"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 10 novembre 2012

I rifiuti di ottobre

Ecco qui, in ritardo e di corsa, il resoconto della pesatura dei rifiuti di ottobre:

indifferenziato:  Kg. 0,732        sacchetti: 2
umido:   Kg. 8,000                   sacchetti: 3
carta:   Kg. 3,630                     sacchetti: 2
plastica:   Kg. 1,054                 sacchetti: 3 (con metallo e vetro)
metallo:  Kg. 0,174                  sacchetti: 3 (con plastica e vetro)
vetro:   Kg. 4,540                    sacchetti: 3 (con plastica e metallo)

TOTALE:   Kg. 18,130           sacchetti: 10

Alcune precisazioni
Le tre persone della famiglia sono state due per una decina di giorni del mese.
Di conseguenza, un sacco di carta di giornale, la cui produzione è stata sicuramente superiore al nostro solito, non è stata conteggiata nel peso perché gettata altrove (sempre nella raccolta differenziata della carta, però). Stessa cosa per la plastica: un sacco di bottigliette d'acqua, che generalmente non fanno proprio parte della nostra produzione di rifiuti, sono finite altrove nella raccolta differenziata della plastica (ma quello che ho visto quando ho sbirciato nel secchio...).
D'altra parte negli ultimi dieci giorni del mese la produzione di organico è cresciuta molto per problemi di organizzazione e gestione del cibo in cucina, mentre il secchio del composto domestico è rimasto negletto nel suo angolo di ingresso a non fare il suo dovere (in realtà lui il suo dovere lo fa sempre, sono io che non faccio sempre il mio). Il numero di persone in casa, infine, ha di certo influito in parte sul peso del materiale indifferenziato, abbondantemente sotto il chilo, che considero comunque un risultato positivo.

Insomma, in questo  mese abbiamo vissuto un periodo di emergenza, di allontanamento forzato dalla normalità. Tempo e pensieri sono stati rivolti altrove. Però i rifiuti li ho pesati lo stesso alla fine. E anche qualche riflessione ne è venuta fuori:
  1. basta poco a rompere il precario (e faticoso) equilibrio dei rifiuti. E questo perché si basa tutto sull'impegno personale e non è sostenuto in nulla dal sistema. Se si hanno meno tempo, voglia, opportunità, è facile che tutto crolli come un castello di carte; 
  2. i nostri comportamenti sono un'eccezione. Contenitori usa e getta, prodotti confezionati, imballaggi a iosa, plastica di ogni genere, alluminio, rotoli di carta da cucina ecc. rappresentano la normalità della normale famiglia italiana;
  3. vale comunque la pena insistere, soprattutto nella riduzione del materiale indifferenziato, che è quello che finisce in discarica;
  4. e questo sarebbe vero ancora di più se la raccolta differenziata funzionasse e il materiale di qualità raccolto venisse veramente riciclato. 
In conclusione, un po' di sconforto c'è stato e c'è.  Ma, nonostante tutto, resiste anche la determinazione a continuare sulla faticosa strada della riduzione dei rifiuti, nella speranza che possa diventare prima o poi una battaglia comune a tutti e un obiettivo che lo stesso sistema di gestione faccia proprio. Nei fatti e non solo a parole.

Pensando a Malagrotta...

11 commenti:

  1. Ti lascio un caro saluto Paola...niente sconforto sei sempre e cmq bravissima!!!!

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    1. Grazie, un caro saluto anche a te, Lucia!

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  2. Davvero hai ragione, basta proprio poco per rompere l'equilibrio dei rifiuti, ma tu sei bravissima nel perseverare. Ce ne fossero di persone così!

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    1. Grazie per l'incoraggiamento, che fa sempre molto piacere!

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  3. Forza Paola, e non guardare troppo il peso dei rifiuti.
    Daniele

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    1. Si', tranquillo,.. Anche perché in questo periodo di passaggio dall'emergenza alla normalità stanno aumentando a dismisura! Devo per forza non guardarli troppo. Non sono ancora un mostro :)

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  4. Molto interessante questa tua solerte attenzione al benessere dell'ambiente.

    Brava! da guardia ecologica volontaria non posso che apprezzarti moltissimo.

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    1. Guardia ecologica volontaria? Che bello! E in cosa consiste esattamente?

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    2. In poche parole, la guardia ecologica volontaria è un pubblico ufficiale che, dopo aver frequentato un apposito corso di formazione ed aver sostenuto i relativi esami, presta la sua opera saltuariamente e volontariamente, (quindi senza alcun compenso), compatibilmente con i propri impegni di lavoro e/o di famiglia. E' impegnata nel controllo del territorio di competenza, a tutela e salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio naturalistico.
      Ulteriori e più esaurienti spiegazioni puoi trovarle qui http://www.federgev.it/

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