"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

venerdì 27 luglio 2012

Semini e piantine 2


Da cittadina sprovveduta, che più sprovveduta non si può, come già una volta, sono presa da una nuova piantina che è spuntata sull'unico davanzale disponibile della casa, nel vaso del rosmarino ormai secco, dopo che ho ricominciato ad innaffiarlo.
Continua a stupirmi la tenacia dei semi, che anche dopo anni (l'ultima volta che ho aggiunto composto al vaso è stato almeno un anno fa) prendono e fanno spuntare una piantina così, senza neanche avvertire...


una piantina che protende le sue braccine in cerca di qualcosa a cui avvilupparle...


si arrampica sullo scheletro secco del rosmarino e fa piccoli e graziosi fiori gialli...


Potrebbe essere un melone.
Certo, far nascere un melone sul davanzale...
Potrei trapiantarlo nella cassetta e portarlo sul terrazzo condominiale...
Vabbè, poi ci penso.
Per ora me la guardo, la piantina, protendere le sue braccine, acchiappare la vicina salvia (che ho dovuto spostarla per metterla in salvo, lei che ancora resiste) e magari crescere ancora verso l'alto con i suoi fiorellini gialli e le sue  braccine tenaci...













La meraviglia della natura...

martedì 24 luglio 2012

Decluttering 5: ripiani e contenitori (ancora in superficie ma un po' meno)


Continua, lenta ma inarrestabile, l'operazione decluttering.

Lavoro ancora molto in superficie, cioè cerco di mettere ordine nel gran disordine a cui era arrivata casa mia.
Sto però cominciando a muovere qualche primo piccolo passo in profondita verso l'eliminazione dell'accumulo.
Questo comporta dover fronteggiare sempre di più il problema enorme della produzione e dello smaltimento dei rifiuti.
E genera qualche riflessione sulle cose, la loro produzione, la loro conservazione.

Dopo le calamite sul frigo, ho messo a posto la mensola della credenza in cucina:

prima
dopo
  








e il ripiano del comò in camera da letto:

prima
prima











dopo

Sul comò c'è ancora molto da fare e soprattutto molto da eliminare (la televisione in particolare, che sarà stata accesa tre volte in tre anni), ma per il momento mi accontento di aver fatto un po' d'ordine. Più avanti penserò a sbarazzarmi di ciò che non serve.

Prima riflessione: non è che questo lavoro di mettere in ordine sul comò o sulla credenza in cucina io non l'abbia mai fatto, naturalmente (casa mia non sarebbe una casa, ma un porcile). Il problema è che periodicamente il lavoro deve essere ripetuto per evitare di essere sommersi dalle cose. Questo vuol dire che non basta mettere in ordine: le cose devono avere un loro posto e lì devono essere messe man mano che entrano in casa (facile a dirsi...). L'ordine va mantenuto e per farlo, oltre a creare spazio, bisogna dare un posto alle cose e mettercele. E poi non perdere il controllo (forse mentale?).

Per questo ho deciso di passare all'attacco di un contenitore, una piccola cassapanca, sempre in camera da letto, di cui avevo praticamente dimenticato quale fosse il contenuto.
Sotto ad alcuni libri, questo è quello che ho trovato:

videocassette vhs
audiocassette










Si tratta di oggetti che sono stati un tempo per me preziosi e di uso corrente (erano su scaffali) ma che poi sono diventati con il tempo inutili (sono finiti in una cassapanca, rischiando di essere dimenticati). Perchè? sono cambiata io (ho smesso di studiare inglese e di progettare di insegnarlo); sono cambiati i materiali di conservazione/trasmissione (DVD e CD hanno preso il posto, provvisoriamente, di videocassette VHS e audiocassette); è cambiata la disponibilità di determinate risorse (video e audio in lingua originale, che ho faticato a cercare e a trovare in passato, sono oggi facilmente accessibili on line e in mille altri modi).
Ha senso continuare a occupare spazio con oggetti che non servono più? Ho deciso che no, non ha senso.

L'interno e l'esterno della cassapanca ora si presentano così:

dentro
fuori










Mentre di questa roba devo trovare il modo di liberarmi senza riempire il cassonetto del materiale non riciclabile:


Seconda riflessione: la tecnologia ci permette di fare sempre più cose sempre meglio, ma la sua continua  e rapidissima evoluzione rende obsoleta un'enorme quantità di materiale nel giro di pochissimo tempo. E' chiaro che la ricerca e lo sviluppo tecnologico non possono nè devono essere fermati. Ma forse chi innova e produce deve farsi carico anche del problema e affrontarlo in qualche modo. Non possiamo più permetterci  di gettare via  tutto ciò che diventa (o a volte facciamo deliberatamente diventare) obsoleto. Il sistema deve diventare sostenibile a livello di produzione, e a livello di produzione (e legislativo) bisogna che ci si faccia carico del problema.
A livello individuale io per ora devo trovare qualcuno interessato (a partire dai lettori di questo post) a 37 videocassette VHS in lingua originale (inglese), molte con sottotitoli in inglese,  a  44 audiocassette della serie Speak Up e una decina di audiocassette di corsi di inglese, di pronuncia e di esercizi vari (in regalo, ovviamente).
Naturalmente ora cercherò di andare alla scoperta di siti come ZeroRelativo, Freecycle o Reoose o ricorrere a mercatini vari. Però su queste cose sono un po' lenta...
Si accettano suggerimenti.

venerdì 20 luglio 2012

Tutti gli ultimi non-sviluppi e le ultime non-novità sulla questione Malagrotta e l'emergenza rifiuti a Roma. Rassegna stampa (2/5-19/7/2012)

Aggiornamento sugli ultimi non-sviluppi della questione Malagrotta, di cui non parlo da un po' ma su cui ho continuato a raccogliere le notizie man mano che si presentavano.
Come ho già detto altre volte, su questo argomento bisogna continuare a tenere desta l'attenzione,  perchè l'assuefazione non deve far dimenticare lo scandalo (segnalo, a questo proposito, questa efficace narrazione della storia di Malagrotta sul blog Bio si può).
Dunque, in un momento di relativo silenzio sulla questione, proverò a selezionare i fatti salienti e a segnalare i link più interessanti raccolti nel lungo periodo che va dal 2 maggio al 19 luglio.

Quello che salta all'occhio, più che le novità, sono le costanti.

Il balletto delle discariche.
In questo mese e mezzo, secondo la tradizione, hanno continuato ad alternarsi proposte, "decisioni", proteste, controproposte, "controdecisioni" e ancora proteste su una serie di possibili siti che avrebbero dovuto sostituire provvisoriamente Malagrotta dopo la sua chiusura e in attesa della scelta del sito definitivo.
Dopo la bocciatura del ministro dell'ambiente Clini ai siti proposti dalla Regione e dal commissario Pecoraro, in un mese e mezzo le discariche possibili o "certe" di cui si è parlato sono state più o meno le seguenti: Monte Carnevale, Corcolle, Pian dell'Olmo, Pizzo del Prete, all'estero, fuori-regione, si-deciderà-il-29-giugno, Quarto della Zolforatella, ancora-non-si-sa.

Il balletto dei commissari.
Come da tradizione, si continuano a nominare commissari che si occupino della questione. In questo mese e mezzo il commissario Giuseppe Pecoraro, nominato dal governo Berlusconi, si è dimesso, dopo aver portato avanti, contro l'opinione del ministro Clini e in un primo momento supportato, poi bocciato dal governo Monti, la scelta del sito di Corcolle, nei pressi di Villa Adriana a Tivoli. Gli è subentrato il nuovo commissario Goffredo Sottile. A pochi giorni della sua nomina, sempre secondo tradizione, il neocommissario  ha ricominciato con il balletto sui siti delle discariche (da Pian dell'Olmo in poi nell'elenco sopra), e con le dichiarazioni, tra cui la seguente perla a proposito del fatto che, anche cambiando la politica sui rifiuti, ci sarà sempre bisogno di una discarica: "vi andranno rifiuti trattati che diventano come erba secca, dobbiamo uscire dal dramma del tal quale".

Scadenze e proroghe.
Sempre da tradizione, il nuovo commissario ha, come unico atto per il momento certo, firmato la solita proroga alla chiusura di Malagrotta al prossimo 31 dicembre (e siamo a tre da quando ho cominciato a scrivere questo blog, circa un anno e mezzo fa).. Per quanto riguarda la scadenza del 29 giugno come termine per decidere sul sito della discarica provvisoria, evidentemente non si trattava di una vera scadenza.

Cerroni.
Costante di tutta la storia, protagonista sempre presente intorno al quale si alternano e si avvicendano gli altri personaggi,  è l'avvocato Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta e dei siti di Monti all'Ortaccio, Quadro Alto e Pian dell'Olmo, oltre che indiscusso signore della gestione dei rifiuti a Roma, nel Lazio e non solo (urbi et orbi, dice lui).
Interessanti le due lettere che ha scritto in questo periodo al ministro Clini (2 maggio) e al commissario Sottile (12 giugno)  ribadendo, per chi non l'avesse capito, il suo ruolo cruciale nella vicenda.
Nella prima (qui), oltre al solito autoincensamento (Malagrotta ha rappresentato la salvezza di Roma e ha permesso di risparmiare miliardi), al solito scetticismo sulla raccolta differenziata ("Abbiamo avuto modo di ricordare che le percentuali fissate già per quest'anno, e più ancora per il 2013 e il 2014, sono ambiziosissime") sono molto significative le seguenti parole sulla libertà d'impresa: "Da ultimo sull'argomento ci è stata di conforto la Legge sulla liberalizzazione dei servizi n.27/2012 per cui la realizzazione della discarica è un nostro diritto imprenditoriale che, alla luce delle disposizioni nazionali e comunitarie, nessuno può negarci" (corsivo mio).
Nella seconda (qui) il deus ex machina Cerroni, presentando i suoi impianti in uso e in attesa di autorizzazione, i suoi siti di trattamento e le sue discariche si propone, in collaborazione con Ama, di portare il trattamento dei rifiuti a Roma a posizioni di assoluta eccellenza. Perchè poi la Commissione Europea si sia accanita su Roma e non su altre città italiane e altri paesi europei per quanto riguarda le discariche gli appare, testualmente, un mistero.

Unione Europea.
Ancora una volta l'Unione Europea ha inviato un avvertimento formale, con parere motivato, all'Italia sull'illegalità del trattamento dei rifiuti a Malagrotta e nel Lazio, chiedendo di conformarlo alle norme UE entro due mesi, salvo poi rinviare la chiusura della procedura di infrazione in attesa dell'applicazione del nuovo piano rifiuti voluto da Clini.

Politica e amministrazione.
Il governo, la regione Lazio, la provincia e il comune di Roma continuano ad accusarsi a vicenda e a polemizzare sulla questione.

Insomma: niente di nuovo e tutto ancora da fare: il piano rifiuti regionale, il piano per la raccolta differenziata del comune di Roma, il trattamento miracoloso dei rifiuti che li trasformerà in erba secca da conferire nella nuova discarica provvisoria che ancora però non si sa dove sarà.

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Rassegna stampa dal 7/5 al 19/7: 
7/5 Repubblica: Clini auspica scelta del prefetto in accordo con ministero e autorità; favorevole a Monte Carnevale; il comunicato  del ministero dell'ambiente.
9/5 Pecoraro insiste con Corcolle, salta Monte Carnevale: Eco dalle Città.
11/5 scontro Clini-Pecoraro su Corcolle; Clini e Ornaghi scrivono a Monti: Eco dalle Città.
19/5 Pecoraro sceglie Corcolle: Eco dalle Città.
23/5 il governo ha dato l'ok a Corcolle: Petrolio, Repubblica, Eco dalle Città.
24/5 Esposto di Italia Nostra e reazioni degli ambientalisti contro la scelta di Corcolle: Greenreport.
25/5 retromarcia del governo, dimissioni di Pecoraro: Repubblica, Eco dalle Città, Il Fatto Quotidiano.
30/5 intervista a Dario Esposito, osservatorio rifiuti provinciale: Eco dalle Città.
31/5 Malagrotta: ultimatum UE (Repubblica, Messaggero).
1/6 intervista a Clini: Repubblica;  nota della Regione in risposta: Repubblica; Corriere della Sera:  dichiarazioni di Goffredo Sottile, nuovo commissario alla chiusura di Malagrotta.
4/6 spunta l'ipotesi Pian dell'Olmo, ma i cittadini si incatenanto: Eco dalle Città; la discarica provvisoria sarà Pian dell'Olmo: Eco dalle Città.
5/6 Clini su Pian dell'Olmo: SkyTg24; Repubblica.
8/6 Sottile: la situazione a Roma è peggiore di quello che si può pensare (Eco dalle Città).
Riciclo e non raccolta differenziata: una domanda per Alemanno (eco logica). Piano differenziata e Clini su Pian dell'Olmo e Pizzo del Prete: (Repubblica.
Proteste sulla via Aurelia (Pizzo del Prete) e sulla via Tiberina (Pian dell'Olmo), Polverini e Zingaretti: Repubblica; le dichiarazioni di Sottile su Pian dell'Olmo: Il Fatto Quotidiano.
11/6 ancora caos totale: Eco dalle città; Repubblica.
13/6 Sottile: Malagrotta sarà prorogata; bene il piano differenziata; forse i rifiuti all'estero: Eco dalle Città.
15/6 spunta l'ipotesi Emilia: Eco dalle Città; la reazione di Legambiente: Eco dalle Città.
16/6 l'ultima proposta di Cerroni: Il Fatto Quotidiano.
19/6 i rifiuti non possono essere portati fuori regione se non trattati: Eco dalle Città.
20/6 chiusa la procedura d'infrazione sul piano rifiuti della regione Lazio: per ora niente sanzioni: Eco dalle Città.
22/6 Sottile comunicherà il 29 la decisione sulla discarica: Eco dalle Città.
25/6 la proroga di Malagrotta ormai è realtà: Eco dalle Città.
28/6 Sottile firma la proroga al 31 dicembre: Corriere della Sera.
2/7 continua il toto-discarica: spunta l'ipotesi Solfatara: Eco dalle Città.
3/7 Sottile: una discarica serve, ma per i rifiuti trattati: Repubblica.
Legambiente su differenziata a Roma e questione discarica: Eco dalle Città.
5/7 impianti tmb non a pieno regime  50% rifiuti a Malagrotta non trattati: Eco dalle Città; e sulla differenziata si aspetta la firma; Parlati di Legambiente: Eco dalle Città. 
12/7 Clini sulla questione Malagrotta: Eco dalle Città. 
19/7 Alemanno: piano per la differenziata entro fine luglio; per il post Malagrotta stiamo lavorando bene: Eco dalle Città.

mercoledì 18 luglio 2012

Decluttering 4: il frigorifero, le calamite e una o due altre cose.

Ancora un interessante spunto dal blog Minimo che, come già una volta, mi ha ispirato per questo post.

Si tratta di un articolo "scovato" da Elle (qui) su una ricerca che, tra le altre cose, suggerisce la possibilità che esista un rapporto tra il livello di stress da clutter e il numero di calamite sul frigorifero di ciascuno.

Sono agli inizi di una lunga e faticosa operazione di decluttering ancora decisamente in alto mare e, in cerca di spunti e ispirazione, non ho potuto fare a meno di guardare con sguardo diverso il mio frigorifero.

Ecco come si presentava:

 

Ho sempre pensato che le calamite, le foto, gli appunti, i ritagli e tutto il resto sul frigorifero ispirassero allegria e vitalità. Ma, a guardarlo bene, non ho potuto fare a meno di vedere, forse per la prima volta, un gran disordine.
Cosa c'era di utile e ancora utilizzato in mezzo a tutto quel caos?
Ho messo tutto sul tavolo e ho dato un'occhiata:


Una trentina e più tra calamite e pezzi di calamite. Decine di fogli, appunti, articoli di giornale, ricordini, numeri di telefono, ricette, volantini, la pesatura dei rifiuti, l'orario scolastico di quest'anno, promemoria vari...
Cosa serviva ancora? Sapevo cosa c'era su quel frigorifero?

Ne ho approfittato per pulire tutta la superficie esterna dell'elettrodomestico (incredibile, ma ogni volta che avevo pulito il frigorifero non avevo mai tolto calamite e scartoffie varie!), che ora si presentava così:


Un po' spoglio, forse.
Insomma, a me le calamite sul frigorifero sono sempre piaciute.
Per cui mi sono regolata così: ho gettato via (sì, avete capito bene, gettato nella busta della spazzatura) tutte le calamite rotte, scheggiate, brutte e i pezzi di magnete superstiti.
Ho gettato nella busta per la raccolta della carta praticamente tutti i fogli e foglietti vari.
Ho trovato un posto a quelli che servivano veramente: le ricette nel quaderno delle ricette; i dati su consumi e spazzatura in un ripiano; e ho ricopiato nel magnete block notes i numeri di telefono utili (a che serve se no?).
Ho tenuto le calamite più carine e più care (c'è tutto un gruppo che viene dalla casa della zia), le ho sistemate un po' (ma non dovranno diventare un'esposizione da museo, come ho visto in certi frigoriferi!) e ho fatto spazio a eventuali nuovi promemoria che forse servirà appendere al frigorifero.
Perchè questo, alla fine, è lo scopo delle calamite sul frigorifero. Che senso ha accumulare carta e dimenticarla lì?

Questo è il risultato del lavoro:




Una considerazione finale: per me è difficile gettare le cose nella spazzatura.
Però devo imparare che, dopo aver fatto di tutto per riutilizzare e riciclare, alcune cose devono essere gettate via, anche se il peso dei rifiuti aumenterà un poco.
Non accumulando più oggetti in futuro, diminuirà anche l'impatto dello smaltimento, e non dovrò più buttare roba che non avrò accatastato.

Decluttering vuol dire "fare spazio". Tutto ciò che non serve più deve lasciare posto a qualcosa di nuovo che potrebbe arrivare. Possono essere oggetti. Possono essere pensieri. Possono essere conoscenze. Ma c'è bisogno di spazio.
E qualcosa a questo proposito si può imparare anche da un frigorifero e dalle sue calamite.

martedì 17 luglio 2012

Anche questo l'ho riciclato: da due camicie un fresco cuscino a righe bianche e blu

Oggi ho lavorato di taglio e cucito (semplice semplice però).
Ho un discreto numero di camicie da uomo, rovinate su colletto e polsini, da smaltire in qualche modo.
Ne ho prese due uguali

e ho usato la parte posteriore per foderare un cuscino la cui fodera era irrimediabilmente macchiata.

Questo è il risultato
  con tanto di cerniera lampo e fiocchettino (tutto riciclato naturalmente)
e cucito a mano.
Le foto non sono un gran che, ma il risultato non è poi tanto male.

Qui il lavoretto di ieri

Con questo post partecipo al Linky Party 25 di Alex


E anche al Linky Party Ricicliamo di Carta Canta

The Story of Change

E' appena uscito l'ultimo filmato della serie The Story of Stuff Project, intitolato The Story of Change.

Solleva una questione cruciale: l'impegno e le scelte personali sono importanti ma non bastano: bisogna agire per cambiare il sistema a livello politico (nel senso più ampio e positivo del termine).

qui il link. qui il testo.

Buona visione e condivisione!


Che ne pensate? E soprattutto: che si fa?

lunedì 16 luglio 2012

Questo l'ho riciclato: contenitore di yogurt e canottiera

Anche dire che sono una creativa alle prime armi è usare un vero eufemismo.
Però intanto ecco qualcosa che ho risparmiato alla discarica (o, per essere più precisi, alla raccolta differenziata della plastica, che purtroppo in parte è altamente probabile finisca in discarica o all'incenerimento piuttosto che al riciclaggio, come si spiega qui).

Ho preso il vasetto dello yogurt  da 500 grammi appena usato per fare l'ultimo ciambellone secondo la ricetta di Cri (di cui parlerò in un prossimo post) e il suo coperchio di plastica:
Ho fatto qualche buco sul fondo:
Ho messo un po' di composto dell'anno scorso sul fondo del vasetto e i rametti di pothos ormai pronti per essere passati dall'acqua alla terra, usando il coperchio come sottovaso:
e ho riempito con terriccio fresco.
Poi, per nascondere le scritte sul vasetto, ho preso una vecchia canottiera, di materiale un po' elastico, e ne ho fatto un vestitino su misura per il vasetto:
Ed ecco la nuova piantina accanto al pothos del soggiorno:

 
Certo, con un tessuto più carino e maggiore abilità e creatività si può fare senza dubbio di meglio. Io ho improvvisato, e nel giro di una mezz'oretta era tutto fatto. Con un risultato, spero, almeno accettabile.
Che dite, da vasetto dello yogurt a vasetto per piante si può parlare di upcycling? Almeno di recycling sicuramente sì.


Con questo post partecipo al Linky Party #25 di Alex


mercoledì 11 luglio 2012

Caro Sindaco: la seconda fase della campagna #salvaiciclisti

E' partita la seconda fase della campagna #salvaiciclisti.
Quello che segue è il testo della lettera che ho inviato al Sindaco di Roma (sindaco@comune.roma.it) seguito dalle informazioni sulla campagna, che potete trovare qui:
Caro Sindaco,
Come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni, ben 2.556 ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che due settimane or sono abbiamo lanciato in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui abbiamo chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times.
In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato.
Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città.
Aderendo a #salvaiciclisti si impegnerà quindi a:
1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città
È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.
Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail al sindaco della propria città e ai sindaci delle città capoluogo di regione.
Puoi scaricare da qui la lista degli indirizzi mail delle città capoluogo
Se non conosci l’indirizzo mail del tuo sindaco, puoi trovarlo a questo sito
Il gruppo su Facebook sta aspettando nuove idee per continuare la campagna.
Hanno lanciato la seconda fase della campagna #salvaiciclisti:
1. piciclisti.wordpress.com
2. amicoinviaggio.it
3. rotafixa.it
4. biascagne-cicli.it
5. nuovamobilita.wordpress.com
6. mazzei.milano.it
7. www.ediciclo.it
8. www.ciclomundi.it
9. festinalente.ztl.eu
10. milanonmybike.blogspot.com
11. areabici.blogspot.com
12. greenMe.it (www.greenme.it)
13. www.bicizen.it
14. Fiab-onlus.it
15. LifeGate.it
16. lifeintravel.it
17. Rotazioni
18. www.raggidistoria.com
19. Associazione ciclonauti
20. riky76omnium.wordpress.com
21. 34×26.wordpress.com

Questo il post di Paolo Pinzuti sul Fatto Quotidiano nel quale ho trovato le informazioni sulla campagna.

martedì 10 luglio 2012

L'aria condizionata del vicino non è sempre più fresca

Stati d'animo da cui è nato questo post:  depressione da caldo,  rabbia da impianti di aria condizionata in città, bisogno di positività. 
Argomento di questo post: come difendersi dal caldo (oltre i consigli dei tg).

Perchè casa mia è più fresca

E comincio con la musica.
Perchè anche se gli inquilini del piano di sotto, finestre sotto le mie finestre, hanno appena finito di montare il loro nuovo impianto di aria condizionata doppio (tre finestre, due condizionatori) e finalmente l'incubo si è avverato, di averlo proprio sotto le finestre, il condizionatore del vicino, e non più dall'altra parte della strada o dalla parte della cucina, che già li sentivo comunque, la notte...
casa mia è più fresca:
casa mia è fresca della musica bellissima di Fabrizio De Andrè che ho messo appena rientrata in casa accaldata, dopo aver parlato con l'amministratore.
Regola n.1: per stare più freschi in casa, ascoltate bella musica, che vi rinfresca l'anima.

E continuo con il movimento.
Perchè se esco e attraverso la strada sotto il sole per buttare il primo sacchetto di differenziata del mese nei cassonetti un po' più in là e poi rientro in casa
casa mia è più fresca:
casa mia è fresca della differenza fra dentro e fuori, 40 gradi fuori, 28 dentro, e uscire e rientrare aiuta a ricordarlo.
Regola n.2: per stare più freschi in casa, tenete tutto chiuso nelle ore calde e quando vi sembra di non sopportare più la temperatura, perchè l'aria condizionata non c'è, uscite, fate due passi e rientrate: casa vostra sembrerà un frigorifero!

E poi ancora movimento.
Perchè se mi alzo dalla sedia e faccio due passi nelle altre stanze (ho anche mal di schiena, e mi fa bene camminare) mi accorgerò che
casa mia è più fresca:
camminare fa correre l'aria addosso anche dentro casa, e muoversi o fare qualche attività non pesante  in realtà rinfresca, aiuta l'organismo a non soccombere al caldo, gli dà forza.
Regola n.3: per stare più freschi in casa, muovetevi un po', rinvigorite il vostro organismo con attività e movimento leggeri, combatterete meglio il caldo che stando fermi, magari stravaccati sul divano.

E finisco con la consapevolezza.
Perchè, anche se a casa mia non ci sono 20 gradi contro i 40 fuori,
casa mia è più fresca:
casa mia è più fresca perchè non ha condizionatori che, come una stufa, gettano aria calda all'esterno;
casa mia non consuma elettricità come un enorme frigorifero sempre acceso, aumentando l'inquinamento atmosferico e quindi l'effetto serra e quindi il riscaldamento globale e quindi il bisogno di sempre più condizionatori; e non sarà causa di black out elettrici;
casa mia è più fresca perchè non deturpa la facciata del palazzo con orribili enormi catafalchi polverosi, anneriti, brutti e rumorosi;
casa mia è più fresca perchè mi tiene in forma, non mi fa ammalare, mi insegna ad adattarmi, un giorno anche questo mi servirà...
casa mia è più fresca perchè non fa del male a nessuno per fare del bene a me; non fa del male all'ambiente, ai figli, ai figli dei figli, ai figli dei figli dei figli...
insomma,
casa mia è più fresca perchè mi protegge con le sue mura dal caldo senza rendere l'ambiente esterno un posto peggiore e il futuro un incubo.
Regola n.4: per stare più freschi in casa pensate a tutto il calore che non generate per tutti gli altri che non siate voi stessi, e a tutto il male che non fate all'ambiente nel quale voi e gli altri dovete vivere; pensate a quanto siete bravi e nobili e giusti, e vi sentirete meglio.

Con questo post partecipo al Linky Party di Creamamma

Diario di una Creamamma

Potrebbero interessare anche:  Scipione e Caronte e a cosa servono i media; Città d'estate e non solo

lunedì 2 luglio 2012

Giugno: resoconto mensile e qualche consiglio per una "dieta dei rifiuti".

Siamo a metà dell'anno, momento di bilanci, e questo mese il consueto post sulla pesatura dei rifiuti sarà un po' più articolato del solito, come deve essere quando si fa una piccola pausa per riflettere, tirare le somme, stabilire o rinnovare obiettivi.

Diciamo che abbiamo cominciato una dieta, solo che la nostra è una dieta dei rifiuti.

Come prima cosa dobbiamo controllare regolarmente il peso dei rifiuti che produciamo.
Lo facciamo ogni mese, e questo è il consueto resoconto della  pesatura dei nostri rifiuti (tre persone).

Mese di giugno:

indifferenziato: Kg. 1,338         
umido:    Kg. 5,305                 
carta:   Kg. 5,756                    
plastica:   Kg. 1,021               
metallo:  Kg. 0,223                 
vetro:   Kg. 6,387                   

TOTALE:    Kg. 20,029

Poi, come si fa con i vestiti (o il giro vita) dopo aver cominciato una dieta alimentare, è arrivato il momento di cominciare a tenere d'occhio anche il volume dei rifiuti che produciamo e la loro frequenza di conferimento, cioè il numero di sacchetti gettati.

Mese di giugno:

indifferenziato:  1 sacchetto
umido:   4 sacchetti
carta:  2 sacchetti
plastica:   3 sacchetti (insieme a metallo e vetro)
metallo:  3 sacchetti (insieme a plastica e vetro)
vetro:   3 sacchetti (insieme a plastica e metallo)

TOTALE:  10 sacchetti

Dobbiamo infine porci degli obiettivi e controllarne il raggiungimento o meno.
Se il nostro obiettivo finale potrebbe essere rifiuti zero, è saggio cominciare un pezzetto alla volta e focalizzare l'attenzione su alcuni primi obiettivi iniziali e alcune aree di intervento.
Nel nostro caso, che non siamo proprio all'inizio del percorso anche se dobbiamo camminare ancora molto, per il momento gli obiettivi sono i seguenti:

rifiuti totali:   meno di Kg. 20
indifferenziato:  meno di Kg. 1 e sacchetti 1
umido:   meno di Kg. 5
plastica:   meno di Kg. 1

Il nostro obiettivo riguardo alla produzione mensile totale (non superare i  20 chili complessivi) direi che lo abbiamo raggiunto, anche se possiamo e sappiamo fare di meglio.

Per quanto riguarda l'indifferenziato, il primo obiettivo (meno di 1 chilo) questo mese non è stato invece raggiunto. Il motivo è che abbiamo rotto (sì, lo so, facciamo parecchi cocci, e dobbiamo stare più attenti) una lampada da tavolo in ceramica e un bicchiere, e questo genere di rifiuti va nell'indifferenziato.
Però tutto, ma proprio tutto questa volta, è entrato in un unico sacchetto, questo qui:
e dunque il nostro secondo obiettivo è stato invece pienamente raggiunto.
Qualche consiglio: i rifiuti indifferenziati possono essere praticamente inodore se liberati dal materiale organico (la raccolta differenziata dell'organico nella propria zona, a cui si può aggiungere il compostaggio domestico, è naturalmente indispensabile) e se i contenitori per alimenti che non possono essere riciclati, come il poliaccoppiato della mozzarella ad esempio, vengono "lavati" prima di essere gettati nel sacchetto.

Per quanto riguarda l'organico, abbiamo leggermente superato i 5 chili che sono il nostro obiettivo minimo. D'estate la quantità di rifiuti umidi aumenta (si mangiano più frutta e verdura), ma si può compensare questo incremento aumentando la produzione di composto domestico. La nostra produzione di questo mese in termini di peso è notevolmente inferiore a quella dei mesi precedenti. Tra l'altro i moscerini nel composto sono quasi del tutto scomparsi, e con un po' di pigrizia in meno ho intenzione di diminuire ulteriormente l'organico conferito alle postazioni mobili dell'Ama.

Come ripeto spesso, la guerra contro la plastica è forse la più dura di tutte. Il nostro obiettivo (meno di un chilo) questo mese è stato "quasi" raggiunto. Quando riuscirò a portare a regime l'uso di shampoo e sapone solidi  per tutti i membri della famiglia (ieri mio figlio ha per la prima volta sperimentato, sembra con successo, lo shampoo solido), spero di diminuire il peso della plastica (ma i flaconi in casa, magari acquistati chissà quanto tempo fa, sembrano non finire mai!).

Perchè, oltre al peso, anche ridurre il numero dei sacchetti è importante? Pensando ai costi, poter diminuire la frequenza di raccolta, ad esempio dell'indifferenziato, permetterebbe di risparmiare e di utilizzare meglio le risorse. Certo, la strada è lunga: e se penso ai cassonetti straripanti e puzzolenti della mia città, Roma, ai rifiuti per strada, alla differenziata fatta con i piedi, a Malagrotta ecc. ecc.... diciamo che abbiamo scherzato...

Però, una bella dieta dei rifiuti per tutti...
Voi da dove avete cominciato e dove siete arrivati? Quali sono i vostri obiettivi? Che ne dite di scambiarci qualche idea? Come si sa, di diete ce n'è per tutti i gusti!

L'idea della "dieta dei rifiuti" viene da qui: The Rubbish Diet.