"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 12 febbraio 2012

Scuole e uffici pubblici chiusi per neve

Dopo una settimana (qui), puntuale e copiosa, venerdì 10 febbraio è tornata la neve a Roma. Nella tarda mattinata di giovedì il sindaco Gianni Alemanno ha emesso un'ordinanza, la n. 44 del 9 febbraio, di chiusura di scuole e uffici pubblici (questa) "al fine di prevenire situazioni di pericolo alla incolumità dei bambini e degli studenti".
Dunque, l'ordinanza (qui si possono trovare anche le altre) dice che il primo cittadino (sic!) non si vuole prendere la responsabilità per eventuali situazioni di pericolo in cui bambini e studenti potrebbero incorrere recandosi a scuola, anche se, per tutti coloro che vivono a Roma, è evidente che i motivi della chiusura riguardano la mobilità della città, e non altro. Il disastro della settimana scorsa ha insegnato qualcosa da questo punto di vista: non si utilizza, se possibile, il mezzo privato, e se lo si fa si deve essere dotati di catene;  per quanto riguarda i trasporti, viene adottato il piano-neve, che garantisce la circolazione, seppur limitata, dei mezzi pubblici; se poi scuole e uffici pubblici sono chiusi, molti disagi saranno risparmiati alla città, giacchè molte persone rimarranno direttamente chiuse in casa e... fuori dai piedi.
Ma fuori dai piedi di chi? A chi saranno risparmiati i disagi?
Ecco, il punto è questo: perchè in caso di emergenza, in città scuole e uffici pubblici vengono chiusi mentre le attività private fanno quello che possono e che vogliono? Non dovrebbe essere, al limite, il contrario?
Sarà una sciocchezza, ma a me questa scelta di sacrificare educazione e servizi al mercato (a cos'altro, se no?) sembra significativa. E soprattutto significativa perchè non ci facciamo neanche più caso.
Ma proviamo a pensare invece a una città che, in caso di emergenza, dà la precedenza a scuole, servizi, uffici e trasporti pubblici e ferma o regolamenta tutto il resto. Non sarebbe la città ideale? E non solo in caso di emergenza?

Nessun commento:

Posta un commento