire, sferruzzare, ricamare, riutilizzare...

Il guscio.
Come ho cominciato con il composto, sperimentando direttamente e personalmente il compostaggio domestico estremo in appartamento, ho voglia di fare e sperimentare  cose nuove.  E ho soprattutto voglia (non so però se anche capacità) di uscire dal guscio, di allargare le mie esperienze. Direttamente, non solo attraverso il blog.
Ecco, è ora di passare al livello successivo. 
Cominciando intanto dalle persone che mi stanno intorno. Quanto potrei imparare dalla zia D.? E quante persone ho intorno da cui imparare e con cui collaborare? E la mamma di quella collega che fa bellissime borse? Non potrebbe insegnarmi a fare borse, appunto, però con materiali riciclati? E il condominio? Possibile che io non riesca a fare qualcosa a livello condominiale? E a scuola? Potrebbe esserci luogo più adatto di una scuola per questo? E i commercianti della zona? Possibile che non si riesca a trovare qualcuno con il quale sperimentare metodi per ridurre gli imballaggi? Per non parlare poi del livello politico superiore, associazionismo, comitati, movimenti ecc. E' un passaggio essenziale per agire concretamente. Che fare?

Il sogno.
Quello grandicello e un po' folle non lo dico, perchè chissà se mai  proverò a realizzarlo veramente.
Intanto però tutti quei piccoli passi del paragrafo precedente sono quello che vorrei provare a fare. Siccome sono molto timida, sarà un vero problema, ma diciamo che questo è il proposito (e il sogno) per i prossimi cento post: uscire dal guscio e fare qualcosa di concreto che non sia più solo personale.
Il sogno grande è invece quello di non perdere la capacità di ... sognare, qualunque cosa accada (e i tempi purtroppo non promettono bene).

4 commenti:

  1. Paola che belli i tuoi sogni!!!Aspiri a cose utili tu!.Le zie lasciano sempre cari ricordi e certe volte qualche rimpianto.Uscire dal guscio per una come te che sa bene cosa e come fare non dovrebbe essere difficile,la timidezza può non essere un limite se l'intento che decidi di perseguire è forte e per te importante.Certo il condominio sarà difficile coinvolgerlo,le persone con le quali dividiamo lo stabile dove abitiamo non ce le scegliamo..è un po' come i colleghi al lavoro.Più facile invece secondo me mettere insieme persone che condividono gli stessi interessi.La scuola per esempio potrebbe essere un ottimo terreno per realizzare alcuni dei tuoi propositi,i ragazzi hanno una mente più aperta e proiettata verso cose sane.Non perdere per carità la capacità di sognare,lo ripeto spesso anche a me stessa,perché andando avanti con gli anni è sempre più difficile,ma quando smettiamo di sognare Pa,rimangono solo i rimpianti e la vita diventa un peso !Un abbraccio.Sandra

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  2. Grazie Sandra per l'incoraggiamento e gli ottimi consigli. Un abbraccio anche a te! E' sempre bello sentirti!

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  3. Non smettere di sognare e' la prima cosa, la seconda e' credere nei propri sogni.Tutto e' possibile, tranne fare qualcosa in condominio, hai piu' speranze nella soluzione del conflitto israelo-palestinese che con il condominio, rassegnati :)
    Uscire dal guscio e fare nuove esperienze e' qualcosa che da grande energia, soprattutto se lo fai con altre persone, ma devi essere disposta a metterti veramente in gioco, ma lo puoi scoprire solo se ci provi ... forza !!!

    Ciao
    Daniele

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  4. Ok, vedremo... Grazie comunque anche a te per l'incoraggiamento! Ciao!

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