"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

giovedì 25 luglio 2013

101 Cose su di Me - nona puntata dall'Australia

101 Cose su di Me Linky Party

Di corsa dall'Australia con l'ipad cerco di continuare con le 101 Cose su di Me:

81. Sono in uno sperduto paese del Queensland chiamato Mundubbera. Neanche gli australiani lo conoscono. Ho comprato una borsa con questa scritta: "Where  the hell is Mundubbera? Halfway between the banks of the Burnett river and the black stump" (qualcosa come "allo sprofondo").

82. Checché ne dicano i backpackers di qui, le casette di legno australiane a me piacciono.

83. Il mio inglese migliora. Capisco "quasi" tutto quello che gli australiani dicono e riesco a farmi capire "all right".
Anche al telefono!

84. Sarò ridicola, ma anche fare la laundry nella lavanderia a gettoni di Munduberra e' divertente.

85. Domenica mi sono ritrovata a partecipare alla funzione della locale Chiesa d'Inghilterra. Al termine della messa sono stata invitata per un te' e pasticcini con il reverendo (donna) e un gruppo di signore del luogo. Sembrava di essere in una puntata della "Signora in giallo".

86. Qui nella campagna australiana ho avuto la conferma del fatto che amo i gatti mentre ho paura dei cani.

87. Al momento alloggiamo in un vero motel: camere una accanto all'altra con posto macchina davanti alla porta, proprio come in Psycho.

88. Ancora ce la faccio a fare una vacanza così, niente di certo o organizzato, spostamenti continui decisi all'ultimo momento, pasti spartani, niente pretese. E il mal di schiena con cui sono partita sta addirittura passando..

89. Mi manca un po' non aver mai vissuto a lungo in un paese straniero.

90. Trovo che questi ragazzi che vivono e lavorano quaggiù, lontano da casa, siano davvero fantastici.

martedì 16 luglio 2013

101 Cose su di Me #8 - di tecnologia, computer, internet e social network

101 Cose su di Me Linky Party
Eccoci all'ottava puntata del Linky Party di Alex di C'è crisi, c'è crisi, 101 Cose su di Me.
Un po' di corsa, un post sui miei rapporti con internet e la tecnologia.

71. Appartengo alla generazione della carta e della penna biro (non della carta e del calamaio, però eh!),  ma le innovazioni tecniche in genere e i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale in particolare mi hanno sempre affascinato.

72. Quando andavo ancora a scuola e frequentavo il liceo classico, ho imparato da sola, usando le dispense di una mia amica che frequentava l'istituto tecnico commerciale ed esercitandomi nei momenti liberi, a scrivere a macchina senza guardare i tasti. La tesi di laurea, anche piuttosto voluminosa, me la sono battuta tutta a macchina da sola con la gloriosa Olivetti lettera 32 di casa e abbondanti dosi di bianchetto. Dopo questa gavetta, oggi sono una scheggia a scrivere al computer con tutte e dieci le dita e senza guardare i tasti!

73. Dopo la laurea mi sono comprata uno di quei primi enormi "portatili" (marca Armstrad) che funzionavano con i comandi DOS. Tutti mi dicevano: "ma che ci devi fare!". E in effetti, non lo so neanche io cosa ci dovevo fare: scrivevo, catalogavo, sperimentavo, non avevo neanche una stampante. Però era divertente. E mi ero imparata un po' del linguaggio DOS (almeno credo) di cui naturalmente non ricordo assolutamente nulla.

74. Quando Internet ha cominciato a muovere i primi passi, ero molto incuriosita e attratta da questo mondo che sembrava presentarsi come un'occasione di grande novità e libertà. Anche allora ricordo lo scetticismo di chi mi diceva: "ma non è per tutti, ha senso solo per motivi di lavoro, che te ne fai". Boh! Quando si dice la lungimiranza...

75. Ho comprato il primo pc abbastanza presto, usato, non ricordo neanche bene da chi: schermo in bianco e nero, monitor catodico, floppy disk, stampante americana con un enorme convertitore di tensione, un sacco di fili e di peso,  lentissimo. Lo usavo per preparare compiti e verifiche e archiviare i materiali. Se ripenso a come gli piaceva impallarsi ...

76. Da quando mio figlio è partito per l'Australia, avendo la necessità di comprare un nuovo computer, ho deciso di passare al Mac e ho acquistato un MacBook di cui sono contentissima.


77. Il blog mi ha permesso di scoprire un mondo nuovo e bellissimo e di instaurare relazioni interessanti e inaspettate. Mi piace scrivere e comunicare attraverso il blog che scrivo e i blog che seguo. Anche in questo sono forse un po' antiquata: la modalità di scrittura del blog, più articolata, mi è più congeniale rispetto alle altre forme di comunicazione che vanno per la maggiore su internet e telefonini.

78. Ho un pessimo rapporto con Facebook. Ma pessimo davvero! Da poco ho aperto un profilo personale per creare una Pagina Facebook del blog. Non so cosa posso aver combinato, ma ho il profilo bloccato da più dei trenta giorni di cui parla l'avviso: non posso commentare, cliccare mi piace, inviare o rispondere a messaggi personali e non riesco a capire perché. Quando torno dall'Australia, se il profilo è ancora bloccato, giuro che chiudo! A prescindere da questo inconveniente, è l'idea stessa di Fb a non piacermi molto: evidentemente non sono una persona "social".

79. Anche con Google+ ho un rapporto simile, ma meno conflittuale, forse perché è meno diffuso e mi fa sentire più libera. Ho aperto un profilo, ma in pratica per ora lo uso solo per condividere i post del blog. Sicuramente non riesco a sfruttare né tantomeno a capire tutte le potenzialità del mezzo. Troppo poco giovane (io), immagino. Anche Twitter lo capisco poco, sebbene mi sembri potenzialmente più interessante. Bella l'idea della sintesi richiesta dai 140 caratteri in un mondo di prolissità diffusa. Ma c'è anche il rischio della povertà di pensiero. E capire come funzionano gli hashtag è ancora per me un miraggio. L' account Twitter l'ho aperto prima di tutti gli altri, ma anche questo lo uso poco: mi sembra che usarlo richieda una permanenza fissa davanti al computer.

80. L'ultimo social network che ho scoperto è stato Pinterest. A me, che tendo a preferire le parole alle immagini, all'inizio tutte quelle foto davano un senso di confusione e disordine privo di senso. Poi ho cominciato a capire l'idea della bacheca sulla quale si appunta ciò che si vuole ricordare. E piano piano sto cominciando a mettere su la mia piccola collezione di immagini, che è in realtà una serie di appunti di post che voglio ricordare. Ne conosco ancora poco i meccanismi, ma ci sto prendendo gusto.

Mi piacerebbe continuare la maratona di questo Linky Party anche per la prossime due settimane e spero di riuscirci, ma non posso garantire nulla :)

Le puntate precedenti:

101 Cose su di Me
101 Cose su di Me - parte seconda
101 Cose su di Me - parte terza e quarta
101 Cose su di Me - parte quinta
101 Cose su di Me - parte sesta

lunedì 15 luglio 2013

Bagagli leggeri e senza plastica e un po' di riciclo di biancheria usata

Come fare un bagaglio leggero e diminuire la quantità di plastica in valigia riciclando biancheria per la casa usata.

Per un bagaglio il più possibile leggero, tenendo conto che devo andare dall'estate europea all'inverno australiano, mi sono comportata così:

1. Ho infranto il digiuno da acquisti di vestiario che ormai durava da parecchie stagioni e ho deciso di comprare alcuni capi "tecnici", particolarmente leggeri ma allo stesso tempo adatti all'inverno, seppur mite (si spera) australiano. Ho dunque per una volta tanto "onorato" i saldi di fine stagione in un negozio di materiale da trekking acquistando pochi capi leggeri, facilmente lavabili e asciugabili, da utilizzare a strati a seconda delle necessità (e non solo in Australia, naturalmente).
Non so quanto questi materiali siano compatibili dal punto di vista ambientale, temo anzi che lo siano poco, ma non avrei mai potuto per esempio neanche pensare di mettere in valigia il giaccone invernale che uso di solito. Al suo posto questa giacchetta idrorepellente e antivento, sotto la quale indossare una felpa in caso di necessità, leggera come una piuma:


Per compensare l'eventuale impatto ambientale del materiale sintetico, tutto ciò che ho acquistato dovrà naturalmente durare anni e anni.

2. Ai nuovi acquisti ho aggiunto pochi capi essenziali e intercambiabili e le scarpe da trekking e da ginnastica che avevo già.

Alla leggerezza si accompagna l'abolizione della plastica:

3. Niente flaconi per prodotti di profumeria liquidi, sostituiti come ormai d'abitudine da sapone e shampoo solidi: lo shampoo nella confezione della Lush in metallo riciclato; il sapone solido in un contenitore di plastica usato:


Peso e ingombro vicini allo zero.

4. Da un accappatoio in spugna ormai vecchio e liso ho semplicemente ritagliato le tasche con un po' della stoffa dell'accappatorio per la chiusura, e ne ho ricavato due porta-sapone in spugna: lo shampoo e il sapone vi possono essere riposti al limite anche senza il loro contenitore: la spugna assorbe l'umidità, può essere facilmente lavata, non si riempie d'acqua. Vediamo come va:


5. Infine, per riporre scarpe, biancheria, materiale elettrico e tutto ciò che richiederebbe l'uso di buste di plastica in valigia, ho cucito dei contenitori in tessuto ricavati da vecchie lenzuola ormai inutilizzabili:


Da due vecchie federe ho ricavato due buste di cotone ciascuna:


Utilizzerò la fodera di un vecchio cuscino, fornita di un'utilissima chiusura con cerniera lampo, per riporre la biancheria usata:


Quest'anno, dunque, valigia leggeraniente buste di plastica, e un po' di stracci in meno nei cassetti.

Che ve ne pare?
Voi come alleggerite i vostri bagagli?
Avete mai pensato a ridurre la plastica in valigia?

sabato 13 luglio 2013

Come fare una borsa da una magliettina

Ecco qua: il pomeriggio che avrei dovuto dedicare tutto ai bagagli è stato rapito da questo lavoretto di riciclo di un top di misto lino, comprato chissà quanto tempo fa e mai indossato, trasformato in borsa.

Questo è il top:

L'ho sovrapposto di fianco, facendo coincidere le due spalline che diventeranno i manici della borsa:


Ho preso la stoffa di un vecchio vestito che avevo maldestramente tagliato qualche tempo fa sperando di riuscire a riadattarlo. Ne ho ricavato due pezzi per foderare un lato


e l'altro:


Ho cucito pazientemente a mano il fondo e il lato aperto del top, incorporando la fodera.

E questo è il risultato:



Perfetta anche per l'ipad:


o  il portatile:


Carina, no?

  “Con questo post partecipo al Linky Party by Topogina

Linky Party 2013

giovedì 11 luglio 2013

101 Cose su di Me - parte settima: io e la decrescita

101 Cose su di Me Linky Party

Eccomi alla settima puntata del Linky Party 101 Cose su di Me

Questa settimana Alex ha scritto un post molto bello sul tema della decrescita, e sullo stesso argomento hanno scritto due bellissimi post Pe di Come sopravvivere in 30mq e Nellina di Brocante Viola Vintage.
[Aggiornamento 13/7: la storia di decrescita di Antonella].

L'argomento merita più tempo e attenzione di quello che posso dargli in questo momento, ma voglio comunque provare a tirare fuori 10 punti su di me e la decrescita, in attesa di un prossimo post più articolato:

61. La mia decrescita è cominciata, senza che neanche sapessi dell'esistenza della parola, come riduzione dei consumi e del mio impatto ambientale, e continua in un certo senso ad essere così.
Non mi piace particolarmente la parola decrescita, e non per la valenza negativa che assume in un sistema economico basato tutto sulla crescita, come è per molti. Semplicemente, non mi sento di dover decrescere, mi sento di non dover danneggiare. La mia ricerca non è partita da un'esigenza di semplificazione della mia vita, ma dall'esigenza di una vita che permetta la preservazione dell'ambiente.

62. Però col tempo anche per me la decrescita ha cominciato ad avere implicazioni di tipo psicologico e personale, se non addirittura spirituale. E l'idea di semplificazione della vita ha cominciato ad assumere valore a prescindere dai temi ambientali. Ma sono appena all'inizio di questo percorso.

63. Sono partita dalla fine, dalla conseguenza ultima dei nostri consumi, i rifiuti, cominciando a pesarli e a diminuirne la quantità. Da lì ho risalito la china e ho cominciato a rendermi conto che meno è meglio in ogni cosa, per l'ambiente ma anche per noi.

64. L'anno scorso ho cominciato un'operazione di decluttering che è ancora in alto mare.
Non compro quasi più nulla se non ciò che è strettamente necessario, eppure mi sembra di essere sommersa dalle cose e dagli oggetti,  non riesco a liberarmene, come non riesco a mantenere nessun tipo di ordine intorno a me.
Decluttering e riduzione dei rifiuti continuano a scontrarsi in maniera lacerante in e attorno a me :)

65. Stesso discorso riguardo all'armadio e al vestiario: non compro quasi più nulla ma sono piena di roba di cui non so come liberarmi, pur essendo allo stesso tempo perennemente scontenta del mio abbigliamento. Mi piacerebbe riuscire a recuperare e riciclare vecchi indumenti ma devo accettare il fatto che non ne sono capace.
Decluttering e minimalismo sono obiettivi di lungo respiro per me davvero importanti che però non so se riuscirò mai nemmeno ad avvicinare.

66. Si scontrano un po' con l'idea della decrescita anche il mio desiderio e la mia ricerca di una seconda casetta, in campagna, con un po' di verde intorno.
Il compromesso con la mia coscienza sarebbe questo: niente costruzioni recenti ma solo vecchie case ristrutturate o da ristrutturare; lavori di qualificazione e risparmio di energia e risorse (isolamento termico, recupero acqua, pannelli solari ecc....); orto per autoproduzione; raggiungibilità con mezzi di trasporto collettivo; eventuale trasferimento definitivo come prima casa. E, naturalmente, pochi metri quadri. Per ora è solo un sogno, ma sto cominciando a ragionare con la mia coscienza e a guardarmi intorno.

67. Mi piacerebbe liberarmi dell'unica automobile che abbiamo in famiglia e che usa quasi esclusivamente mio marito (ora che mio figlio è in Australia). Magari cercherò di convincerlo quando sarà irrimediabilmente da sostituire. I soldi risparmiati in benzina, manutenzione, assicurazione ci renderebbero davvero ricchi. Anche di prendere un taxi ogni volta che serve. E soprattutto liberi dalla schiavitù del tempo, la peggiore di tutte.

68. Un anno fa scrivevo un post intitolato Cose che non avrei mai pensato di fare e che può servire a ripercorrere a grandi linee il mio percorso di decrescita. Ho fatto molto, ma alcuni dei punti sono ancora in sospeso, in particolare quello riguardante la Transizione, il livello successivo del percorso al quale non sono ancora arrivata (anche sulla Transizione ho intenzione di scrivere prossimamente un post, perché so che è un argomento poco conosciuto).

69. Come ha detto molto bene Elle di Minimo in un bellissimo post intitolato Dignità, "vivere secondo le proprie possibilità significa prima di tutto essere liberi".
Questa frase si può riferire perfettamente all'idea di decrescita. Essere liberi dai bisogni indotti ci rende ricchi anche quando vogliono farci credere che siamo poveri. Ed è uno strumento di libertà e dignità davvero rivoluzionario.

70. In questo senso, penso davvero che la decrescita debba essere felice, cioè frutto di una libera scelta e non imposta dalle circostanze.
Anche per questo il nome "decrescita" continua a non convincermi: fa pensare alla sottrazione, mentre in realtà è e deve essere un'addizione.

Le puntate precedenti:
101 Cose su di Me
101 Cose su di Me - parte seconda
101 Cose su di Me - parte terza e quarta
101 Cose su di Me - parte quinta
101 Cose su di Me - parte sesta

domenica 7 luglio 2013

I rifiuti di giugno e dei primi sei mesi del 2013

Ecco il resoconto della pesatura dei rifiuti del mese di giugno prodotti in casa da me e mio marito (un terzo dei nostri rifiuti si è trasferito in Australia da tre mesi):

indifferenziato:   kg. 0,344
umido:         kg. 7,723
carta:       kg. 3,931
plastica:     kg. 0,273
metallo:   kg. 0,125
vetro:    kg. 6,810

TOTALE:   kg. 19,206

Questo mese ho fotografato tutto, tranne un sacchetto di vetro e naturalmente tutti i sacchetti di umido, che devo per forza gettare una volta a settimana. Ecco le foto:
indifferenziato
carta
plastica e metallo

vetro (secondo sacchetto del mese)
Un solo sacchetto di rifiuti indifferenziati, un solo sacchetto di plastica e metallo, due sacchetti di vetro, due sacchetti di carta e cinque sacchetti di rifiuti organici.

Siamo a metà dell'anno e dunque, per monitorare meglio la situazione e fare un primo bilancio, ho sommato anche il totale dei rifiuti prodotti in casa nostra nel primo periodo del 2013 (gennaio-giugno), da tre persone per i primi tre mesi, solo due per gli ultimi tre:

indifferenziato:   kg. 3,901
umido:        kg. 58,473
carta:     kg. 27,710
plastica:   kg. 2,383
metallo:  kg. 1,088
vetro:   kg. 39,681

TOTALE:   kg. 133,238

Siamo in media con i nostri valori consueti. Ma abbiamo margini di miglioramento?
Io credo di sì, richiedono però interventi drastici e mirati che per il momento temo dovrò rimandare a dopo le vacanze.

I vostri rifiuti come stanno?
L'insolita proposta del mese scorso rimane aperta, non crediate me ne sia dimenticata; solo devo rifletterci un po' e vedere se riesco a organizzare qualcosa. Intanto, se vi va, pensateci anche voi e in caso fatemi sapere.

sabato 6 luglio 2013

101 Cose su di Me - parte sesta

101 Cose su di Me Linky Party

Eccomi, all'ultimo minuto, alla sesta puntata del Linky Party di Alex 101 Cose su di Me.

51. Sono nata e ho sempre vissuto a Roma ma la mia nonna materna e la sua famiglia erano piemontesi.

52. Il mio bisnonno materno aveva una pasticceria il cui nome è ancora legato all'invenzione e al brevetto di un certo biscottino abbastanza famoso.

53. Sono la prima e unica femmina di quattro fratelli.

54. Ho avuto la fortuna di vivere un'infanzia molto felice,  libera e spensierata: si giocava in strada con gli altri bambini della via tutti i pomeriggi e tutte le giornate dei periodi di vacanza, andando in bicicletta, raccogliendo pinoli, giocando a nascondino, a campana, a pallone, vivendo avventure varie nel quartiere.

55. L'anno dell'austerity, quella vera degli anni settanta in cui nelle domeniche non circolava nulla di motorizzato, una volta abbiamo pattinato, un gruppetto di una decina di noi bambini, sul tratto di raccordo anulare vicino casa e un'altra siamo andati in bicicletta da soli dalla periferia nord dove abitavamo (via Cassia) fino alla basilica di San Paolo, nel quartiere Ostiense. Per chi non conosce Roma, vi dico che è un sacco di strada davvero. La salita del ritorno ancora me la ricordo molto bene. Ero una bambina considerata molto giudiziosa e responsabile dagli altri genitori: fui io a convincere la mamma di un' amichetta, molto riluttante a darle il permesso di venire con noi (i cellulari non c'erano, eh!).

56. Quando eravamo bambini io e i miei fratelli abbiamo avuto due gattini: una trovatella chiamata Gelsomina, che però è sopravvissuta per pochissime settimane, e il gatto Cipì, che ha vissuto con noi per più di un anno combinandone di tutti i colori ma che poi i nostri genitori hanno regalato a qualcuno che aveva una casa in campagna.

57. Il penultimo dei miei fratelli quando aveva poco più di sei anni  è scappato con la sua biciclettina di bambino ed è andato da solo, sempre dalla Cassia, alla Balduina, dalla nonna paterna. Sempre per chi non conosce Roma, vi assicuro che sono parecchi chilometri. Lo abbiamo cercato per ore, con tanto di polizia, tutti quanti nel quartiere, finché non è arrivata la telefonata della nonna, a notte inoltrata, che "il disgraziato" era da lei.

58. Ho un sacco di cugini, sia da parte di padre che da parte di madre, e da tutte e due le parti ne abbiamo combinate di tutti i colori.

59. Con i cugini da parte della mamma, al paese, organizzavamo spedizioni notturne in cantina, armati di torce e candele. Con i cugini da parte di papà abbiamo vissuto una terribile avventura in montagna, in cui mio cugino rimase ferito, con la gamba fratturata sotto un pesantissimo masso. E' stato davvero terribile, ma sarebbe potuta andare molto peggio. Da quella esperienza ho imparato ad essere prudente e a non sottovalutare mai i rischi in ogni situazione.

60. Non so se può esistere, nella vita, un periodo più felice dell'infanzia. 

giovedì 4 luglio 2013

Bunker Roy e il Barefoot College, l'università che laurea ingegneri solari le nonne analfabete dell'India

Grazie a Cristiana di  Dove gira il Sole che con  questo post  mi ha fatto conoscere la bellissima storia di Bunker Roy e del suo Barefoot College, in India.

Nell'Università a Piedi nudi, riservata esclusivamente ad analfabeti, le nonne dei villaggi più sperduti e poveri del mondo diventano ingegneri solari e portano luce, e non solo, nelle loro comunità.

Ecco il video sottotitolato in italiano del Ted Talk in cui Bunker Roy racconta la sua storia:


Un esempio bellissimo del cambiamento che esiste e di cui nessuno parla. Un esempio bellissimo che sfida tutti noi ad essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Grazie ancora Cri, per aver condiviso la storia nel tuo blog!