"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 21 gennaio 2013

Vetro o plastica? Alcuni dati

Per ottenere 1 kg di plastica servono:
  •  4 litri di petrolio, di cui 1 come materia prima e 3 come fonte energetica;
  • dai 100 (per il Pe) ai 300 (per il Pet) di acqua (il 10% usata come ingrediente di lavorazione, il 90% per il raffreddamento);
  • dai 1600 (per il Pe) ai 3700 (per il Pet) litri di aria come coadiuvante dei processi chimici di combustione.
Durante il processo produttivo lo stesso kg di plastica ha lasciato dietro di sé i seguenti rifiuti:
  • 5 kg di gas serra; 
  • 180 g di scorie solide, composte per il 2% di elementi definiti pericolosi dalla normativa ambientale; 
  • un peso indefinito di inquinanti tossici (benzene, arsenico, cadmio ecc.) dispersi nell'aria e nell'acqua.
Solo il 50% della plastica raccolta in maniera differenziata è riciclata. Rispetto alla plastica vergine, quella riciclata consuma il 90% di petrolio in meno, rilascia il 90% di CO2 in meno, evita l'emissione di numerosi inquinanti.
Dopo la suddivisione, il materiale può avere due destini: essere inoltrato a un'azienda di riciclaggio o all'inceneritore.
La plastica avviata alle aziende di riciclaggio, prima è ridotta a scaglie e granuli, poi è rivenduta agli stabilimenti che fabbricano prodotti in plastica, per lo più arredi per parchi pubblici e per parchi gioco, pavimentazioni, oggettistica per la casa e per l'ufficio, fibre di tessuti in pile, contenitori per detersivi.
Generalmente la plastica destinata all'inceneritore, prima passa per un centro dove si confezionano balle di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti). La plastica è considerata un componente nobile, perché "brucia bene".
La combustione della plastica produce tossici specifici. Tutte le plastiche liberano gas tossici quali idrocarburi policiclici aromatici e monossido di carbonio; tutte rilasciano polveri sottili ed emettono ingenti quantità di anidride carbonica.

Per ottenere 1 kg di vetro servono:
  • 3 kg di materiale terrestre (rocce, sabbie);
  • energia termica ed elettrica proveniente da carbone, gas, petrolio o altre fonti pari a 0,25 litri di petrolio;
  • 17 litri di acqua (la maggior parte usata per il raffreddamento);
  • 700 litri di aria che partecipa alle combustioni.
Durante il processo produttivo lo stesso kg di vetro ha lasciato dietro di sé i seguenti rifiuti:
  • 2 kg di detriti rocciosi e scorie di lavorazione;
  • 0,8 kg di gas serra;
  • un peso indefinito di inquinanti disciolti in aria quali ossidi di zolfo, ossidi dell'azoto, monossido di carbonio. Tipiche del processo sono le emissioni di polveri fini del tipo PM2,5.
Per produrre una bottiglia di vetro riciclato da 1 litro (peso 360 gr) servono 0,067 litri di petrolio e 3,6 litri di acqua.
Il vetro è riciclabile infinite volte mantenendo intatte le sue qualità originarie. Tutto ciò che è raccolto come differenziato è riciclato. Con il vetro riciclato si possono ottenere nuovi contenitori. Si stima che il 60% delle bottiglie prodotte e consumate in Italia provenga da materiale riciclato, ma la percentuale si abbassa per le bottiglie trasparenti perché non esiste raccolta differenziata per colori.
Rispetto al vetro vergine quello riciclato non usa nuovi minerali, consuma il 25% di energia in meno, rilascia il 40% di gas serra in meno. Se il rottame contiene troppe impurità, si possono avere rilasci in atmosfera di composti del cloro, del fluoro e metalli pesanti.

tratto da Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Guida al consumo critico. Tutto quello che serve sapere per una spesa giusta e responsabile, 2011, Ponte alle Grazie, pp. 560-561, 566-567


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Il Servizio Consumatori Cirio ha risposto alla mia mail con una mail le cui informazioni sono riservate e a uso esclusivo del destinatario e non possono essere divulgate ai sensi del D. lgs. 196/2003.

I vantaggi della confezione in Pet, che "risponde alle esigenze del consumatore moderno, attento all'innovazione, alla praticità e alla comodità senza rinunciare al gusto", sono però elencati nel sito della Cirio: bottiglia infrangibile e riciclabile; leggera, pratica e resistente; confezione da 540 grammi, più piccola rispetto alla bottiglia standard.
Sicuramente si tratta di una confezione più leggera e infrangibile. Per il resto, rimando a quanto citato sopra (la plastica è riciclabile in un senso molto limitato, e non può essere utilizzata per produrre altre confezioni). Si può aggiungere l'aggravante della confezione più piccola rispetto al formato standard: per ridurre l'impatto ambientale, sono preferibili confezioni grandi (!).

14 commenti:

  1. io ho risposto esponendo le mie ragioni e dichiarando il mio personale boicottaggio al marchio (tanto la lista è lunga....)

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    1. Per il boicottaggio io mi allargo a tutto il gruppo Conserve Italia che ha acquisito il gruppo Cirio De Rica nel 2004. Sul sito ci sono tutti i marchi. Tra l'altro la novità viene presentata come una vera innovazione, e c'è da temere che l'effetto emulazione possa contagiare altri marchi, inondando gli scaffali dei supermercati di inutile ma dannosissima plastica laddove ancora sopravviveva il vetro.
      Brava Dany!

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  2. Terribile! Che bella innovazione!
    Hai fatto bene a specificare il senso "distorto" del riciclaggio della plastica, molti pensano che si possano ottenere nuovi contenitori dalla plastica riciclata, come il vetro, quando non è affatto così, come hai giustamente scritto.
    Sentì, invece si sa qualcosa del tetrapak? Io le poche volte che uso la passata di pomodoro tendo a prenderla nel tetrapack, a naso mi sembra meno impattante, ma forse sbaglio...

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    1. Il vetro e' comunque il materiale meno impattante. Credo che il tetrapak sia di non facile riciclaggio e questo mi fa temere che si tenda a bruciarlo invece che a riciclarlo, ma forse mi sbaglio io. Indagherò.

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    2. Grazie se trovi qualcosa.
      Qui a Firenze va nella raccolta multi materiale insieme a vetro e plastica, ma ad es. a Torino va nella carta...

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    3. Insieme a vetro e plastica? Qui a Roma va nella carta!
      E' un poliaccopiato formato prevalentemente da carta, con uno strato di alluminio o plastica: trattandosi di materiali diversi, è difficilmente riciclabile, ma ha un impatto ambientale basso nella produzione (e per la sua leggerezza). Nella classifica degli imballaggi, dal peggiore al migliore, l'ordine dovrebbe essere questo: plastica, alluminio (ma non lo compro veramente mai!), tetrapak, carta, vetro.

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  3. C'è un modo di sapere se acquistiamo prodotti contenuti in vetro riciclato? Sarebbe bello dare la precedenza ai nostri acquisti ai produttori che ne fanno uso maggiore.
    Il tetrapack che io sappia è riciclabile, ma dipende dal comune se aderisce alla raccolta.

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    1. Non credo ci sia modo di sapere se il vetro e' riciclato o no.
      Riguardo al tetrapak, il mio dubbio e' legato alle modalità di raccolta: mi sembra improbabile, soprattutto in certe realtà, come Roma, dove tutta la carta e' raccolta insieme, che si separi il tetrapak per riciclarlo (ma ripeto, forse sono io a essere malfidata, proverò a informarmi)

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  4. In effetti ho notato sugli scaffali che è comparsa la bottiglia dell'aceto Ponti in plastica ed è più piccola, e sono comparse anche delle bottiglie di vino in plastica: il rischio di emulazione c'è senz'altro. Sul tetrapak: da noi lo raccolgono con la carta e da informazioni che avevo richiesto a suo tempo all'ufficio ambiente del comune riguardo al suo smaltimento, mi era stato detto che viene separato dal resto manualmente, la cellulosa viene recuperata, mentre la parte in alluminio e plastica viene impiegata nelle materie plastiche stampate.

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    1. Grazie Marshall per le informazioni. Sto scoprendo un sacco di cose in questi giorni sul riciclaggio ma non solo. Ne riparliamo presto.
      Certo: aceto, passata... e la chiamano innovazione! Molto sconfortante...

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  5. Grazie per queste inquietanti informazioni Paola.

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    1. E' stato utilissimo a me per prima andarle a ricercare. A parte la vergognosa campagna della Cirio, ho scoperto che girano un sacco di informazioni distorte sul riciclaggio della plastica sulle quali devo assolutamente tornare.

      Insomma, ora sono proprio presa dal "fuoco" (oltre che dalla rabbia), per cui ci torno prestissimo... :)

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  6. Grazie per questo post Paola, mi hai illuminato! sceglo sempre il vetro se posso ma mi nhai illuminato, non conoscevo questi dati e non sapevo che anche l'alluminio fosse cosi impattante! Pensavo fosse alla stregua del vetro!
    Io cmq ritengo che il vetro sia preferibile anche per ragioni igieniche... prima che nascesse anna ho acquistato un biberon -per paura, in realtà mai usato, oggi lo uso come misurino :-) visto che ha sempre preso il mio latte!!! - e l'ho preso in vetro ma ho faticato non poco a trovarlo! Tutti a propinarti le plastiche migliori, senza bpa, senza questo, senza quello... ma se ad ogni anno ne esce una di nuova su queste sostanze rilasciate dalla plastica, perchè continuare a perseverare in questa linea?
    E che senso ha spendere il doppio in termine di energie e costi (visto che la lavorazione della plastica è più lunga, quando si può avere tutto e meglio a meno?
    Dobbiamo boicottare e informarci sempre, è l'unico modo per non essere burattini in mano ai pochi corrotti testoni a capo delle multinazionali!
    Grazie Paola per le tue ricerche!

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    1. Ecco, brava, poi c'è tutto il discorso sulla tossicità delle sostanze plastiche (su cui però non mi sono mai documentata molto, ma non è detto che non lo farò) che va tenuta in conto (sarà anche in termini limitatissimi, ma data la grande quantità di sostanze pericolose che ci circondano, perché aumentare i rischi per la salute, anche se di poco? Per chi conosce l'inglese il sito di Beth Terry è sicuramente una miniera di informazioni in proposito (http://myplasticfreelife.com/).

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