"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 16 gennaio 2012

Seneca, il tempo e noi.

Nel De brevitate vitae, breve trattato nel quale riflette su uno degli argomenti a lui più cari, il tempo, Seneca dice:
Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus.  (...)
Ita est: non accipimus brevem vitam sed facimus, nec inopes eius sed prodigi sumus.
Non è vero che abbiamo poco tempo, è che ne perdiamo molto.  (...)
Così stanno le cose: non ci viene data una vita breve, la rendiamo noi tale; non ne siamo poveri, la dissipiamo.
De brevitate vitae, 1, 3-4
Per Seneca il tempo è ciò che noi ne facciamo. Ed è un bene prezioso. Anzi, il bene più prezioso, l'unico che veramente ci appartiene, come ricorda all'inizio della prima epistola all'amico Lucilio, anch'essa dedicata alla riflessione sul tempo:
Omnia, Lucili, aliena sunt, tempus tantum nostrum est.
Nulla ci appartiene, Lucilio, solo il tempo.
Epistulae ad Lucilium, 1, 3
Per Seneca il tempo è la vita che viviamo veramente, la consapevolezza, la coscienza, mentre tutto il resto è un vortice di occupazioni che ci sottrae a noi stessi e che non ci appartiene. Riappropriarsi del tempo vuol dire riappropriarsi di se stessi. Con queste parole infatti egli si rivolge all'amico nell'esordio della stessa epistola:
Ita fac, mi Lucili: vindica te tibi, et tempus quod adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut excidebat collige et serva.
Mio caro Lucilio, riprendi possesso di te stesso, raccogli e abbi cura di quel tempo che fino ad ora ti veniva sottratto, con la forza o con l'inganno, o semplicemente andava perduto.
Epistolae ad Lucilium, 1,1

Accostamento un po' ardito, lo so, ma mi sono venute in mente queste parole del pensatore latino mentre pensavo alle tante piccole azioni che non si fanno più perchè "non c'è tempo". Anzi, perchè "il tempo è prezioso", e non se ne può sprecare neanche un secondo: bisogna correre sempre, veloci, non fermarsi mai.
Ci pensavo ieri, per esempio, mentre, dopo il ciambellone, provavo a fare anche i biscotti, un po' bruttini forse, ma buonissimi:

Oppure, dopo la borsa in plastica riciclata,  mentre lavoravo qualche minuto alla sciarpetta per l'ultimo nipotino arrivato:
Oppure mentre mi occupavo di pulire il filtro della lavatrice,  di decalcificare con l'aceto lo sciacquone del bagno o di sbrinare il frigorifero. Anche dedicare tempo alle cose significa riappropriarsi del tempo e di se stessi. E forse una società più sostenibile e più "felice" richiederà proprio questo, più tempo per le cose che contano e per la vita, e quindi per noi, e meno tempo per tutto il resto, compresi comodità e ricchezze. A me l'idea piace: infatti ho già cominciato.

Su Seneca e la carovana degli uomini: il futuro dietro di noi

2 commenti:

  1. OH mamma mia!!! Paola quante cose sai! Quanto mi sarebbe piaciuto approfondire la filosofia ,anzichè saltare da palo in frasca con le letture"fai da te".Con quanta difficoltà poi, con certi personaggi e certi concetti!....I biscotti hanno un bell'aspettoooooooooooo.Ciao

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    1. Seneca te lo consiglio vivamente. E' un autore ricco di spunti e riflessioni, che ha avuto grandi intuizioni sull'uomo e la vita e che riesce a parlarci ancora oggi.

      Non ti dico le soddisfazioni che mi danno questi dolci!
      Ciao

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