"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

domenica 3 marzo 2013

Raccolta differenziata: i barattoli dell'orzo solubile












L'orzo non solubile, bevuto senza latte, fa schifo, e mio marito, che ha dovuto sostituire il caffè con l'orzo e rinunciare al latte, ha cominciato a comprare quello solubile.

Ne consuma molto, e le confezioni vanno ad appesantire i nostri rifiuti.
Ma in quale sacchetto?
Bella domanda!
Bisogna ingegnarsi per capirci qualcosa (e quando si capisce, purtroppo non si tratta di buone notizie).

Nelle confezioni di orzo solubile biologico, a differenza di quello non biologico, le ditte produttrici si degnano almeno di dare indicazioni al consumatore sulla composizione e sulla modalità di raccolta dell'imballaggio.

La confezione sulla destra (scusate la pessima qualità delle foto) dice senza tanti fronzoli la verità: il barattolo, in materiale composto o poliaccoppiato CPAP84, formato prevalentemente di carta accoppiata con alluminio/plastica, non è riciclabile.
La confezione sulla sinistra, invece, fornisce informazioni sui materiali dell'imballaggio ma per le modalità di raccolta differenziata si limita a usare la formula: "Verifica nel tuo comune come si raccoglie".

Non so come mi sia venuto in mente, ma mi sono ingenuamente illusa che il materiale del barattolo potesse essere riciclabile "presso il mio comune".
Nella guida dell'Ama alla raccolta differenziata non c'è riferimento a materiali come quello in questione (mentre si parla di Tetrapak riciclabile nella carta).
Su internet ho trovato simboli e spiegazioni dei materiali. Se vi va di perdervici (e anche di arrabbiarvi un po'), potete partire dai codici di riciclaggio di Wikipedia.
Non sono riuscita a trovare il simbolo per il Tetrapak, che pensavo potesse coincidere con quello della confezione dell'orzo, e sono giunta alla conclusione che questo materiale, essendo brevettato, fa voce a sé. Inoltre, a differenza del CPAP84, sembra essere formato da due materiali accoppiati invece di tre.

Per farla breve: anche il Tetrapak che in alcuni comuni, fra cui Roma, è raccolto in forma differenziata con la carta, è molto difficilmente riciclabile e probabilmente riciclato in percentuali molto basse. Tutti gli altri materiali poliaccoppiati non sono "al momento" riciclabili.

Una semplice proposta:

  • invece di farci impazzire con codici e codicilli indecifrabili, semplicemente le ditte produttrici dovrebbero mettere in commercio soltanto imballaggi di materiali riciclabili, mentre tutti gli altri dovrebbero essere vietati;
  • le informazioni sulle modalità di raccolta dovrebbero essere semplici e chiare e senza sigle: plastica, carta, vetro, metallo, alluminio.

Non sarebbe, semplicemente, molto meglio?

14 commenti:

  1. Concordo in pieno anche perché senza indicazioni chiare possiamo sbagliare a differenziare nonostante la nostra buona volontà. Pensa che io ero convinta che andasse nella carta perché ho fatto il tuo stesso ragionamento sul tetrapak... E poi bisognerebbe rendere omogenee le regole in tutti i comuni in modo da non creare confusione. Quando cambiai comune di residenza dovetti imparare di nuovo tutte le nozioni base per non parlare del colore dei cassonetti carta e plastica invertiti, ed erano solo 20 km di distanza!!!

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    1. Un sistema davvero assurdo! È evidente che, in fondo in fondo, non si vuole fare una raccolta differenziata di qualità né si vogliono ridurre i rifiuti. Tutto molto sconfortante!

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  2. Perfettamente d'accordo con te, ma anche con il commento di Pe. Se applicassero alla lettera le vostre osservazioni,pensa come sarebbe molto più semplice per tutti: per noi che differenziamo, per chi poi divide e smaltisce e soprattutto per il tanto bistrattato ambiente.

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    1. E per chi ricicla, perché non dimentichiamo che serve la raccolta differenziata, ma se poi non c'è il riciclaggio è tutta una farsa. E il riciclaggio dovrebbe essere su percentuali elevate, non ridicole.

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  3. quello che uso io mi sembra di un terzo tipo ancora... domani verifico. Comunque ero convintissima andasse nella carta!
    sì, dovrebbero far imballaggi solo riciclabili.

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    1. Un terzo tipo? Sono curiosa! Il materiale è prevalentemente carta, ma gli altri accoppiati ne rendono impossibile (o troppo costoso) il riciclaggio. Ma un cartoncino un po' resistente e riciclabile non poteva andare bene lo stesso?

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    2. Rieccomi, è l'orzo di Altro MErcato (ottimo per più motivi) ed ha una confezione che si scompone, con la capsula che si ricicla :) il coperchio idem e solo una parte va nell'indifferenziata. bravi, eh? :)

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    3. bravi sì! E' che bisogna trovarla. Da NaturaSì, ad esempio, non l'ho mai vista. Mi metto subito alla ricerca!
      Grazie, Ci, sei preziosissima!

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    1. I prodotti in materiali non riciclabili andrebbero boicottati, ma in questo caso non riusciamo a trovare alternative: pare proprio che non ce ne siano. Forse bisognerebbe cominciare a scrivere ai produttori...

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  5. Pensa che mi sono interrogata sulla faccenda proprio sabato che ho cestinato un barattolo... inizialmente pensavo fosse tetrapack, alla fine ho visto che era diverso e ho solo buttato il coperchio nella plastica e il barattolo nell'indifferenziato.
    Io qualcuno l'ho riciclato come vasetto ma sono davvero difficili da recuperare! Concordo con te, fare solo imballi riciclabili. Ma è tanto difficile uno stupido vasetto in vetro?!?!?
    Sai che ho notato la settimana scorsa che l'azienda locale da cui mi rifornisco di miele, non usa più i vasi in vetro e li sta sostituendo con quelli in plastica?!?!! tipo la cirio con la passata!
    Ho deciso di farmi sentire e poi optare per un altro produttore, mi dispiace ma non posso, in coscienza, predicare bene e poi essere connivente con questo sistema!

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    1. Cercando in internet, abbiamo visto che dovrebbe esistere una confezione Orzoro in vetro, ma non l'ho mai effettivamente vista sugli scaffali, e non sono neanche sicura che si tratti di semplice orzo.
      Quello che dici sul miele è inquietante: invece di diminuire la plastica aumenta.
      In compenso, pur avendo rivisto la pubblicità in televisione (ma parlano di confezione infrangibile, senza mai nominare la parola plastica) non ho visto la passata Cirio in plastica sugli scaffali del supermercato dove vado a volte. Chissà. Magari ci ripensano...

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  6. Ciao vieni a prendere il mio premio per te nel mio blog ;)

    http://sussurropagano.blogspot.it/2013/03/premio-per-il-sussurro-pagano.html

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  7. Ti ho conosciuta tramite kreattiva e ne sono contenta.Bellissimo blog che vorrei interagisse col mio.A presto.

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