"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

venerdì 6 aprile 2012

I pesantissimi rifiuti di marzo: tempo di dieta?

La bilancia, questo mese, è stata impietosa. Ma, a dire la verità, il verdetto non è giunto inaspettato. Durante una dieta, generalmente chi si pesa sa perchè l'ago, invece di scendere come da programma, sale.

Intanto, questo è il resoconto dei rifiuti del mese di marzo:

indifferenziato:  Kg. 2,390
umido:    Kg. 13
carta:   Kg. 7,763
plastica:   Kg. 1,262
metallo:  Kg. 0,396
vetro:   Kg. 6,362
TOTALE:     Kg. 31,173

Mai, neanche all'inizio, i nostri rifiuti sono arrivati a pesare tanto. E tutte le voci sono alte rispetto alla media.

Che dire?
Intanto che, come nelle diete alimentari,  è difficilissimo far scendere l'ago della bilancia, mentre basta niente per farlo salire. Come in tutte le cose, ci vogliono impegno, costanza, fatica, e non si può mai mollare.
Poi che esistono le difficoltà oggettive di un sistema tutto basato sull'usa e getta e sulla produzione di rifiuti (basti pensare che dalla produzione di rifiuti si misurano ancora benessere e crisi) contro il quale è difficilissimo combattere.
Infine, che esistono momenti particolari, come quando si svuota una casa, nei quali controllare peso e quantità dei rifiuti è veramente difficile.
Insomma, per partire dalla fine, ho dovuto per esempio fare posto a tanti oggetti provenienti dalla casa della zia prima della vendita e fare dunque un po' di ordine in casa.

La dieta ideale dei rifiuti è quella nella quale nulla che debba essere smaltito entra in casa. Niente imballaggi, niente carta, niente oggetti, niente di niente.
La dieta realistica dei rifiuti è quella nella quale, pur cercando nei limiti del possibile di ridurre le entrate, si evita di smaltire tutto ciò che si può evitare di smaltire, con il risultato di accumulare un sacco di cose che si potrebbero riutilizzare se si fosse un'industria del riciclo, e non una povera famiglia che vive in un piccolo appartamento di città, senza balconi, sgabuzzini, cantine o magazzini a disposizione.
A forza di accumulare, lo spazio manca. Bisogna gettare via qualche cosa. Ed è quello che ho fatto questo mese, gettando via roba accumulatasi in aggiunta ai soliti rifiuti.
In particolare:
contenitori in plastica la cui possibilità di riutilizzo è enormemente inferiore al tasso di accumulo:

contenitori in plastica accumulatisi nel tempo
e poi tanta carta, giornali, fogli, posta ...

uno dei tre sacchi di carta, carta, carta...
Ci sarebbe molto da dire sul peso e il posto delle cose, e mi riprometto di tornarci prossimamente.

Riguardo invece al peso dei rifiuti, molto più concretamente, bisogna correre ai ripari e mettersi a dieta. Delle due, la dieta ideale, possibilmente.

2 commenti:

  1. hai ragione, spesso il problema sta alla fonte e non è sempre facile non far entrare imballaggi in casa.
    non parliamo di traslochi; come sai mi sono appena spostata da una casa all'altra. nonostante abbia regalato davvero tantissime cose, molte sono finite in discarica vanificando ogni mio tentativo di ridurre i rifiuti per i prossimi 10 anni :)

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    1. Stessa cosa con la casa della zia. I cui rifiuti tra l'altro non sono finiti nel conteggio dei miei, ma il risultato è lo stesso. Ci si rende conto di quante cose ci sono nelle nostre case, e fa un po' paura... :)

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