"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 6 luglio 2013

101 Cose su di Me - parte sesta

101 Cose su di Me Linky Party

Eccomi, all'ultimo minuto, alla sesta puntata del Linky Party di Alex 101 Cose su di Me.

51. Sono nata e ho sempre vissuto a Roma ma la mia nonna materna e la sua famiglia erano piemontesi.

52. Il mio bisnonno materno aveva una pasticceria il cui nome è ancora legato all'invenzione e al brevetto di un certo biscottino abbastanza famoso.

53. Sono la prima e unica femmina di quattro fratelli.

54. Ho avuto la fortuna di vivere un'infanzia molto felice,  libera e spensierata: si giocava in strada con gli altri bambini della via tutti i pomeriggi e tutte le giornate dei periodi di vacanza, andando in bicicletta, raccogliendo pinoli, giocando a nascondino, a campana, a pallone, vivendo avventure varie nel quartiere.

55. L'anno dell'austerity, quella vera degli anni settanta in cui nelle domeniche non circolava nulla di motorizzato, una volta abbiamo pattinato, un gruppetto di una decina di noi bambini, sul tratto di raccordo anulare vicino casa e un'altra siamo andati in bicicletta da soli dalla periferia nord dove abitavamo (via Cassia) fino alla basilica di San Paolo, nel quartiere Ostiense. Per chi non conosce Roma, vi dico che è un sacco di strada davvero. La salita del ritorno ancora me la ricordo molto bene. Ero una bambina considerata molto giudiziosa e responsabile dagli altri genitori: fui io a convincere la mamma di un' amichetta, molto riluttante a darle il permesso di venire con noi (i cellulari non c'erano, eh!).

56. Quando eravamo bambini io e i miei fratelli abbiamo avuto due gattini: una trovatella chiamata Gelsomina, che però è sopravvissuta per pochissime settimane, e il gatto Cipì, che ha vissuto con noi per più di un anno combinandone di tutti i colori ma che poi i nostri genitori hanno regalato a qualcuno che aveva una casa in campagna.

57. Il penultimo dei miei fratelli quando aveva poco più di sei anni  è scappato con la sua biciclettina di bambino ed è andato da solo, sempre dalla Cassia, alla Balduina, dalla nonna paterna. Sempre per chi non conosce Roma, vi assicuro che sono parecchi chilometri. Lo abbiamo cercato per ore, con tanto di polizia, tutti quanti nel quartiere, finché non è arrivata la telefonata della nonna, a notte inoltrata, che "il disgraziato" era da lei.

58. Ho un sacco di cugini, sia da parte di padre che da parte di madre, e da tutte e due le parti ne abbiamo combinate di tutti i colori.

59. Con i cugini da parte della mamma, al paese, organizzavamo spedizioni notturne in cantina, armati di torce e candele. Con i cugini da parte di papà abbiamo vissuto una terribile avventura in montagna, in cui mio cugino rimase ferito, con la gamba fratturata sotto un pesantissimo masso. E' stato davvero terribile, ma sarebbe potuta andare molto peggio. Da quella esperienza ho imparato ad essere prudente e a non sottovalutare mai i rischi in ogni situazione.

60. Non so se può esistere, nella vita, un periodo più felice dell'infanzia. 

4 commenti:

  1. ciao Paola, bel racconto.
    Ma non essere nostalgica, dai, permettimi di dirti la mia, che la felicità ti accompagni nelle diverse fasi della vita, questo è il mio pensiero e augurio di cuore.
    ciao

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    1. Grazie carissima! Hai ragione, è venuto fuori un post un po' nostalgico. E' che l'infanzia ha qualcosa che la rende comunque diversa dalle altre fasi della vita, e ha la peculiarità di rimanere lì ad essere guardata, un po' con rimpianto, un po' con nostalgia, per tutto il resto del tempo. E, diciamo la verità, si presta anche molto ad essere idealizzata... :)
      Grazie per il tuo bel commento!
      Ciao

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  2. Sono una delle pochissime persone che non associa la propria infanzia a un'età felice... Il periodo più bello della mia vita finora è stato quello attuale, da un anno a questa parte. Però forse è meglio così :)
    Ad ogni modo, anche per me tanti episodi legati all'infanzia si prestano ad essere idealizzati: si viveva con molto più stupore da bambini.

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    1. Certo che è meglio così, anzi, è bellissimo quello che dici!

      Anche il dolore, la delusione, la paura, la rabbia sperimentati nell'infanzia hanno qualcosa di assoluto che li rende irripetibili. Ancora ricordo alcune di queste sensazioni, a volte davvero terribili. Però c'è uno stupore, come dici tu, che rende l'infanzia unica.

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