"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 22 febbraio 2012

Trattamento dei rifiuti: il caso emblematico dell'impianto AMA di Via Salaria 981 a Roma.

A cercarle con il lanternino, si trovano in rete (e pochissimo invece sui mezzi di comunicazione tradizionali) alcune notizie interessanti sulla questione dello smaltimento dei rifiuti urbani.
Nella periferia orientale di Roma è in atto da mesi, nel quasi totale silenzio dei media, un'emergenza riguardante l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico di via Salaria 981 di proprietà dell'AMA.
Da mesi i cittadini dei quartieri limitrofi all'impianto lamentano la presenza di miasmi insopportabili, esalazioni sospette, disagi e malesseri fisici. Grazie alle denunce dei comitati e alla raccolta di 2640 firme consegnate in procura a settembre (qui), la magistratura ha infine aperto un'indagine e ordinato una serie di perizie sul sito che sono in attesa di essere effettuate (Il Messaggero).
In seguito alle denunce e alle mobilitazioni l'AMA ha pianificato in ottobre una serie di interventi straordinari nell'impianto il cui costo ammonterà a 1 milione e  286 mila euro e la cui realizzazione richiederà da 1 a 5 mesi (qui). Nel comunicato si legge che gli interventi sono volti a ridurre l’intensità delle emissioni olfattive e rassicurare ulteriormente i cittadini delle aree circostanti, dal momento che, secondo AMA, l'impianto non ha alcun tipo di impatto ambientale sulla zona.
Le forze politiche, nel frattempo, usano la questione per attaccarsi a vicenda, scaricando le responsabilità l'una sull'altra: va ricordato che l'impianto è stato voluto dalla giunta di centro sinistra di Piero Badaloni, mentre oggi il PD attacca il sindaco Gianni Alemanno per la sua gestione della vicenda (qui).
Molto interessanti per approfondire la questione i due video trasmessi da telegiornali locali di cui riporto i link: lo speciale di T9info del 14 ottobre 2011 (qui) e il servizio di TeleRoma56 del 16 gennaio 2012 (qui). Si vede l'impianto. Si vedono delle incredibili immagini notturne delle esalazioni provenienti da esso. Si sentono parlare i responsabili AMA e i cittadini del quartiere. Tutto molto significativo.

Ecco, il primo aspetto emblematico della vicenda mi sembra proprio l'atteggiamento supponente e velatamente arrogante dei responsabili del sito quale emerge dalle interviste dei servizi TV ma anche dalle parole del comunicato sugli interventi straordinari citato sopra: poichè i cittadini esageratamente allarmisti insistono nelle loro preoccupazioni, concediamo loro la realizzazione di lavori straordinari, che però non sarebbero necessari, perchè il sito è sicuro, e che però (o infatti?) costano "solo" 1 milione e 286 mila euro. Per non dire del fatto, veramente preoccupante, che solo in seguito a proteste e mobilitazioni, e in seguito al ricorso alla magistratura, si prendono provvedimenti.
Mi sembra significativo poi il silenzio dei media sulla questione. Temi come questo non sono evidentemente considerati degni di interesse, a meno che non si trasformino in vere emergenze o questioni di ordine pubblico, più facilmente strumentalizzabili a fini sensazionalistici.
Fastidiosa, inoltre, ma assolutamento scontata la strumentalizzazione politica della vicenda da parte di forze politiche che devono tutte nascondere dietro l'attacco alla parte avversa le proprie responsabilità (in questo Roma e il Lazio sono veramente un caso emblematico).
La vicenda infine mi sembra significativa di quanto poco efficace, costoso e impattante sull'ambiente e sulla vita delle persone sia l'approccio tecnologico alla questione dei rifiuti, basato solo sulla costruzione di grandi impianti, sulla carta all'avanguardia e tecnologicamente avanzatissimi, di fatto estremamente fragili e spesso inefficienti.
Non potrà essere la tecnologia la risposta ai nostri problemi. Anzi, la fede cieca in essa è spesso la causa prima dei problemi. Dobbiamo capire che un sistema basato sulla produzione dei rifiuti come quello che abbiamo creato semplicemente non è sostenibile. E dobbiamo cambiare il sistema.
Paradossalmente: meglio che ci siano, queste emergenze (sarà per questo che non se ne parla?). Dobbiamo sapere che i rifiuti non possono semplicemente svanire nel nulla, scomparire dopo che sono stati prodotti. Semmai, devono farlo prima.

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