"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

venerdì 26 agosto 2011

Obsolescenza programmata

Torno a casa. Alla lampadina rotta del mio pianerottolo se ne sono aggiunte altre due, una davanti al portone, una nel cortiletto. Ma ogni quanto si fulminano queste lampade fluorescenti?
Mentre penso che devo ricordarmi di acquistarle e cambiarle (sono consigliere del condominio, mi sa che mi tocca), a proposito di lampadine e della loro durata, mi viene in mente questo video moolto interessantissimo.

giovedì 25 agosto 2011

Aria di città: Roma e l'Italia 18 anni fa e oggi.

Mi sono imbattuta in un vecchio opuscoletto del 1993, supplemento al Manifesto, curato da Legambiente, intitolato Aria di città. Radiografia di 21 comuni che votano. Roma, Taranto, La Spezia, Pescara, Lodi, Gallarate,  vol. 4, a cura di Roberto Della Seta, Stefano Menichini, Lorenzo Miracle, Carmen Santoro, Sebastiano Venneri.
Dall'introduzione di Ermete Realacci, presidente di Legambiente:
"Si chiude qui il viaggio di Legambiente e manifesto in vista delle elezioni amministrative del 21 novembre e 5 dicembre. In quattro puntate abbiamo visitato e 'radiografato' ben ventidue città (...) tra quelle chiamate a scegliere i nuovi sindaci e i nuovi consigli comunali. (...)
... problemi ed emergenze vengono naturalmente amplificati in una grande metropoli come Roma, cui è dedicata la prima parte di questo quarto itinerario. Traffico, espansione senza regole, rifiuti, corruzione: quattro temi in cui la somma di inefficienza amministrativa e politica clientelare mostra quotidianamente i suoi perversi risultati. Roma è oggi invivibile e la nuova amministrazione comunale - qualunque essa sia - dovrà impegnarsi a fondo per ridare ai cittadini della capitale il gusto di vivere in una città unica al mondo. (...).
Il sistema che ha portato Roma - ma anche La Spezia, Taranto, Pescara, Lodi e Gallarate, le situazioni analizzate in questo volume, (...) nelle condizioni che ben conosciamo è oggi in frantumi non solo per l'azione della magistratura, ma per la crisi delle finanze pubbliche e per il degrado insostenibile che ha provocato in troppe città. Ieri le grandi opere inutili finanziate col denaro pubblico, domani la sfida della manutenzione urbana: ecco, tradotti in simboli, i contenuti fondamentali della scelta ambientalista. (...)
Nelle nostre città potrebbe essere bellissimo vivere. E non solo per i cittadini, ma anche per le imprese sane e moderne lontane dal coacervo di interessi legati alla speculazione immobiliare e all'assenza di regole cui Tangentopoli aveva abituato il settore.
Una città equilibrata e sostenibile è anche la più adatta ad affermare il valore della solidarietà come pilastro delle relazioni tra gli uomini e le donne. C'è la concreta possibilità che questa grande e irripetibile occasione per cambiare aria nelle nostre città possa essere colta appieno attraverso l'affermazione di candidati che hanno assunto con forza e credibilità le priorità da noi proposte e per questo hanno il nostro sostegno. Se saranno eletti, come ci auguriamo, sarà loro la responsabilità di costruire quell'Italia più pulita, più civile e più gentile per la quale Legambiente si batte da oltre un decennio".
pp. 4-5 (grassetto mio).
Erano le elezioni che avrebbero visto Francesco Rutelli vincere su Gianfranco Fini per la carica di sindaco di Roma. Tangentopoli aveva, apparentemente, annientato una classe politica criminale per corruzione e malaffare. Berlusconi stava per scendere in campo (lo avrebbe fatto nel gennaio 1994), limitandosi per il momento ad appoggiare Fini, sdoganandolo dalla sua posizione di impresentabile ex fascista. La crisi economica mordeva. Le aspettative di cambiamento erano grandi ...
Rutelli sarà sindaco di Roma per due mandati (1993-2001), seguito da Walter Veltroni per un mandato e mezzo (2001-2008). "La grande e irripetibile occasione per cambiare aria", almeno a Roma, c'è stata. Per parafrasare le parole di Realacci, a proposito dei due sindaci, sarà loro la responsabilità di non aver costruito quell'Italia più pulita, più civile e più gentile.

Tornerò prossimamente sui contenuti di questo opuscoletto, e proverò a metterli a confronto con la realtà attuale, per lo meno per quanto riguarda la città in cui vivo, Roma.
Intanto mi limito a far notare le incredibili somiglianze della situazione di allora con quella attuale, che è però molto peggiore. E il fatto che tutti i politici citati, compresi purtroppo quelli di centrosinistra, sono tuttora in piena attività.

La raccolta differenziata a Roma: intervista di Eco dalle Città a Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio

Intervista molto interessante sulla situazione della raccolta differenziata a Roma.

lunedì 22 agosto 2011

A caccia di ... odori

Divertente, se non fosse inquietante, questa notizia proveniente da Torino: in seguito alle segnalazioni dei cittadini, uomini dell'Arpa girano presso gli impianti della zona, armati dei loro... nasi, a caccia di odori molesti, la cui fonte non  riescono a individuare. Dettagliatissimo il loro resoconto olfattivo. Risultati?... boh! Tanto il numero di segnalazioni, rispetto ai primi giorni di agosto, è notevolmente diminuito negli ultimi sette-dieci giorni.

Per la cronaca, anche qui da noi, quartiere Aurelio-Boccea, più o meno un giorno sì e un giorno no, la sera, con il Ponentino, arriva l'"odore" di Malagrotta. Non questa sera però. Questa sera ci accontentiamo della bollente aria africana.

Una cosa (che si suppone) divertente che non farò mai più.

Dall'11 al 18 marzo 1995 lo scrittore americano David Foster Wallace si è "volontariamente e dietro compenso ... sottoposto alla crociera '7 Notti ai Caraibi' (7NC) a bordo della m.n. Zenith" [da lui subito ribattezzata Nadir] allo scopo di scrivere un reportage commissionatogli dalla rivista Harper.
Il saggio Una cosa divertente che non farò mai più (ma il titolo originale recita A Supposedly Fun Thing  I'll Never Do Again, in cui l'avverbio, scomparso nella traduzione italiana, fa tutta la differenza) è il risultato di questa esperienza.
Inutile dire che non si tratta soltanto del resoconto di una settimana di crociera ai Caraibi nè semplicemente della descrizione della varia umanità americana che si sottopone a questo tipo di esperienza.
"In queste crociere extralusso di massa c'è qualcosa di insopportabilmente triste. Come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicate ed effetti semplicissimi: a bordo della Nadir - soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell'allegria cessavano - io mi sentivo disperato. Ormai è parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione - uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. Forse si avvicina a quello che la gente chiama terrore o angoscia. Ma non è neanche questo. E' più come avere il desiderio di  morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte. E viene voglia di buttarsi giù dalla nave".
 David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, minimum fax, pp. 21-22
 "Non penso sia un caso che le crociere extralusso 7NC attraggano perlopiù persone anziane. Non parlo di vecchi decrepiti, parlo di persone sopra i cinquant'anni, per le quali sentirsi mortali è qualcosa di più di un'astrazione. La maggior parte dei corpi in mostra che si potevano incontrare a tutte le ore del giorno sulla Nadir erano in vari stadi di decomposizione. E l'oceano stesso (...) mi si è rivelato fondamentalmente una gigantesca macchina di decomposizione".
pp. 24-25
"Una vacanza è una tregua dalle cose sgradevoli, e poichè la coscienza della morte e della decadenza è sgradevole, può sembrare strano che la sfrenata fantasia americana in fatto di vacanze preveda che si venga schiaffati in mezzo a una gigantesca e primordiale macchina di morte e decadenza. Eppure, sulla crociera extralusso 7NC, veniamo coinvolti con abilità proprio nella costruzione di svariate fantasie di trionfo sulla morte e sulla decadenza. Un modo di mettere in atto questo 'trionfo' è la disciplina del miglioramento di se stessi; e la manutenzione anfetaminica della Nadir da parte dell'equipaggio è sfacciatamente analoga alla cura ossessiva dell'organismo: dieta, ginnastica, integratori ipervitaminici, chirurgia cosmetica, seminari sul timemanagement e tutto il resto.
C'è anche un'altra strada per il trionfo sulla morte. Dall'organismo all'onanismo. Dalla fatica del lavoro alla fatica del divertimento. Le attività ininterrotte della 7NC, i giochi, le feste, l'allegria e le canzoni; l'adrenalina, l'eccitazione, l'iperstimolazione. Ti esaltano, ti fanno sentire vivo. Ti danno l'impressione che la tua esistenza sia libera dalle contingenze".
pp. 25-26
"Quanto tempo è che non fate Assolutamente Niente? Per quanto riguarda me, lo so con precisione. So con precisione quanto tempo è passato dall'ultima volta che ogni mio bisogno è stato esaudito senza possibilità di scelta da qualche forza esterna, senza che dovessi farne richiesta o addirittura ammettere di avere alcun bisogno. E anche quella volta galleggiavo nell'acqua, in un liquido salato, e caldo, ma poi nemmeno troppo - e se per caso ero cosciente, sono sicuro che non avevo paura e che mi stavo divertendo un sacco e che avrei spedito cartoline dicendo a chiunque 'vorrei che fossi qui'".
 p. 33
 "Perchè è proprio questa - la promessa di appagare la parte di me che, sempre e soltanto, VUOLE - l'illusione fondamentale che la brochure vende. E' da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande, gigantesca menzogna. E naturalmente io voglio crederci - fanculo a Budda - voglio credere che magari questa vacanza dell'estrema illusione mi vizierà a sufficienza, che il lusso e il piacere saranno somministrati in maniera così completa e impeccabile che la mia parte infantile si sentirà finalmente appagata.
Ma la mia parte infantile è insaziabile - e anzi, la sua essenza, il suo Dasein o quant'altro, sta proprio nella sua insaziabilità a priori. In risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinari, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. E sono piuttosto certo che anche sulla Nadir, dopo qualche giorno di deliquio e poi di assestamento, la parte di me che brama di essere viziata, che VUOLE, torna alla ribalta, e anche di brutto".
pp. 106-107
 Insomma, sarà banale dirlo, ma su quella nave c'è anche tanto di noi e della società dei consumi in cui viviamo.
E nella visione finale, in cui l'autore, in una sorta di "Visualizzazione Creativa" si allontana e guarda, non più dall'interno, ma
"... con gli occhi di qualcuno che non è a bordo, e visualizzo la m.n. Nadir di notte, in questo preciso momento, che fumiga verso nord a 21,4 nodi, con un forte vento caldo di ponente che spinge la luna dietro uno stormo di nuvole, e sento attutite le risate e la musica e i battiti cardiaci dei 'babbi' e il sibilo della scia che si ritrae, e vedo, dalla prospettiva di questo mare notturno, la cara vecchia Nadir tutta illuminata, di un bianco angelico, con le luci a festa, sontuose, regali... sì, ecco: come una reggia. Apparirebbe come una reggia galleggiante, maestosa e terribile, a una povera anima che fosse qui sull'oceano di notte, da sola in un gommone, o nemmeno in un gommone ma semplicemente e paurosamente a galla, un uomo in mare, che agita le gambe, e non c'è terra in vista"
pp.156-157
non ho potuto fare a meno di vedere l'enorme nave illuminata sul mare nero precipitare nell'abisso in una sorta di fine del mondo oltre l'orizzonte.

mercoledì 17 agosto 2011

Città d'estate (e non solo)

Questa mattina ho incontrato il signor Z. (leggi qui). Mentre andavo a comprare il giornale, l'ho visto seduto sul muretto subito prima della piazza, in un angolo all'ombra, con accanto il carrello della spesa. Era visibilmente in difficoltà. "Un po' di affanno", mi ha detto, "mi riposo un po' e poi torno a casa... ". Ma ha accettato, anche se dietro molta insistenza da parte mia, e quasi commosso, che lo accompagnassi a casa e soprattutto che gli portassi il carrello, effettivamente piuttosto pesante. "E' questo sole, più che altro", mi ha detto. Saranno state le 11.
Il percorso dalla piazza da dove proveniva il signor Z. alla palazzina dove abitiamo richiederà cinque minuti a passo veloce. Noi lo avremo percorso forse in un quarto d'ora. Camminando lentamente, lui con il suo bastone di legno, io con il suo carrello della spesa. E chiacchierando. Mi ha raccontato di quando abitava lì da bambino. Di quando i suoi genitori hanno acquistato l'appartamento in cui vive ancora oggi, vendendo "all'ingegnere" il pezzo di terra che una volta confinava con la palazzina e dove oggi c'è un'altra palazzina. Perchè allora era così, lì intorno "era tutta campagna", e ognuno aveva il suo pezzetto di terra da coltivare.

Io cammino a piedi, e percorro ogni giorno quel tratto di strada. E ci penso sempre, mentre cammino, che non c'è un maledetto filo d'ombra neanche a pagarlo oro. Che quelle stradine sono fatte così, senza marciapiedi, senza alberi, senza riparo, buone solo per chi passa in macchina, protetto dalla sua ferraglia ad aria condizionata. Ma oggi, che ho visto il signor Z. così in difficoltà, così smarrito, ho sentito più del solito quanto nemica è questa città delle persone che la abitano, di chi cammina, dei bambini, degli anziani.
Perchè abbiamo permesso che diventasse così? Che diventasse questo inferno da cui si può solo fuggire, soprattutto d'estate?
Negli anni '90, con la costruzione della nuova stazione della metropolitana, la Circonvallazione Cornelia è stata completamente rifatta. E' stato creato un enorme capolinea di autobus e pulman, un lago di asfalto nero e rovente d'estate nel quale a nessuno è venuto in mente di piantare un albero che sia uno! In tutta la zona, nelle strade non ci sono alberi che non siano negli spazi privati. Nelle stradine secondarie, in cui le costruzioni sono basse, quasi mai superiori ai tre piani, il sole non dà tregua. Le poche vie con marciapiedi e striminziti alberelli sono le latrine a cielo aperto dei cani della zona. Eppure una volta lì "era tutta campagna". E non sarebbe stato poi così difficile lasciare un po' di quella campagna tra una casa e l'altra. Ed evitare di costruire, con le nostre stesse mani, quell'inferno che prima o poi ci annienterà come se fosse una calamità "naturale". Insomma, un po' come quell'economia, che abbiamo costruito con le nostre stesse mani, e che giorno dopo giorno sta distruggendo e presto finirà di distruggere le nostre vite. Come se fosse una calamità "naturale".

mercoledì 10 agosto 2011

Breve vacanza alle Cinque Terre. Seconda puntata: acqua, rifiuti e ... l'uomo e la natura.

Raro trovare in Italia un luogo come le Cinque Terre.

Si può arrivare in treno e con il treno spostarsi da un paese all'altro. La ferrovia li unisce tutti. Ogni paese ha la sua stazione, centrale e accessibilissima (con l'eccezione di Corniglia, la cui stazione è collegata al paese da un pulmino).
Colpisce l'immane lavoro che è stato compiuto alla fine dell'Ottocento (1860-1871) per realizzare la ferrovia. Ed è sicuramente lodevole aver valorizzato e non abbandonato alla rovina, come spesso purtroppo è accaduto per molte tratte ferroviarie italiane, questa grande opera. Anche la ferrovia è qui un simbolo  della continua lotta dell'uomo per sopravvivere in un luogo aspro e difficile, a cui ci si deve adattare ma che bisogna anche plasmare e domare, in una guerra continua e senza tregua. Se anche il progetto originario ha rappresentato una ferita nel territorio, averlo riadattato e valorizzato oggi è sicuramente segno di lungimiranza e intelligenza.




Si può camminare per sentieri segnalati e ben tenuti che attraversano la campagna, si inerpicano per la montagna, seguono a picco la costa.   


Non ci sono automobili nè moto o motorini. Ci si muove a piedi. Una vera rarità. Neanche nelle piccole isole italiane si è veramente riusciti a tenere lontane le automobili!

In realtà, quella di trovarsi in un'isola, è una sensazione che ritorna continuamente. E dell'isola si ritrova la necessità e la capacità di adattamento dell'uomo all'ambiente al fine di sopravvivere. Cosa se non l'estrema povertà e la necessità di sopravvivere può spiegare l'immane lavoro compiuto nei secoli per coltivare queste terre ostili? Anche questo un insegnamento e un monito attualissimo che ci viene da questi luoghi.


Infine, una parola sui rifiuti e la loro gestione. I paesi sono organizzati in modo da permettere e incentivare la raccolta differenziata: pochi bidoni e cestini per l'indifferenziato, molti per la raccolta differenziata. Manca però la raccolta differenziata del materiale organico, e i bidoni dell'indifferenziato sono spesso alquanto maleodoranti.
Per quanto ci riguarda, siamo stati molto attenti a ridurre i nostri rifiuti al minimo. In particolare, siamo riusciti a non comprare mai bottiglie di plastica, ma abbiamo utilizzato borracce riempite dal rubinetto di casa e nelle numerose fontanelle pubbliche. Anche i ristoranti offrono senza problemi acqua di rubinetto. Ottima politica e, per quanto ci riguarda, grande soddisfazione personale!

Breve vacanza alle Cinque Terre: prima puntata

domenica 7 agosto 2011

Breve vacanza alle Cinque Terre. Prima puntata: viaggiare e spostarsi in treno.

Appena tornati da una brevissima vacanza, organizzata all'ultimo minuto, assolutamente estemporanea eppure sorprendentemente bella, alle Cinque Terre.
Il viaggio.
Abbiamo viaggiato in treno. Abbiamo dunque speso non poco, in due E. 76,6 all'andata (intercity), E. 119,9 al ritorno (compreso nel percorso un Frecciarossa Firenze-Roma). Però abbiamo comprato i biglietti in stazione, all'ultimo minuto; con un po' di organizzazione avremmo sicuramente potuto risparmiare qualcosa sul viaggio di ritorno.  Il treno dell'andata è partito da Roma, ha viaggiato ed è arrivato a La Spezia con mezz'ora di ritardo. Però abbiamo viaggiato seduti anche senza il posto a sedere garantito. Abbiamo visto il paesaggio scorrere dal finestrino. E, come ci ricordano le FS sul retro del biglietto, abbiamo complessivamente risparmiato l'emissione di più di 80 Kg di CO2 rispetto alla media di emissioni tra auto e aereo. Insomma, per quanto caro, bistrattato, spesso poco efficiente, il treno mantiene tutto il suo fascino e soprattutto la sua valenza ecologica. Basterebbe poco per incentivarne veramente l'uso: ad esempio introducendo il biglietto di gruppo, come in Germania, che permette a famiglie o piccoli gruppi fino a cinque persone di viaggiare insieme con un biglietto unico molto vantaggioso rispetto alla somma dei biglietti singoli di tutti i componenti. Ideale per famiglie, ma non solo. E soprattutto "Elementare, Watson, elementare!". Altro che biglietti low cost da acquistare con mesi di anticipo e, immagino, solo sull'alta velocità!
Abbiamo scelto uno dei pochissimi luoghi in Italia a misura di treno, non a caso affollato in questi giorni da un'altissima percentuale di turisti stranieri. Un luogo privilegiato e raro (di cui parlerò nelle prossime puntate). Eppure...
Le automobili, molti suv e fuoristrada, premono pericolosamente ai confini dei paesi, in alto, dove sono parcheggiate ai bordi della carreggiata oltre che nelle aree deputate, e dove sono stati costruiti e sono in costruzione nuovi parcheggi. Pessima politica: costruendo parcheggi non si disincentiva ma si incoraggia l'uso dell'automobile.
Le tariffe per muoversi a piedi e/o in treno all'interno del parco mi sono sembrate, ma forse mi sbaglio, poco "trasparenti". E. 5 per la card che permette di percorrere il sentiero azzurro, valida per l'intera giornata comprendente l'uso dei pulmini ecologici dai singoli paesi all'entroterra. Compreso l'uso del treno, la card passa a E. 10. Il biglietto ordinario per un viaggio in treno costa E. 1,80. Insomma, mi conviene solo se prendo più di due volte il treno, ma se prendo il treno non cammino e viceversa... E' una card per sostenere il parco? Bene, basta saperlo, e si paga più che volentieri!  Però ditelo... Senza dare invece l'impressione di voler, solo un poco, "spennare il turista" (d'altra parte una card è una card, cioè un abbonamento vantaggioso...).

Solo per completezza di cronaca, alcune interessanti notizie delle quali non ero a conoscenza: Arrestati Sindaco Rio Maggiore e Presidente Parco Cinque Terre; Arrestati sindaco Rio Maggiore e Presidente Cinque Terre; Sprofondano le Cinque Terre; Processo Cinque Terre: quindici anni per nove imputati...

Breve vacanza alle Cinque Terre: seconda puntata

lunedì 1 agosto 2011

Il peso (e il numero) dei rifiuti di luglio

La ricerca su me stessa, la mia famiglia e i nostri rifiuti si affina (diventa sempre più folle, potrebbe pensare qualcuno? Ma no, perchè mai?...).
Ho iniziato il mese con un esperimento: non buttare nulla, tranne l'organico, fino alla fine del mese. Insomma, una sola busta per l'indifferenziato, un'unica pesata finale per tutto il resto.
Oggi, mentre pesavo i rifiuti, ho deciso di avviare un altro esperimento: contare gli imballaggi, naturalmente nei limiti del possibile.
Questi i risultati della ormai abituale pesatura:

peso totale dei rifiuti di luglio:     Kg. 20,546

di cui:

indifferenziato:            Kg. 1,302
umido:             Kg. 7,471
carta:        Kg. 3,500
plastica:             Kg. 0,460
metallo:      Kg. 0,086
vetro:      Kg. 7,727

Queste le immagini dei rifiuti dell'intero mese, tranne l'organico:
plastica vetro metallo
carta
 
indifferenziato
Questo il riepilogo generale:

peso totale di 11 mesi:     Kg. 255,315

di cui:

indifferenziato:     Kg. 18,429
umido:              Kg. 106,938
carta:            Kg. 49,157
plastica:           Kg. 8,588
metallo:      Kg. 1,755
vetro:      Kg. 70,098

Utilizzare un solo sacchetto per i rifiuti indifferenziati, avendo l'accortezza di sciacquare eventuali residui di cibo da imballaggi che non possono essere differenziati per evitare la produzione di cattivi odori, può aiutare a contenerne la produzione (leggi anche qui). Il peso di questo mese è abbastanza buono, mettendo in conto il solito bicchiere rotto e una stampella anch'essa rotta che ho dovuto aggiungere ai soliti rifiuti.
L'umido è un po' aumentato rispetto agli ultimi mesi in quanto ho dato un po' di tregua al  composto domestico, su cui tornerò prossimamente (qualche piccola emergenza, un po' di pigrizia, un po' di moscerini...).
Rimane abbastanza leggera la plastica, che si presenta così articolata: 6 bottigliette d'acqua (veri intrusi che qualcuno ha fatto entrare in casa non so da dove...), 9 tappi, 2 tubi con tappo (crema da barba e dentifricio), 2 confezioni del caffè equosolidale, 1 barattolo di bicarbonato Solvay (altro intruso, che ha sostituito in emergenza le confezioni del Baule Volante in plastica leggera), 2 vaschette di polistirolo per la carne, 12 confezioni di plastica leggera per i biscotti (compro i biscotti in plastica riciclabile preferendoli a quelli in confezioni non riciclabili, ma sono sempre alla ricerca di alternative), 4 involucri da gelato da passeggio, 2 confezioni di pasta (ma ormai sono passata al cartoncino), 12 buste di plastica, quella opaca (forse dovrei lavarla e conservarla, arriva prevalentemente con le Zolle), 6 buste di plastica per carne (quella più spessa, che arriva sigillata, sempre con le Zolle), 1 blister per medicinali, 3 confezioni di fazzoletti di carta (intrusi anche questi, usiamo prevalentemente fazzoletti di stoffa) con involucro grande, 6 involucri di plastica varia. Che contare possa aiutare a diminuire?
Il vetro è al solito pesante, 17 bottiglie (3 di aceto, 4 di vino, 1 di olio, 7 di passata di pomodoro, 2 di birra), 6 barattoli (2 di sgombro, 2 di pesto, 1 di marmellata, 1 bottiglietta di dopobarba).

Si avvicina il riepilogo annuale, con eventuali bilanci e propositi per l'anno nuovo. La strada è ancora lunga...

 Qui si possono trovare i link ai precedenti post di pesatura.