"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 9 dicembre 2012

La spalla malandata: work in progress (e qualche riflessione)

La mia spalla sinistra soffre ormai da molti mesi.
Il movimento provoca, in determinate posizioni, forte dolore; da un certo punto in poi e in alcune direzioni, l'articolazione sembra del tutto impedita, bloccata.
Avete mai pensato alla quantità di movimenti che è in grado di fare l'articolazione della spalla? Nessuna parte del corpo è così mobile in così tante direzioni. Guardate un po' qua:


Si tratta di un'articolazione molto delicata che, in caso di alterazioni dell'equilibrio, dovute a motivi diversi, tende facilmente a bloccarsi.
Anni fa un osteopata, per un problema simile ma meno acuto alla spalla destra, mi spiegò appunto di questo delicato equilibrio, di come spesso l'articolazione sofferente si ritragga dal movimento, peggiorando il sintomo iniziale in un circolo vizioso che porta all'impedimento e al blocco della mobilità. E di come a volte tutto parta da un irrigidimento muscolare concentrato su collo e spalle.
I miei dolori al lato sinistro sono cominciati un anno fa, con un forte dolore al gomito che piano piano, dopo qualche mese di attenzione (ho evitato di portare pesi con quel braccio ecc.) è passato.
Sono convinta però che il dolore al gomito sia stato la causa di un irrigidimento generale che poi si è trasferito alla spalla.
Insomma, per farla breve, quest'estate il dolore alla spalla si è riacutizzato fino a diventare fortissimo, e i movimenti sono stati severamente impediti.
Lo so che sarei dovuta andare da un ortopedico, o dall'osteopata, che avrei dovuto fare una lastra, un'ecografia o una risonanza, e che avrei dovuto prendere degli anti-infiammatori per il dolore. Io però, se posso, cerco di evitare farmaci, soprattutto sintomatici e antidolorifici. E, per quanto riguarda il medico, ho rimandato, come mio solito, magari sperando che il dolore nel frattempo passasse.
Ma soprattutto mi sono ricordata delle parole dell'osteopata. E ho deciso di provare a dedicare un po' di attenzione al mio corpo, troppo trascurato ultimamente, e alla mia spalla sofferente. Ho provato a "sentire": tensioni, dolore, movimento.  Ho cominciato con un po' di
  • esercizi di respirazione e rilassamento;
  • attenzione alla postura e alla rigidità della muscolatura (quante volte mi sono improvvisamente resa conto di avere la spalla rigida e mezza sollevata senza esserne consapevole!)
  • movimento, graduale, lento, regolare
Ecco, la svolta è stata soprattutto il movimento (credo). Ho cominciato piano piano a usare il braccio, a forzare gradualmente le posizioni, a fare esercizi di allungamento. Sfidando anche il dolore. Non so, forse ho sbagliato, forse non si deve fare (anche se io in fondo lo sapevo che non avevo subito traumi e che non c'erano danni o lussazioni). Ma i risultati si cominciano a vedere e sentire. Nel corso delle settimane la situazione è gradualmente migliorata. La mobilità è ancora parziale, il dolore c'è ancora, ma riesco a muovere il braccio come qualche settimana fa sarebbe stato impensabile, e il dolore è decisamente meno intenso e più circoscritto.

Non ne parlo per dire che in queste cose si deve fare da soli, che non ci si deve rivolgere ai medici, assolutamente. Meno che mai in caso di problemi seri.
Però... in alcuni casi anche saper aspettare, non avere fretta, assecondare e accettare il dolore senza cercare scorciatoie (farmaci antidolorifici), conoscere, ascoltare, muovere il proprio corpo può aiutare a stare meglio.
E lo dico sapendo che sono quasi due anni che ho smesso di fare attività fisica regolare, e che è per questo che ho ricominciato a soffrire di mal di schiena, e che anche questa spalla malconcia è in realtà colpa mia e di tutto lo stress che mi impedisce di tornare in palestra o in piscina, di nutrirmi meglio, di prendermi cura di me stessa come invece dovrei.

Scusate il volo pindarico (ma forse neanche tanto) ma mi viene in mente che la vera medicina dovrebbe essere quella che ci impedisce di ammalarci, che elimina le cause delle malattie invece che curare le malattie. E le cause di molte nostre malattie sono l'ambiente in cui viviamo, il cibo che mangiamo, ma anche il modo in cui viviamo.

E di questo si dovrebbe parlare e su questo si dovrebbe lavorare a livello politico (magari chiudendo gli ospedali perchè diminuiscono i malati e non perchè non ci sono i soldi per curare i malati...).

4 commenti:

  1. Ciao Paola, concordo su tutto, dalle scorciatoie al modo in cui viviamo, difficile fare un commento o aggiungere qualcosa di sensato.
    L'unica cosa che mi viene in mente e' che la chiave credo sia il "TEMPO" ... abbiamo il dovere di prenderci del tempo per noi stessi, questa e' la prima terapia.

    A tal proposito pubblico un link:

    http://www.ted.com/talks/paolo_cardini_forget_multitasking_try_monotasking.html

    Ciao
    Daniele

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    1. Grazie Daniele, video interessante. Ah, il tempo! Quanto hai ragione!

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  2. Ciao Paola, dopo qualche giorno lontano dal computer trovo questo tuo post che condivido pienamente! Senza avere la presunzione di rinunciare al medico credo che molti "dolorini" possano essere curati senza medicine che non fanno altro che danneggiare fegato, stomaco e reni. Anche a me è capitato di curare un dolore al piede ( e non era neanche tanto dolorino ) semplicemente camminando per qualche minuto al giorno in "punta di piedi". ancora oggi resto stupita di quanto una cosa così semplice sia risultata efficacissima. Un caro saluto da Carla,

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    1. Grazie Carla. Speriamo funzioni anche per la mia spalla, che è' migliorata ma certo non guarita. Vi faccio sapere! Per ora insisto (e le tue parole mi incoraggiano a continuare)

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