"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

giovedì 11 luglio 2013

101 Cose su di Me - parte settima: io e la decrescita

101 Cose su di Me Linky Party

Eccomi alla settima puntata del Linky Party 101 Cose su di Me

Questa settimana Alex ha scritto un post molto bello sul tema della decrescita, e sullo stesso argomento hanno scritto due bellissimi post Pe di Come sopravvivere in 30mq e Nellina di Brocante Viola Vintage.
[Aggiornamento 13/7: la storia di decrescita di Antonella].

L'argomento merita più tempo e attenzione di quello che posso dargli in questo momento, ma voglio comunque provare a tirare fuori 10 punti su di me e la decrescita, in attesa di un prossimo post più articolato:

61. La mia decrescita è cominciata, senza che neanche sapessi dell'esistenza della parola, come riduzione dei consumi e del mio impatto ambientale, e continua in un certo senso ad essere così.
Non mi piace particolarmente la parola decrescita, e non per la valenza negativa che assume in un sistema economico basato tutto sulla crescita, come è per molti. Semplicemente, non mi sento di dover decrescere, mi sento di non dover danneggiare. La mia ricerca non è partita da un'esigenza di semplificazione della mia vita, ma dall'esigenza di una vita che permetta la preservazione dell'ambiente.

62. Però col tempo anche per me la decrescita ha cominciato ad avere implicazioni di tipo psicologico e personale, se non addirittura spirituale. E l'idea di semplificazione della vita ha cominciato ad assumere valore a prescindere dai temi ambientali. Ma sono appena all'inizio di questo percorso.

63. Sono partita dalla fine, dalla conseguenza ultima dei nostri consumi, i rifiuti, cominciando a pesarli e a diminuirne la quantità. Da lì ho risalito la china e ho cominciato a rendermi conto che meno è meglio in ogni cosa, per l'ambiente ma anche per noi.

64. L'anno scorso ho cominciato un'operazione di decluttering che è ancora in alto mare.
Non compro quasi più nulla se non ciò che è strettamente necessario, eppure mi sembra di essere sommersa dalle cose e dagli oggetti,  non riesco a liberarmene, come non riesco a mantenere nessun tipo di ordine intorno a me.
Decluttering e riduzione dei rifiuti continuano a scontrarsi in maniera lacerante in e attorno a me :)

65. Stesso discorso riguardo all'armadio e al vestiario: non compro quasi più nulla ma sono piena di roba di cui non so come liberarmi, pur essendo allo stesso tempo perennemente scontenta del mio abbigliamento. Mi piacerebbe riuscire a recuperare e riciclare vecchi indumenti ma devo accettare il fatto che non ne sono capace.
Decluttering e minimalismo sono obiettivi di lungo respiro per me davvero importanti che però non so se riuscirò mai nemmeno ad avvicinare.

66. Si scontrano un po' con l'idea della decrescita anche il mio desiderio e la mia ricerca di una seconda casetta, in campagna, con un po' di verde intorno.
Il compromesso con la mia coscienza sarebbe questo: niente costruzioni recenti ma solo vecchie case ristrutturate o da ristrutturare; lavori di qualificazione e risparmio di energia e risorse (isolamento termico, recupero acqua, pannelli solari ecc....); orto per autoproduzione; raggiungibilità con mezzi di trasporto collettivo; eventuale trasferimento definitivo come prima casa. E, naturalmente, pochi metri quadri. Per ora è solo un sogno, ma sto cominciando a ragionare con la mia coscienza e a guardarmi intorno.

67. Mi piacerebbe liberarmi dell'unica automobile che abbiamo in famiglia e che usa quasi esclusivamente mio marito (ora che mio figlio è in Australia). Magari cercherò di convincerlo quando sarà irrimediabilmente da sostituire. I soldi risparmiati in benzina, manutenzione, assicurazione ci renderebbero davvero ricchi. Anche di prendere un taxi ogni volta che serve. E soprattutto liberi dalla schiavitù del tempo, la peggiore di tutte.

68. Un anno fa scrivevo un post intitolato Cose che non avrei mai pensato di fare e che può servire a ripercorrere a grandi linee il mio percorso di decrescita. Ho fatto molto, ma alcuni dei punti sono ancora in sospeso, in particolare quello riguardante la Transizione, il livello successivo del percorso al quale non sono ancora arrivata (anche sulla Transizione ho intenzione di scrivere prossimamente un post, perché so che è un argomento poco conosciuto).

69. Come ha detto molto bene Elle di Minimo in un bellissimo post intitolato Dignità, "vivere secondo le proprie possibilità significa prima di tutto essere liberi".
Questa frase si può riferire perfettamente all'idea di decrescita. Essere liberi dai bisogni indotti ci rende ricchi anche quando vogliono farci credere che siamo poveri. Ed è uno strumento di libertà e dignità davvero rivoluzionario.

70. In questo senso, penso davvero che la decrescita debba essere felice, cioè frutto di una libera scelta e non imposta dalle circostanze.
Anche per questo il nome "decrescita" continua a non convincermi: fa pensare alla sottrazione, mentre in realtà è e deve essere un'addizione.

Le puntate precedenti:
101 Cose su di Me
101 Cose su di Me - parte seconda
101 Cose su di Me - parte terza e quarta
101 Cose su di Me - parte quinta
101 Cose su di Me - parte sesta

16 commenti:

  1. Mi piace moltissimo la tua definizione di decrescita: non sentendomi obbligata a possedere più cose mi sento davvero più ricca. La nostra è una crescita "diversamente sostenibile"

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  2. Anche la "crescita diversamente sostenibile" non è male :)

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  3. ciao concordo al 100% con quanto dici. per l'enorme quantità di roba che ancora ti affianca, c'è ebay o zerorelativo, reoose o freecycle:) prova a dare un'occhiata!

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    1. Sì, devo farlo. Non sempre si tratta di roba in buone condizioni, però. Il problema è anche quello di liberarsi di roba vecchia e rovinata.

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  4. Anch'io concordo con quanto hai detto. Unica cosa che vorrei aggiungere: non pensare di non essere capace di riciclare i tuoi indumenti che vorresti rinnovare. Anch'io lo credevo impossibile ma basta provare e liberare la fantasia....qualcosa salta fuori. =)
    Daniela

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  5. Ciao Paola, concordo con te in tutto!
    Decrescita sembra anche a me un "termine negativo" quando invece è la positiva consapevolezza di chi siamo, cosa abbiamo fatto, dove siamo arrivati e di cosa possiamo fare per un futuro migliore... Il consumismo e il "troppo" progresso ci hanno portato a un punto di non ritorno e non ce lo meritiamo!
    Grande Alex che ci fa riflettere sull'argomento.
    Elisa

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    1. Grazie Elisa per il tuo commento. Mi associo ai complimenti ad Alex.

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  6. Sono d'accordo con voi, il termine decrescita suona un po' come negativo invece deve essere una semplificazione ed un minor impatto.
    Ciao
    Norma

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    1. ... e assumere una valenza positiva, come l'aggettivo "felice" forse cerca di fare.

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  7. Condivido al 100% il punto 70: dovrebbe essere così per qualsiasi scelta di vita.
    Anch'io sto provando a fare un po' di decluttering, anche per motivi economici oltre che ecologici, però quando mi capita di fare un acquisto mi sollevo pensando che alla fine la disoccupazione è aumentata anche perché i consumi (per quanto sia brutto chiamarli così) sono crollati. Insomma, anche qui c'è di mezzo tanta etica. Vorrei eliminare quanti più sprechi possibile, ma allo stesso tempo contribuire alla ripresa di quei settori che soffrono, soprattutto se mostrano impegno per diventare più "verdi".
    È un bel dilemma.

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    1. Non è un bel dilemma, è "il" dilemma. E' evidente che è tutto un sistema basato sul consumo e sulla crescita infinita a dover cambiare e che sarebbe necessaria una riconversione pianificata e gestita a un livello superiore. Anche io mi chiedo spesso: se tutti smettessero di comprare anche solo ciò che io ho smesso di comprare, cosa succederebbe? Secondo alcuni economisti, come Guido Viale, alternative esistono, e i teorici della decrescita felice parlano di un'economia diversa, non di povertà o recessione. Il problema è che chi ci governa non ha né intenzione né capacità di gestire un processo così delicato e difficile. Il movimento delle Transition Towns prova a fare questo: gestire il passaggio ad un'economia diversa senza farsi travolgere dal cambiamento.
      Nel nostro piccolo, come consumatori possiamo dare segnali al mondo della produzione, affinché cambino prodotti e modalità di consumo. Sta al "mercato" poi saper cogliere le opportunità di cambiamento. Siamo o non siamo nella tanto decantata economia di mercato?
      Grazie Tine per il tuo contributo alla riflessione!

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  8. wow! punto 66. (a parte i pochi metri quadrati ;) ) e punto 69. totalmente condivisi!!!

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    1. I pochi metri quadrati li ho aggiunti dopo :)

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  9. Argomento davvero interessante e del quale si potrebbe parlare per giorni... in realtà basterebbe usare un po' di sano buon senso!!!
    CIAO

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    1. E' vero, molte delle scelte legate alla decrescita sono semplicemente scelte di buon senso. Purtroppo il buon senso va poco di moda. Bisognerebbe trovare il modo di renderlo "fashion" :)

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