"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 27 maggio 2012

Scaliamo la marcia: il piano A e il piano B (cioè... ce n'è davvero per tutti)

Insomma, qualcosa bisogna fare, perchè l'hanno capito anche i bambini (e lo sanno in fondo anche quelli che lo negano) che questo sistema non può funzionare, che non ci possono essere consumo, sviluppo, crescita infiniti in un pianeta finito. Però forse, più che su gesti estremi di pochi, bisogna puntare su piccoli gesti di molti, anzi, di tutti.
Per questo ho pensato che devono esistere due piani, un piano A e un piano B. 
Il piano A tradotto vuol dire: tutto è possibile.
Il piano B tradotto vuol dire: nulla è troppo poco
Alcuni esempi.
Rifiuti
Piano A: rifiuti zero; compostaggio domestico, riciclaggio estremo, zero imballaggi, autoproduzione di tutto.
Piano B: i rifiuti sono un problema, e io lo so. Per questo cerco di ridurli, porto la sporta, compro prodotti con pochi imballaggi o venduti alla spina, faccio la raccolta differenziata, evito l'usa e getta, cerco di riutilizzare e riciclare prima di gettare nel cassonetto, bevo l'acqua del rubinetto.
Mobilità
Piano A: zero combustibili fossili; muoversi solo a piedi o in bicicletta.
Piano B: i carburanti inquinano e causano il riscaldamento globale, e io lo so. Per questo cerco, quando posso, di non usare l'automobile, di camminare, di usare i mezzi pubblici o la bicicletta. Mi organizzo per dividere auto e percorsi con altri (car sharing), cerco di utilizzare il meno possibile i mezzi di trasporto più inquinanti, come l'aereo.
Consumi domestici
Piano A:  vivere in una casa passiva, che produce più energia di quella che consuma.
Piano B: usare energia vuol dire inquinare, e io lo so, per questo cerco di controllare e limitare il consumo di energia elettrica con semplici accorgimenti, utilizzando gli elettrodomestici a pieno carico e a basse temperature, spegnendo gli apparecchi e gli stand-by quando non li uso, spegnendo la luce quando non è necessaria, abbassando la temperatura del termostato in inverno e alzandola per il condizionatore in estate; facendo piccoli interventi di risparmio energetico (isolamento termico, infissi, doppi vetri).
Alimentazione
Piano A: veganesimo e autoproduzione del cibo, filiera corta e Km zero per ciò che non è autoprodotto.
Piano B: la produzione di cibo ha un impatto enorme sull'ambiente, sul clima, sulle risorse, e io lo so. Per questo cerco di ridurre, se non posso eliminarlo del tutto, il consumo di carne e di prodotti di origine animale; cerco di comprare prodotti di stagione, provenienti da produzione locale; riduco prodotti esotici e cerco di acquistare quelli del mercato equo e solidale.
Acqua 
Piano A: acqua potabile solo per usi alimentari e rigorosamente dal rubinetto; sistemi di riciclo delle acque grigie e di raccolta dell'acqua piovana per tutti gli altri usi.
Piano B: l'acqua dolce è il bene più prezioso, e io lo so. Per questo cerco di non sprecarla, di fare docce brevissime, di riciclarla quando possibile in casa e all'aperto, di avere in giardino piante adatte all'ambiente climatico in cui vivo; cerco inoltre di ridurre i miei consumi in genere, e di cambiare la mia alimentazione, perchè so che l'acqua è ovunque.

Solo alcuni esempi, a cui si potrebbero aggiungere moltissimi altri. E infiniti gesti, che potrebbero riempire lo spazio tra l'azione più estrema del piano A e quella più semplice e banale del piano B.
Perchè questo ormai l'ho imparato: provarci sempre, anche se solo un po', anche se con fatica, è l'unico metodo che funziona veramente, in tutto.
Ognuno scelga, se vuole, il suo piano A, la sua sfida estrema, la sua eccellenza, oppure provi semplicemente a cominciare da qualche parte, con una semplice azione del piano B. Non ci sono alibi per non partire. E una volta partiti, difficile sapere dove si può arrivare.

Con questo post partecipo a Give away Flors de la Terra
di Alex e Francesca.

venerdì 25 maggio 2012

La goccia nel mare? Dell'(in)utilità dell'impegno personale.

Per il Giveaway Flors de la Terra Cosmètica Natural  a cui sono stata invitata dalle autrici dei due splendidi blog io e marc c'è crisi c'è crisi, ho deciso per il momento di ripubblicare un post di qualche mese fa che mi sembra adatto. Eccolo qui, con una leggera variazione nel titolo.

Mi sono ritrovata spesso, in episodi più e meno recenti, a riflettere sull'utilità e sul senso delle mie scelte di stili di vita il più possibile sostenibili e sul valore dell'impegno personale in genere come risposta all'inadeguatezza della politica tradizionale e al senso di frustrazione che ne deriva.

L'obiezione più diffusa alle scelte personali responsabili può essere sintetizzata nella frase: "Ma chi te lo fa fare? Tanto non serve a niente!", seguita poi dal passaggio alla prima persona singolare: "Perchè devo essere io a rinunciare a qualcosa quando non importa niente a nessuno? Perchè ad esempio devo essere io il c......e che si fa il m...o tutti i giorni sui mezzi pubblici quando tutti gli altri vanno in macchina, arrivano prima e vivono meglio?", seguita infine dalla generalizzazione della questione: "Se tutti andassero con i mezzi pubblici il sistema scoppierebbe!". Queste parole sono state effettivamente  pronunciate, e da una persona informata e anche sensibile alle tematiche ambientali, non da un fautore de "i comodi miei prima tutto, e al diavolo tutto il resto" come pure  ce ne sono tanti. E in quella conversazione io cercavo di dire che se una cosa è giusta va fatta e basta, e che bisogna pur cominciare, e che magari da piccoli esempi individuali ne nascono altri, e che poi si può passare anche a un livello politico superiore.
Un altro esempio: mesi fa, a un mio commento sull'importanza anche del risparmio energetico individuale a un post di un blog del Fatto Quotidiano (Ambientalisti senza maglione) un docente universitario, a sua volta titolare di un blog sul medesimo sito, rispondeva così: "No, purtroppo da tanti piccoli comportamenti virtuosi non si ottiene nulla. Se tu risparmi il 2% e lo fanno tutti, globalmente è sempre il 2%. Non è questione di superiorità ma di aritmetica" (sic!).
Insomma, rassegniamoci, perchè nulla serve (nel secondo esempio però c'è molta mala fede, e il discorso da fare sarebbe tutto diverso, e magari un giorno lo farò).

Per me le azioni individuali sono anche politiche. E in questa fase rappresentano, credo, l'unica risposta possibile al nulla della politica tradizionale. E' per questo che ho cominciato a fare il composto, a fare la raccolta differenziata, a ridurre i rifiuti e tutto il resto; è per questo che ho cominciato a informarmi ma soprattutto ad agire concretamente, anche se con piccolissimi gesti. Ed è per questo anche che ho cominciato a scrivere questo blog. E' una piccola grande illusione la mia, lo so, quella che si possa procedere a un cambiamento partendo dal basso, dall'impegno di tanti singoli individui, in tutti i campi.
Sono ormai abbastanza "vecchietta" da poter dire che certamente non vedrò i risultati di un eventuale epocale cambiamento costruito dal basso, se mai ci sarà. E proprio per questo mi impressiona molto confrontarmi con persone più giovani di me o giovanissime che invece sono totalmente disilluse, sfiduciate, rassegnate. Anche persone molto in gamba, intelligenti, preparate, le quali, quando si tratta di politica, parlano solo o di "far saltare tutto" o di "tanto niente serve a niente". 

Ecco, a pensarci bene, forse è questa la vera risposta alle obiezioni, è di questo che effettivamente si tratta: si tratta di avere o no speranza in un mondo diverso; e agire di conseguenza.

Dunque, per quanto mi riguarda, anche volendo, non potrei mai tornare indietro, e quindi andrò avanti così, e sempre un po' meglio se potrò, a prescindere da quello che si dice o si pensa in giro.

E chiudo, perchè è ora, con questa citazione dal libro di Colin Beavan, Un anno a impatto zero, sul valore delle azioni individuali anche quando sembrano apparentemente inutili e senza risultati:
Migliaia di gocce devono riempire il vaso, prima che l'ultima possa farlo traboccare. E nessuna di queste gocce è più importante delle altre, neppure l'ultima. E' solo quella della quale alla fine ci si ricorda. Ma il fatto che le nostre azioni individuali non verranno ricordate non significa che non siano di importanza cruciale. La goccia che fa traboccare il vaso necessita di tutte le altre gocce. La tessera che avvia l'effetto domino necessita che ognuno di noi sia in posizione perchè inizi la reazione a catena.

martedì 22 maggio 2012

Comunicato e considerazioni di Alessandro Cochi, delegato allo sport di Roma capitale, su concorso ippico a Villa Borghese

In risposta alla  mail in difesa di Villa Borghese da me inviata ieri aderendo all'appello del blog MiglioraRoma (qui), ho ricevuto al mio indirizzo di posta elettronica da Alessandro Cochi, delegato allo sport di Roma capitale, la seguente mail:

Ricevo e inoltro comunicato di ieri e alcune mie considerazioni. Alessandro

VILLA BORGHESE, COCHI: MAI DATO AUTORIZZAZIONE TECNICA PER FESTIVAL FITNESS
(OMNIROMA) Roma, 21 MAG - «Il Festival del Fitness è una delle tante nuove manifestazioni che si sono affacciate su Roma negli ultimi quattro anni, nonostante qualche difficoltà burocratica incontrata nell’iter autorizzativo da parte di alcuni comitati e dalle Sovraintendenze, senza che vi fosse un pur minimo confronto iniziale tra le parti prima delle decisioni.
Per quanto riguarda il Festival del Fitness, proprio nella conferenza di servizi riguardante l’80esimo Concorso di Piazza di Siena, il Dipartimento Sport ha espresso la sua perplessità non tanto per l’attività sportiva, sempre molto gradita sia nei parchi sia nelle ville in centro e in periferia della città, quanto per l’emissione di forti volumi necessari alla pratica del fitness che difficilmente avrebbero superato l’impatto acustico. Dunque, a chi preferisce le chiacchiere ai fatti, rispondo che la 'Race for the Cure', il calcio e il volley giovanile a via dei Fori Imperiali nelle ultime due domeniche, il 'Derby di Galoppo a Capannelle, il 'Rugby Seven', le due finali degli Internazionali di Tennis e di Coppa Italia, dimostrano l’efficienza della capacità sportiva di Roma Capitale, in sinergia con le federazioni e gli enti organizzatori coinvolti negli stessi, nonostante ci sia chi remi contro lo sport. Da quello che risulta agli atti, né il Dipartimento Sport né l’assessorato all’Ambiente hanno mai dato l’autorizzazione tecnica necessaria allo svolgimento del Festival del Fitness in località Piazza di Siena – Villa Borghese, pur condividendone le finalità». Lo afferma in una nota il delegato allo Sport di Roma Capitale, Alessandro Cochi.

INOLTRE RITENGO SBAGLIATO VOLER TOGLIERE DEL TUTTO UNA TRADIZIONE CONOSCIUTA NEL MONDO LUNGA 80 EDIZIONI COME IL CONCOCRSO INT.LE. ALTRO DISCORSO E' GARANTIRE LA TUTELA E LA BELLEZZA DI QUESTA E ALTRE VILLE STORICHE SENZA PER QUESTO FARLA DORMIRE IN ETERNO. PER QUESTO FA BENE L.ASS.TO ALL'AMBIENTE A CHIEDERE TRA LE VARIE GARANZIE ANCHE LE POLIZZE FIDEIUSSORIE PER TUTTI GLI EVENTUALI DANNI. AD ALCUNI, NON TUTTI CERTAMENTE, PRETESTUOSI "BENPENSANTI" DEVO PERò SOTTOLINEARE CHE NON LI SENTIVAMO QUASI MAI PROTESTARE QUANDO ALTRE AMMINISTRAZIONI FACEVANO ORGANIZZARE SITUAZIONI ANCORA PIù IMPATTANTI. NO A DISCOTECHE E SITUAZIONI SIMILARI NELLA VILLA ANCHE SE ALCUNE ESISTONO DA CIRCA 15 ANNI...E NON LE HA CERTO MESSE L'ATTUALE MAGGIORANZA CAPITLINA. SI ALLO SPORT NON RUMOROSO E ALLA CULTURA, POSSIBILMENTE OVUNQUE !

SITUAZIONI TROPPO ISOLATE E TROPPO "TRANQUILLE" COSì COM EIL BUIO, POSSONO CREARE SCIPPI RAPINE E TENTATI STRUPRI....RICHIAMANDO AD UN TEMA Più ATTUALE CHE MAI COME LA CRISI ECONOMICA: LA SICUREZZA UN ALTRO INCONTESTABILE DIRITTO. NON POSSIAMO MORIRE DI VECCHIAIA NONOSTANTE I 2765 ANNI DI STORIA. ESSERE SEMPRE ATTENTI E VIGILI, E ACCORTI NELLE DECISIONI SPESSO NON FACILI, QUELLO SI SEMPRE.

lunedì 21 maggio 2012

Fermiamo la distruzione di Villa Borghese: petizione email

Il link al post di Martina di  MiglioraRoma  per partecipare alla petizione email contro lo scempio che si ripete ogni anno a Villa Borghese in occasione del concorso ippico a Piazza di Siena.

Leggete l'articolo, copiate e incollate testo e indirizzi e inviate la petizione via email!

Passo per Villa Borghese ogni giorno (qui) e vedo crescere le strutture collegate al concorso: impressionanti davvero. Sono dunque felice di questa iniziativa, alla quale ho aderito inviando la mia email ai destinatari indicati nel post.
Fatelo anche voi!

Fermiamo la distruzione di Villa Borghese: petizione email

domenica 20 maggio 2012

I moscerini nel composto: io faccio così...

Evidentemente questo è il periodo in cui i moscerini si riproducono alla grande. E uno dei miei secchi, quello che ho continuato ad alimentare, anche se purtroppo ancora saltuariamente, è infatti pieno di moscerini. Evidentemente non sono riuscita a evitare che qualche insetto deponesse le sue uova negli scarti alimentari o nel composto stesso.
Per eliminare le larve si può procedere in questo modo: inserire nel composto la buccia di mezzo limone spremuto, lasciarla per un po' (qualche ora, una giornata) e poi toglierla con tutte le larve che vi hanno trovato astutamente rifugio (pare che le larve di moscerino facciano così...).
Nel mio caso, temo sia ormai troppo tardi per questo procedimento e che togliere le larve sia praticamente inutile, dato che il composto è già pieno di moscerini che nascono da larve, si riproducono, depongono a loro volta uova e poi ricominciano tutto da capo.
Allora io faccio così:
ogni giorno apro il composto sul davanzale, sgrullo la zanzariera e il coperchio, rimescolo il tutto e lascio volare via la nuvoletta di moscerini.
Ho scoperto tra l'altro che si tratta di animaletti alquanto pigri e timorosi di spiccare il volo: tendono a rimanere lì, non se ne vanno, insomma, sono proprio imbranati.
Però, insomma, prima o poi se ne vanno, e in questa maniera il loro numero in casa si riduce notevolmente ed è assolutamente gestibile e sopportabile (mio figlio, ad esempio, non si è ancora lamentato...).
E d'altra parte il composto viene bene, tiepido e profumato, così:
Se poi avete un balcone, allora per voi il problema proprio non esiste.
Buon compostaggio!

mercoledì 16 maggio 2012

Un "premio" portafortuna


Sono stata "premiata" da Lucia, autrice di un bellissimo blog chiamato I fiori di Lu, che seguo con molto piacere da qualche tempo.
Ringrazio di cuore e a mia volta giro il "premio" a questi blog:
Coltivare l'orto
C'è crisi c'è crisi
Esco di casa
io e marc
Naturalmente felice
Migliora Roma
Le (eco) idee tascabili
Ecocucina
Veganblog
Vita a impatto 1

Devo dire il nome di tre cibi che mi piacciono: i sughi bianchi, i formaggi freschi, le crostate di frutta.

Grazie Lucia!

lunedì 14 maggio 2012

Percorsi in città: dalla circonvallazione Cornelia a piazza Fiume in metro e a piedi.

Non so se questo post sarà il primo di una nuova serie. E' che mi sono innamorata di questo percorso, che faccio ormai ogni mattina per andare da casa a scuola, e mi piacerebbe in futuro trovarne e segnalarne altri.
Anche in una città "difficile da vivere", per usare un eufemismo, come Roma, si può avere la fortuna di percorrere ogni giorno, anche se solo per pochi minuti, questa strada:
Si prende la metro A alla fermata Cornelia. Si scende a Flaminio. Da piazzale Flaminio si prende, per tre fermate, un autobus qualsiasi che sale per villa Borghese e si scende alla fermata San Paolo del Brasile, l'ultima prima che l'autobus lasci la villa (in alternativa si può camminare a piedi nella villa, ma la strada è in salita, e per il primo tratto non particolarmente piacevole, perchè passano autobus, pulman, taxi e molto altro ancora...). Giunti in cima alla strada dunque, in autobus o a piedi, si entra nella villa e si cammina per Via del Museo Borghese. Giunti in fondo si deve naturalmente visitare, se non lo si è mai fatto, la splendida Galleria Borghese. E poi uscire su via Pinciana, e ci si trova nel quartiere Salario - Piazza Fiume. Si possono scegliere altre uscite a seconda della propria destinazione, e usare il parco come crocevia pedonale di numerosi percorsi in città.
Durante la passeggiata nella villa, attenzione... agli scoiattoli!

Percorsi in città: dalla Circonvallazione Cornelia al Parco dell'Appia Antica in metro e a piedi (3 variazioni sul tema)

I cassonetti del lunedì: prove di emergenza?

Aggiornamento al post di ieri sui nuovi cassonetti per la raccolta differenziata posizionati accanto a quelli per l'indifferenziato nella strada in cui abito (XVIII municipio).
Alle 17,00 di oggi lo spettacolo era questo:
E' sufficiente che per un giorno (ieri i cassonetti dell'indifferenziato erano vuoti) la spazzatura non venga raccolta e questo è il risultato.
Sfido chiunque a distinguere il cassonetto del multimateriale (il primo sulla sinistra) dagli altri.
Alla consueta spazzatura per strada (uno spettacolo come questo è abbastanza consueto di lunedì dalle mie parti) si aggiunge ora l'inutilità di un cassonetto per la raccolta differenziata il cui contenuto, contaminato da ogni genere di rifiuti, non potrà essere immesso nel circuito del riciclaggio, ma dovrà alla fine essere smaltito in discarica.

Come si può pensare che il sistema dei cassonetti stradali possa funzionare in una città in cui nel giro di un solo giorno i "cittadini" sono in grado di abbandonare in strada  la quantità e varietà di materiale che si vede nella foto?

Quanto poco ci vuole a far esplodere un'emergenza in una realtà come questa?

domenica 13 maggio 2012

Nuovi cassonetti per la raccolta differenziata nel mio quartiere (XVIII municipio).

Dunque, a Roma è in atto (o è stato completato, non sono riuscita a ricavare la data del comunicato sul sito dell'Ama, colpa mia senz'altro) il piano di sostituzione e rinnovamento dei cassonetti stradali (Comunicato AMA), 28.050 nuovi cassonetti in tutta la città: 14.450 per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, 6800 per la raccolta del multimateriale, 6800 per la raccolta della carta (non senza polemiche). Secondo il comunicato Ama, si tratta di cassonetti in lamiera zincata, praticissimi, all'avanguardia, rispondenti alle normative di sicurezza, inoltre noleggiati secondo la formula "full service", che garantisce la manutenzione da parte della ditta appaltante per una durata di 60 mesi.

Non so se fanno parte dello stesso piano, ma nel quartiere dove vivo, Aurelio-Boccea-Pineta Sacchetti, sono stati posizionati nei mesi scorsi nuovi cassonetti; si tratta però di cassonetti in plastica, piuttosto piccoli, di colore nero. Solo il coperchio, di colore diverso, distingue quelli per l'indifferenziato da quelli per la carta (coperchio bianco) e per il multimateriale (coperchio azzurro).

Da pochi giorni  sono comparsi nuovi cassonetti per la raccolta differenziata anche nella strada dove abito, accanto a quelli vecchi (e decisamente decrepiti) per la raccolta dell'indifferenziato. Ottima cosa, bisogna dire. Finalmente si trovano cassonetti per la differenziata posizionati accanto a tutti quelli per l'indifferenziato.

E invece no.
Non voglio fare la solita rompi........, ma i cassonetti con coperchio azzurro per il multimateriale non vanno bene, perchè il coperchio si può aprire, e quando è aperto, nulla distingue il cassonetto da quello per l'indifferenziato, tranne la scritta, destinata ad essere coperta dalle migliaia di affissioni abusive che proliferano sui cassonetti romani ("Trasporti, traslochi, sgombro cantine..."). Già i cittadini romani non sono campioni di differenziata (nei cassonetti c'è veramente di tutto), mica si penserà che si fermino pure a guardare se quello è il cassonetto dell'indifferenziato o del multimateriale, no?

Questa mattina ho fotografato il nuovo cassonetto, ancora splendido ma già straripante (e con il coperchio aperto). La foto non è un gran che, perchè mi vergogno un po' a fotografare cassonetti per strada, ma fidatevi, dentro c'è veramente di tutto.
Tanto perchè sia chiaro, se ancora non lo fosse, che a Roma la raccolta differenziata per bene proprio non si vuole fare.

coperchio azzurro aperto
dentro un po' di tutto
















Potrebbero interessare anche: Primi semplici passi: i rifiuti e la raccolta differenziata; La raccolta differenziata "spinta" a Roma; Grandi opere e semplici cassonetti; Ultime notizie sulla raccolta differenziata a Roma; Raccolta differenziata e riciclaggio. L'Italia (e Roma) e l'Europa; La "nettezza urbana"; Alcune cose che ho capito (credo) sulla raccolta differenziata; Quella sgradevole senzazione che non si voglia affrontare veramente il problema dei rifiuti; La raccolta differenziata a Roma: intervista a Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio; Immondiziazero: la puntata di Presadiretta.

sabato 12 maggio 2012

Sembra carne ma non lo è... l'esperimento (riuscito) di un'imbranata in cucina che di carne vorrebbe mangiarne meno.

Non parlo spesso di cucina in questo blog perchè sono un disastro. Per questo i miei post in proposito sono semplici semplici, come questo sul ciambellone allo yogurt.
Non sono neanche vegetariana, nè vegana, anche se ho ridotto moltissimo il mio consumo di carne. Cerco di comprarne poca ma buona, da allevamenti biologici o dal macellaio ogni tanto. Ad esempio, non riesco più a comprarla al supermercato, perchè ogni volta che vedo quelle vaschette non posso fare a meno di pensare, oltre alla quantità enorme di plastica usata per gli imballaggi, agli allevamenti intensivi da cui provengono gli animali, e a tutte le distorsioni di un sistema assolutamente insostenibile, per l'ambiente ma anche per la nostra salute. E ormai ne mangio personalmente pochissima.
In casa però c'è anche un marito, e soprattutto un figlio decisamente carnivoro.
Per cui ho cominciato a pensare a modi alternativi di presentare le proteine di origine vegetale provenienti dai legumi in modo da farle diventare un vero e proprio secondo piatto, rispondente anche alle aspettative di mio figlio.
Ho trovato su Veganblog questa ricetta per polpette di lenticchie rosse, l'ho semplificata negli ingredienti (solo ciò che avevo in casa e pazienza per il resto) e nella procedura (nel senso che ho preparato le lenticchie la sera prima, ne ho anche mangiate un po', e ho fatto le polpette il giorno dopo).
E questo è il risultato...
... apprezzato da tutti!

Con questo post partecipo al Linky Party 26 Piccole chef sperimentano di Alex Topogina.

C'e' Crisi!

venerdì 11 maggio 2012

Pulizie di casa ecologiche e naturali.

Ho cominciato leggendo questo libro:

C'è proprio tutto quello che serve per tenere la casa pulita senza ricorrere a sostanze chimiche, dannose e inquinanti.

Poi però col tempo ho semplificato e sono arrivata a una sintesi perfetta.

Per le pulizie di casa mi bastano tre semplici ingredienti: aceto, bicarbonato di sodio, olio essenziale.


Dunque oggi grandi pulizie.
Ho cominciato con bagno e cucina.
Una soluzione di aceto, acqua e olio essenziale (limone o arancio sono quelli che preferisco) nello spruzzino è ottima per pulire i vetri, utilizzando al posto dello straccio fogli di giornale. La stessa soluzione è perfetta per piastrelle e tutte le superfici dure, usando un panno in microfibra.
Per lavello e piano cottura in cucina, e sanitari in bagno, un po' di bicarbonato (ottimo per incrostazioni e come sgrassante), seguito da una spruzzata della stessa soluzione, rende le superfici brillanti come in pubblicità.
Per lavare i pavimenti, un  po' di aceto e qualche goccia di olio essenziale aggiunti all'acqua.
Per pulire la doccia ho spruzzato aceto puro, ho lasciato agire qualche minuto, un po' di olio di gomito e  risciacquo. Siccome era un po' che non lo facevo, ho anche versato nello scarico bicarbonato seguito da aceto puro, ho lasciato "sfrigolare" un po' e poi ho versato una pentola di acqua bollente per liberare da ingorghi e ostruzioni (leggi anche qui).

Non sono una maniaca delle pulizie, ma devo dire che i risultati sono sempre stupefacenti.
Insomma, tutto pulito, fresco e pure profumato!  Niente sostanze chimiche immesse nell'ambiente o respirate  e (quasi) zero plastica.
Provare per credere!

domenica 6 maggio 2012

Resoconto dei rifiuti di aprile 2012

Dopo un mese di marzo piuttosto pesante, il mese di aprile rientra in numeri accettabili. Ecco il resoconto della pesatura dei rifiuti prodotti dalla mia famiglia (3 persone):

indifferenziato:   Kg. 1,083
umido:   Kg. 6,200
carta:   Kg. 3,685
plastica:   Kg. 0,647
metallo:  Kg. 0,169
vetro:   Kg. 8,700
TOTALE:     Kg. 20,484

(L'anno scorso, i rifiuti di aprile 2011 erano stati di qualche chilo più pesanti).

Per quanto riguarda l'indifferenziato, non siamo riusciti a rimanere sotto il chilo, ma solo perchè abbiamo rotto un piatto. Abbiamo però gettato nel cassonetto un solo sacchetto in tutto il mese, questo qui (fotografato la sera prima della pesatura definitiva):
L'organico è praticamente dimezzato rispetto al mese precedente: anche se ancora non regolarmente, ho ripreso ad alimentare il secchio del composto, e risulta evidente dai numeri come basti veramente poco per diminuire di molto la quantità di materiale organico conferita alle postazioni mobili dell'Ama.

E' tornata  ad una media accettabile la quantità di plastica che abbiamo prodotto, con pochi flaconi e molti (purtroppo) imballaggi leggeri.

Insomma, con un po' di attenzione si può controllare e diminuire la quantità di rifiuti che si produce in casa, anche all'interno di un sistema che non fa nulla, ma proprio nulla di nulla, per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

Dobbiamo darci da fare tutti, però!
Voi ci state provando?