"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 24 novembre 2012

Manifestazioni, cortei, proteste: la scuola scende in piazza


Diario delle manifestazioni di queste ultime settimane a cui ho partecipato e piccolo promemoria per me, che di memoria ne ho sempre meno...

27 ottobre: No Monti Day.
Il corteo a Roma parte da piazza della Repubblica e arriva a piazza San Giovanni. Lavoratori, studenti, docenti, genitori. Sono presenti molte scuole romane, studenti e docenti sfilano insieme. 

 









Si parla di almeno 150.000 persone. Non male, considerando il tabù che si è osato sfidare, quello dell'intoccabile governo Monti.
Una piccola frangia del corteo, arrivata in piazza San Giovanni, si stacca dalla manifestazione e va a bloccare la tangenziale est. Ma non ci sono incidenti, nonostante gli allarmi preventivi lanciati nei giorni precedenti.

10 novembre: Manifestazione regionale del Coordinamento Scuole di Roma.
Si parte da piazza dell'Esquilino, diretti a piazza SS. Apostoli.
Da dentro, ancora una volta studenti, docenti e genitori insieme, non ci rendiamo conto subito di quanti siamo. Poi, dalla parte bassa di via Cavour, guardando indietro, ci accorgiamo che siamo moltissimi di più di quanto chiunque, a partire dagli organizzatori, si potesse aspettare. Ci accorgiamo di aver davvero "invaso le strade" e "bloccato la città". Piazza SS. Apostoli è impossibile, troppo piccola. Si procede verso il ministero della Pubblica Istruzione, seguendo un nuovo percorso concordato. E sotto la gradinata del palazzo di viale Trastevere si riversa davvero una marea di persone:











Peccato che quasi nessuno ne parli. Lo sapevamo già, ma ogni volta è triste constatarlo di nuovo: è vero solo ciò di cui si parla in televisione e (molto meno) sui giornali; e in televisione e sui giornali si parla soltanto di ciò di cui si vuole che si parli.

14 novembre: Mobilitazione europea e sciopero generale della Cgil.
Sciopero e manifestazione. Questa volta però i cortei sono diversi. Gli studenti si sono dati appuntamento a Piramide. E lì decidiamo di incontrarci anche noi, alcuni insegnanti della nostra scuola. I ragazzi nel piazzale sono moltissimi, ma molti delle scuole del quartiere Prati sono rimasti alla fermata della metro, troppi per poter arrivare a Piramide. Parte un corteo spontaneo che si ricongiunge con quello in attesa a Piramide. Noi li incontriamo mentre, da Piramide, abbiamo deciso di raggiungere il corteo del sindacato a piazza Bocca della Verità

Corteo meno colorato e vivace, quello dei docenti. Ma un gruppo si stacca e si dirige verso Montecitorio. Non si passa però: davanti al parlamento, dove c'è già un presidio autorizzato, non si può arrivare. Questo era il cartello che aspettava dietro di noi il permesso per passare:

Il pomeriggio e la sera nei telegiornali si è parlato soltanto degli scontri avvenuti in coda al corteo degli studenti. Davvero soltanto di quello. E constatiamo, ma anche questo lo sapevamo già, che, dopo il silenzio, la sineddoche è la figura preferita dall'informazione: la parte per il tutto.

Oggi, sabato 24 novembre, sciopero della scuola.
Doveva essere il primo sciopero unitario nella scuola dal 2008, e veniva di sabato (!). Ha "scioperato", alla fine, soltanto la CGIL, insieme ai COBAS.
Le foto non ce le ho, perchè non c'era veramente niente da fotografare.
Saranno gli allarmi lanciati nei giorni scorsi. Sarà questa divisione e incapacità di essere uniti (e quindi efficaci) nella protesta. Sarà che oggi è sabato. Insomma, quattro gatti a piazza della Repubblica per il corteo dei COBAS. Nessuno al sit-in davanti al ministero della Pubblica Istruzione. Non so cosa ci fosse a piazza Farnese,  ma immagino che la CGIL abbia mobilitato, con la sua organizzazione, un numero "adeguato" di persone per le inquadrature TV e null'altro.
A voler sorridere un po', direi che oggi in giro c'erano tanta polizia e zero manifestanti: uno scherzo davvero ben riuscito!
A voler essere un po' seri, invece, credo che la mobilitazione faccia paura, e che si cercherà in tutti i modi di neutralizzarla. E che dunque bisognerà essere bravi a tenerla in vita.

8 commenti:

  1. Si, la mobilitazione fa paura e noi non dobbiamo perderla!

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    1. Vero! E trovare forme sempre nuove e diverse e sempre più costruttive e propositive

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  2. Si taglia il futuro, non riescono a comprenderlo...

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    1. ... o forse riescono a comprenderlo ma lo fanno lo stesso...

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  3. I media riprendono solo quello che fa comodo. E gli scontri fanno taaanto comodo. Sigh. Tenete duro!

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    1. Fa anche molto comodo far passare la nostra come una mobilitazione di tipo esclusivamente sindacale, della serie: non vogliono lavorare e se li vogliamo far lavorare protestano per proteggere i loro privilegi. Vedi il presidente del consiglio ieri in tv a Che tempo che fa!

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  4. Grazie Paola per questo post, lo condivido su tutti i social network. Grazie anche per esserci stata lì a manifestare.
    Hai espresso perfettamente il ruolo dei media sulla faccenda, e questa è la cosa più inquietante, insieme alla lobotomizzazione generale della maggior parte degli italiani, il che a volte fa pensare che è tutto inutile, che siamo pochi e soli, ma il tuo racconto dimostra che non è così e dà la forza per continuare a lottare.

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    1. Be' grazie a te, Cri, delle belle parole. Proviamoci, a continuare a lottare, nonostante lo sconforto purtroppo inevitabile.

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