"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 3 dicembre 2011

Quanta CO2 tagliamo oggi?

E' in corso a Durban, in Sudafrica, nel quasi totale silenzio dei media, la 17a Conferenza sul Clima (Cop 17). Dal 28 novembre al 9 dicembre i circa 200 paesi partecipanti dovranno decidere cosa fare del protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012, e come finanziare il Fondo Verde, che dovrà aiutare i paesi emergenti a utilizzare fonti di energia meno inquinanti di quelle basate sui combustibili fossili.
Le aspettative di un accordo vincolante e quindi di un progresso decisivo nella lotta al riscaldamento globale sono bassissime. Semplificando, l'atteggiamento prevalente nei paesi ricchi, principali responsabili dell'aumento della concentrazione di gas-serra nell'atmosfera e quindi del riscaldamento globale, è il seguente: siamo pronti a fare la nostra parte se anche i paesi emergenti, il cui tasso di inquinamento aumenta in maniera esponenziale (la Cina ha superato gli Stati Uniti nell'emissione di gas-serra e nel consumo di energia) accetteranno di aderire a un trattato vincolante sulla diminuzione di gas inquinanti. A loro volta i paesi emergenti non sono disposti a subire restrizioni sovraimposte, dal momento che sono i paesi ricchi ad essere responsabili della situazione attuale. Attenzione: nessuno dice apertamente che il problema non esiste o che non ha intenzione di farsene carico, ma ciascuno vincola i propri impegni a quelli altrui, tra l'altro partendo tutti dal presupposto che ridurre le emissioni voglia dire ridurre le possibilità di crescita e fare investimenti costosi, troppo costosi in un periodo di crisi economica.
Sulla conferenza e i termini della questione, su cui tornerò, rimando per ora a questo ottimo articolo sul sito Climalteranti. Sul rapporto tra ambiente e crisi economica consiglio invece la lettura di questo altrettanto ottimo articolo dal blog di Antonello Pasini sul Sole24ore.
Intanto noi che facciamo? Possiamo cominciare a mandare una cartolina dal caos climatico al ministro Clini affinchè l'Italia faccia la sua parte, seguendo le indicazioni di Greenpeace Italia.
E poi cominciamo a ridurre le nostre personali emissioni di CO2 come ogni paese dovrebbe fare a livello nazionale, a prescindere da ciò che dicono o fanno gli altri. Perchè di fatto la produzione di energia e le emissioni inquinanti siamo noi, sono i nostri comportamenti in fatto di mobilità, consumi, uso dell'energia, alimentazione, acquisti, stili di vita ecc.
Insomma, quanta CO2 vogliamo cominciare a tagliare da oggi, personalmente, con i nostri comportamenti? Usando di meno se non eliminando del tutto l'automobile? Salendo le scale a piedi invece di usare l'ascensore? Spegnendo le luci quando non sono necessarie? Utilizzando lampadine a basso impatto? Usando gli elettrodomestici a pieno carico e a temperature meno elevate? Diminuendo le temperature delle nostre case regolando il termostato su qualche decimo di grado in meno? Isolando le nostre abitazioni? Acquistando prodotti a chilometri zero? Diminuendo o eliminando il consumo di carne? Evitando acquisti inutili? Riducendo i nostri rifiuti? E chi più ne ha più ne metta!
Tutti noi possiamo fare la differenza! E scavalcare politici e governanti miopi e ignoranti. La riduzione (e non solo) siamo noi! E quando l'avremo capito...


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