"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 25 maggio 2011

Acqua e nucleare (dal blog di Debora Billi sul Fatto Quodidiano)

Acqua e nucleare nelle mani "francesi"della stessa persona. Accadrà in Italia? Referendum acqua e nucleare: dal blog di Debora Billi sul Fatto Quotidiano.

Il 12 e il 13 giugno tutti a votare Sì ai referendum!

Altre informazioni qui, qui, qui e... anche qui

martedì 24 maggio 2011

Voto di scambio.

Il signor Z. vive da più di sessant'anni nella palazzina dove abito. Ha una certa simpatia per me, forse perchè lo ascolto quando mi ferma per strada per parlarmi di questioni condominiali. Lo ascolto, ma rispondo anche, a volte con decisione, alle sue parole, e a volte mi arrabbio pure un po'. Ma alla fine ci facciamo sempre una risata, e ci lasciamo amichevolmente. Da qualche settimana ci incontriamo sistematicamente il martedì quando io torno presto da scuola (giornata leggera) e lui esce per andare al mercato. Immancabilmente mi ferma. Immancabilmente ritorna sulla  questione del terrazzo condominiale, dei lavori abusivi del proprietario del terzo piano che sono la causa del cornicione pericolante e dei lavori di rifacimento della facciata proposti per la prossima assemblea ... Immancabilmente mi fermo a parlare con lui ("Solo cinque minuti, ti rubo solo cinque minuti..."). E diciamo, io e lui, più o meno sempre le stesse cose. Sarà anche per questo che ci viene un po' da ridere, e che ci lasciamo sempre con un sorriso.
Dopo la manifestazione nazionale per l'acqua pubblica a Roma del 26 marzo ho esposto alla finestra della cucina la bandiera "2 Sì per l'acqua bene comune".
Durante l'ultima assemblea condominiale di qualche settimana fa, fra una polemica e l'altra, il signor Z. mi ha chiesto: "Dimmi un po', ma che cos'è quella bandiera che hai appeso fuori dalla finestra?". "E' per ricordare a tutti che il 12 e 13 giugno si deve andare a votare per i referendum sull'acqua" gli ho risposto. "Ma per che si deve votare, per Berlusconi?". In realtà non ho capito bene cosa intendesse con quella domanda, ho cercato di spiegare che è  importante andare a votare perchè i referendum siano validi e che ognuno poi sceglie naturalmente di votare come vuole. "Va bene, poi un giorno ci vediamo io e te, e mi spieghi bene tutto. In fondo siamo tutti operai, tu sei insegnante, ma siamo tutti operai" (non so perchè, ma mi è piaciuta un sacco questa frase).
Oggi ci incontriamo di nuovo per strada. Lui va al mercato, io torno a casa. Giornata leggera, ma sono comunque stanca. Non posso credere che mi debba ancora parlare della stessa questione, e che dobbiamo ripetere le stesse identiche parole della settimana scorsa.
Poi, mentre mi allontano dopo averlo salutato mi richiama: "Ah, poi per i referendum, che bisogna votare, Sì a tutti quanti?" "Secondo me sì" gli rispondo. "Ah, bene". E ci salutiamo con un sorriso.

Raccolta differenziata e incenerimento a Napoli: l'analisi di Franco Ortolani su Terra

Prezioso articolo pubblicato da Terra oggi, 24 maggio, e riportato da Eco dalle città: Così le lobby dell'incenerimento affosseranno la differenziata.
Una lucida lettura dell'ultima crisi dei rifiuti a Napoli e un'attenta analisi degli interessi che ruotano attorno alla costruzione dell'inceneritore di Napoli Est. Un'ottima fonte di informazione  sulla dicotomia incenerimento-raccolta differenziata e sulla questione generale dei rifiuti.
Lettura particolarmente utile e istruttiva, aggiungerei, dalle parti di Roma e dintorni.

Articoli correlati su questo blog: Quella sgradevole sensazione che non si voglia veramente affrontare il problema dei rifiuti, Alcune cose che ho capito sulla raccolta differenziata, Raccolta differenziata e riciclaggio, Sui costi insostenibili di inceneritori e raccolta differenziata, Ultime notizie sulla raccolta differenziata a Roma, Grandi opere e semplici cassonetti, Inceneritori: le verità nascoste, Primi semplici passi: la raccolta differenziata.

domenica 22 maggio 2011

Quella sgradevole sensazione che non si voglia affrontare veramente il problema dei rifiuti

L'ho detto fin dall'inizio (qui e qui), se a casa si comincia a fare la raccolta differenziata (qui) e a prestare attenzione alla propria produzione di rifiuti, magari pesandoli  (qui l'ultimo resoconto con i link ai precedenti), ci si accorge subito che i rifiuti indifferenziati si riducono drasticamente. Se poi si separa l'organico o ci si dedica al compostaggio domestico, ci si accorge che la percentuale maggiore dei rifiuti  prodotti in casa è quella degli scarti organici. Basta fare un piccolo sforzo per differenziare i propri rifiuti  e magari anche per ridurli (alcuni consigli qui) e i risultati sono incredibili (eloquenti le foto sempre qui).

Poi ci si guarda intorno, per esempio nella maggior parte dei quartieri di Roma, e ci si accorge che il numero maggiore dei cassonetti stradali è destinato alla raccolta dell'indifferenziato; molto minore il numero dei cassonetti per la raccolta differenziata di carta e multimateriale; completamente assente la raccolta degli scarti organici (a meno di non trovarsi in uno dei quartieri della città interessati dalla cosiddetta raccolta differenziata spinta).  I numeri forniti dalla stessa Ama sono infatti di 45.000 cassonetti verdi per l'indifferenziato e 33.000 cassonetti blu e bianchi per multimateriale e carta.

A livello di gestione dei rifiuti urbani, colpisce  il fatto che sia stata e sia tuttora quasi del tutto trascurata la raccolta differenziata del materiale organico. E' così a Roma e in molte altre città, ed è così a livello nazionale, soprattutto nel centro-sud. D'altra parte, la filiera dei materiali organici è l'unica forma di raccolta differenziata in Italia a non godere di incentivi di alcun genere.
E' evidente che il materiale organico è "il" problema quando si parla di rifiuti urbani: crea percolato e miasmi in discarica; ostacola la differenziazione dei rifiuti e il riciclaggio dei materiali; ostacola la combustione dei rifiuti. Eppure non è considerato una priorità. Non si costruiscono  impianti di compostaggio o se ne costruiscono in quantità non sufficiente alle necessità; una volta raccolti, i rifiuti devono essere trasportati in aree lontane, soprattutto nel Nord Italia, con aggravio dei costi (gli impianti di compostaggio in italia); in alcune aree critiche come la Campania si sono addirittura costruiti impianti rimasti poi inutilizzati e abbandonati al degrado (qui).
Per quanto riguarda invece la raccolta differenziata di carta, plastica, vetro e metallo, non solo il numero di cassonetti stradali e la loro frequenza di svuotamento non corrispondono a quelle che dovrebbero essere le quantità dei rifiuti se correttamente differenziati, ma la modalità stessa di raccolta attraverso i cassonetti stradali multimateriale non garantisce alte percentuali  nè la qualità del materiale raccolto (qui, qui e qui). Se è vero che la raccolta differenziata costa, più alte percentuali di raccolta e soprattutto la buona qualità del materiale sono una condizione essenziale affinchè i costi siano sostenibili. Ma anche questa non sembra essere una priorità di chi gestisce il sistema.

Tutto ciò mi sembra significativo. E' come se si volesse tenere la bomba (i nostri rifiuti tal quale) sempre  innescata. Non va dimenticato, a questo proposito, che la normativa italiana continua a derogare alle norme europee grazie alle continue proroghe al D.L. 36/2003 che prevede il conferimento dei rifiuti in discarica solo al termine del processo di trattamento.
Ridurre e rendere inerti i rifiuti indifferenziati (non a caso si dovrebbe parlare di rifiuto secco)  investendo nella raccolta differenziata, nel riciclaggio, nel compostaggio prima che nei grandi impianti di incenerimento e nella creazione di mega discariche, dovrebbe essere la priorità di comuni, province, regioni e governi nazionali. Vorrebbe dire disinnescare la bomba.
A guardarsi intorno e a riflettere un po', non sembra proprio che lo si voglia fare.

Noi intanto allora, in attesa di trovare forme di azione e soluzioni diverse a livello di sistema (qualche suggerimento?), ci accontentiamo di buttare nel cassonetto dell'indifferenziato, mediamente ogni quindici giorni, diviso per tre persone, e con il proposito di fare ancora meglio in futuro, un sacchettino così:
Qualcuno si aggrega?

martedì 17 maggio 2011

La storia dell'acqua in bottiglia.

Conoscere la storia è importante. Ci permette di capire meglio il presente in cui viviamo.
Anche conoscere la storia delle cose è importante. Grazie ad essa possiamo essere individui liberi e consapevoli e non più solo passivi consumatori.
Ecco l'incredibile storia dell'acqua in bottiglia raccontata da Annie Leonard:

domenica 15 maggio 2011

Pubblicità

Non guardo quasi più la pubblicità in televisione. E quando mi capita di farlo, non credo più a nulla di quello che mi dice. Non ci penso, non ci rifletto. Non devo farmi forza. E' diventato per me naturale. Quelle case perfette, quelle persone perfette, quelle automobili perfette ... non mi ingannano neanche per un momento. Il messaggio, sempre falso e menzognero, mi appare subito nella sua menzogna e falsità. Tutto mi sembra, invece che accattivante, come immagino debba sembrare, falso, falso, falso.
Quando vedo automobili che scivolano via silenziose (e forse anche profumate!) in verdi paesaggi da sogno, sento rabbia. Quando ascolto i messaggi che cercano di trasformare quella massa di lamiere in un motivo di prestigio e di affermazione di sè (ho visto ieri uno spot su una specie di suv ...) mi viene anche da ridere.
Quando vedo le pubblicità di tutti i prodotti per pulire tutte le diverse singole superfici delle varie parti di una casa, o per profumarle, o disinfettarle, penso alla mia bottiglia di aceto, alla busta di bicarbonato, al limite all'acqua ossigenata nell'armadietto, dovesse essere necessario disinfettare qualcosa (ma non la uso mai), penso allo spreco inutile e a tutti gli agenti chimici pericolosi di cui quei prodotti sono fatti.
Neanche i succulenti panini, le cioccolate, i biscotti, gli snack riescono più a farmi venire fame, semmai un senso di nausea.
Cosa è successo? Non so con precisione. So solo che una volta che vedi attraverso (anglismo) qualcosa, non puoi più tornare indietro. Una volta che l'illusione è rotta, non può essere più ricreata.
Forse basta solo provarci. Leggere la manipolazione dietro quelle immagini e quelle parole. E ribellarsi.
In questo video si vede molto bene. E' a sua volta una pubblicità? A me non importa, perchè di quel sapone e di quei prodotti non ho più bisogno. Ma le immagini sono molto eloquenti (e speriamo vere). E fanno comunque riflettere.
video 
P.S. Il video non si vede molto bene. Consiglio di usare il link.
Aggiungo il link a un interessantissimo documentario della BBC in quattro puntate sull'utilizzazione pianificata dei concetti della psicoanalisi nel marketing e sulla nascita della società dei consumi: The Century of the Self.

venerdì 13 maggio 2011

Alcune cose che ho capito (credo) sulla raccolta differenziata

La raccolta differenziata è  un po' un rebus a livelli diversi, almeno per me: dagli aspetti più semplici ed elementari, tipo cosa si butta e dove (di cui parlerò in un prossimo post), a quelli più complessi, tipo come funziona il sistema e con quali risultati.
Ecco un piccolo elenco di cose che credo di aver capito sul sistema della raccolta differenziata (e se qualcuno può aiutarmi a capirci di più, ringrazio):
    • In Italia la legge impone l'obiettivo di raggiungere determinate percentuali di raccolta differenziata, mentre la normativa europea parla di recupero e riciclaggio effettivo (leggi qui). In effetti, solo il 16% dei rifiuti raccolti in forma differenziata viene effettivamente riciclato in Italia (dati al 2006). L'incremento nelle percentuali di raccolta differenziata, se non corrisponde a un effettivo recupero, è un falso successo, per giunta dispendioso. Tra l'altro, dietro ai numeri si può nascondere un po' di tutto, come dimostrano queste notizie sulla raccolta differenziata a Roma e questa sulla raccolta differenziata a Milano. 
    • La raccolta differenziata è sovvenzionata, oltre che dalle tariffe pagate direttamente dai cittadini, dal contributo ambientale pagato dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai) cui devono obbligatoriamente aderire tutte le imprese produttrici e importatrici, e i cui costi vengono riversati sui prezzi dei prodotti finiti (e quindi nuovamente sui cittadini). Insomma, la raccolta differenziata (così come la "valorizzazione energetica") costa, ed è pagata dai cittadini. E' interessante osservare come la filiera degli scarti organici sia invece priva di qualsiasi sostegno economico: questo fa sì che i suoi costi ricadano completamente sui comuni; non sarà forse un caso dunque se il trattamento dell'umido, pur così importante, rappresenti la cenerentola del sistema praticamente ovunque.
    • Per essere competitiva, la raccolta differenziata deve essere di qualità. Materiale scadente perchè contaminato da elementi estranei rende il trattamento più costoso e meno remunerativo (il materiale viene rifiutato da chi dovrebbe riciclarlo, o pagato  meno). Eppure il sistema di raccolta forse più diffuso (sicuramente quello scelto a Roma) è quello dei cassonetti multimateriale che, assieme agli errori dei cittadini, rende praticamente impossibile una raccolta di qualità ( leggi qui e qui a proposito della raccolta del vetro). Anche la scelta dei cassonetti stradali, preferita al più efficiente sistema di raccolta porta a porta, influisce negativamente sulla qualità del materiale raccolto (leggi qui a proposito della raccolta di carta e cartone). 
    Nonostante gli ultimi dati incoraggianti sul recupero degli imballaggi nel 2010 (qui), mi sembra che il sistema non sia fatto per funzionare al meglio e  che ciò incida negativamente sui costi, dando ragione così a chi parla dei costi insostenibili della raccolta differenziata quando supera determinate percentuali (come ad esempio Sergio Chiamparino a proposito dell'inceneritore del Gerbido, o Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta, nell'intervista durante la puntata di Report dal titolo L'oro di Roma). Eppure sistemi efficienti, grazie ai quali si può arrivare al riciclaggio di tutto il materiale raccolto, senza scarti di alcun genere, e competitivi dal punto di vista economico, esistono (si veda ad esempio in questo video come funziona il Centro Riciclo di Vedelago).
    Ad un prossimo post le poche cose che credo di aver capito su come si fa la raccolta differenziata in casa.

    mercoledì 11 maggio 2011

    Il nuovo composto (II puntata)

    Sono passate due settimane esatte dall'inizio del nuovo composto (qui).
    Per ricapitolare: dopo il mio primo esperimento di compostaggio domestico d'appartamento iniziato a giugno 2010 e terminato a settembre, quando in una parte del mio municipio è partita la raccolta differenziata dell'organico tramite camioncini stradali (la raccolta differenziata "spinta"), due settimane fa ho deciso di ripartire con il mio personale composto.
    Voglio infatti arricchire la mia esperienza, se ci riesco. E voglio ulteriormente diminuire l'impatto dei miei rifiuti. Il compostaggio industriale ha infatti comunque un impatto sull'ambiente (a partire dal trasporto) e dei costi economici. A questo proposito ho scoperto due cose che non sapevo: a differenza di altre, la filiera degli scarti organici è del tutto priva di sostegno e di incentivi economici; l'impianto di compostaggio di Maccarese non è in grado di smaltire tutti i rifiuti raccolti, che devono essere portati presso altri impianti fuori regione.
    Dunque, il composto procede. Cerco di raccogliere il materiale (solo scarti vegetali, gusci d'uova, fondi di caffè, carta) separatamente in una busta di carta e metterlo nel secchio, tagliato a pezzetti, una sola volta al giorno o anche ogni due o più giorni.
    Da queste foto si vede come il materiale si riduce nel giro di poco tempo:
    6 maggio: aggiunta del materiale

    due giorni dopo
    Oltre che dalla riduzione del materiale, un segnale dell'avviamento del processo di decomposizione è il suo "riscaldamento" naturale. Devo spesso integrare con l'aggiunta di carta e cartoncino, materiale a base di carbonio necessario al processo e all'assorbimento dell'umidità, sempre più evidente (ma ancora niente liquido fuoriuscito dal secchio).
    Non ho invece ancora rimediato lombrichi. Vorrei, so che aiuterebbero, ma ... per ora tergiverso ...
    A questo proposito, e per ulteriori preziose informazioni, consiglio la lettura dell'ultimo post di Colin Beavan su  slimy pets to eat your garbage (con un'eloquente foto dei disgustosi animaletti). Molto interessante anche questa esperienza di compostaggio al Tuscolano, anch'essa "dotata" di lombrichi.
    Insomma, le idee e le possibilità sono tante, perchè non provare?

    domenica 8 maggio 2011

    Il 12 e 13 giugno si va tutti a votare Sì ai referendum. Gli appelli

    Il 12 e 13 giugno si vota per quattro referendum:  due quesiti contro la privatizzazione dell'acqua; un quesito contro la ripresa del nucleare in Italia; un quesito contro la legge sul legittimo impedimento.
    E' importante che tutti si rechino a votare. E' importante informare più persone possibile sull'esistenza e importanza di questi referendum, ignorati dai media e boicottati da governo e opposizione.
    In attesa di andare tutti in massa a votare Sì il 12 e 13 giugno
    Qui l'appello di Adriano Celentano a favore dei referendum.
    Qui la campagna del Fatto Quotidiano su Facebook "Vado a votare quattro volte Sì ai referendum". 

    Qui il precedente post sulla campagna di Greenpeace per l'accorpamento dei referendum alle amministrative.

    sabato 7 maggio 2011

    La pesa dei rifiuti: aprile e riepilogo di otto mesi

    Ecco i risultati della pesatura dei rifiuti di aprile:

    Indifferenziato: Kg. 1,169
    Umido: Kg. 12,851
    Carta: Kg. 2,296
    Plastica: Kg. 0,637
    Metallo: Kg. 0,97
    Vetro: Kg. 7,093

    Alcune foto (rifiuti prodotti in circa 15 giorni) :
    Sacchetto dell'indifferenziato

    Pesatura del sacchetto

    La carta

    Vetro, plastica e metallo

    Questo il riepilogo di otto mesi:

    Indifferenziato: Kg. 14,557
    Umido: Kg. 90,056
    Carta: Kg. 39,657
    Plastica: Kg. 6,865
    Metallo: Kg. 1,520
    Vetro: Kg. 49,110

    L'indifferenziato si mantiene sui livelli medi più bassi dall'inizio della pesatura (settembre). E' comunque in proporzione sempre una percentuale piuttosto piccola, non solo in peso, come si vede anche dalle foto. E' per questo che mi impressionano tanto i cassonetti verdi sempre straripanti che vedo in giro. Possibile, mi domando? Basterebbe un po' di attenzione da parte di tutti...

    L'organico è ancora molto, ma conto di diminuirlo con il nuovo composto domestico (a presto l'aggiornamento).

    A chi ha veramente a cuore il tema della riduzione dei rifiuti, consiglio la visita del sito della famiglia inglese Strauss, My zero waste; gli Strauss sono arrivati a produrre zero rifiuti, riducendo, riciclando, riusando tutto. Obiettivo a cui vorrei giungere anch'io (in famiglia mi guardano moooolto male...)

    I precedenti post con la pesatura dei rifiuti: gennaio, febbraio, oggi nei cassonetti ho gettato, oggi nei cassonetti ho gettato: integrazione, marzo.

    mercoledì 4 maggio 2011

    La prima R: Ridurre

    Per reazione alla mestizia del  post di ieri, oggi sarò assolutamente positiva e propositiva.
    Per una corretta ed efficace gestione dei rifiuti bisogna applicare la regola delle 3 R: Ridurre, Riusare, Riciclare. Questo vale a livello di organizzazione del sistema, che deve essere basato su questi principi, ma anche a livello di azione personale. Anzi, secondo me, l'azione personale viene prima di tutto, è veramente una precondizione necessaria senza la quale non c'è sistema che tenga.
    L'ordine delle 3 R non è affatto casuale: bisogna come prima cosa ridurre, poi riusare il più possibile, infine riciclare.
    Ecco alcuni consigli sparsi su come ridurre i propri rifiuti (e buttare solo un piccolo sacchetto di rifiuti indifferenziati ogni 15 giorni).
    • Eliminare i prodotti usa e getta: piatti, bicchieri e posate di plastica; tovaglioli e fazzoletti di carta; buste di plastica per la spesa e per le verdure; pile non ricaricabili; rasoi.
    • Acquistare prodotti sfusi e alla spina: detersivi in confezioni ricaricabili; verdure e frutta fresche; vino e latte alla spina.
    • Preferire prodotti con imballaggi leggeri: preferire confezioni formato-famiglia; evitare prodotti monodose; scegliere i prodotti anche in base al loro imballaggio; in ultima istanza, preferire imballaggi riciclabili e a minore impatto.
    • Bere acqua del rubinetto: evitare l'acquisto di acque minerali in bottiglie di plastica; se proprio necessario, preferire prodotti in bottiglie di vetro; andare in giro con una borraccia.
    • Eliminare prodotti inutili: evitare di farsi influenzare dalla pubblicità e acquistare prodotti assolutamente inutili (penso ad esempio alla stragrande maggioranza dei superspecializzati e supertossici prodotti per la pulizia della casa); ma l'elenco potrebbe essere infinito, e ciascuno può sbizzarrirsi in base alla propria fantasia e alle proprie inclinazioni. Pensare sempre prima di acquistare.
    • Differenziare i propri rifiuti sempre e in maniera corretta: una raccolta differenziata fatta male rischia di vanificare tutto il processo, in quanto il materiale di scarsa qualità non può essere riciclato, e deve essere smaltito in discarica o incenerito; separare il materiale organico e magari darsi al compostaggio domestico.
    • Controllare (magari pesandoli) i propri rifiuti: è un ottimo modo per acquisire consapevolezza di ciò che si getta.
    Piccole cose che non faccio più, e di cui sono orgogliosa: non uso più fazzoletti di carta e non acquisto da mesi bottigliette d'acqua; uso ormai sempre la sporta in stoffa e non mi faccio mai dare, per nessun motivo, buste di plastica. E poi ...

    martedì 3 maggio 2011

    La "nettezza urbana"

    Esco di casa l'altro ieri, 1 maggio, verso le sei del pomeriggio, e i primi cassonetti che incontro sono così:
    Quello che si vede davanti al cassonetto, se non fosse chiaro, è un frigorifero. La mattina dopo la situazione è naturalmente peggiorata, con molti altri sacchi, scatole e oggetti vari per terra (vado di corsa, niente foto). Dopo due giorni i cassonetti sono stati svuotati, ma è rimasto a terra un enorme cumulo di roba sparsa (gli addetti alla raccolta svuotano i cassonetti, non raccolgono la spazzatura da terra).
    Ok, dirà qualcuno, era il 1 maggio e i camion per la raccolta non sono passati...
    Ho in archivio qualche altra foto dei mesi scorsi, sempre degli stessi cassonetti, quelli praticamente sotto casa. Lunedì 14 febbraio:
    Quello davanti al cassonetto è un materasso.
    Lunedì 7 marzo:
    Quello che si vede nel cassonetto è ancora un materasso, gentilmente inserito, almeno parzialmente, in un sacco e conferito nel cassonetto e non accanto al cassonetto, come la volta precedente. Quelli che si vedono fuori dal cassonetto sono invece dei cassetti.
    Ok, era lunedì, dirà qualcuno, in entrambe le domeniche precedenti i camion per la raccolta non erano passati (a volte capita)...
    E ancora: ok, ma in che razza di quartiere vivi? ...

    Una volta le aziende che si occupavano dei rifiuti si chiamavano aziende della nettezza urbana. Il loro scopo era  quello di tenere pulite le città e far scomparire da qualche parte la mole di rifiuti che queste giornalmente producevano. Dove non era importante. Ancora oggi molti pensano che quello di tenere pulite le città sia lo scopo primario delle aziende per la gestione dei rifiuti. Del resto non importa.
    Ed è rimasto, secondo me, abbastanza diffuso, lo stesso atteggiamento, la stessa visione un po' anni '50, anni '60, in base alla quale si può fare tutto quello che si vuole, usare e gettare ciò che si vuole, e per favore, senza tanti problemi, basta che poi chi di dovere tenga pulito.
    Ecco, questo mi dicono i cassonetti che ho fotografato. Certo, è giusto parlare di inciviltà, di pessima gestione del sistema... Ma la sensazione vera è soprattutto quella di una sbiadita fotografia in bianco e nero di una società vecchia,  gretta, fondamentalmente ignorante, e che della sua ignoranza e grettezza fa la sua forza.

    La risposta a questo triste quadro non sono nè la vecchia "nettezza urbana" degli anni '60 nè impianti tecnologici e magici sistemi di dissolvimento della sporcizia e dei rifiuti.
    La risposta è un modo nuovo e responsabile di stare al mondo, in modo sobrio e giusto per tutti, nel quale ciascuno faccia la sua parte. La risposta è una mentalità nuova capace di immaginare, al posto di cassonetti puzzolenti, discariche enormi e grigi inceneritori, un mondo a rifiuti zero. Si può fare, e tutti dobbiamo provarci.