"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 8 dicembre 2014

Tre buoni motivi per mangiare locale: Michael Pollan

 

Da Michael Pollan, autore di In difesa del cibo, Il dilemma dell'onnivoro Cotto, tre validi motivi per   consumare cibo locale.

  1. L'energia usata per trasformare e trasportare il cibo ha un forte impatto sul cambiamento climatico. Mangiare cibi locali e non industriali aiuta a risparmiare energia e a preservare l'ambiente.
  2. I piccoli agricoltori sono importanti, la loro conoscenza della terra e dei suoi frutti è preziosa per la nostra sopravvivenza. Acquistando i loro prodotti contribuiamo a preservare il loro lavoro.
  3. "Eat the view", dice Pollan, "mangiate il paesaggio". Comprare i prodotti del mercato locale contribuisce alla conservazione delle aree rurali, permette la difesa del paesaggio dalla cementificazione. 
Nel mio percorso su cibo e alimentazione ho da poco incontrato questo autore americano davvero interessante. The Omnivore's Dilemma è il libro sul mio comodino in questo periodo. E' vero che la situazione americana è diversa da quella europea e italiana, ma l'industria del cibo è ormai la stessa ovunque e le epidemie di obesità e malattie metaboliche sono anche tra noi. 
Niente come ricominciare dal cibo permette di "salvare" contemporaneamente la nostra salute,  l'economia e  l'ambiente.

domenica 30 novembre 2014

Alimentazione a base vegetale e senza zucchero #1: la prima colazione

Verso un'alimentazione a base vegetale e senza zucchero a partire dalla prima colazione


Cari amici, interrompo il lungo silenzio con un post sulla mia nuova prima colazione e sui cambiamenti che sto introducendo nella dieta. I periodi di crisi servono anche a questo, a cambiare, crescere, cominciare nuovi percorsi.

In questi mesi ho rivoluzionato la mia dieta, un pezzetto per volta, e ho iniziato il viaggio verso un'alimentazione a base vegetale
Il primo vero passo è stato però quello di eliminare lo zucchero. Ci avevo provato tre anni fa, più per sfida che per vera convinzione, e senza risultati definitivi. Ora invece l'ho presa sul serio, dopo aver scoperto un sacco di cose sui danni dello zucchero alla nostra salute e sulla presenza di zucchero in moltissimi dei prodotti che compriamo, la maggior parte insospettabili. 

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, ecco alcuni spunti.
Per gli anglofoni, un interessante documentario della televisione canadese:


Sempre per gli anglofoni, l'illuminante conferenza del prof. Lustig,  pediatra ed endocrinologo, uno dei protagonisti nella lotta contro lo zucchero e contro le multinazionali del cibo ritenute responsabili dell'epidemia di obesità e di malattie metaboliche che sta dilagando dagli Stati Uniti in tutto il mondo occidentale e non solo:


Se poi per caso qualcuno volesse bersi una lattina di Coca-Cola (!), ecco un piccolo esempio della incredibile quantità di zucchero che ingurgiterebbe (e lo stesso discorso vale per un sacco di prodotti insospettabili e praticamente per tutte le bevande "zuccherate"):


In italiano, ecco la "pillola" del prof. Franco Berrino sul consumo di zucchero:


Infine, in questo post di Cri di Dove gira il sole si possono trovare altre interessanti informazioni sullo zucchero bianco e la sua produzione.

Grazie a questi e a molti altri interventi, numerosissimi in rete, mi sono convinta, questa volta sul serio, ad eliminare lo zucchero dalla mia alimentazione.

Ma cosa mangiare a colazione, il regno dello zucchero per eccellenza? E' possibile, inoltre, una colazione a prevalente base vegetale?
Per quanto mi riguarda, la risposta è positiva: il solito latte e la solita brioche possono essere sostituiti con frutta (fresca e secca), verdura, una o due fette di pane integrale, un po' di proteine (tofu, latte di soia, ricotta rigorosamente senza latte aggiunto, legumi, raramente un uovo).
Lo so, sembra strano, non è proprio una prima colazione convenzionale, ma vi assicuro che, dopo qualche esperimento, mi sono abituata benissimo (bisogna ritagliarsi un po' di tempo, però, non è proprio un pasto mordi e fuggi). La cosa più sorprendente è stata accorgersi che potevo arrivare alla fine della mattinata senza attacchi di fame (cerco comunque di inserire come spuntino a metà mattina un frutto o un po' di frutta secca).
Ecco ad esempio i due piatti della colazione di oggi, fotografati questa mattina per l'occasione: 1. insalata cappuccina, radicchio, finocchio, pomodorini, cetriolo, noci, ceci e ricotta; 2. pera, kiwi, arancia, mandorle e nocciole.
Che ve ne pare? 

martedì 12 agosto 2014

Sacchettino porta cellulare all'uncinetto


La prima custodia per il cellulare di jeans l'ho persa nella metro.
La seconda me l'hanno rubata, questa volta con tutto il cellulare, sempre nella metro (e sulle avventure in metro credo che vi aggiornerò prossimamente, perché davvero non ci si crede).
Oltre che di un nuovo cellulare (I downgraded to a previous model)  avevo bisogno anche di una nuova custodia, e nessuna intenzione di comprarne una.
Ho preso dunque l'uncinetto, un rotolo del cotone bianco che avevo comprato per fare delle tendine (che non credo farò mai) e alcuni avanzi colorati.
Sono partita da una base con i resti di una fettuccia dal colore molto bello, a cui ho aggiunto quattro lati lavorati a maglia bassa rifiniti infine da un bordino blu. Con una catenella dello stesso colore ho realizzato un filo per chiudere il sacchetto. 





















I colori della base e del bordino non saranno proprio perfetti insieme, ma il lavoretto è venuto così, come mio solito, in progress, e così me lo tengo.
A sua difesa devo dire che è molto più comodo e pratico dei precedenti, e il suo compito lo svolge benissimo.

Con questo post partecipo al Linky Party #107 di Alex

Linky Party C'e' Crisi

sabato 2 agosto 2014

Pulire i vetri senza detersivi e senza acqua

Ovvero come avere vetri brillanti e senza aloni solo con uno straccio asciutto e un po' di olio di... gomito.


Sarà che durante e dopo i lavori in casa  non ho fatto altro che raccogliere polvere con lo straccio bagnato dai pavimenti, dalle mattonelle e da qualsiasi superficie possibile. 
Sarà che con tutto quello strizzare stracci e straccetti le mani mi fanno ancora male
Sarà che il nuovo contatore dell'acqua segna cifre imbarazzanti e ogni volta che ci penso mi sento male.

Insomma, anche pulire i vetri con acqua e aceto o addirittura solo acqua e un foglio di giornale come al solito mi sembrava troppo, e così ho deciso di fare a meno di tutto tranne un po' di buona volontà e, appunto, olio di gomito.
Non c'è neanche bisogno di un panno in microfibra, basta semplicemente uno straccio pulito (io ho usato un pezzo di un vecchio lenzuolo di cotone) e asciutto e si strofina con cura  fino alla sparizione di ogni macchia e alone. Al termine si sciacqua il panno con poca acqua e lo si lascia asciugare per la volta successiva.

Le finestre sono nuove, devo dirlo, ma all'interno c'era già un bell'alone chiaramente visibile e all'esterno i segni delle gocce della pioggia di questi giorni, e il risultato è stato davvero perfetto.
Basterà non far accumulare troppo sporco nel tempo, e i vetri saranno sempre brillanti senza spreco di acqua o altro e con poca fatica.

A proposito: quando al termine dei lavori in casa "i professionisti del pulito" hanno fatto la pulizia finale con tutti i loro prodotti per pulire i pavimenti, sgrassare, pulire i vetri, togliere gli aloni, disinfettare, deodorare ecc. ecc... sono stata tre giorni con gli occhi che mi bruciavano e un gran mal di testa (c'era un buon profumo, però!).  
Tanto per non dimenticare che così come facciamo noi va più che bene!

martedì 29 luglio 2014

Sfide, premi di blog in blog (non dimentico) e una dedica

Foto da internet

La sfida l'ho persa, perché è stata lanciata da Pe di Come sopravvivere in 30 mq addirittura alla fine di aprile. Si trattava di una Sfida a colpi di poesia: se non avessi pubblicato entro 24 ore (epperò!) una poesia sul blog e sfidato a mia volta altre 5 blogger avrei dovuto regalare alla sfidante un libro. Non ho fatto nulla di tutto questo (e sono passati tre mesi!) e dunque devo a Pe un libro (poi ci penso...).

Per farmi perdonare e mostrarle che comunque non ho dimenticato né ignorato il suo post, capitato in un periodo un po' intenso per me, voglio comunque pubblicare una poesia, e lo faccio in un giorno, oggi, che ricorda alla nostra famiglia un evento molto triste. E la ringrazio, perché mi ha dato l'occasione di ritrovare questo testo bellissimo e sorprendentemente adatto a ricordare una persona che non è più con noi. E mi dispiace di non aver continuato una cosa così bella come una catena di poesia.

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Eugenio Montale

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Ringrazio poi Silvia di Tocco di Lillà per avermi dedicato questo premio, anch'esso risalente a un po' di tempo fa. Non continuo la catena, ma vi esorto a visitare il blog di Silvia, un vero tocco di creatività! Grazie Silvia per le tue belle parole, e buona fortuna con il composto!

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Ringrazio infine La Muscetta della torre.davorio  per aver parlato di me e avermi assegnato questo premio. Il suo blog è davvero un'esplosione di creatività!

Scusate ancora se non continuo o non ho continuato le catene, e grazie per aver pensato al mio blog!

lunedì 28 luglio 2014

UK: fracking nei parchi, ma solo in circostanze eccezionali e nel pubblico interesse

Foto da internet

Nel Regno Unito è in corso un acceso dibattito sul tema del fracking o hydraulic fracturing per l'estrazione di shale gas (in italiano: fratturazione idraulica per l'estrazione di gas da argille o gas scisto). 
Alla radio se ne parla quasi quotidianamente, anche perché la determinazione del governo conservatore a procedere con questa tecnica, che a detta del ministro dell'energia Matthew Hancock "ha il potenziale per garantirci maggiore sicurezza energetica, posti di lavoro e crescita", ha suscitato  proteste e preoccupazioni nella popolazione e nelle associazioni in difesa dell'ambiente.

E' di oggi la notizia che il governo concederà alle ditte interessate la licenza per le esplorazioni  che precedono le operazioni di estrazione di shale gas tramite fracking. Si tratta solo di un primo passo, perché le esplorazioni vere e proprie cominceranno in un secondo momento. A detta del governo, tutto naturalmente sarà fatto con la massima cautela, minimizzando i rischi e addirittura con l'obiettivo di avere "un futuro più verde".

Quello che però mi ha particolarmente colpito dell'articolo sono queste parole: 
"Circa metà del territorio del Regno Unito potrà essere oggetto di licenza ma ci saranno regole severe per le aree protette (areas of outstanding beauty)"
le quali dunque, si badi bene, non sono affatto escluse dalle esplorazioni.

E infatti:
"Circa metà del territorio del Regno Unito potrà essere oggetto di licenza, inclusi i Parchi Nazionali. Ma in questi le licenze saranno concesse solo in circostanze eccezionali e nel pubblico interesse".
Mi domando cosa succederà invece nelle aree non vincolate, ma soprattutto quali saranno mai le "circostanze eccezionali" necessarie alle esplorazione nei parchi e cosa si intende per "pubblico interesse", tra l'altro in un contesto europeo di deregolamentazione fortemente voluto dal governo conservatore inglese.

Non so a voi, ma a me vengono i brividi (anche pensando ai nostri governanti, convenzionalissimi  e scontatissimi amanti delle trivelle).


Sabbie bituminose e shale gas non sono la stessa cosa, ma nel leggere la notizia mi è tornato in mente questo video sull'estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose (tar sands) in Canada.  Tanto per avere un'idea di quanto possano essere devastanti le politiche di sfruttamento degli idrocarburi non convenzionali. Guardatelo anche se non conoscete bene l'inglese, perché le immagini, assieme alla commozione dell'oratore/fotografo, sono molto più eloquenti di qualsiasi parola.

mercoledì 23 luglio 2014

Il pane!


Ok, forse quel buco non ci doveva essere, e probabilmente la mollica doveva cuocere un po' di più (si sta ancora asciugando però). Poi la forma è strana e la crosta da una parte in basso si è spaccata.


Eppure a me questo primo pane fatto in casa con la pasta madre sembra un miracolo!

L'odore è buonissimo, la crosta croccante. E, a detta di chi l'ha assaggiato (ma è ancora caldo, bisogna aspettare, dico io) anche il sapore è... super buono!

Ho seguito fedelmente la ricetta di Fra per quanto riguarda gli ingredienti:

200 gr. di pasta madre rinfrescata (il rinfresco si fa aggiungendo alla pasta madre metà del suo peso di acqua e lo stesso peso di farina e facendo riposare per 2-3 ore)
600 gr. di farina 0 biologica
420 ml. di acqua
13 gr. di sale

Ho sciolto la pasta madre nell'acqua e aggiunto la farina e il sale:



Ecco l'impasto prima della lievitazione di 4 ore e mezza:


Ho cotto in forno per circa 40 minuti, i primi 10-15 a 250 gradi, poi ho abbassato a 200 gradi (non so perché, ma 250 mi sembravano troppi), avendo l'accortezza di porre sul fondo un pentolino con un po' d'acqua per non far seccare troppo il pane: 


Penso che avrebbe dovuto cuocere un po' di più, ma a parte questo sono davvero soddisfatta del risultato.

L'unico problema è che mi sa che stasera ce lo mangiamo tutto!

Ringrazio ancora Francesco, che oltre a spacciarmi la pasta madre mi ha passato anche la ricetta per il rinfresco e il primo pane. Secondo me, la sufficienza l'ho presa, prof!

AGGIORNAMENTO 24/7/14, ovvero tutto quello che dovrò cercare di migliorare la prossima volta:
1) il pane doveva cuocere di più, e poi essere lasciato in forno ad asciugare al termine della cottura (sulla griglia e con lo sportello socchiuso); penso sia questo il motivo per cui la mollica "tiene" poco quando si tagliano le fette;
2) mi ero dimenticata il sale, che ho aggiunto quando stavo già per mettere il pane a lievitare  e non l'ho impastato bene: alcune parti sono salate, altre sciape;
3) devo imparare a dare la forma al pane: ho visto su youtube qualche consiglio che proverò ad applicare;
4) forse due filoncini piccoli invece di uno grande sono più facilmente gestibili?
5) non so se la sufficienza l'ho veramente presa; se il prof è molto severo, forse sono sul 5-5 e mezzo.
Però, insomma, poteva andare peggio e anche se non proprio entusiasta del risultato, come ero ieri, sono tutto sommato soddisfatta.
Ah, dimenticavo! Al figlio è piaciuto molto :)

Con questo post partecipo al Linky Party # 105 di Alex

lunedì 21 luglio 2014

Spacciatori di pasta madre


Non so se sarei mai riuscita a imbarcarmi davvero (nonostante tutti i propositi) nell'avventura della produzione del lievito o pasta madre per fare il pane. Ogni scusa era buona per rimandare quella che mi sembrava una ben ardua impresa.

E invece, ho incontrato chi la pasta madre me l'ha spacciata già bella e pronta! Grazie a Cri di Dove gira il Sole e soprattutto a Fra, che l'ha prodotta, ora non ho più nessuna scusa per non provare a fare il pane in casa.

Fra un paio di giorni la dovrò rinfrescare (cioè nutrire). Per oggi mi sono limitata a guardarla e a sentirne l'odore, leggermente acidulo e buonissimo.



Non è bellissima?

Non potevo davvero ricevere regalo più bello e prezioso! Cercherò di esserne all'altezza.

Grazie di cuore, Cri e Fra! Per me e per il blog comincia una nuova avventura!


Con questo post partecipo al Linky Party # 104 di Alex

Linky Party C'e' Crisi


Leggi anche: Il pane!

sabato 12 luglio 2014

Cassonetti per lo scambio di oggetti e good news inaspettate

Tutto è cominciato da questa scena fotografata nel cassonetto sotto casa un paio di sere fa:


In mezzo alla consueta varietà di ogni genere di oggetti che popola i cassonetti dentro e fuori, spiccava un ombrello aperto, apparentemente intatto, che più che essere stato buttato via sembrava essere stato volutamente esposto in bella mostra, in caso ci fosse qualcuno interessato ad appropriarsene.
E non è la prima volta che mi capita di osservare "allestimenti" di questo genere: l'indumento  "elegantemente" appoggiato sul bordo, piccoli mobili "esposti" accanto ai cassonetti invece che gettati dentro, il pane secco sistemato sul bordo (come mi raccontava anni fa un'amica: "se qualcuno ha la campagna e le galline, se lo prende").
Critico continuamente lo stato vergognoso dei cassonetti della mia città e il non corretto smaltimento degli oggetti da parte dei cittadini, e non ho cambiato idea.
Però, loro e nostro malgrado, in maniera empirica ed estemporanea (anche a causa delle carenze del sistema di raccolta) bisogna dire che i cassonetti svolgono anche una funzione di "scambio": a cominciare dai rom che regolarmente vanno alla ricerca di materiali ancora preziosi sul mercato per finire con persone insospettabili che vi trovano qualcosa di utile, magari un ombrello ancora buono, o addirittura da mangiare, i cassonetti sono una cartina di tornasole di una società e di un sistema economico squilibrati e fondamentalmente assurdi.

Perché allora non provare a istituzionalizzare questa funzione di baratto svolta dai cassonetti?
L'idea l'ha avuta l'artivist Dan Acher, che nella civilissima Ginevra ha ideato i Boites d'échange entre voisins, in pratica dei cassonetti per lo scambio di oggetti che non si usano più ma che potrebbero interessare qualche vicino (Cassonetto per il baratto: come scambiare l'inutile).

Foto da internet

Non è un'idea fantastica?
Ed è solo una delle numerose iniziative di Dan Acher che ho scoperto, volte a rendere le città, a partire da Ginevra, felici: Non siate zombie!, Suonami, sono tuo, Ciné Transat.
In questo video (la presentazione vera e propria è nei primi 20 minuti) l'"artivista" illustra (in inglese) i suoi progetti e ne spiega le motivazioni e gli obiettivi: ribellarsi a una città/società di zombie, riappropriarsi dei luoghi in cui si vive, ricreare le relazioni tra vicini attraverso piccoli semplici gesti, apparentemente folli, ma che fanno la differenza, come lasciare in strada un pianoforte per chi lo voglia suonare o semplicemente strimpellare. Il suo entusiasmo è davvero contagioso!


Chi avrebbe mai detto che da un ombrello aperto nel cassonetto sotto casa si potesse arrivare ad una storia così positiva ed entusiasmante!

Inauguro con questo post la nuova rubrica Good News, seguendo l'esempio delle Buone Notizie di Dove Gira il Sole
E se qualcuno vuole aggiungere la sua buona notizia, perché non iniziare una bella catena?

Con questo post partecipo al Linky Party #103 di Alex:

Linky Party C'e' Crisi

lunedì 2 giugno 2014

I rifiuti di maggio (con i lavori in casa)

Ecco il resoconto della pesatura dei rifiuti del mese di maggio.
Che però vale poco, perché stiamo facendo i lavori in casa: i rifiuti sono molto aumentati, ma non tutto è stato pesato, in particolare ciò che è finito nel cassonetto del materiale indifferenziato; dunque si tratta di un resoconto pesante ma allo stesso tempo approssimativo, a cui andrebbe aggiunto tutto ciò che è stato smaltito dagli operai e sul quale non ho alcun controllo. D'altra parte,  gli ultimi lavori in casa risalgono a circa 20 anni fa, quando ci siamo trasferiti qui. Per consolarci, possiamo dunque dire che abbiamo spalmato il nostro impatto su tanti anni, durante i quali abbiamo (speriamo) compensato con comportamenti virtuosi nella produzione dei rifiuti domestici.

indifferenziato: Kg. 1,517
organico:   Kg. 10,200
carta:   Kg. 8,923
plastica:   Kg. 1,105
metallo:  Kg. 1,726
vetro:   Kg. 8,117

TOTALE   Kg. 31,588

Il secchio del composto è stato messo a riposo, e questo spiega il raddoppio dell'organico rispetto al mese scorso. Il decluttering effettuato durante l'imballaggio per il passaggio della roba da una stanza all'altra ecc. ha portato ad un aumento di un po' di tutto (indifferenziato, carta, plastica, metallo). E siamo solo agli inizi...

Ecco uno scorcio di casa mia, tanto per darvi un'idea di come siamo messi (ed è solo un angolino della camera da letto...)

domenica 4 maggio 2014

I rifiuti di aprile

Nonostante il blog sia molto trascurato ultimamente,  l'appuntamento mensile sulla pesatura dei rifiuti resiste (si tratta dell'unica rubrica che sono riuscita a mantenere costantemente aggiornata dall'inizio, in effetti).

Ecco dunque il resoconto dei rifiuti del mese di aprile prodotti in casa da tre persone:

indifferenziato: kg. 0,977 (di cui ben kg. 0,353 di barattoli di orzo solubile)
organico:   kg. 5,541
carta:     kg. 3,059
plastica:    kg. 0,504
metallo:   kg. 0,380
vetro:    kg. 8,801

TOTALE:   kg. 19,262

Il totale è piuttosto buono, sotto i 20 chili.
Questo è dovuto soprattutto al fatto che l'organico continua a diminuire sensibilmente grazie ai secchi del composto che stanno facendo il loro dovere egregiamente.
Il vetro è invece aumentato rispetto alle ultime pesature, un po' perché il marito ha ripreso a bere regolarmente un po' di vino in tavola, un po' perché abbiamo ricominciato a usare con maggiore frequenza la passata di pomodoro da quando il figlio è rientrato dall'Australia. Aspetto la stagione dei pomodori freschi per cercare di rimediare, e manca poco per fortuna.
Le bottiglie di vetro per passata, yogurt e marmellate sono accompagnate naturalmente dai loro tappi in metallo. In più, questo mese sono entrati in casa un po' di contenitori e fogli di alluminio insieme agli avanzi di cibo delle feste provenienti da altre case, e di conseguenza il peso del metallo è un po' cresciuto.
La carta è invece abbastanza leggera, nonostante un tentativo di decluttering cartaceo  avviato dal marito.
Due parole vanno spese invece su plastica e indifferenziato, il cui peso è maggiore del solito a causa dello smaltimento di una vera e propria pila di barattoli dell'orzo solubile (con rispettivi coperchi smaltiti nella plastica) accumulatisi nel tempo, che avrei tanto voluto riciclare e di cui invece alla fine ho deciso di liberarmi. Ne ho parlato circa un anno fa: il materiale poliaccoppiato in cui sono fatti i barattoli dell'orzo solubile non è riciclabile e deve essere smaltito nell'indifferenziato.
Per mesi i barattoli hanno aspettato invano qualche intervento di riciclo creativo:


ma poi purtroppo hanno fatto questa fine:


Guardate invece come è stata brava Daniela de I Pasticci di Dani, che avrei tanto voluto imitare senza riuscirci (ma c'è sempre tempo, eh!).

Lo dico sempre, lo so, ma mi sembra davvero di non fare abbastanza. Gli imballaggi continuano a sommergerci nonostante tutti i nostri sforzi. Come al solito, urgono provvedimenti :)

martedì 22 aprile 2014

Percorsi in città: dalla circonvallazione Cornelia al Parco dell'Appia Antica in metro e a piedi (3 variazioni sul tema)


Il primo post di questa rubrica risale a quasi due anni fa, e avrei voluto che il secondo vedesse la luce un po' prima, ma non importa. Ieri la talpa ha finalmente messo il muso fuori casa ed ecco qui il risultato (assieme a muscoli e giunture un po' ammaccati ma felici).

Come trascorrere un bellissimo lunedì di pasquetta in un luogo davvero meraviglioso, immersi nel verde, nell'arte e nella storia, e senza stress da automobile, traffico, parcheggio, inquinamento? E pure prendendosela comoda la mattina, volendo, senza bisogno di svegliarsi all'alba?

E' semplicissimo. Si indossa un bel paio di scarpe da ginnastica. Si lascia l'automobile dove sta (non sta bene neanche lì parcheggiata, in realtà, ma anche a questo arriveremo). Si prende l'abbonamento annuale ai mezzi pubblici (ora anche il marito ce l'ha, e lo usa alla grande). E si parte.

Si prende la linea A della metro (da casa mia Cornelia) e si scende alla fermata Colli Albani - Parco dell'Appia Antica.

A questo punto si aprono diverse possibilità, a seconda dei tempi a disposizione, di quanto si ha voglia di camminare, dell'itinerario che si intende seguire.

PERCORSO 1 - APPIA ANTICA
a largo dei Colli Albani si prende l'autobus 660 e si arriva al capolinea, Cecilia Metella. Da qui, comincia il percorso sulla via Appia Antica (senza dimenticare però di visitare la Tomba di Cecilia Metella nella direzione opposta). Si cammina a piacere e poi si torna indietro per la stessa strada.

PERCORSO 2 - VILLA DEI QUINTILI E APPIA ANTICA
a largo dei Colli Albani si prende l' autobus 664 e si scende all'indirizzo via Appia Nuova 1092, in prossimità dell'ingresso della splendida Villa dei Quintili, il cui sito si estende tra la via Appia Nuova e l'Appia Antica. L'ingresso su via Appia Antica è spesso chiuso (ieri lo era), altrimenti l'ideale sarebbe, dopo aver visitato la villa, uscire dall'ingresso su via Appia Antica, percorrere l'antica strada romana e tornare indietro a piedi fino a Largo Cecilia Metella, dove si prende per il rientro l'autobus 660 fino alla metro A Colli Albani.

PERCORSO 3 - DA PARCO A PARCO: DALLA CAFFARELLA ALL'APPIA ANTICA
da largo dei Colli Albani si raggiunge l'ingresso del Parco Regionale della Caffarella e si cammina   in direzione dell'Appia Antica (noi ci abbiamo messo circa 50 minuti, fermandoci a guardare e fotografare). Dall'uscita al semaforo su via Appia Pignatelli si raggiunge Largo Cecilia Metella (vedi  percorsi precedenti) e si inizia la passeggiata sull'Appia, a piacere.

Noi nel tempo li abbiamo fatti tutti e tre. L'ultimo è quello di ieri.

Ecco come è andata con qualche foto.

Il Parco della Caffarella è molto bello (confesso di non esserci mai stata prima).
I volontari "fanno la guardia" all'ingresso con questa ottima campagna:


e si vede che è un posto che i cittadini hanno lottato per avere e che ora cercano di mantenere con la loro presenza e partecipazione:






Dal verde emergono suggestivi resti antichi:


La città è lontana:


Un tunnel di bagolari:




















Poi le meraviglie dell'Appia Antica.

I resti della villa a Capo di Bove:


Le tombe:


Statue:



E dopo una bella scarpinata, la splendida Villa dei Quintili, purtroppo però non accessibile da questo lato:




















Le numerose ville private che costeggiano la regina viarum, come gli antichi romani chiamavano la via Appia, servono a ricordarci che, perché almeno parte di questo patrimonio dell'umanità rimanesse di tutti, uomini di valore come Antonio Cederna hanno lottato per anni con determinazione e passione civile, e che senza di loro oggi questa passeggiata non sarebbe possibile.

Un bell'esempio su cui riflettere per tutti noi, nella Giornata della Terra che ricorre oggi.



Percorsi in città: dalla circonvallazione Cornelia a Piazza Fiume in metro e a piedi

mercoledì 9 aprile 2014

I rifiuti di marzo & il nuovo composto #2

Ecco il resoconto della pesatura dei rifiuti del mese di marzo. I rifiuti sono prodotti da 2 persone... e 1/2 (nella seconda metà del mese si è aggiunto a me e al marito il figlio tornato dall'Australia).

indifferenziato:  Kg. 0,476
organico:   Kg. 7,484
carta:   Kg. 5,500
plastica:   Kg. 0,594
metallo:  Kg. 0,122
vetro:   Kg. 7,266

TOTALE:   Kg. 21,442

Pensavo molto peggio, visto che negli ultimi giorni le buste della differenziata sembrava che straripassero oltre ogni immaginazione, anche grazie al decluttering cartaceo operato dal figlio in camera sua.

Come al solito tutti i rifiuti, con l'eccezione dell'organico, sono stati buttati una sola volta, alla fine del mese. Queste sono le buste prima di essere svuotate nei cassonetti della raccolta differenziata:


E questo il solito sacchetto dell'indifferenziato:


Sul peso complessivo tutto sommato contenuto nonostante le apparenze ha influito decisamente la diminuzione dell'organico, quasi dimezzato rispetto ai mesi passati.
Infatti, come mi ero riproposta il mese scorso, dopo aver smaltito il composto maturo nelle piante di casa, ho ricominciato ad alimentare i due secchi, quello svuotato del tutto e quello ancora da setacciare. Eccoli qua:




















Quanto poco ci vuole a fare la differenza?

sabato 5 aprile 2014

In cucina senza sprechi: frittata di farina di ceci con gambi di spinaci (dopo il risotto)

Mercoledì ho comprato un bel po' di spinaci freschi, biologici, davvero bellissimi.

Ho usato le foglie per fare un delicato risotto agli spinaci:


I gambi invece, che forse una volta, confesso, avrei buttato nell'umido o nel composto, li ho tenuti per qualche giorno in frigorifero in attesa di un'idea, che è arrivata questa mattina.


Un'occhiata su internet, giusto per avere la conferma che sono "commestibili" (mi perdonate l'ignoranza/inesperienza, vero?) e trovare ispirazione, e via con la mia ricetta personale di frittata senza uova di farina di ceci e gambi di spinaci!

Ho unito e mescolato un bicchiere di farina di ceci e un bicchiere d'acqua in una terrina, aggiungendo  un pizzico di sale e un cucchiaio di olio evo.
Mentre il composto riposava (così spariscono eventuali grumi) ho lavato e tagliato grossolanamente a pezzetti i gambi degli spinaci


che poi ho cotto a vapore per circa un quarto d'ora


Dopo averli lasciati raffreddare, ho aggiunto i gambi al composto di farina di ceci insieme a parmigiano grattugiato


e poi ho cotto in padella in olio evo bollente, con questo risultato:


Un paio di precisazioni.

Rispetto al mio primo esperimento di frittata senza uova, ho decisamente allungato i tempi di cottura della frittata di farina di ceci, che faccio cuocere a fuoco vivace all'inizio e poi moderato per almeno un quarto d'ora per lato.

Ho constatato che è preferibile preparare la frittata con un certo anticipo, in modo da lasciarla raffreddare e riposare un po' prima di mangiarla: è molto più buona.

Che dite, non sto migliorando a vista d'occhio?

In un prossimo post vi racconterò cosa sta succedendo in cucina qui da me da quando il figlio è tornato dall'Australia.

Con questo post partecipo al Linky Party #96 di Alex

Linky Party C'e' Crisi