"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 30 ottobre 2011

Tutti in fila: è gratis!

Ogni mattina, intorno alle 7,00, passo davanti a un esercizio commerciale (o forse uno studio di qualche genere?) chiuso, nei pressi del quale stazionano sempre decine di persone anziane e anche molto anziane, che ne aspettano l'apertura: si assegnano dei numeri di attesa ("Io sono 15, e tu?"), chiacchierano con la voce alta degli anziani, aspettano almeno un'ora che l'esercizio apra (non credo che questo avvenga prima delle 8,00) e poi il loro turno. Molti ormai li riconosco, sono sempre gli stessi, sono lì ogni mattina tranne la domenica. Perchè? Per sdraiarsi gratis su un lettino meraviglioso. Un giorno una signora mi ha fermata per strada per decantarmi le meraviglie di questo lettino, mi ha spiegato che la "prova" è gratis  per sempre e che solo se uno vuole, poi,  il lettino se lo compra, per un prezzo che mi sembra di ricordare sia intorno ai 1.000 euro. Immagino che i titolari dell'esercizio si siano fatti i loro calcoli, e che il sistema funzioni dal punto di vista commerciale anche con una percentuale minima di acquirenti.
L'immagine ormai consueta di quei vecchietti mi è tornata in mente quando ho letto quello che è successo giovedì scorso a Roma per l'apertura di un mega negozio, nella zona nord della città, che offriva occasioni e promozioni irripetibili: traffico in tilt, risse e vetrine sfondate (qui e qui).
Ogni mattina, quando passo accanto a quei vecchietti che aspettano chiacchierando, non posso fare a meno di pensare a cos'altro potrebbe spingerli a fare una cosa del genere che non sia la prospettiva di avere qualcosa gratis. Anzi, penso a quanti motivi ci sarebbero che dovrebbero spingerci tutti fuori dalle nostre case in strada a fare, agire, far sentire la nostra voce, cambiare la nostra vita e il mondo in cui viviamo. Anche a costo di alzarci presto tutte le mattine e stare fuori, magari al freddo, per qualche ora. Che so, per esempio quei vecchietti potrebbero tenere pulito il marciapiede antistante l'esercizio commerciale, sul quale sembra sempre sia stato rovesciato il contenuto di decine di cestini dei rifiuti...
Abbiamo un potenziale  enorme, ma l'unica molla che ci spinge ad agire è quella eterodiretta del mercato, del sistema del profitto dei pochi basato sull'obnubilamento delle menti dei molti. Solo per comprare l'ultimo modello di i-pod scendiamo in strada e blocchiamo tutto, credendo di guadagnarci chissà cosa, mentre non facciamo altro che quello che il sistema vuole da noi. Come tanti soldatini di piombo mossi da mani altrui contribuiamo a tenere in vita un sistema che ci impoverisce di tutto, che depreda la terra e ne affama gli abitanti per la ricchezza di pochi, fieri dell'ultimo modello di computer che siamo riusciti ad arraffare "quasi" gratis.

mercoledì 26 ottobre 2011

Questione Malagrotta: aggiornamenti dai siti

Vale la pena seguire la vicenda Malagrotta nei suoi sviluppi mano a mano che si presentano. Ecco intanto gli ultimi articoli sui siti di informazione.

Da Eco dalle Città: Post-Malagrotta. Arrivano le ordinanze di esproprio per Corcolle e Quadro Alto (qui).
Dal Corriere.it: Arrivano i primi espropri a Corcolle e Riano (qui).
Da Repubblica.it: Le motivazioni delle scelte di Pecoraro (qui); Partono gli espropri (qui).
Da IlMessaggero.it: Parla Pecoraro (qui).
Da IlFattoQuotidiano.it: Show di Cerroni davanti alla Commissione antimafia (qui).

Qui il mio ultimo post sull'argomento, con i link ai precedenti.

sabato 22 ottobre 2011

Dopo-Malagrotta: ultime notizie; alcune considerazioni

Il 19 ottobre si è tenuta una seduta straordinaria del Consiglio Regionale del Lazio incentrata sulla nomina da parte del governo del prefetto Pecoraro a commissario straordinario per la chiusura della discarica di Malagrotta; la seduta si è conclusa con l'approvazione della mozione per la gestione del dopo Malagrotta da parte del Consiglio Regionale (qui e qui si possono trovare i resoconti della seduta sul sito della Regione; qui, qui e qui gli articoli di cronaca della giornata da Eco dalle Città, dal Messaggero e da Terra).
Fuori dalla sede della Regione intanto continuavano le proteste dei comitati degli abitanti delle località interessate dalle nuove discariche, provvisorie (Quadro Alto e Corcolle) e definitive (Pizzo del Prete). I comitati hanno tra l'altro presentato nei giorni scorsi una legge di iniziativa popolare sulla gestione dei rifiuti (qui) e le linee guida di un piano dei rifiuti alternativo a quello della Regione (qui; qui  si può leggere il comunicato stampa del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino sulle decisioni prese durante la seduta, sulla chiusura di Malagrotta e sul piano rifiuti regionale).

Per il momento, due considerazioni.

In risposta alle opposizioni l'assessore ai rifiuti e alle attività produttive della giunta Polverini, Pietro Di Paolo, ha pronunciato le seguenti parole:
Nel piano rifiuti non ci sono inceneritori: la carenza di termovalorizzazione è prevista solo dal cosiddetto scenario di controllo, che al momento è solo un'eventualità.
Va ricordato che lo scenario di controllo è previsto nel caso in cui non fosse possibile rispettare  lo scenario di piano, e cioè nel caso in cui: 1) non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita "inerziale" della produzione dei rifiuti; 2) non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell'incremento annuo del triennio 2006-2008; 3) la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata. Mi sono già occupata dell'argomento in due post (qui e qui) ai quali rimando. Ricorderò solo brevemente che: 1) lo stesso scenario di piano prevede una crescita costante del volume dei rifiuti negli anni 2009-2017, mentre non c'è traccia concreta di politiche di riduzione dei rifiuti; 2) la raccolta differenziata dovrebbe essere al 60% nel 2011 (cioè ora!) e al 65% per gli anni successivi mentre, secondo il rapporto ISPRA 2011 era al 15,1% nel 2009; 3) nello scenario di piano si fa riferimento al gassificatore di Albano Laziale come operativo entro il 2014, mentre la sua costruzione non è stata al momento autorizzata. A proposito degli impianti, queste sono le parole dello scenario di controllo:
Anche supponendo che il deficit impiantistico di Trattamento Meccanico Biologico venga sopperito da un trattamento preliminare allo smaltimento in discarica consistente in una trito-vagliatura con deferrizzazione e che la frazione combustibile dei rifiuti in surplus sia destinata ad impianti fuori regione, la capacità di smaltimento in discarica regionale è insufficiente a ricevere quantitativi di rifiuti derivanti dagli scarti dei TMB , dal trattamento preliminare e dagli scarti della termovalorizzazione dall'anno 2013. Tale insufficienza risulterebbe poi ulteriormente aggravata dallo smaltimento degli scarti del comppostaggio nel sistema regionale.
Permanendo le ipotesi dello scenario di controllo, al fine di ridurre lo sfruttamento delle discariche, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi del rifiuto, potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione.
In particolare - 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); - 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell'ATO regionale.
Assumendo operativi i suddetti adeguamenti nei tempi standard definiti nel Piano (trattamento del rifiuto indifferenziato dal 2014 e termovalorizzazione dal 2016) si riduce il fabbisogno di smaltimento finale, pur rimanendo importante il deficit delle volumetrie delle discariche. (p.23. grassetto  mio)
Al momento, non mi sembra di vedere segnali che indichino un'inversione di tendenza: mentre lo scenario di piano è pura teoria, quello di controllo, definito da Di Paolo "solo un'eventualità", rappresenta una prospettiva più che reale. Le parole della politica continuano a essere, invece, semplicemente propaganda.

Durante il dibattito in consiglio, la presidente Polverini aveva risposto alle parole di Angelo Bonelli sull'acquisto da parte della Colari di Manlio Cerroni del terreno di Quadro Alto a Riano e su un possibile accordo con la regione con queste parole: "Lo escludo! E' un atteggiamento assolutamente scorretto da parte di un consigliere che fa illazioni, peraltro pesanti. Questo imprenditore lavora quasi in regime di monopolio in questa città e io sono al governo della Regione soltanto da un anno e mezzo. Il prefetto Pecoraro ha già chiarito, nei giorni scorsi, che attraverso le proprie funzioni commissariali agirà attraverso esproprio".
Nello stesso pomeriggio, davanti alla commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, l'avvocato Cerroni ha rivelato: "La proprietà del sito di Quadro Alto a Riano? Quella località è mia, l'ho comprata una decina di giorni fa" (qui).

Dunque, su gara d'appalto ed esproprio staremo a vedere.
Per il momento, la giunta Polverini sembra essersi perfettamente adeguata alla linea politica degli ultimi venti anni, commissariamenti e monopolio Cerroni inclusi. Anche se Di Paolo dice: "A questa giunta va riconosciuto il merito di aver aggredito il problema, assunto responsabilità, fatto scelte che creano qualche mal di pancia e legittime preoccupazioni. Ma da oggi in poi c'è la possibilità di dare ascolto a tutti coloro che hanno manifestato in modo costruttivo le loro preoccupazioni, dalle associazioni ai comitati, ai singoli cittadini, in un quadro finalmente di certezze. Non in un quadro che tamponava l'emergenza di turno come in passato ma che oggi dà risposte a tutto tondo". Evviva!

A proposito: il piano regionale non è stato ancora approvato, la Commissione Ambiente lo sta ancora esaminando. Secondo Di Paolo, dovrebbe arrivare in aula "entro la fine di quest'anno". Altro che "tamponare l'emergenza"!


Altre notizie qui, quiqui, qui, qui e qui.
Su questo blog altri articoli qui, qui e qui.

martedì 11 ottobre 2011

La sindrome NIMBY, la discarica di Riano, Marrazzo, l'informazione e le meraviglie del BANANA

Sono sempre stata convinta del fatto che la sindrome NIMBY, nei termini in cui viene generalmente presentata, non esista. L'acronimo sta per "Not In My Back Yard", "non nel mio giardino", ed è usato per descrivere l'atteggiamento di chi si oppone alla costruzione nei pressi del proprio luogo di residenza di opere ritenute utili alla collettività ma dannose per chi vive nei loro paraggi, come inceneritori, discariche, centrali di ogni genere, grandi opere in generale. Si dice: queste persone ritengono che le opere alla cui costruzione si oppongono siano necessarie e debbano essere costruite,  ma non vicino a casa loro, semmai vicino a quella di qualcun altro. Vogliono godere dei vantaggi di queste opere, ma non sono disposti a sobbarcarsene gli oneri nè a fare sacrifici per il bene della collettività. Troppo comodo, ho sempre pensato, colpevolizzare le popolazioni locali  per avallare la devastazione del territorio in nome di un bene superiore e di un modello di sviluppo presentato come irrinunciabile. Troppo comodo metterla in questi termini.  Troppo comodo ergersi a giudice dei comportamenti altrui quando non si è in prima persona coinvolti dalle conseguenze negative delle opere progettate. Spesso inoltre chi si oppone alla devastazione del proprio territorio lo fa con cognizione di causa, non difende solo i propri interessi ma quelli di tutti, è in grado di proporre soluzioni e modelli alternativi. E perchè mai poi in una società civile qualcuno dovrebbe sacrificarsi per un presunto bene superiore? E altri no? E allora, perchè non costruire le grandi opere anche nel giardino dei potenti che le vogliono? (portatemi un esempio, uno solo...).
Questo pensavo.
E poi è arrivato Marrazzo.
Lo scorso venerdì 7 ottobre il commissario alla chiusura della discarica di Malagrotta, il prefetto Giuseppe Pecoraro, ha comunicato la decisione presa riguardo ai siti provvisori (per la durata di tre anni) che dovranno traghettare Roma da Malagrotta, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre di quest'anno, agli impianti non meglio specificati di Pizzo del Prete, presso Fiumicino, che la sostituiranno. Si tratta dei siti di Quadro Alto, a Riano, e di Corcolle, nel VIII municipio (leggi qui). Alla manifestazione di protesta organizzata dalla popolazione di Riano il giorno successivo, sabato 8 ottobre, ha partecipato anche l'ex presidente della Regione Lazio, ex commissario ai rifiuti e residente di Riano Piero Marrazzo (leggi qui e qui).
Perchè ho pensato alla sindrome NIMBY vedendolo? Non tanto perchè, come residente di Riano, è sceso in piazza insieme ai suoi concittadini per difendere il territorio dove abita. Non tanto perchè, come presidente della Regione, aveva invece scartato l'ipotesi-Riano per eventuali discariche post-Malagrotta, giudicandola non adatta (ma l'inceneritore ad Albano Laziale sì, come anche le otto linee di incenerimento complessive e l'ampliamento delle discariche esistenti per il periodo transitorio 2008-2011). No, ho pensato alla sindrome NIMBY perchè, se una cosa del genere esiste, Marrazzo (e la politica che ha rappresentato e che forse vorrebbe continuare a rappresentare) ne è il perfetto esempio. Molto di più dei cittadini che sono scesi in piazza a Riano. Perchè tra quei cittadini ci sono associazioni e comitati che da anni si battono per alternative al sistema incenerimento/discarica e per un percorso virtuoso di "Rifiuti Zero". Perchè per molti dei cittadini che scendono in piazza inizialmente solo per difendere i luoghi in cui vivono comincia comunque un percorso di conoscenza e consapevolezza che va oltre il proprio interesse personale. E questo avviene nonostante un sistema di informazione che ignora completamente temi vitali e centrali come quello dello smaltimento dei rifiuti. Ecco, vedendo Marrazzo, e ascoltando le sue parole vuote su incenerimento ("termovalorizzazione", pardon) e raccolta differenziata  (due concetti niente affatto logicamente collegati tra loro, come sembrerebbero invece indicare le sue parole, ma anzi antitetici), ho pensato soprattutto al suo mestiere di giornalista. Ho pensato che non ci sono scusanti alle sue parole di oggi e alla politica che ha fatto, e che la responsabilità dell'informazione in questo sistema in cui i temi importanti si ignorano, salvo poi strumentalizzarli quando serve, è enorme.
Una degenerazione del termine NIMBY è considerato l'acronimo BANANA: "Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything" (leggi qui la definizione di Wikipedia). Degenerazione? Se qualcosa è dannoso, non deve essere costruito! Il benessere di nessuno può essere sacrificato al vantaggio di altri. Un sistema che richiede questo va semplicemente cambiato.
Insomma, altro che sindrome NIMBY!  Io direi: BANANA! Ma con la coscienza pulita di chi le sue scelte le fa ogni giorno, a partire dalla riduzione dei rifiuti, di cui mai nessuno parla ma che è il cuore del problema e di tutto il sistema.

Su Malagrotta leggi anche qui e qui.
Sul Piano Rifiuti Regionale leggi qui e qui.

giovedì 6 ottobre 2011

30 giorni senza zucchero (prendendosela un po' comoda)

Avevo detto che avrei pensato a cosa fare di nuovo (o a cosa rinunciare) per 30 giorni (qui).
In realtà il periodo è un po' difficile: la scuola è iniziata a pieno ritmo (scuola nuova, classi nuove, tutto nuovo); l'orario settimanale è il peggiore che abbia mai avuto, mi taglia il fiato, sono già esausta; poi ci si mette anche la prima (e speriamo ultima) influenza dell'anno a togliermi energie e voglia di fare...
Insomma, anche scegliere cosa fare non è stato facile. Alla fine ho deciso: niente zucchero. Cioè, per trenta giorni non aggiungerò zucchero a bevande e alimenti, sostituendolo, quando possibile, con miele. Nei limiti del possibile, cercherò di evitare di acquistare e consumare alimenti con zucchero (un paio di strappi alla regola però li ho già fatti, ma da domani basta anche biscotti a colazione che, ora che ci penso, ho continuato tranquillamente a mangiare fino a oggi senza neanche pensarci...).
Qual è il senso di questa rinuncia? Lo zucchero è uno dei prodotti meno sostenibili e con il maggior impatto ambientale sia nella fase di coltivazione che di raffinazione, e ne consumiamo decisamente troppo (qui). Anche quello grezzo di canna, equosolidale, non è un'alternativa compatibile. Il miele invece è un prodotto naturale, a Km zero o quasi, peraltro anche ottimo come rimedio per il mal di gola e la tosse di questi giorni.
Insomma, non è un granchè, lo so, ma è comunque qualcosa. Una piccola sfida da cui anche la salute potrà trarre giovamento (spero).

domenica 2 ottobre 2011

Inizia il secondo anno di pesatura dei rifiuti: settembre

Nel mese di settembre io e la mia famiglia (tre persone) abbiamo prodotto la seguente quantità di rifiuti:

indifferenziato:  Kg.0,973
organico:     Kg. 4,477
carta:    Kg. 7,500
plastica:    Kg. 0,881
metallo:   Kg. 0,154
vetro:   Kg. 6,623

totale:   Kg. 20,611

Rispetto al mese di settembre 2010, durante il quale avevamo prodotto complessivamente Kg. 28,497, siamo a ben 8 chili in meno. Si tratta di un anno fa, ed eravamo all'inizio del percorso. C'erano in casa ancora molti flaconi in plastica da smaltire (Kg. 1,545 era il peso della plastica), l'organico era praticamente il doppio (Kg. 8,267), l'indifferenziato (Kg. 2,756) comprendeva lo smaltimento di una serie di confezioni di cosmetici scaduti accumulatisi nel tempo che ora non vengono neanche più acquistati. Insomma, un po' sarà un caso (la produzione oscilla di mese in mese), un po' siamo senz'altro migliorati.
Un buon obiettivo per i prossimi mesi può essere quello di continuare a mantenere l'indifferenziato sotto il chilo di peso (l'indifferenziato va in discarica o all'incenerimento, è la parte non riciclabile dei nostri rifiuti). E mantenere naturalmente alta l'attenzione alla plastica, un po' troppo pesante, per i miei gusti, in questo mese, e agli imballaggi in generale (ho già alcune idee in proposito).
Qualcuno in casa mi dice che dopo aver concluso un anno di pesatura non ha senso continuare l'esperimento. Non è così. Pesare aiuta a controllare, a non abbassare la guardia; aiuta a mantenere viva la consapevolezza che le cose hanno una vita prima e dopo il nostro secchio della spazzatura,  che esiste una responsabilità personale nello scegliere cosa comprare e cosa buttare via, e che il problema dello smaltimento dei rifiuti è sì un problema di gestione e politica generale, ma  anche e soprattutto un problema di scelte e comportamenti personali. Per cui, scusate se rompo, ma io continuo.