"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

martedì 25 giugno 2013

12 propositi per 12 mesi: imballaggi e alimentazione e... scusate il ritardo

Esiste qualcosa di più inutile? 
Ricapitoliamo.

Ero partita all'inizio dell'anno con tanta buona volontà e con addirittura l'intenzione di portare a termine 12 propositi per 12 mesi, su ispirazione del primo Linky Party dell'anno di Alex di C'è crisi, c'è crisi.

Ho cominciato a gennaio con le vaschette di polistirolo, prontamente e definitivamente eliminate.

Poi a febbraio sono partita all'attacco di uno dei miei punti deboli più drammatici, la cucina, con un decalogo di buoni propositi, ripresi e approfonditi nel mese di marzo.

Dopo di che, il vuoto.
Non ce l'ho fatta più a fare bilanci e nuovi propositi con l'attenzione e la cura che il progetto richiedeva (la solita esagerata), il lavoro e lo stress hanno preso il sopravvento e la serie è rimasta sospesa a un quarto del suo percorso (e questo non è bene, perché gli impegni sono impegni, e dunque mi scuso con i lettori).

Però, a onor del vero, non è che sono stata ferma, e non è nemmeno che non ci sono stati ulteriori cambiamenti e qualche piccolo progresso nel frattempo. Anzi.
Con questo post vorrei provare a riprendere un po' le fila del discorso rimasto in sospeso. E il tempo che è passato può addirittura aiutare ad avere una visione più chiara dei cambiamenti intercorsi nel frattempo.

Devo dire che i due percorsi iniziati, quello sulla riduzione degli imballaggi e quello sull'alimentazione, sono proseguiti naturalmente, naturalmente incontrandosi e intersecandosi spesso tra loro.

1. Anche se non c'è stato un proposito esplicito a riguardo, in questi mesi un altro tipo di imballaggio è completamente scomparso dagli acquisti e dai rifiuti di casa: il tetrapak, assieme al suo "amichetto" elopak. Dicono che è riciclabile, ma io semplicemente non credo che venga riciclato, soprattutto dalle mie parti.

2. Di conseguenza il latte, che in bottiglia di vetro si trova solo in un certo supermercato non proprio sotto casa, dove devo andare di proposito (e quasi mai ne ho voglia), è quasi del tutto scomparso dalla spesa. Magari mi prendo un cappuccino al bar se ne ho voglia, ma quel latte che aggiungo al caffè mille volte al giorno in casa non c'è più, la colazione spesso è a base di orzo, e sono sicura che la mia salute ne trae vantaggio. E il brodo me lo faccio da sola, se mi serve (quello della foto mi è stato regalato e conservo la confezione per un eventuale riciclaggio).

3. Ho del tutto eliminato i vasetti in plastica per yogurt e latticini confezionati. Non che prima non cercassi di evitarli, ma ora li ho eliminati del tutto.

4. Di conseguenza,  consumo lo yogurt solo quando lo compro al supermercato biologico, dove lo trovo in barattoli di vetro, e in generale i latticini in casa sono molto diminuiti. Anche questo va bene per la salute.

5. Anche lo zucchero bianco è del tutto scomparso dalla spesa. L'ho sostituito quasi completamente con il malto d'orzo, che compro in barattoli di vetro al supermercato biologico, mentre mio marito usa il miele. Uso lo zucchero di canna integrale per il ciambellone, ma ne ho dimezzato la quantità rispetto alle dosi, aggiungendo il malto d'orzo.

6. Non avendo sempre latte (o yogurt) in casa, ho di conseguenza molto diminuito il consumo di caffè, che naturalmente compro soltanto se del commercio equo e solidale e in confezioni compatibili con la raccolta differenziata della plastica. Sto giorni senza fare né bere caffè in casa, se ne ho voglia mi basta una tazzina al bar una volta ogni tanto (certe mattine serve, serve proprio...) e le mie abitudini sono molto cambiate.

7. Riguardo a cucina e alimentazione devo aggiungere la scoperta del gomasio, che ha quasi del tutto sostituito il sale nel condimento, e che compro in barattoli di vetro; per dare sapore ai cibi, aggiungo spezie ed erbette varie come cuminomaggiorana, erba cipollina ed altre di cui prima ignoravo persino l'esistenza.

8. Ha poco a che fare con gli imballaggi ma molto con un'alimentazione più sana la scoperta che la cottura a vapore è ottima per le verdure, e che l'acqua va benissimo al posto dell'olio per il soffritto e la cottura di quasi tutti gli alimenti. Aggiungo l'olio evo sempre e soltanto a crudo.

Da questa esperienza (in fieri naturalmente) traggo due conclusioni:

- ci si può liberare anche dalle abitudini più radicate, non dobbiamo necessariamente essere schiavi delle consuetudini;

- quasi sempre ciò che fa bene all'ambiente fa bene anche alla nostra salute ed è amico del nostro benessere; e non è cosa di poco conto.

Con questo post spero di aver rimediato ai propositi mancati per i mesi di aprile, maggio e giugno.
E comincio a pensare ai prossimi.

20 commenti:

  1. Temo che mi manchi la tua motivazione per eliminare certi prodotti dalla mia spesa in base al loro confezionamento, ma con tutti gli imballaggi riciclabili sono maniacale nella raccolta differenziata. Se più persone s'impegnassero a farla (alla fine non costa nulla, basta un bidoncino coi divisori) sarebbe già qualcosa d'importante.
    Il tetrapak in linea teorica dovrebbe essere riciclabile, peccato che nella maggior parte dei Comuni non si capisca dove vada smaltito!

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    1. Hai ragione, se tutti si impegnassero nella raccolta differenziata sarebbe già moltissimo! Però secondo me è fondamentale la riduzione dei rifiuti. E siccome si fa molto poco a livello di produzione, responsabilità dei produttori e chiusura del ciclo, penso che ognuno di noi debba cercare di limitare il più possibile la produzione dei rifiuti.
      Il fatto che il tetrapak sia raccolto diversamente a seconda dei comuni e smaltito non si sa come fa temere che venga prevalentemente bruciato, perché il suo riciclaggio è piuttosto complicato. Sarà che io vivo a Roma e vedo ogni giorno come si fa la raccolta differenziata qui: faccio fatica a credere che qualcuno si prenda la briga di separare tetrapak ed elopak dalla massa di rifiuti da riciclare (di qualità veramente pessima) per riciclarlo correttamente. Spero di sbagliarmi, ma nell'incertezza cerco di diminuire alla fonte i miei rifiuti.
      Brava, comunque! Mi piace chi è maniacale nella raccolta differenziata :)

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  2. Il malto d'orzo non lo conoscevo, adesso provo a cercarlo.
    Per lo yogurt che consumo tantissimo sto provando a farlo con la yogurtiera, ma sono ancora in fase di tentativi... Invece mi hai fatto pensare all'olio, quello di semi è sempre nelle bottiglie di plastica!

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    1. L'aautoproduzione risolverebbe un sacco di problemi in materia di imballaggi. Io non mi sono ancora addentrata veramente in questo campo, so che con lo yogurt si può fare, anche senza yogurtiera. E dovrei provare con la marmellata: ne consumiamo tantissima!
      Per cosa usi l'olio di semi? Io uso sempre quello d'oliva, magari riducendone le quantità.

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  3. WOW! complimenti davvero Paola! Anche io devo stare decisamente più attenta. Anche se mi sono resa conto che una volta eliminato l'umido (che raccolgo e porto alle galline e alla capretta) nella spazzatura resta molto poco. Le vaschette di polistirolo, quando ce le ho, le conservo e le uso per il trasporto di alimenti o per i colori quando lavoro, oppure si potrebbero fare dei sottobicchieri ;) Insomma, alla fine quello che avanza dai cibi cerco comunque di riciclarlo in "modo creativo". Piuttosto è da un po' che ho voglia di provare a sostituire lo zucchero con il malto. Ne ho già due in casa e che devo consumare entro agosto e anche lo sciroppo d'agave. Proverò a fare il gelato con questi ;)
    Ancora un applauso!!

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    1. Ma se sei bravissima!
      Beata te che hai galline e capretta a cui portare l'umido, proprio come si faceva una volta, che i rifiuti organici praticamente non esistevano (e oggi sono invece il problema principale). Hai proprio ragione, tolto l'umido e differenziando (ma tu sei più brava e ricicli!) bene, la spazzatura si riduce a ben poco. Perché solo i nostri amministratori non lo sanno?
      Il sapore del malto d'orzo non è proprio come quello dello zucchero, nel caffè o nell'orzo ho dovuto abituarmi. Dimezzando però le dosi dello zucchero nei dolci e aggiungendo il malto ho avuto ottimi risultati. Fammi sapere come viene quel tuo buonissimo gelato ;)

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    2. assolutamente ti informo! io dovrei avere il malto d'orzo che sì... è un po' amarognolo, lo usavo per fare il muesli in casa. Ora è un po' che non lo faccio. Poi ho il malto di mais ed è più dolce. L'ho usato per il pandoro se non sbaglio. Mi pare proprio senza zucchero, solo malto. E non mancava affatto di zucchero. Quindi magari provo con quello. Lo sciroppo d'agave devo ancora provarlo. Per l'umido, sì, sono fortunata. Ma avevo pensato che appena possibile devo provare a costruire una compostiera casalinga. Si trovano le istruzioni in rete ;) così ho anche il terreno per l'orticello sul balcone. Tutto sta nell'avere teeeeeeeeeeempo!!!!!!!!!!!!

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    3. magari leggo qui http://hofattoilcomposto.blogspot.it/2012/09/come-ti-riciclo-gli-scarti-di-cucina.html ;) che stupidina! però, bisogna avere già del compost pronto?

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    4. Stavo per dirlo :)
      Puoi usare della terra, del terriccio, va bene lo stesso. Prendi un contenitore più grande del mio, però. Più è grande meglio è.
      E grazie per le informazioni sul malto. Visto che quello d'orzo è quasi finito, magari provo quello di mais.
      Ciao!
      Oggi ci siamo proprio incrociate, eh? :)

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    5. esatto :)
      per il compost, ci proverò sicuramente! mi entusiasma già!!

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  4. Wow che bel post!
    E accidenti se sei virtuosa :)
    Devo dire che riesco a starti dietro quasi su tutto...però, e mi vergogno a dirlo, non mi sono ancora decisa a fare il compost! Prometto che mi organizzo al più presto, mi hanno anche regalato un libro sull'argomento e dalla settimana prossima non avrò nemmeno più scuse di mancanza di tempo: mi studierò il tuo post dedicato.
    Anche il malto d'orzo devo ancora provarlo, per ora sto sperimentando la stevia, a breve ve ne metterò a parte :)
    E ti dirò, anche a me il latte non manca per niente: è egregiamente sostituito da te o orzo in inverno e te freddo o succhi in estate (del caffè invece, equo anche il mio, al contrario di te faccio largo uso...).
    Brava Paola, un'esempio proprio bello di decrescita rispetto all'impatto ecologico e di crescita di consapevolezza.

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    1. Sì, mi ricordo della stevia, sono curiosa di sapere come va. Io direi che stai parecchio avanti, altro che. Sul compost, poi, voglio avere notizie al più presto!
      Grazie :)

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  5. Ciao Paola,
    eliminare il latte in cartone la vedo un pò dura ma per il resto penso di essere sulla buona strada!
    Un caro saluto
    Elisa

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    1. A dire il vero, io ho potuto fare quello di cui racconto nel post anche perché per motivi di salute mio marito, grandissimo abitudinario, ha dovuto drasticamente cambiare la sua dieta e rinunciare a latte, latticini, caffè, tra le altre cose. Mi sono adeguata, comprando il latte in bottiglia di vetro quando lo trovavo, facendone a meno altrimenti. Non credo avrei potuto fare una cosa del genere in questi termini in condizioni "normali". Ora però siamo entrambi soddisfatti di questi cambiamenti e sarebbe difficile tornare indietro, a prescindere dai motivi di salute. Meno latte, secondo me, va decisamente bene.
      Un caro saluto a te.

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  6. Bravissima Paola, sei una campionessa!
    ciao

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    1. Grazie cara, troooppo gentile!
      Un abbraccio :)

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  7. I tuoi post sono sempre uno stimolo al cambiamento. In casa consumiamo molto yogurt con conseguente produzione di contenitori in plastica. Mi impegno formalmente a cercare di produrre yogurt in casa!

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    1. Ma che brava! Ecco, io lo compro in vetro e tu? Te lo fai da sola :) Bravissima!

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  8. Ciao
    post che fa riflettere e hai dato ottimi consigli.
    Non conoscevo il malto d'orzo.

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