"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 30 giugno 2012

Scipione e Caronte e a cosa servono i media.


La prima volta che ho sentito nominare da una collega  Scipione in un contesto che rendeva il significato della parola a me incomprensibile, pur temendo di fare una brutta figura (sarà una citazione dotta e io non la capisco?), ho chiesto "E chi è Scipione?".
Martedì scorso, sui gradini infuocati del Ministero dell'Istruzione durante il sit-in dei docenti di latino e greco, avendo ormai appreso il significato mediatico della parola Scipione, ho sentito la frase "... finchè non arriva Caronte e ci porta via" e ho pensato a una metafora, forse anche efficace (?), sicuramente adatta al contesto (gradini infuocati/docenti di latino e greco).
A volte penso di vivere in una bolla mediatica (guardo poca televisione, e mai i canali e i telegiornali generalisti, compro giornali non allineati, mi informo molto su internet).
E probabilmente per questo mi ci è voluto un po' per sapere che Scipione e Caronte sono i nomi delle ondate di calore che hanno invaso le nostre latitudini in questi giorni: prima Scipione, l'Africano, adesso Caronte, l'infernale.
E a questo punto alcune riflessioni sono sorte (quasi) spontanee.

Prima. Si è sempre parlato molto delle ondate di calore, e sempre in termini molto enfatici, ma una volta non si dava loro il nome (c'è stata quella del 2003, non mi pare avesse un suo nome proprio). Ci si accontentava di tirare fuori i soliti consigli su come difendersi (non indossare abiti di lana, non consumare pasti pesanti di dieci portate a base di carne e grassi, non passeggiare in pieno sole da mezzogiorno in poi sull'asfalto rovente del raccordo anulare bevendo cioccolato bollente e con un cappello di lana nera in testa...:)
Ora evidentemente questo non basta più. E per aumentare il pathos e accrescere la tensione si è pensato bene di personalizzare gli anticicloni e trasformarli in "esseri", terribili e misteriosi, con nomi evocativi, secondo un processo che ricorda un po' quello della creazione delle spaventose figure mitologiche degli uomini antichi i quali, attribuendo nomi e volti ai fenomeni naturali e meteorologici, cercavano di esorcizzare il terrore o dare un ordine al caos e al mistero dell'universo (siamo dunque ancora a questo punto?).
Seconda. Enfatizzare alcune notizie, come quelle sulle ondate di calore, (o di freddo, o sugli sbarchi dei migranti, sullo spread, o sulla nazionale di calcio) ha una funzione prevalentemente di distrazione. Non serve a saperne di più perchè, fateci caso, delle cose veramente importanti collegate alla notizie in sè non si parla quasi mai. Non si parla in questo caso del riscaldamento globale e delle sue conseguenze, dell'aumento dei consumi elettrici, delle isole di calore nelle grandi città, o di ciò che si può fare per cambiare (che non sia acquistare un condizionatore o trascorrere i pomeriggi al fresco dell'aria condizionata di supermercati e centri commerciali). La notizia prende il sopravvento su tante altre importanti a livello globale, correlate e non (mentre ci vengono somministrati consigli su quale condizionatore acquistare, milioni di profughi ambientali continuano a spostarsi nel mondo, continuano le guerre in aree strategiche, si muore di fame ed epidemie, si continua a devastare il territorio e a consumare risorse che non si rinnoveranno mai più, si erodono e cancellano diritti che non saranno mai più ripristinati, si soffoca ogni voce di cambiamento ecc...).
Terza. Gli organi di informazione di massa, i giornalisti, gli editorialisti hanno un potere enorme che potrebbe essere usato per informare veramente e per cambiare il mondo invece che contribuire a distruggerlo. Pensate se le notizie fossero date veramente in base alla loro importanza effettiva e globale e non al loro potere di distrazione: non cambierebbe la percezione della realtà di milioni di persone al mondo e dunque il loro modo di agire, le loro scelte quotidiane, i loro rappresentanti politici nei parlamenti ecc.? Se le notizie del giorno fossero su ciò che realmente conta, ad esempio il tasso di distruzione delle foreste pluviali, il tasso di scioglimento dei ghiacci, l'aumento della temperatura globale, le condizioni di vita dei poveri nel mondo, la degradazione irreversibile degli ambienti naturali, l'esaurimento delle risorse, le politiche di rinnovamento a livello locale e non solo in tante parti del mondo ecc., le prospettive e gli scenari non potrebbero cambiare in modo rivoluzionario? Non potremmo sperare in un mondo più giusto, in una vita più sana, in un futuro migliore? Scusate l'enfasi. Ma, se ci sarà luogo per ricordare qualcosa, non dimentichiamo le responsabilità.

Alcune perle qui con tanto di riflessione n.1: e se dedicassimo stesso impegno, mezzi, diffusione alla prevenzione? e riflessione n. 2: bellissimo il consiglio veramente d'oro di non lasciare (incustoditi?) bambini e anziani, neanche per poco tempo, nell'auto parcheggiata al sole.

mercoledì 27 giugno 2012

Riuscire nell'impresa: la spesa senza sacchetti di plastica (e di carta) al mercato e al reparto orto-frutta al supermercato.

In teoria in Italia i sacchetti di plastica sono stati aboliti per legge. In pratica, tornare a casa dalla spesa senza buste di plastica rimane un'impresa. Due casi emblematici: il mercato e il reparto orto-frutta del supermercato.

Allora, tornare a casa dalla spesa al mercato senza buste di plastica è ufficialmente un'impresa.
Perchè al mercato i sacchetti di plastica non sono stati aboliti anzi, abbondano forse più di prima.  Non chiedetemi il motivo, perchè non lo so: non ho la forza nè la voglia in questo periodo di approfondire la questione "bando dei sacchetti di plastica" in Italia, riguardo alla quale ho sempre pensato semplicemente che dovevo fare da sola, e cioè continuare a portare la mia sporta di stoffa a prescindere dalla legge e dai suoi imbrogli.

Insomma, al mercato è difficile, perchè funziona così: compri quattro prodotti diversi, magari in quattro banchi diversi? Quattro buste di plastica! Puoi cercare di ridurre la quantità di sacchetti di plastica insistendo per farti dare quelli di carta, e facendone mettere più di uno in uno stesso sacchetto di plastica, oppure facendoti dare i sacchetti di carta da mettere nella tua sporta di stoffa. Ma gli imballaggi sono comunque tanti. E di solito i venditori ti guardano male.

Oggi sono riuscita a tornare a casa dalla spesa al mercato senza nessuna busta, ma proprio nessuna, nè di plastica nè di carta.

Ho usato per le patate il vecchio contenitore che ho conservato e riadattato con dei manici tempo fa:

Per le zucchine e la frutta ho usato i sacchetti di rete acquistati da NaturaSì:

 









E ho insistito per non avere busta per melanzana e peperone, che ho infilato direttamente nella sporta di stoffa:

Però ho dovuto chiedere ogni volta, spesso con insistenza, di non avere la busta e di utilizzare i miei contenitori; ho dovuto insistere davanti a facce incredule e talvolta beffarde; ho pure provato a spiegare il motivo del mio "strano" comportamento al ragazzo che continuava a dirmi "ma prendi le nostre, no?" e devo dire la verità, mi sono sentita veramente un extraterrestre sceso in terra da un altro pianeta.

Cerco di utilizzare gli stessi contenitori anche al banco dell'orto-frutta al supermercato, dove il problema è lo stesso perchè per i prodotti sfusi si continuano a utilizzare sacchetti di plastica o, al limite, di plastica biodegradabile (che non è poi questa grande differenza). A dire il vero, non ho mai avuto problemi alle casse, salvo qualche sguardo interrogativo qualche volta. 
Ma la verità è che non ho mai visto nessun altro fare la stessa cosa! E che continuo a sentirmi "strana" per quello che faccio (io sono timida, e odio davvero sentirmi "strana"), come se mancasse qualsiasi sentire comune, anche minimo, rispetto a certe questioni (non è che non si vogliono fare certe cose, è che non si sa neanche che esistono certi problemi...).

Sono davvero un extra-terrestre? C'è nessuno qui? Aiuto?

(Sulla questione, va però segnalata l'iniziativa Mettila in rete di Porta la sporta. Qualcuno ne ha mai sentito parlare?)

lunedì 25 giugno 2012

Decluttering: avere una panchina

Una donna grossa, anziana, capelli disordinati, calze pesanti, scarpe sformate, vestito largo e colorato. Una valigia trolley. Buste di plastica intorno, con dentro roba. Un cartello con su scritto qualcosa sull'aramaico e il destino del mondo. Libri e quaderni. Un foglio per fare i colori.
Un pennello che dipinge questo...


... su quella panchina a Villa Borghese che è forse tutta la sua casa...

fonte della foto: Wikipedia
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domenica 24 giugno 2012

La scuola pubblica in ginocchio: sit-in davanti al Ministero dell'Istruzione.

Off-topic ma importante. Martedì 26 giugno davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma si svolgerà un sit-in organizzato dai docenti della classe di concorso A052 (materie letterarie, latino e greco) per denunciare l'attacco alla scuola pubblica che anche il governo dei "tecnici" continua a perpetrare e l'evidente ingiustizia di cui sono vittima i docenti della suddetta classe di concorso. Di seguito il comunicato del Coordinamento Docenti di Latino e Greco. Diffondete e partecipate numerosi!

  
Gli insegnanti di latino e greco hanno indetto un sit in di protesta
Martedì 26 Giugno alle ore 9:30 davanti al MIUR

Dall’ormai lontana estate del 2008, cioè da quando la legge 133 (in  particolare l’articolo 64), ha imposto alla scuola italiana un taglio di più di 8 miliardi di euro, il nostro sistema di istruzione pubblico è in ginocchio.
In questi anni si è andato progressivamente configurando un quadro che, visto nel suo insieme, sta rendendo di fatto impossibile, per la scuola pubblica italiana, garantire a tutti i cittadini il diritto ad un’istruzione di qualità:
-         è progressivamente aumentato il numero degli studenti per classe, fino a raggiungere soglie  insostenibili, sia per quanto concerne i parametri di sicurezza, che vengono  rispettati ormai solo in casi del tutto eccezionali, sia per quanto riguarda la possibilità di mettere in pratica proposte didattiche che possano ritenersi soddisfacenti;
-         è stata praticamente eliminata la didattica modulare alla scuola primaria e tale scelta ha comportato il sacrificio di un primato ottenuto dalla scuola italiana a livello internazionale;
-         la riforma delle scuole superiori è stata effettuata all’insegna del minimalismo culturale,  anche attraverso l’eliminazione della didattica laboratoriale e la drastica riduzione del monte ore delle discipline di area umanistica.
Si è ritenuto e si continua a ritenere normale chiedere ai lavoratori della scuola di farsi carico di una crisi economica che non sono stati certamente loro a causare e, contestualmente, si esige che gli studenti rinuncino passivamente ad avere scuole pubbliche e di qualità. Sottrarre alla scuola 150.000 posti di lavoro, tra cui 90.000 cattedre, ha rappresentato infatti  non solo un licenziamento di massa senza precedenti, ma anche un colpo letale al funzionamento del nostro sistema di istruzione, che in questo modo non può non precipitare verso il collasso.
In tale contesto l’attuale Ministro ha deciso di non fare neanche un passo indietro rispetto alle politiche scolastiche di chi lo ha preceduto e, al di là di slogan demagogici inneggianti alla scuola del merito, di fatto, sta contribuendo con il suo approccio, drammaticamente superficiale, all’affermazione di principi antimeritocratici, soprattutto in tema di formazione e reclutamento degli insegnanti.
Emblematico il caso dei docenti di latino e greco che, in possesso di abilitazione per insegnare le materie letterarie in qualsiasi istituto di istruzione di primo e di secondo grado, si vedono costretti a denunciare la pesantissima discriminazione di cui sono vittime a causa dei criteri assolutamente illegittimi e antimeritocratici, adottati per l’assegnazione degli insegnamenti di lettere alle diverse classi di concorso della scuola secondaria oggetto della riforma Gelmini; tali criteri,  dettati esclusivamente da logiche di risparmio,  hanno il chiaro fine di ricollocare gli esuberi di personale prodotti dai tagli, senza badare alle specializzazioni degli insegnanti e alla professionalità da loro maturata attraverso le esperienze sul campo.  Ne deriva che i docenti di latino e greco, già assurdamente relegati ad insegnare nel solo liceo classico, si vengono addirittura a trovare “in concorrenza” con altre classi di concorso,  mentre, d’altro canto, viene loro preclusa la possibilità di partecipare a pieno titolo all’assegnazione degli incarichi, sia a tempo determinato che indeterminato, negli altri istituti di istruzione superiore. L’effetto di queste illogiche decisioni, che si configurano a tutti gli effetti come scelte illegittime e pesantemente discriminatorie, è la progressiva estromissione dei docenti della classe di concorso A 052  dall’insegnamento o, per i più fortunati (cioè quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato), la prospettiva dell’insegnamento del solo greco. Sta diventando quindi norma la separazione dell’insegnamento ginnasiale del latino e del greco, discipline caratterizzate da un elevato grado di interdisciplinarità. La didattica delle materie letterarie sta così subendo un ennesimo pesantissimo colpo che si va ad aggiungere alla riduzione delle ore curricolari di italiano, all’accorpamento antididattico della storia e della geografia in un’unica disciplina, alla riduzione drastica del latino dal liceo scientifico e linguistico, alla formazione delle cosiddette “cattedre spezzatino”. Oltre al danno poi la beffa: nei numerosi incontri avuti al MIUR con Sottosegretari e funzionari, di questo e del precedente governo, gli insegnanti di latino e greco continuano a sentirsi ripetere, oramai da due anni a questa parte, che le loro rivendicazioni sono legittime e fondate ma, nei fatti, poi nessun atto risolutivo per porre rimedio ai danni prodotti fin ora è stato avviato da parte del Ministero, che sembra così confermare un’ingiustificabile incoerenza tra dichiarazioni sostenute e scelte effettuate.
Intanto, mentre gli insegnanti e gli studenti devono quotidianamente confrontarsi con i devastanti effetti delle attuali politiche scolastiche, il Ministro pensa a confondere l’opinione pubblica con dichiarazioni riguardanti la necessità di “ripristinare la normalità” attraverso l’indizione di un concorso a cattedre riservato, per il momento, agli insegnanti già in possesso di abilitazione. Senza peraltro aver restituito gli oltre 90.000 posti tagliati dalla Gelmini, il Ministro dimostra in questo modo di non riconoscere come valida modalità di reclutamento dei docenti lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, in cui gli insegnanti abilitati sono inseriti in base ai titoli posseduti e agli anni di servizio prestato, dopo aver già superato prove concorsuali. Sottoporre gli insegnanti precari abilitati ad un’ ennesima prova concorsuale risulta quindi una decisione non solo inutile, ma anche offensiva e irriconoscente nei confronti di chi, dopo aver conseguito il titolo abilitante a costo di pesanti sacrifici, ha messo per anni la propria professionalità al servizio della scuola pubblica italiana, maturando così il diritto alla stabilizzazione lavorativa proprio in base ai titoli posseduti e agli anni di precariato pregresso.

Per i motivi sopra esposti gli insegnanti di latino e greco
 invitano
tutti i colleghi e coloro che sono stanchi di assistere ai continui attacchi nei confronti del nostro sistema di istruzione e dei suoi lavoratori,
a partecipare al sit in di protesta che avrà luogo
Martedì 26 Giugno alle ore 9:30 davanti al MIUR


COORDINAMENTO DOCENTI DI LATINO E GRECO


sabato 23 giugno 2012

Decluttering 3: sorprese

Rientrata a casa "cotta" dal caldo e dal sole dopo una triste spedizione a scuola per la domanda di trasferimento per docenti soprannumerari, ho trovato due vere sorprese.

Mio marito aveva messo in ordine il soggiorno così:


Niente più libri, fogli o giornali per terra e ripiani ordinati (le foto si possono confrontare con quelle di questo post, e la situazione era addirittura peggiorata negli ultimi giorni).

E poi nel corso del pomeriggio mio figlio si è armato del trapano preso in prestito dalla nonna, ha montato una mensola nell'armadio e lo ha sistemato così:


Alcuni indumenti sono finiti nel cassonetto per la raccolta degli abiti usati, altri sono stati messi da parte per futuri lavoretti della sottoscritta (ho alcuni esperimenti in progetto...).

E la scrivania era stata sistemata così:


Non ho le foto del "prima", ma vi assicuro che il caos regnava più che sovrano.

Che ci sia qualcosa di contagioso nel decluttering?
E tenete presente che "i due" non leggono il mio blog!

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venerdì 22 giugno 2012

Ridurre i rifiuti: le spugnette in cucina, ovvero due è meglio che uno...

Un piccolo consiglio semplice semplice per allungare la vita alle spugnette in cucina e ridurre i rifiuti.

Allora, le spugnette sono soggette a logoramento e prima o poi finiscono nel sacchetto dei rifiuti indifferenziati.

Naturalmente, come tutto, devono essere usate il più possibile prima di essere gettate via (cioè, devono essere proprio a pezzi prima di finire nel cestino...).

La spugnetta due in uno (spugna con parte abrasiva su un lato, in alto nella foto), apparentemente comodissima per lavare i piatti, presenta però l'inconveniente di un precoce logoramento della parte abrasiva rispetto al resto che ne vanifica la funzione e spesso la fa finire tra i rifiuti troppo presto.

Che ho fatto?

Invece di sostituirla con una nuova quando la parte verde ha raggiunto lo stato "a brandelli", ho trovato sotto il lavello una "Favilla" abrasiva  inutilizzata (quante cose ci sono sotto il lavello, comprate e dimenticate lì chissà da quanto tempo!) e ho cominciato a usarla insieme a ciò che restava della spugnetta doppia.
E' passato ormai un bel po' e entrambe le spugnette continuano a svolgere egregiamente la loro funzione, mentre per ora solo ciò che restava della parte abrasiva è finito tra i rifiuti.

A proposito, la spugnetta grigia sulla destra della foto è in realtà un pezzo di una vecchia camicia da notte che si è rivelata ottima per l'uso in cucina e che sto utilizzando un po' per volta fino al suo completo annientamento!

Tutto qua.

mercoledì 20 giugno 2012

Decluttering 2: i libri


Nel mio percorso di decluttering appena agli inizi le librerie ancora non le tocco (non le guardo neppure, per ora). Però so che dovrò farlo. Perchè i libri dentro casa sono semplicemente... troppi.
Per ora, solo una piccola riflessione, scaturita dalla lettura del commento di Cristiana al mio post  di ieri:
I libri puoi portarli a una libreria che vende usato, o lasciarne in giro per una sorta di book crossing, o regalarli anche singolarmente, magari a qualcuno che non legge e che magari coglierebbe l'occasione per cominciare... L'importante è che tu non li butti nell'immondizia!!! Scusa ma sono particolarmente sensibile all'argomento, un libro, di qualsiasi cosa tratti, è una storia la cui vita può essere infinita passando di mano in mano...
Le parole di Cristiana mi hanno fatto venire in mente questa vecchia edizione del secondo volume del Teatro di Ibsen che era tra i libri della zia:
Aprendo il libro, si può leggere questa dedica:
La dedica di un gruppo di giovani amiche alla loro amica, nel 1952.
Un gruppo di giovani donne che in quegli anni avevano scelto coraggiosamente di andare a vivere insieme in un appartamento in affitto ("La casa dei sogni") in una grande città come Roma, in tempi in cui le donne dovevano forse ancora lottare per portare i pantaloni. Un gruppo di giovani donne con tutta la vita davanti.
Non è una dedica bellissima? Non è, quel libro, un oggetto bellissimo?

Ecco, il vero senso del decluttering forse comincerò a scoprirlo quando si tratterà di andare oltre il ciarpame che inonda la nostra vita, quando verrà il momento di ragionare sul senso delle cose che possediamo, quelle più care.

La zia, che amava molto Ibsen, mi aveva regalato un'altra copia dei due volumi del Teatro, che a sua volta aveva ereditato da mio nonno. E ora io ho questo doppione nella mia libreria.
Quanto possiamo essere legati a un oggetto?
E mi è venuto in mente questo ecopensiero (il n. 17) di bibendum3 dal blog biosipuò:
Fai una foto degli oggetti ai quali sei legato da un caro ricordo ma che non usi più, poi regalali o vendili. (fonte: clutter rehab)
Ecco, come dice Cristiana, la vita di un libro (ma anche quella di un oggetto) può essere infinita passando di mano in mano.

E questo post potrebbe essere la foto che serve per lasciarlo andare...

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martedì 19 giugno 2012

Decluttering 1: cominciare dalla superficie.

Primo semplice passo: mettere a posto le cose che hanno un posto e smaltire ciò che può essere smaltito.

Allora. Il libro sul decluttering della catena di lettura ancora non è arrivato. Ma io ci provo lo stesso a fare ordine. Impresa non facile ma ci provo.
Ho pensato che la cosa migliore fosse cominciare dalla superficie: cominciare semplicemente a fare un po' di ordine, prima di attaccare con il lavoro serio.
Ho cominciato dal basso, da tutto ciò che era in terra (e non avrebbe dovuto) e aveva un posto, e l'ho messo al suo posto: i libri, le scarpe, le coperte da lavare (in una busta per essere portate in lavanderia).
Poi, ho pensato di smetterla di rimandare le cose, e di fare tutto ciò che si doveva fare: portare i libri della zia alla biblioteca (mi ha aiutato mio figlio); le coperte a lavare (le ho preparate, però le porto domani...).
I libri li ho raccolti un po' dappertutto, ma mi sono dedicata soprattutto alla camera da letto.
Anche l'armadio l'ho affrontato in superficie: cambio di stagione, con poche cose da eliminare (per ora) in una busta da gettare nel cassonetto giallo della Caritas e roba da riciclare in qualche modo tutta da una parte in un angolo ricavato nell'armadio. E poi i cartoni e i contenitori in ingresso, fatti a pezzi e gettati nel cassonetto della carta (quello che si può smaltire va smaltito, pazienza se il peso aumenterà).
Insomma, sembra facile ma non lo è stato, perchè quando il contenuto dell'armadio comincia a trasferirsi sul letto, be', un po' di sconforto prende.

Però adesso in camera è rimasta solo la scatola con i lampadari, che mi ripropongo di appendere al più presto

 e la situazione è decisamente migliorata (vedi qui). Anche in ingresso, il colpo d'occhio è molto diverso: rimane un'unica scatola con libri la cui destinazione devo ancora decidere (non vanno bene per la biblioteca) e libri di scuola, difficili da collocare, ma rispetto a prima va decisamente meglio (devo finire di buttare i cartoni vuoti però).
Nelle buste c'è roba che non può essere gettata nei cassonetti (lampadine fluorescenti, pile, materiale elettrico...) e dovrà essere portata all'isola ecologica (tanto per facilitare la vita ai cittadini, qui funziona così), ma entro la settimana dovrà essere smaltita.
Insomma, non un gran che come inizio, ma comunque un inizio.
Ho la sensazione che, una volta partiti, sia difficile fermarsi, e questo stasera mi rende fiduciosa (oggi no, però, non lo ero affatto...).

In attesa dei prossimi passi, leggete che bello questo post.

lunedì 18 giugno 2012

Giveaway Flors de la Terra: ha vinto... il mio sacchetto dell'indifferenziata! E ringrazia

C'e' crisi, c'e' crisi! Guida alla Sopravvivenza sul Pianeta Terra...

Ebbene sì, penso sia successo questo: il mio sacchetto mensile dei rifiuti indifferenziati è riuscito a sorprendere e a vincere il giveaway di Alex e Francesca. Solo per il fatto di essere particolarmente insolito, però, perchè gli altri post erano tutti strabilianti, davvero!

Forse qualcuno avrà pure imparato dal mio post a pesare i rifiuti.
Sicuramente io ho imparato un sacco di cose e conosciuto un sacco di persone straordinarie.
A cominciare dalle incredibili Alex e Francesca, che hanno ideato il giveway Scala la Marcia e raccolto le preziose esperienze di tanti blogger fantastici sul tema del downshifting, mettendo in palio i prodotti cosmetici naturali creati da Francesca (non vedo l'ora di provarli!)

Qui il post del giveaway e i favolosi contributi dei partecipanti.
Leggete e stupite di quante belle azioni, di quanti bei propositi, di quanta bella gente c'è in giro!

Grazie!

domenica 17 giugno 2012

Decluttering: aiuto! da dove comincio?


Si possono affrontare 12 ecofatiche, suddividendole per i mesi dell'anno. Si possono mettere in pratica 365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi, uno per ogni giorno dell'anno. Oppure si possono unire le forze, mettendo insieme i contributi di singoli blogger sparsi nel web per formare una piccola guida alla decrescita (o downshifting)

Si possono imparare le cose più difficili o affrontare le imprese più ardue suddividendole in piccoli passi.
E' una cosa che con il tempo ho imparato anch'io, forse la più preziosa, e che cerco di ricordarmi di mettere in pratica in tutto ciò che faccio (e che sento).

Eppure ci sono imprese che sembrano impossibili.

Per me una di queste è il decluttering.

Complici la fase finale dell'anno scolastico, il cambio di stagione, la stanchezza, la mancanza di tempo, la pigrizia innata, i coinquilini ecc. la situazione è decisamete degenerata, al punto da rendere l'impresa per la povera me addirittura impensabile.

Solo alcuni esempi (ma c'è dell'altro, molto altro...)

Sotto il lavello della cucina  si è accumulata un sacco di roba: oltre a ciò che uso (e che un tempo era stato  ordinatamente sistemato nei contenitori), si tratta prevalentemente di imballaggi che, nonostante ogni sforzo, continuano a inondare la casa:

Poi ci sono gli indumenti e la biancheria ormai logori che invece di gettare in discarica accumulo in attesa di trovar loro una funzione (oltre a quella di stracci, che non posso però avere in quantità industriali):
 

In ingresso ci sono gli scatoloni dei libri della zia ancora da sistemare, e intorno un po' di tutto, secondo la ben nota sindrome della discarica (basta che ci sia un contenitore, o roba abbandonata in una forma o nell'altra, e subito si aggiunge di tutto; vale per l'esterno, ma anche per gli interni...):

In camera da letto gli scatoloni con i lampadari della zia da sistemare sono ancora lì (se non sei capace, che ci vuole a chiamare un elettricista?), e accanto le coperte da portare in lavanderia (quella a gettoni vicino casa ha chiuso, va bene, ma bisogna solo trovarne un'altra e caricarsi le coperte in spalla...) e la solita roba sparsa da sindrome della discarica di cui sopra (lo stendino e la biancheria, quelli li tolgo subito, ma nella foto ci sono giustamente finiti...):

In soggiorno si accumula soprattutto carta di ogni genere: accanto ai libri (che dovrebbero avere un loro posto e tornarci...) giornali, riviste, fogli, appunti, posta indesiderata, prove di verifica ecc.:

Infine, sulla credenza in cucina barattoli di vetro non gettati nel cassonetto (quanti se ne possono usare, se non si è un'industria alimentare?) e i tappi di sughero del vino che beve mio marito (ci si possono fare moltissime cose, lo so...):

E questi sono solo alcuni esempi. Restano fuori il contenuto del soppalco in bagno e degli armadi, e la camera di mio figlio, che meriterebbe un discorso a sè.

Mi vergogno un po' di queste foto, ma ho deciso di affrontare l'immane impresa dandomi una scossa (come quando in alcuni programmi di diete ti chiedono di partire da una tua fotografia in mutande...), spiattellandole così sul blog.

E, in attesa del libro sul decluttering della catena di lettura che grazie all'efficienza del sistema postale non è ancora arrivato, ho deciso di cominciare lo stesso (non me lo aveva detto G. la settimana scorsa: "Hai bisogno di un libro, per fare ordine e spazio in casa?"; e io capisco quando la gente mi dice le cose...).

Applicando alle foto la regola dei piccoli passi, da qualche parte comincerò...

Magari mi ci vorranno 365 pensieri per 12 mesi... Col permesso di Tascabile, sarà la mia ecofatica che vale per dodici. Col permesso di bibendum3, proverò a farne 365 pensieri. Col permesso di elle cercherò di ridurre le mie cose al minimo.

Intanto, se qualcuno comincia ad aiutarmi con qualche primo suggerimento...

P.S. Naturalmente, buttare tutto nel cassonetto non vale! Questo è il problema!

Tutta l'avventura qui

giovedì 14 giugno 2012

Critical Mass digitale n.3 #salvaiciclisti: lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri MarioMonti


Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,
cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente
#salvaiciclisti
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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.
Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

mercoledì 13 giugno 2012

Lavarsi i capelli con una saponetta, i denti con una pasticca e ... zero plastica! I prodotti Lush


Con colpevole ritardo, immagino, ho scoperto una catena di prodotti cosmetici naturali di cui ignoravo l'esistenza. Si tratta di Lush (qualche informazione qui), un brand di prodotti fatti a mano, a base vegetale, non testati su animali, attentissimo all'ambiente per quanto riguarda gli imballaggi, la cui unica forma di pubblicità è il passaparola di chi usa i prodotti, il tam tam su internet, la soddisfazione dei clienti.

Ieri, accaldata e stanca dopo il corso di recupero e gli interminabili adempimenti burocratici di fine anno a scuola, sono entrata per la prima volta in un negozio, quello di via del Corso a Roma.

Mi è piaciuto un sacco! Bacinelle d'acqua per le prove, prodotti sfusi, pezzi di sapone di ogni genere, l'odore inebriante di prodotti naturali, freschi e speziati, personale gentilissimo ed esperto, che ti segue con cura e competenza.

Ho comprato, e subito provato appena tornata a casa, lo shampoo solido, di cui ho scelto tre tipi diversi, per tutti i membri della famiglia (più tre contenitori in metallo riciclato). E così, via gli ultimi recipienti in plastica rimasti in bagno e per i quali avevo perso le speranze, quelli dello shampoo.

Poi un pezzo di sapone, per convincere anche mio figlio a rinunciare (unico rimasto in casa) al doccia schiuma e arrivare a plastica zero in bagno per tutta la famiglia!

E poi il dentifricio in pasticche, in piccola confezione in carta riciclata e riciclabile (non si deve più gettare il tubetto di plastica, ma si usa anche meno acqua per lavarsi i denti, ho scoperto provando). E così, assieme allo spazzolino con testina intercambiabile che già acquistavo prima, è stato drasticamente ridotto l'impatto dell'igiene dentale sui rifiuti e sull'ambiente.

Tutti i prodotti sono stati incartati in sacchetti di carta riciclata, riciclabile e compostabile (sulla confezione si invita infatti a usarli per il compost), anche la sporta è in carta riciclata e riciclabile (ma magari la prossima volta me la porto dietro e evito di prenderne un' altra).
E quando ho parlato alla commessa dei miei tentativi di eliminare la plastica, invece di guardarmi come un marziano, mi ha subito mostrato le creme idratanti solide, di cui mi ha lasciato un pezzo per campione.

Che dire? Sono proprio contenta! Per chi (ancora) non è in grado di autoprodurre i propri cosmetici come me ma è alla ricerca di prodotti naturali e a basso impatto sull'ambiente, il luogo e il marchio ideali!

P.S. Mentre scrivo, il sacchetto ai miei piedi con i prodotti mi inebria con i suoi fantastici aromi e profumi!

mercoledì 6 giugno 2012

Cose che non avrei mai pensato di fare (e invece sì, sono proprio io)

Davvero ispirata da questo bellissimo post tratto da questo bellissimo blog appena scoperto (sono ancora senza fiato e ho appena cominciato a leggerlo...), a cui sono arrivata grazie a quest'altro bellissimo post di quella che è invece per me una vecchia conoscenza, non ho potuto fare a meno (ma davvero) di riflettere anch'io su tutte le cose che non avrei mai pensato di fare, e invece...

scrivere un blog e pubblicare (dico "pubblicare", cioè "rendere pubblici") i miei post (chi non mi conosce non può capire...)

partecipare a un giveaway con miei post

pesare i miei rifiuti prima di gettarli

fare il composto  in casa, averne un secchio in ingresso e uno in soggiorno e non farci caso, e combattere con i moscerini così

ridurre i rifiuti indifferenziati della mia famiglia ad un unico sacchetto mensile

tenere la casa pulita usando solo aceto, bicarbonato e olio essenziale

usare gusci di noci per lavare la biancheria in lavatrice

dimezzare il consumo di detersivi (piatti e delicati in lavatrice) che ancora acquisto, utilizzandoli solo in modiche quantità e in confezioni ricaricabili

fotografare cassonetti e scrivere articoli sulla questione rifiuti a Roma

dimenticarmi dell'ultima volta che ho acquistato qualcosa che non sia cibo (e un paio di scarpe)

fare il ciambellone per la prima colazione e non comprare più biscotti o dolci confezionati

mangiare meno carne e riuscire a sostituirla anche così

muovermi (quasi) sempre a piedi o con i mezzi pubblici ed esserne veramente felice

non sopportare più le automobili, nè da fuori nè da dentro

aspettare con ansia di ricevere il mio primo libro da una catena di lettura

aspettare con ansia il libro sul decluttering dalla catena di lettura per iniziare veramente ad alleggerire il peso delle mie cose

progettare di trovare una bicicletta alla ciclofficina e imparare a ripararla e tenerla a posto da sola

progettare di riciclare abiti e vestiti nei modi più creativi seguendo bellissimi blog di creative insuperabili

progettare di coltivare un orto da qualche parte, oltre che sul davanzale

avere in cantiere di partecipare prossimamente a un progetto di transizione nella mia città con persone sconosciute

progettare interventi di  ristrutturazione in casa per l'efficienza energetica

So che continueranno a venirmi in mente un sacco di cose, e che un post come questo continuerò a scriverlo mentalmente per giorni...
Però mi fermo, dopo un'ultima cosa:

mai avrei pensato di essere così felice di tutte queste scelte,  di trovarle così naturali e di poter dimenticare ciò che c'era prima.


C'e' crisi, c'e' crisi! Guida alla Sopravvivenza sul Pianeta Terra...

sabato 2 giugno 2012

Avete mai provato a pesare i vostri rifiuti? Questo è il nostro resoconto del mese di maggio, con qualche considerazione.

Ogni mese pubblico sul blog il resoconto della pesatura dei rifiuti prodotti dalla mia famiglia (tre persone).
Questo è il peso dei nostri rifiuti del mese di maggio.

indifferenziato:   Kg. 0,766
umido:   Kg. 7,808
carta:   Kg. 6,200
plastica:   Kg. 0,992
metallo:  Kg. 0,215
vetro:   Kg. 5,479
TOTALE:    Kg. 21,460

Il totale dei nostri rifiuti di questo mese rientra nella media dei nostri risultati più bassi, intorno ai 20 chili. Siamo riusciti qualche volta ad andare al di sotto di questa cifra (ad esempio qui e qui), ma siamo stati anche molto più pesanti (ad esempio qui). Diciamo che 20 chili può rappresentare il nostro obiettivo minimo mensile (circa 7 chilogrammi a testa).
L'umido è un po' pesante, anche se può esserlo molto di più. Diciamo che fra i propositi per il prossimo mese c'è quello di usare con maggiore frequenza il secchio del composto domestico.
La plastica è più o meno su valori medi, almeno al di sotto di un chilo, ma si può fare di meglio (quella contro la plastica è una guerra davvero infinita e forse senza speranza).
La carta è pesante più o meno come al solito. Lo stesso si può dire per il vetro.
Molto bene invece il peso dell'indifferenziato, che si mantiene abbondantemente sotto il chilo ed è il nostro risultato migliore di sempre :))). Questo è l'unico sacchetto di questo mese, il nostro contributo alla discarica di Malagrotta.
indifferenziato (meno due cartoni della pizza) per Malagrotta

Ecco, per chi non lo sapesse, ogni mese io faccio questo, peso i miei rifiuti, e ci rifletto e ci scrivo pure sopra, oltre a fotografarli qualche volta.
Serve? Secondo me sì, serve. Intanto, serve a tenere sotto controllo e a ridurre i propri rifiuti (quell'unico sacchetto è per noi un risultato raggiunto, non certo ciò da cui siamo partiti).
Ma soprattutto serve ad acquisire consapevolezza di tutto un sistema di cui noi vediamo solo una piccola parte (compro-uso-getto), mentre esiste una produzione ed esiste uno smaltimento che non possono non riguardarci, e di cui dobbiamo cominciare ad assumere la responsabilità, anche individualmente.
Insomma, la fine, i rifiuti, possono essere un ottimo punto di partenza per un cambio di marcia radicale. Per me, in un certo senso, è stato così.

Sul sistema di produzione-consumo-smaltimento consiglio vivamente la visione di questo video: la storia delle cose.

Inoltre, anche con questo post partecipo a:
C'e' crisi, c'e' crisi! Guida alla Sopravvivenza sul Pianeta Terra...