"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 30 aprile 2012

A carico del Servizio Sanitario Nazionale o "solvente"?

Il mio mal di schiena cronico è molto peggiorato negli ultimi mesi. Dopo un paio di episodi che mi hanno quasi completamente immobilizzata per alcuni giorni, ho deciso di andare a fondo alla questione  e rivolgermi alla medicina.
Su consiglio, ho fatto subito una radiografia, a pagamento per abbreviare i tempi: in un ambulatorio privato ti danno appuntamento entro pochissimi giorni e paghi 40 euro; per una lastra presso il SSN devi aspettare mesi, e non so quanto paghi.
Ho prenotato una visita specialistica in ospedale: tempo di attesa due mesi e mezzo. Siccome nel frattempo ho avuto un nuovo episodio di fortissimo mal di schiena, ho prenotato una visita privata presso il laboratorio dove avevo fatto la lastra; tempo di attesa una settimana, spesa 100 euro.
Nel frattempo i due mesi e mezzo sono passati, e oggi ho fatto la visita in ospedale (avevo l'appuntamento, ho pensato fosse utile sentire un secondo parere). Avevo già sperimentato qualche anno fa che per una visita a pagamento si spendevano solo pochi euro in più rispetto alla visita con ricetta e pagamento del ticket. Oggi ho scoperto che  per una visita specialistica a carico del SSN, almeno all'ospedale San Carlo di Nancy di Roma, si paga un ticket di 35 euro, mentre la spesa come "solvente" è di 25 euro. A pensarci bene, non ricordo neanche quale fosse il motivo in base al quale, secondo l'impiegata, sarebbe potuto essere per me preferibile pagare il ticket e quindi 10 euro in più (rimborso di eventuale assicurazione, forse?).
Dal basso della mia ignoranza in materia, mi sembra quanto meno inquietante che la prestazione a totale carico dell'utente costi meno di quella a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Inquietante davvero...

sabato 28 aprile 2012

Malagrotta: tra tecnica e politica continua la storia infinita.

Dell'intricata e infinita questione della chiusura della discarica di Malagrotta e della possibile emergenza rifiuti a Roma si sta occupando direttamente il ministro tecnico dell'ambiente Corrado Clini, il cui intervento era stato richiesto (non saprei dire però da chi) il 10 marzo (leggi qui).
Ecco un aggiornamento sugli sviluppi delle ultime settimane.
Come prima uscita (notizie del 25 marzo) il ministro tecnico ha criticato duramente la politica, in particolare lo studio della Regione Lazio (il cosiddetto siting) che ha selezionato le sette località per le discariche post Malagrotta, e poi il Piano rifiuti regionale (qui), dal quale non sarebbe "ricavabile la soluzione a regime per la gestione dei rifiuti a Roma" (Repubblica). Ciò ha suscitato naturalmente le reazioni della governatrice del Lazio Renata Polverini (Repubblica).
Il 28 marzo si è svolto un incontro tra tutte le parti interessate durante il quale il ministro ha presentato a Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma il suo piano speciale per Roma. Esso prevede da qui al 2014 la riduzione dei rifiuti da conferire agli impianti di trattamento e quindi in discarica o incenerimento; interventi sugli attuali impianti di Trattamento Meccanico Biologico affinchè operino con efficienza e a pieno regime (leggi qui); l'individuazione di nuovi siti di discarica come "soluzione residuale" a cui sarà destinato, entro il 2014, non più del 20% dei rifiuti trattati; il rafforzamento, per quanto riguarda la questione dei siti, del mandato del commissario straordinario; il raggiungimento entro il 30 aprile di un accordo di programma e piano operativo con tutte la parti interessate per la gestione dei rifiuti a Roma; dotazione di risorse da parte del governo; la possibilità di adeguare le tariffe vigenti "in relazione alla sostenibilità degli obiettivi" (qui).
Insomma, come hanno titolato i giornali, tutto da rifare e proroga certa per Malagrotta (Eco dalle Città, Corriere della Sera).
Negli incontri successivi ci si è occupati della Raccolta Differenziata (4 aprile), degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (5 aprile), delle tariffe e delle scadenze per l'individuazione dei siti (12 aprile) che sono le seguenti: entro il 30 aprile individuazione del sito provvisorio; entro il mese di giugno quella del sito definitivo che sostituirà Malagrotta (Eco dalle Città; Repubblica; Corriere della Sera; Messaggero).
La settimana scorsa (20 aprile) sono circolate le prime indiscrezioni sul sito provvisorio, Monte Carnevale, un ex deposito di brecciolino in un'area militare libera da vincoli vicino a Malagrotta (Eco dalle Città).
Ieri la conferma sulla stampa della scelta del sito di Monte Carnevale (Eco dalle Città, Messaggero, Il Fatto Quotidiano) e la reazione della presidente Polverini, che ha denunciato vincoli di sicurezza militare sul sito (Repubblica).
Poi la smentita del ministro sulla scelta della nuova discarica, con un comunicato sul sito del ministero (qui) che esordisce con queste parole:
Ho profondo rispetto per chi esercita un ruolo politico e non sono interessato alle polemiche.
Parla della bozza di accordo di programma presentata ieri alle parti interessate, del fatto che nessuna decisione sia stata presa sul sito della discarica, e termina così:
Purtroppo il sindaco di Roma, i presidenti della Provincia di Roma e della Regione Lazio e il Prefetto erano assenti dal tavolo di ieri, dove avrebbero potuto esprimere le loro considerazioni sul piano, argomentandole.
Avrebbero anche potuto mettere il ministero dell'ambiente a conoscenza della corrispondenza dei giorni scorsi fra il Prefetto e lo Stato Maggiore della Difesa sull'idoneità del sito di Monte Carnevale. In ogni caso stiamo valutando le considerazioni in merito ai rischi ambientali e sanitari contenute nella nota dello Stato Maggiore. La legalità era e resta il nostro faro ed anche la colonna d'Ercole che non consentiremo di aggirare.
Insomma, c'è uno scontro in atto fra tecnica e politica senza dubbio, ma a parte questo, siamo all'ordinaria amministrazione: nulla di nuovo nella gestione dei rifiuti (oltre alle solite belle parole sulla carta) e nell'individuazione dei siti alternativi a Malagrotta, e la solita proroga alla chiusura della megadiscarica, forse fino a settembre, quasi certamente fino a dicembre 2012.
Mi inquieta un po' quell'unica colonna d'Ercole alla fine del comunicato del ministro che non sarà consentito aggirare. Il ministro parla di legalità, ma usa una metafora che sembra quasi un lapsus: come se ciò di cui si avesse veramente paura fosse il nuovo al di là delle colonne d'Ercole, un modo diverso di gestire i rifiuti, e non solo.

lunedì 23 aprile 2012

Risparmiare sui consumi elettrici? Non dimenticate di sbrinare il frigorifero!


Volete ridurre i consumi elettrici domestici?
Ci sono tante piccole semplici cose da fare: spegnere le luci quando non servono; usare gli elettrodomestici a pieno carico e a basse temperature; spegnere gli apparecchi in stand-by...
Ma provate un po' a sbrinare il frigorifero!
Se siete abituati a controllare i vostri consumi tenendo d'occhio il contatore, vi accorgerete subito della differenza.

Ho sbrinato il mio frigorifero dopo più di un anno dall'ultima volta (imperdonabile, lo so...) e devo dire che i risultati sono stati subito evidenti (era un po' che mi lamentavo di consumi superiori alla media...). Nonostante lavatrici e stirature in alcuni casi anche più frequenti del solito, i consumi si sono abbassati di circa 2 Kw alla settimana: potranno sembrare poca cosa, ma sommati per tutte le settimane dell'anno fanno comunque una bella differenza che incide, riducendoli,  sui costi della bolletta (o almeno contrastandone i rincari) .

E' buona regola aggiungere alla sbrinatura frequente alcune piccole accortezze di gestione e manutenzione del frigorifero: tenere libera dalla polvere la serpentina posteriore; collocare l'elettrodomestico a una certa distanza dalla parete di fondo e lontano da fonti di calore; regolare il termostato in base alla temperatura esterna; non eccedere nell'apertura degli sportelli; evitare di riporre alimenti caldi; non stipare eccessivamente gli interni ecc...
 
Certo, a guardare il mio frigorifero sempre così poco pieno, e il congelatore praticamente sempre vuoto, non ho potuto fare a meno di farmi alcune domande:
1) potrei forse utilizzare un modello più piccolo, senza congelatore, che sicuramente consuma meno?
2) perchè non esistono modelli (o forse esistono?) con il congelatore indipendente, che si può utilizzare o meno a seconda delle necessità?
3) potrei vivere senza frigorifero? (c'è chi ci ha provato).

Magari ci penso. Mai dare per scontato nulla, soprattutto ciò che, come il frigorifero, è diventato talmente scontato da impedirci di vedere altro (e oltre).
Intanto mi godo i risultati della mia piccola semplicissima azione.
E voi? Quando avete sbrinato il vostro frigorifero l'ultima volta?

venerdì 13 aprile 2012

Il latte fresco in bottiglia di vetro!

Il latte rappresenta, dal punto di vista dei rifiuti, un problema non indifferente, a causa della frequenza d'uso del prodotto e della tipologia degli imballaggi nei quali viene venduto.
L'ideale sarebbe, naturalmente, acquistarlo alla spina, riutilizzando sempre lo stesso contenitore in vetro lavato e sterilizzato, come si faceva una volta. Questa soluzione oggi esiste ma non è, purtroppo, sempre praticabile, a meno che non si abbia la fortuna di avere un punto vendita a portata di mano.
Si tratta dunque di scegliere tra gli imballaggi quello con l'impatto minore sull'ambiente. E per il latte la scelta purtroppo è praticamente ridotta a due sole tipologie, il tetrapak/elopak e la plastica.
Entrambi i materiali sono, almeno sulla carta, riciclabili.
La plastica, fra produzione e smaltimento, richiede moltissima energia e ha un altissimo impatto sull'ambiente sia che venga riciclata sia che venga incenerita, come spesso avviene (leggi ad esempio qui).
Il tetrapak (o il simile elopak) è invece un materiale poliaccoppiato, riconoscibile dalla sigla CA, il cui riciclo è più complesso di quello della semplice carta (se il comune non ne prevede la raccolta differenziata deve essere smaltito nell'indifferenziato) e che, come la plastica, può essere più conveniente incenerire piuttosto che riciclare.
Come sempre, in caso di imballaggi, il materiale da preferire sotto tutti i punti di vista è il vetro, che però per il latte è quasi impossibile trovare, almeno dalle mie parti.
Quasi impossibile ma non del tutto impossibile, e infatti l'ho ri-trovato (avevamo già avuto un unico occasionale incontro tempo fa) in un supermercato della mia zona e anche in un bar sempre nelle vicinanze, ed eccolo qui!
Non sarà a chilometri zero, perchè viene dalle Marche, ma è in bottiglia di vetro, e questo a me per ora basta (non c'è proprio verso che possa essere incenerito...).
Non è sempre disponibile, e lo stesso produttore a volte utilizza bottiglie di plastica. Ma la domanda può influire sull'offerta. Da oggi in poi cercherò di comprare solo latte in bottiglie di vetro, e domanderò perchè non c'è quando non lo troverò nel frigorifero.
Provate anche voi. Magari a forza di chiedere qualcosa cambia...

venerdì 6 aprile 2012

I pesantissimi rifiuti di marzo: tempo di dieta?

La bilancia, questo mese, è stata impietosa. Ma, a dire la verità, il verdetto non è giunto inaspettato. Durante una dieta, generalmente chi si pesa sa perchè l'ago, invece di scendere come da programma, sale.

Intanto, questo è il resoconto dei rifiuti del mese di marzo:

indifferenziato:  Kg. 2,390
umido:    Kg. 13
carta:   Kg. 7,763
plastica:   Kg. 1,262
metallo:  Kg. 0,396
vetro:   Kg. 6,362
TOTALE:     Kg. 31,173

Mai, neanche all'inizio, i nostri rifiuti sono arrivati a pesare tanto. E tutte le voci sono alte rispetto alla media.

Che dire?
Intanto che, come nelle diete alimentari,  è difficilissimo far scendere l'ago della bilancia, mentre basta niente per farlo salire. Come in tutte le cose, ci vogliono impegno, costanza, fatica, e non si può mai mollare.
Poi che esistono le difficoltà oggettive di un sistema tutto basato sull'usa e getta e sulla produzione di rifiuti (basti pensare che dalla produzione di rifiuti si misurano ancora benessere e crisi) contro il quale è difficilissimo combattere.
Infine, che esistono momenti particolari, come quando si svuota una casa, nei quali controllare peso e quantità dei rifiuti è veramente difficile.
Insomma, per partire dalla fine, ho dovuto per esempio fare posto a tanti oggetti provenienti dalla casa della zia prima della vendita e fare dunque un po' di ordine in casa.

La dieta ideale dei rifiuti è quella nella quale nulla che debba essere smaltito entra in casa. Niente imballaggi, niente carta, niente oggetti, niente di niente.
La dieta realistica dei rifiuti è quella nella quale, pur cercando nei limiti del possibile di ridurre le entrate, si evita di smaltire tutto ciò che si può evitare di smaltire, con il risultato di accumulare un sacco di cose che si potrebbero riutilizzare se si fosse un'industria del riciclo, e non una povera famiglia che vive in un piccolo appartamento di città, senza balconi, sgabuzzini, cantine o magazzini a disposizione.
A forza di accumulare, lo spazio manca. Bisogna gettare via qualche cosa. Ed è quello che ho fatto questo mese, gettando via roba accumulatasi in aggiunta ai soliti rifiuti.
In particolare:
contenitori in plastica la cui possibilità di riutilizzo è enormemente inferiore al tasso di accumulo:

contenitori in plastica accumulatisi nel tempo
e poi tanta carta, giornali, fogli, posta ...

uno dei tre sacchi di carta, carta, carta...
Ci sarebbe molto da dire sul peso e il posto delle cose, e mi riprometto di tornarci prossimamente.

Riguardo invece al peso dei rifiuti, molto più concretamente, bisogna correre ai ripari e mettersi a dieta. Delle due, la dieta ideale, possibilmente.

giovedì 5 aprile 2012

CLIL - Teaching Geography in English: what on earth was I thinking when I came up with the idea?

CLIL is an acronym for Content Language Integrated Learning. That is, teaching a specific subject, like Geography for instance, in English (or any other language) as a second language. Sounds great, doesn't it?

In my school, during a meeting among teachers of Lettere, that is Italian, History and Geography, Latin and Greek (yes, we do teach all these subjects in Liceo Classico in Italy, just in one person!) I volunteered for teaching Geography in English next year, at ginnasio level (i.e. the first two years of Grammar school). I mean, I came up with the idea and offered to try and teach Geography in English next year, I don't even know whether my proposal can or will be accepted.
And, on second thought, I don't even know why I came up with such a brilliant idea.
The task looks exceedingly difficult and time consuming, all the hard extra work being on a totally volunteer basis, no money or economic incentives of any kind in sight. And I don't even know whether I will ever really do it!
Nonetheless, I love English and I like Geography (here), and I probably need challenging things to do, or dream of doing.
And so here I am, brushing up my English and looking up for new teaching materials, mainly using the internet so far. For the moment I found this. Any suggestions? Of any kind?
As I'm studying... and practising, from now on I might come up with some odd posts in English, like this one, in order to clear up or focus my mind, and above all practise the language. Hope I didn't make too many mistakes this first time...

martedì 3 aprile 2012

La civiltà dell'automobile.

L'automobile sembra bella, blu, elegante (ma niente so di macchine).
Con la coda dell'occhio, mi sembra di vedere un biglietto bianco dietro al finestrino posteriore destro mentre passo in fretta.
Auto in vendita forse?
O è invece il finestrino posteriore sinistro? Oggi l'auto è sull'altro lato della strada.
No, non è auto in vendita.
E' un biglietto a qualcuno. Non certo d'amore, mi sembra di vedere con la coda dell'occhio (ma vado sempre di corsa la mattina).
Oggi però mi fermo:
MI AI SCUARTATO DUE GOMME
TI CONOSCO MA ASPETTO 
DI PRENDERTI SUL FATTO
BASTARDO
Questo dietro al finestrino posteriore sinistro.
Dietro a quello destro non so.
Potrei fare una foto da mettere nel post. Ma ho un po' paura...

Update 7/4/12: ho trovato e letto nuovamente il biglietto e corretto; ora è assolutamente come l'originale.