"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 24 giugno 2012

La scuola pubblica in ginocchio: sit-in davanti al Ministero dell'Istruzione.

Off-topic ma importante. Martedì 26 giugno davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma si svolgerà un sit-in organizzato dai docenti della classe di concorso A052 (materie letterarie, latino e greco) per denunciare l'attacco alla scuola pubblica che anche il governo dei "tecnici" continua a perpetrare e l'evidente ingiustizia di cui sono vittima i docenti della suddetta classe di concorso. Di seguito il comunicato del Coordinamento Docenti di Latino e Greco. Diffondete e partecipate numerosi!

  
Gli insegnanti di latino e greco hanno indetto un sit in di protesta
Martedì 26 Giugno alle ore 9:30 davanti al MIUR

Dall’ormai lontana estate del 2008, cioè da quando la legge 133 (in  particolare l’articolo 64), ha imposto alla scuola italiana un taglio di più di 8 miliardi di euro, il nostro sistema di istruzione pubblico è in ginocchio.
In questi anni si è andato progressivamente configurando un quadro che, visto nel suo insieme, sta rendendo di fatto impossibile, per la scuola pubblica italiana, garantire a tutti i cittadini il diritto ad un’istruzione di qualità:
-         è progressivamente aumentato il numero degli studenti per classe, fino a raggiungere soglie  insostenibili, sia per quanto concerne i parametri di sicurezza, che vengono  rispettati ormai solo in casi del tutto eccezionali, sia per quanto riguarda la possibilità di mettere in pratica proposte didattiche che possano ritenersi soddisfacenti;
-         è stata praticamente eliminata la didattica modulare alla scuola primaria e tale scelta ha comportato il sacrificio di un primato ottenuto dalla scuola italiana a livello internazionale;
-         la riforma delle scuole superiori è stata effettuata all’insegna del minimalismo culturale,  anche attraverso l’eliminazione della didattica laboratoriale e la drastica riduzione del monte ore delle discipline di area umanistica.
Si è ritenuto e si continua a ritenere normale chiedere ai lavoratori della scuola di farsi carico di una crisi economica che non sono stati certamente loro a causare e, contestualmente, si esige che gli studenti rinuncino passivamente ad avere scuole pubbliche e di qualità. Sottrarre alla scuola 150.000 posti di lavoro, tra cui 90.000 cattedre, ha rappresentato infatti  non solo un licenziamento di massa senza precedenti, ma anche un colpo letale al funzionamento del nostro sistema di istruzione, che in questo modo non può non precipitare verso il collasso.
In tale contesto l’attuale Ministro ha deciso di non fare neanche un passo indietro rispetto alle politiche scolastiche di chi lo ha preceduto e, al di là di slogan demagogici inneggianti alla scuola del merito, di fatto, sta contribuendo con il suo approccio, drammaticamente superficiale, all’affermazione di principi antimeritocratici, soprattutto in tema di formazione e reclutamento degli insegnanti.
Emblematico il caso dei docenti di latino e greco che, in possesso di abilitazione per insegnare le materie letterarie in qualsiasi istituto di istruzione di primo e di secondo grado, si vedono costretti a denunciare la pesantissima discriminazione di cui sono vittime a causa dei criteri assolutamente illegittimi e antimeritocratici, adottati per l’assegnazione degli insegnamenti di lettere alle diverse classi di concorso della scuola secondaria oggetto della riforma Gelmini; tali criteri,  dettati esclusivamente da logiche di risparmio,  hanno il chiaro fine di ricollocare gli esuberi di personale prodotti dai tagli, senza badare alle specializzazioni degli insegnanti e alla professionalità da loro maturata attraverso le esperienze sul campo.  Ne deriva che i docenti di latino e greco, già assurdamente relegati ad insegnare nel solo liceo classico, si vengono addirittura a trovare “in concorrenza” con altre classi di concorso,  mentre, d’altro canto, viene loro preclusa la possibilità di partecipare a pieno titolo all’assegnazione degli incarichi, sia a tempo determinato che indeterminato, negli altri istituti di istruzione superiore. L’effetto di queste illogiche decisioni, che si configurano a tutti gli effetti come scelte illegittime e pesantemente discriminatorie, è la progressiva estromissione dei docenti della classe di concorso A 052  dall’insegnamento o, per i più fortunati (cioè quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato), la prospettiva dell’insegnamento del solo greco. Sta diventando quindi norma la separazione dell’insegnamento ginnasiale del latino e del greco, discipline caratterizzate da un elevato grado di interdisciplinarità. La didattica delle materie letterarie sta così subendo un ennesimo pesantissimo colpo che si va ad aggiungere alla riduzione delle ore curricolari di italiano, all’accorpamento antididattico della storia e della geografia in un’unica disciplina, alla riduzione drastica del latino dal liceo scientifico e linguistico, alla formazione delle cosiddette “cattedre spezzatino”. Oltre al danno poi la beffa: nei numerosi incontri avuti al MIUR con Sottosegretari e funzionari, di questo e del precedente governo, gli insegnanti di latino e greco continuano a sentirsi ripetere, oramai da due anni a questa parte, che le loro rivendicazioni sono legittime e fondate ma, nei fatti, poi nessun atto risolutivo per porre rimedio ai danni prodotti fin ora è stato avviato da parte del Ministero, che sembra così confermare un’ingiustificabile incoerenza tra dichiarazioni sostenute e scelte effettuate.
Intanto, mentre gli insegnanti e gli studenti devono quotidianamente confrontarsi con i devastanti effetti delle attuali politiche scolastiche, il Ministro pensa a confondere l’opinione pubblica con dichiarazioni riguardanti la necessità di “ripristinare la normalità” attraverso l’indizione di un concorso a cattedre riservato, per il momento, agli insegnanti già in possesso di abilitazione. Senza peraltro aver restituito gli oltre 90.000 posti tagliati dalla Gelmini, il Ministro dimostra in questo modo di non riconoscere come valida modalità di reclutamento dei docenti lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, in cui gli insegnanti abilitati sono inseriti in base ai titoli posseduti e agli anni di servizio prestato, dopo aver già superato prove concorsuali. Sottoporre gli insegnanti precari abilitati ad un’ ennesima prova concorsuale risulta quindi una decisione non solo inutile, ma anche offensiva e irriconoscente nei confronti di chi, dopo aver conseguito il titolo abilitante a costo di pesanti sacrifici, ha messo per anni la propria professionalità al servizio della scuola pubblica italiana, maturando così il diritto alla stabilizzazione lavorativa proprio in base ai titoli posseduti e agli anni di precariato pregresso.

Per i motivi sopra esposti gli insegnanti di latino e greco
 invitano
tutti i colleghi e coloro che sono stanchi di assistere ai continui attacchi nei confronti del nostro sistema di istruzione e dei suoi lavoratori,
a partecipare al sit in di protesta che avrà luogo
Martedì 26 Giugno alle ore 9:30 davanti al MIUR


COORDINAMENTO DOCENTI DI LATINO E GRECO


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