"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 26 febbraio 2012

L'insostenibile pesantezza dell'automobile.

L'Italia è il sesto paese al mondo per numero di autoveicoli pro capite (Wikipedia) con 566 veicoli ogni 1000 abitanti; il terzo paese in Europa dopo Lussemburgo e Malta. In testa alla lista si trovano gli Stati Uniti, con 765 veicoli ogni 1000 abitanti. Arrotondando per difetto, si parla di un autoveicolo ogni due abitanti; grossolanamente in Italia su 60 milioni di abitanti 30 milioni di autoveicoli (in realtà il numero era molto maggiore già nel 2003: qui).

Basterebbero questi numeri per chiudere il discorso: immaginiamo che tutti i paesi del mondo raggiungano il numero di autoveicoli degli Stati Uniti: dato per buono il sistema, nessuno può negar loro questo diritto;  la Cina, per fare un esempio non proprio a caso, con numeri ancora piuttosto bassi (50 veicoli ogni 1000 abitanti) è in rapida crescita (qui). Sono numeri sostenibili? E' evidente che no, non lo sono, tenendo conto che una grande percentuale di questi veicoli è costituita da automobili private (in Italia 60 su 100 abitanti, la percentuale più alta in Europa nel 2010: qui).

Se le astrazioni numeriche dovessero risultare un esercizio troppo complesso e dunque poco efficace, basta muoversi per le strade di una qualsiasi grande città italiana, Roma per esempio, per rendersi conto che automobili e autoveicoli hanno già raggiunto e ampiamente superato ogni limite fisico di sostenibilità. Le automobili e gli autoveicoli sono ovunque. Per chi si muove a piedi, quelli che colpiscono di più, forse, non sono tanto i veicoli in movimento, spesso anche loro fermi in lunghe code, ma quelli parcheggiati: ogni centimetro del suolo pubblico consentito è occupato da scatole di lamiera in sosta; una sempre crescente quantità di suolo non consentito alla sosta (marciapiedi, attraversamenti pedonali, incroci, fermate degli autobus, aree antistanti i cassonetti della spazzatura, aree di sosta in seconda e terza fila ecc.) è a sua volta invasa da autoveicoli di ogni genere, non ultimi scooter, moto e motorini, che impediscono o rendono disagevole se non impossibile il transito ai pedoni.
A questo proposito, se i divieti e le norme del codice della strada fossero tutti rispettati sempre e senza deroghe di alcun genere, di colpo l'uso dell'automobile privata, ma anche dei motocicli, diventerebbe insostenibile nelle grandi città, perchè la sosta sarebbe impossibile o richiederebbe talmente tanto in termini di tempo ed energia psicofisica che molti si convertirebbero con gioia all'uso dei mezzi pubblici. Insomma, il rispetto delle regole, se esistesse, dimostrerebbe inconfutabilmente l'insostenibilità dell'automobile.

Ma se ciò non bastasse (e non parlerò di morti e invalidità da incidenti stradali, inquinamento e disastri ambientali dovuti ai cambiamenti climatici, malattie e morti precoci causate dallo smog, esaurimento delle risorse, magari un'altra volta), si può fare uno sforzo (enorme, lo ammetto, ma a volte è necessario) di esercizio di autocontrollo e pazienza  e guardare o leggere le pubblicità delle automobili.
Cosa le accomuna? Oltre allo spreco di risorse, fatica, creatività? La creazione di una realtà che non è neanche deformata, ma completamente altra, in totale contrasto rispetto a tutto ciò che l'automobile è e rappresenta. La natura, alla cui distruzione l'automobile contribuisce in misura altissima, è lo scenario incontaminato in cui negli spot l'auto si muove silenziosa. Ambienti metropolitani inverosimili sono il suo palcoscenico. Affermazione di sè, superamento dei limiti, perfezione, lusso, prestigio, onnipotenza sono i valori a cui fanno riferimento gli slogan scelti. Un mondo anacronistico, vecchio, obsoleto.
Pensateci la prossima volta che un Suv ultimo modello nero scintillante vi passerà accanto infuocato fuori, rumoroso e puzzolente. O magari bloccherà il traffico di una stradina stretta del centro storico, incapace a muoversi.

Lo sa persino Brad Pitt che l'automobile è un'incongruenza, e che solo mistificando la realtà la si può ancora piazzare sul mercato (qui).
E in questo video si può vedere cosa ne pensa Bill Ford, della casa automobilistica Ford (Ted Talks: a future beyond traffic gridlock).
Da noi non se ne parla molto. Sull'argomento suggerisco la lettura dell'ultimo capitolo (e non solo, naturalmente) del libro di Guido Viale, La conversione ecologica, NdA, "Oltre l'automobile", da cui riporto questa citazione:
Anche perchè la contrazione dei redditi della maggioranza della popolazione è irreversibile: potremo comprare meno e dovremo comprare meglio: cioè prodotti che sfruttino meglio le risorse. E niente - nemmeno la guerra, con le sue distruzioni - rappresenta lo spreco degli ultimi decenni di "sviluppo" meglio del sistema di "spostare una o due tonnellate di ferraglia per trasportare ottanta chili di ciccia".
pp.145-146

mercoledì 22 febbraio 2012

Trattamento dei rifiuti: il caso emblematico dell'impianto AMA di Via Salaria 981 a Roma.

A cercarle con il lanternino, si trovano in rete (e pochissimo invece sui mezzi di comunicazione tradizionali) alcune notizie interessanti sulla questione dello smaltimento dei rifiuti urbani.
Nella periferia orientale di Roma è in atto da mesi, nel quasi totale silenzio dei media, un'emergenza riguardante l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico di via Salaria 981 di proprietà dell'AMA.
Da mesi i cittadini dei quartieri limitrofi all'impianto lamentano la presenza di miasmi insopportabili, esalazioni sospette, disagi e malesseri fisici. Grazie alle denunce dei comitati e alla raccolta di 2640 firme consegnate in procura a settembre (qui), la magistratura ha infine aperto un'indagine e ordinato una serie di perizie sul sito che sono in attesa di essere effettuate (Il Messaggero).
In seguito alle denunce e alle mobilitazioni l'AMA ha pianificato in ottobre una serie di interventi straordinari nell'impianto il cui costo ammonterà a 1 milione e  286 mila euro e la cui realizzazione richiederà da 1 a 5 mesi (qui). Nel comunicato si legge che gli interventi sono volti a ridurre l’intensità delle emissioni olfattive e rassicurare ulteriormente i cittadini delle aree circostanti, dal momento che, secondo AMA, l'impianto non ha alcun tipo di impatto ambientale sulla zona.
Le forze politiche, nel frattempo, usano la questione per attaccarsi a vicenda, scaricando le responsabilità l'una sull'altra: va ricordato che l'impianto è stato voluto dalla giunta di centro sinistra di Piero Badaloni, mentre oggi il PD attacca il sindaco Gianni Alemanno per la sua gestione della vicenda (qui).
Molto interessanti per approfondire la questione i due video trasmessi da telegiornali locali di cui riporto i link: lo speciale di T9info del 14 ottobre 2011 (qui) e il servizio di TeleRoma56 del 16 gennaio 2012 (qui). Si vede l'impianto. Si vedono delle incredibili immagini notturne delle esalazioni provenienti da esso. Si sentono parlare i responsabili AMA e i cittadini del quartiere. Tutto molto significativo.

Ecco, il primo aspetto emblematico della vicenda mi sembra proprio l'atteggiamento supponente e velatamente arrogante dei responsabili del sito quale emerge dalle interviste dei servizi TV ma anche dalle parole del comunicato sugli interventi straordinari citato sopra: poichè i cittadini esageratamente allarmisti insistono nelle loro preoccupazioni, concediamo loro la realizzazione di lavori straordinari, che però non sarebbero necessari, perchè il sito è sicuro, e che però (o infatti?) costano "solo" 1 milione e 286 mila euro. Per non dire del fatto, veramente preoccupante, che solo in seguito a proteste e mobilitazioni, e in seguito al ricorso alla magistratura, si prendono provvedimenti.
Mi sembra significativo poi il silenzio dei media sulla questione. Temi come questo non sono evidentemente considerati degni di interesse, a meno che non si trasformino in vere emergenze o questioni di ordine pubblico, più facilmente strumentalizzabili a fini sensazionalistici.
Fastidiosa, inoltre, ma assolutamento scontata la strumentalizzazione politica della vicenda da parte di forze politiche che devono tutte nascondere dietro l'attacco alla parte avversa le proprie responsabilità (in questo Roma e il Lazio sono veramente un caso emblematico).
La vicenda infine mi sembra significativa di quanto poco efficace, costoso e impattante sull'ambiente e sulla vita delle persone sia l'approccio tecnologico alla questione dei rifiuti, basato solo sulla costruzione di grandi impianti, sulla carta all'avanguardia e tecnologicamente avanzatissimi, di fatto estremamente fragili e spesso inefficienti.
Non potrà essere la tecnologia la risposta ai nostri problemi. Anzi, la fede cieca in essa è spesso la causa prima dei problemi. Dobbiamo capire che un sistema basato sulla produzione dei rifiuti come quello che abbiamo creato semplicemente non è sostenibile. E dobbiamo cambiare il sistema.
Paradossalmente: meglio che ci siano, queste emergenze (sarà per questo che non se ne parla?). Dobbiamo sapere che i rifiuti non possono semplicemente svanire nel nulla, scomparire dopo che sono stati prodotti. Semmai, devono farlo prima.

sabato 18 febbraio 2012

Ci siamo illuminati di meno! E adesso?


Il gioco
La nostra TV ieri è stata spenta tutto il giorno. Dalle 18,00 alle 19,30 anche le nostre luci sono state spente, sostituite da una candela. La lettura del contatore questa mattina dava un consumo più basso del solito rispetto alla media di questo periodo. 
La realtà
E' chiaro che la lavatrice che non ha funzionato ieri funzionerà oggi. E che non si possono ogni giorno spegnere le luci per un'ora.
Il senso
L'iniziativa M'illumino di meno della trasmissione radiofonica Caterpillar di per sè, come sottolineano molti, non ha una grande utilità  (anche se il risparmio di energia in termini assoluti non va comunque sottovalutato). E' evidente che lo scopo non è tanto quello di diminuire il consumo di energia per un giorno, quanto quello di far riflettere sul consumo di energia in generale e sull'efficacia della sua riduzione a livello domestico, e dare consigli pratici affinchè il risparmio energetico diventi abitudine e prassi quotidiana. Conta il decalogo, dunque, non il giorno in sè. E conta soprattutto la risonanza data a temi di cui non si parla mai o quasi sui mezzi di comunicazione di massa.
E' per questo che quest'anno ho deciso di partecipare concretamente all'iniziativa e di parlarne anche sul blog. E' stata per noi un'occasione per tenere spenta la TV per un'intera giornata (e cominciare a pensare di farlo per sempre). E per rafforzare la nostra motivazione verso comportamenti responsabili e consapevoli.
Forse ha anche contribuito alla decisione l'articolo di Repubblica di qualche giorno fa (qui), molto significativo su quanto siamo ancora indietro anni luce rispetto a certi temi. Questo è veramente sconfortante, non il fatto che siamo ancora qui, dopo otto anni, a spegnere le luci con Caterpillar e nient'altro è stato fatto (qui). La colpa di ciò non è certo di Caterpillar e di M'illumino di meno!

P.S. Ieri un lettore è arrivato a questo blog digitando le parole chiave "inutilità m'illumino di meno".

giovedì 16 febbraio 2012

M'illumino di meno

Venerdì 17 febbraio torna l'iniziativa del programma di Radio 2 Caterpillar M'illumino di meno.
Dalle 18,00 alle 19,30 le luci in casa nostra saranno spente e useremo le candele, proprio come se ci fosse un black out. In più proporrò alla famiglia, per l'intera giornata, di tenere spenta la TV.
I nostri consumi di energia elettrica, tra l'altro, sono negli ultimi tempi inspiegabilmente alti, e dovrò prossimamente affrontare il problema con maggiore determinazione e ... energia.
Al giorno successivo per  risultati e commenti.
Partecipate tutti! Anche solo un po'.
Anche alla faccia dell'anonimo autore di questa perla su Repubblica di qualche giorno fa.

martedì 14 febbraio 2012

Roma 2020: Monti ha detto no (phew!)

Una buona notizia ogni tanto ci vuole.
A favore della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 nei giorni scorsi si sono susseguiti  gli appelli del mondo degli affari, dello sport, dello spettacolo e della cultura (ad esempio qui, qui), con sostegno dei media e del mondo della politica praticamente unanime (ad esempio qui, qui). Poche le voci discordi o critiche (ad esempio qui, qui, qui, qui e qui; qui il dossier di FAI e WWF).
Bisogna riconoscere al governo Monti il coraggio di aver detto no (qui) in un momento difficile come l'attuale, e visti i precedenti di Atene e Londra (non si dice ufficialmente, ma come non pensare anche ai precedenti di Italia '90 e dei mondiali di nuoto 2009, e al malaffare imperante oggi più che mai nel nostro paese?).
Insomma, finalmente un pericolo scampato. Soprattutto per chi vive a Roma. Pericolo per le nostre tasche, per l'ambiente, per la città e per la massiccia dose di trionfalismo, nazionalismo e retorica che ci verranno risparmiati grazie alla caduta della candidatura italiana (che peraltro non credo avrebbe potuto avere successo, ma non si sa mai...).
Con animo leggero sopporteremo ora i pianti e le polemiche dei prossimi giorni per l'occasione mancata dal nostro paese. Con animo leggero e con un sorriso largo così.

domenica 12 febbraio 2012

Scuole e uffici pubblici chiusi per neve

Dopo una settimana (qui), puntuale e copiosa, venerdì 10 febbraio è tornata la neve a Roma. Nella tarda mattinata di giovedì il sindaco Gianni Alemanno ha emesso un'ordinanza, la n. 44 del 9 febbraio, di chiusura di scuole e uffici pubblici (questa) "al fine di prevenire situazioni di pericolo alla incolumità dei bambini e degli studenti".
Dunque, l'ordinanza (qui si possono trovare anche le altre) dice che il primo cittadino (sic!) non si vuole prendere la responsabilità per eventuali situazioni di pericolo in cui bambini e studenti potrebbero incorrere recandosi a scuola, anche se, per tutti coloro che vivono a Roma, è evidente che i motivi della chiusura riguardano la mobilità della città, e non altro. Il disastro della settimana scorsa ha insegnato qualcosa da questo punto di vista: non si utilizza, se possibile, il mezzo privato, e se lo si fa si deve essere dotati di catene;  per quanto riguarda i trasporti, viene adottato il piano-neve, che garantisce la circolazione, seppur limitata, dei mezzi pubblici; se poi scuole e uffici pubblici sono chiusi, molti disagi saranno risparmiati alla città, giacchè molte persone rimarranno direttamente chiuse in casa e... fuori dai piedi.
Ma fuori dai piedi di chi? A chi saranno risparmiati i disagi?
Ecco, il punto è questo: perchè in caso di emergenza, in città scuole e uffici pubblici vengono chiusi mentre le attività private fanno quello che possono e che vogliono? Non dovrebbe essere, al limite, il contrario?
Sarà una sciocchezza, ma a me questa scelta di sacrificare educazione e servizi al mercato (a cos'altro, se no?) sembra significativa. E soprattutto significativa perchè non ci facciamo neanche più caso.
Ma proviamo a pensare invece a una città che, in caso di emergenza, dà la precedenza a scuole, servizi, uffici e trasporti pubblici e ferma o regolamenta tutto il resto. Non sarebbe la città ideale? E non solo in caso di emergenza?

lunedì 6 febbraio 2012

Da Repubblica: i "folli" consigli per risparmiare di M'illumino di meno

Questo il decalogo della campagna M'illumino di meno 2012 proposta dal programma di Radio2 Caterpillar:

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
Questo  l'incredibile (l'aggettivo questa volta lo uso io) articolo di oggi di Repubblica.it a commento dell'iniziativa:

I folli consigli per risparmiare
"Non usate l'automobile"

Lapalissiano e incredibile consiglio nella campagna salva energia di "M'illumino di meno" ed "Earth Hour"

Così sono capaci tutti: per risparmiare non prendete l'auto. Eppure è proprio questo l'incredibile consiglio che la campagna salva energia di "M'illumino di meno" ed "Earth Hour", propongono nel loro vademecum. Come dire, un motore spento non inquina. C'era bisogno che ce lo dicessero loro? Mistero.

La logica di questi consigli in ogni caso appare un po' più chiara quando si dice di non accendere le candele a contatto con le tende o con la carta. Ecco, forse chi ha bisogno di sapere come evitare di trasformare il proprio salotto in un rogo probabilmente sarà interessato a scoprire che - sorpresa - se non accendi la macchina non consumi...

Ecco comunque il vademecum pubblicato integralmente. A voi qualsiasi commento (...) [segue il decalogo riportato sopra].
(06 febbraio 2012) 
A voi qualsiasi commento lo dico anch'io. Aggiungerò solo che aver smesso di acquistare e leggere Repubblica, anche on line, non è stato evidentemente nè un errore nè una scelta casuale. Da oggi ho anche smesso di seguire il quotidiano su Twitter, così simili perle mi saranno risparmiate in futuro.

domenica 5 febbraio 2012

I rifiuti di gennaio

Ecco i risultati della pesatura dei rifiuti del mese di gennaio, la prima del 2012 (3 persone):

indifferenziato:   Kg. 1,747
umido:     Kg. 10,884
carta:    Kg. 4,620
plastica:   Kg. 1,202
metallo:  Kg. 0,158
vetro:   Kg. 8,919
TOTALE:     Kg. 27,530

Un po' pesanti, devo ammetterlo. Però, bisogna tenere conto del fatto che ho pesato i rifiuti oggi, a febbraio già iniziato. C'è inoltre nell'indifferenziato il solito piatto rotto, mentre l'umido è particolarmente pesante perchè, con l'eccezione delle ultime due settimane, il secchio del compostaggio domestico non è stato praticamente utilizzato (ma ora è ripartito, e non si fermerà più nei prossimi mesi...).
Comunque, se confrontati con il mese di gennaio 2011, ci sono sempre 2 chili in meno nel peso totale, e questo è già qualcosa.
A proposito: ho pesato i rifiuti ma non li ho gettati nei cassonetti, perchè a Roma, causa neve, la raccolta dei rifiuti è bloccata, proprio come le strade (almeno quelle secondarie dove abito io). Aspetterò quindi, per evitare l'accumulo in terra dei sacchetti, spettacolo purtroppo più che abituale nelle strade di Roma, capitale d'Italia.
Io preferisco l'accumulo in casa, in attesa della ripresa della raccolta. Persino l'organico può resistere ancora qualche giorno:
La carta nell'immagine è quella dell'intero mese; l'indifferenziato, in basso a sinistra, ha 20 giorni; il resto dei rifiuti ha 14 giorni (compreso l'umido, che di solito però butto una volta a settimana). Tanto per far capire che non è affatto necessario gettare i rifiuti tutti i giorni.

sabato 4 febbraio 2012

Roma: la neve dopo che è caduta

Premessa 1: Qualunque cosa avesse fatto il sindaco, avrebbe anche un po' sbagliato: nessuno può pensare che gestire la città di Roma in occasione di una grande nevicata sia cosa facile. D'altra parte, questo è uno dei milioni di motivi per cui fare il sindaco di una grande città non dovrebbe essere cosa da tutti, e uno dei fantabiliardi di motivi per cui io, per esempio, non lo sono, nè mai vorrei nè potrei esserlo. Nessuno è obbligato a fare il sindaco di una città come Roma. Chi lo fa, però, se ne assume tutte le responsabilità sempre e comunque proprio per questo (siamo precipitati in un'altra dimensione anche se i tempi non sono poi così lontani, ma ricordo ancora il sollievo di Fini quando seppe di non essere riuscito a battere Rutelli nelle elezioni per la guida della città, credo nel '93. Altri tempi, appunto).
Premessa 2: il venerdì è il mio giorno di orario più leggero e ho avuto quindi la fortuna di uscire da scuola (vuota di studenti, naturalmente) in tempo per tornare a casa molto prima che la situazione diventasse difficile.

Però...
Avrei pensato che, invece di cominciare a creare confusione fin dal giorno prima con un'ordinanza ambigua e probabilmente del tutto inutile (qui), il sindaco di Roma si fosse premurato di garantire alla città strade sgombre (almeno le vie principali) e mezzi pubblici funzionanti (lo so che sono ormai obsoleti, ma ognuno dei nostri vecchi autobus non dovrebbe essere dotato di catene da neve? Si comprano una volta sola, insieme al veicolo, e poi dovrebbero essere a disposizione per sempre. Non sembra così difficile...). E poi, magari, invece di seminare il panico nelle famiglie, soprattutto quelle con bambini piccoli (il mio liceo ieri era aperto, pieno di docenti e personale scolastico ausiliario e vuoto di studenti, ma la scuola elementare a fianco era chiusa), mandare pochi messaggi chiari ai cittadini: primo fra tutti quello di non usare l'automobile privata, se non in caso di assoluta necessità, e meno che mai senza catene da neve a bordo o montate.
Io ho avuto la fortuna di tornare a casa presto, in metro, ma mai, comunque, mi sarei sognata di prendere la macchina in una giornata come quella di ieri (e ripeto, meno che mai senza catene da neve). Ero, come al solito, pronta a camminare.
Le immagini delle code chilometriche di automobili bloccate nella neve mi hanno dato un'ulteriore conferma della stupidità dell'automobile come mezzo di trasporto, anche se, devo ammetterlo, quella degli umani che la guidano non ha nulla da invidiarle.
Insomma, tutto come da copione, purtroppo.

... non siamo pronti, non siamo pronti a nulla...

Roma: la neve prima che cada

venerdì 3 febbraio 2012

Brad Pitt e la stupidità dell'automobile


Parlando del suo film Money ball, in questa intervista (qui) Brad Pitt ha usato come termine di paragone per spiegare l'idea del film l'invenzione dell'automobile e ha detto:
Se inventassimo l'automobile oggi, diremmo forse "Sì, è vero, funzionerà con un combustibile fossile limitato, esporteremo metà di un 'trilione' di dollari del nostro PIL, spenderemo centinaia di miliardi di dollari in spese militari per proteggere i nostri interessi su quel combustibile, e inquinerà l'ambiente?"
Ecco, nel post di ieri (qui) non ho potuto fare a meno di definire l'automobile "stupida". Le parole di Brad Pitt costituiscono una buona sintesi di alcuni dei motivi principali (ma ce ne sono naturalmente molti altri) per cui l'automobile è  stupida.
Qui l'intera intervista.

giovedì 2 febbraio 2012

Roma: la neve prima che cada

Per ora a Roma piove. La solita pioggia, senza nulla di diverso, ma neanche un pochino, dalla solita pioggia.
E' vero, in questa città basta anche solo un po' di pioggia per mandare il traffico in tilt, non tanto per la pioggia in sè, ma perchè qui tutti si muovono sempre e solo, ma con la pioggia di più, con la loro stupida auto privata.
Insomma, per ora piove, ma forse domani nevica.
E allora il sindaco Gianni Alemanno ha emanato un'ordinanza nella quale si dice che domani e dopodomani nelle scuole di ogni ordine e grado è sospesa l'attività didattica ma anche che le scuole, nella loro autonomia, dovranno garantire l'accoglienza di bambini e studenti che decidessero di recarsi a scuola (qui).
In altre parole, docenti e personale scolastico sono in servizio, garantiscono assistenza e babysitteraggio, ma l'attività didattica è sospesa. 
Però la scuola del bambino piccolo della mia collega, le è stato detto, sarà chiusa, perchè "domani è prevista una bufera", o almeno così si aspettano tutti. E quindi lei, che è in servizio nella scuola superiore di II grado, sicuramente domani vuota di studenti (tutti a casa o, forse, al parco a tirarsi le palle di neve, qualora dovesse davvero nevicare), il bambino se lo dovrà portare a scuola la mattina, e tenerlo fino al pomeriggio per gli scrutini.
Non so, magari nevica pure, domani, e magari sarà pure un'emergenza epocale (quanto ci piacciono queste emergenze!), ma ho come l'impressione che qui a Roma, quest'anno, il caos sia arrivato ancora prima della neve.

Le polemiche: qui

Roma: la neve dopo che è caduta