"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 4 febbraio 2012

Roma: la neve dopo che è caduta

Premessa 1: Qualunque cosa avesse fatto il sindaco, avrebbe anche un po' sbagliato: nessuno può pensare che gestire la città di Roma in occasione di una grande nevicata sia cosa facile. D'altra parte, questo è uno dei milioni di motivi per cui fare il sindaco di una grande città non dovrebbe essere cosa da tutti, e uno dei fantabiliardi di motivi per cui io, per esempio, non lo sono, nè mai vorrei nè potrei esserlo. Nessuno è obbligato a fare il sindaco di una città come Roma. Chi lo fa, però, se ne assume tutte le responsabilità sempre e comunque proprio per questo (siamo precipitati in un'altra dimensione anche se i tempi non sono poi così lontani, ma ricordo ancora il sollievo di Fini quando seppe di non essere riuscito a battere Rutelli nelle elezioni per la guida della città, credo nel '93. Altri tempi, appunto).
Premessa 2: il venerdì è il mio giorno di orario più leggero e ho avuto quindi la fortuna di uscire da scuola (vuota di studenti, naturalmente) in tempo per tornare a casa molto prima che la situazione diventasse difficile.

Però...
Avrei pensato che, invece di cominciare a creare confusione fin dal giorno prima con un'ordinanza ambigua e probabilmente del tutto inutile (qui), il sindaco di Roma si fosse premurato di garantire alla città strade sgombre (almeno le vie principali) e mezzi pubblici funzionanti (lo so che sono ormai obsoleti, ma ognuno dei nostri vecchi autobus non dovrebbe essere dotato di catene da neve? Si comprano una volta sola, insieme al veicolo, e poi dovrebbero essere a disposizione per sempre. Non sembra così difficile...). E poi, magari, invece di seminare il panico nelle famiglie, soprattutto quelle con bambini piccoli (il mio liceo ieri era aperto, pieno di docenti e personale scolastico ausiliario e vuoto di studenti, ma la scuola elementare a fianco era chiusa), mandare pochi messaggi chiari ai cittadini: primo fra tutti quello di non usare l'automobile privata, se non in caso di assoluta necessità, e meno che mai senza catene da neve a bordo o montate.
Io ho avuto la fortuna di tornare a casa presto, in metro, ma mai, comunque, mi sarei sognata di prendere la macchina in una giornata come quella di ieri (e ripeto, meno che mai senza catene da neve). Ero, come al solito, pronta a camminare.
Le immagini delle code chilometriche di automobili bloccate nella neve mi hanno dato un'ulteriore conferma della stupidità dell'automobile come mezzo di trasporto, anche se, devo ammetterlo, quella degli umani che la guidano non ha nulla da invidiarle.
Insomma, tutto come da copione, purtroppo.

... non siamo pronti, non siamo pronti a nulla...

Roma: la neve prima che cada

2 commenti:

  1. La neve porta disagio ovunque se ci si deve spostare,immagino che in una città come Roma il disagio aumenta all'ennesima potenza.Qui ormai dopo una settimana che nevica giorno e notte c'è più di un metro di neve.Per le strade lo spazzaneve passa due volte al giorno,solo però in quelle principali,per cui tutte le altre sono spalate da chi deve percorrerle.da casa mia con difficoltà si esce solo con le gomme chiodate e solo a retromarcia.La macchina però è meglio lasciarla a casa e viaggiare a piedi dal castello al borgo,non se ne può più è un freddo cane, non accenna a smettere.La sera la neve rischiara il paesaggio quasi a giorno e tutto brilla come per magia,è uno spettacolo per carità!!Il disagio però è troppo ,il peso della neve ha rotto diverse piante e ne ha rese molte pericolose,non c'è più linea di confine tra cielo e terra, c'è un unico orizzonte bianco.Almeno ci sarà acqua questa estate,il primo che si lamenterà per il troppo caldo giuro lo gambizzerò con sonoro calcio alle ginocchia! Un abbraccio.

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  2. Mi rendo conto che la "nostra" neve, rispetto alla "vostra", è ben piccola cosa. Coraggio!

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