"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

mercoledì 20 giugno 2012

Decluttering 2: i libri


Nel mio percorso di decluttering appena agli inizi le librerie ancora non le tocco (non le guardo neppure, per ora). Però so che dovrò farlo. Perchè i libri dentro casa sono semplicemente... troppi.
Per ora, solo una piccola riflessione, scaturita dalla lettura del commento di Cristiana al mio post  di ieri:
I libri puoi portarli a una libreria che vende usato, o lasciarne in giro per una sorta di book crossing, o regalarli anche singolarmente, magari a qualcuno che non legge e che magari coglierebbe l'occasione per cominciare... L'importante è che tu non li butti nell'immondizia!!! Scusa ma sono particolarmente sensibile all'argomento, un libro, di qualsiasi cosa tratti, è una storia la cui vita può essere infinita passando di mano in mano...
Le parole di Cristiana mi hanno fatto venire in mente questa vecchia edizione del secondo volume del Teatro di Ibsen che era tra i libri della zia:
Aprendo il libro, si può leggere questa dedica:
La dedica di un gruppo di giovani amiche alla loro amica, nel 1952.
Un gruppo di giovani donne che in quegli anni avevano scelto coraggiosamente di andare a vivere insieme in un appartamento in affitto ("La casa dei sogni") in una grande città come Roma, in tempi in cui le donne dovevano forse ancora lottare per portare i pantaloni. Un gruppo di giovani donne con tutta la vita davanti.
Non è una dedica bellissima? Non è, quel libro, un oggetto bellissimo?

Ecco, il vero senso del decluttering forse comincerò a scoprirlo quando si tratterà di andare oltre il ciarpame che inonda la nostra vita, quando verrà il momento di ragionare sul senso delle cose che possediamo, quelle più care.

La zia, che amava molto Ibsen, mi aveva regalato un'altra copia dei due volumi del Teatro, che a sua volta aveva ereditato da mio nonno. E ora io ho questo doppione nella mia libreria.
Quanto possiamo essere legati a un oggetto?
E mi è venuto in mente questo ecopensiero (il n. 17) di bibendum3 dal blog biosipuò:
Fai una foto degli oggetti ai quali sei legato da un caro ricordo ma che non usi più, poi regalali o vendili. (fonte: clutter rehab)
Ecco, come dice Cristiana, la vita di un libro (ma anche quella di un oggetto) può essere infinita passando di mano in mano.

E questo post potrebbe essere la foto che serve per lasciarlo andare...

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6 commenti:

  1. Potresti fare un GiveAway!
    Ne approfitto per farti i complimenti per la vincita e in generale per il blog. Cercherò di prendere spunto (e l'idea di pesare i rifiuti mi sembra geniale)

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    1. Un giveaway? E chi è capace? Prima di partecipare a quello di Alex non sapevo neanche cosa fosse!...

      Grazie mille per i complimenti, che ricambio (bellissimo il tuo blog!). E grazie per la visita.
      A presto

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  2. Paola non hai pensato ad esempio ad un sito di baratto? io su zerorelativo ho barattato molti oggetti!!!

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  3. Ci penserò senz'altro. Anche per i libri? Mi interessa anche freecycle. Appena passerò alla fase operativa, dopo questa prima semplice ricerca di un po' di ordine, mi informerò meglio su queste meraviglie.

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  4. Vedi che poi le idee arrivano? La dedica e la storia del libro mi ha emozionata, e forse sì, fotografare e regalare è in effetti una bella idea per riuscire (giustamente) a separarci dagli oggetti.
    Grazie per la citazione, onorata :)

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