"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

sabato 12 luglio 2014

Cassonetti per lo scambio di oggetti e good news inaspettate

Tutto è cominciato da questa scena fotografata nel cassonetto sotto casa un paio di sere fa:


In mezzo alla consueta varietà di ogni genere di oggetti che popola i cassonetti dentro e fuori, spiccava un ombrello aperto, apparentemente intatto, che più che essere stato buttato via sembrava essere stato volutamente esposto in bella mostra, in caso ci fosse qualcuno interessato ad appropriarsene.
E non è la prima volta che mi capita di osservare "allestimenti" di questo genere: l'indumento  "elegantemente" appoggiato sul bordo, piccoli mobili "esposti" accanto ai cassonetti invece che gettati dentro, il pane secco sistemato sul bordo (come mi raccontava anni fa un'amica: "se qualcuno ha la campagna e le galline, se lo prende").
Critico continuamente lo stato vergognoso dei cassonetti della mia città e il non corretto smaltimento degli oggetti da parte dei cittadini, e non ho cambiato idea.
Però, loro e nostro malgrado, in maniera empirica ed estemporanea (anche a causa delle carenze del sistema di raccolta) bisogna dire che i cassonetti svolgono anche una funzione di "scambio": a cominciare dai rom che regolarmente vanno alla ricerca di materiali ancora preziosi sul mercato per finire con persone insospettabili che vi trovano qualcosa di utile, magari un ombrello ancora buono, o addirittura da mangiare, i cassonetti sono una cartina di tornasole di una società e di un sistema economico squilibrati e fondamentalmente assurdi.

Perché allora non provare a istituzionalizzare questa funzione di baratto svolta dai cassonetti?
L'idea l'ha avuta l'artivist Dan Acher, che nella civilissima Ginevra ha ideato i Boites d'échange entre voisins, in pratica dei cassonetti per lo scambio di oggetti che non si usano più ma che potrebbero interessare qualche vicino (Cassonetto per il baratto: come scambiare l'inutile).

Foto da internet

Non è un'idea fantastica?
Ed è solo una delle numerose iniziative di Dan Acher che ho scoperto, volte a rendere le città, a partire da Ginevra, felici: Non siate zombie!, Suonami, sono tuo, Ciné Transat.
In questo video (la presentazione vera e propria è nei primi 20 minuti) l'"artivista" illustra (in inglese) i suoi progetti e ne spiega le motivazioni e gli obiettivi: ribellarsi a una città/società di zombie, riappropriarsi dei luoghi in cui si vive, ricreare le relazioni tra vicini attraverso piccoli semplici gesti, apparentemente folli, ma che fanno la differenza, come lasciare in strada un pianoforte per chi lo voglia suonare o semplicemente strimpellare. Il suo entusiasmo è davvero contagioso!


Chi avrebbe mai detto che da un ombrello aperto nel cassonetto sotto casa si potesse arrivare ad una storia così positiva ed entusiasmante!

Inauguro con questo post la nuova rubrica Good News, seguendo l'esempio delle Buone Notizie di Dove Gira il Sole
E se qualcuno vuole aggiungere la sua buona notizia, perché non iniziare una bella catena?

Con questo post partecipo al Linky Party #103 di Alex:

Linky Party C'e' Crisi

17 commenti:

  1. Bella l'idea delle buone notizie.... quelle brutte hanno già fin troppo risalto.
    Fino a qualche anno fa nella mia piccola città (ogni primo mercoledì del mese, mi pare) si mettevano fuori di casa gli ingombranti, che poi venivano raccolti e smaltiti la mattina successiva. Era una bellissima occasione per prelevare quanto di buono o interessante vi si trovava. C'era chi girava apposta nei vari accatastamenti; io stessa, di fronte a casa mia ho trovato cose praticamente nuove e anche qualcosina da recuperare o riciclare.
    Purtroppo questa consuetudine è stata abolita.
    Buon we. =)
    Dani

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    1. Era davvero una bella idea! C'è sempre la necessità di liberarsi di cose che a noi non servono più mentre potrebbero interessare altri e viceversa, e questo scambio andrebbe facilitato e incoraggiato. E' vero che si può usare internet, freecycle ecc., ma non è proprio la stessa cosa secondo me, soprattutto per quanto riguarda i tempi.
      Buon week end a te, Dani, e grazie per il commento :)

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  2. Ogni tanto ci vogliono delle belle notizie... mi piace la tua nuova rubrica intelligente!
    Un grosso abbraccio

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    1. Grazie, è venuta davvero per caso mentre ricercavo informazioni per il post e ho preso ispirazione da Cri che ne ha una bellissima nel suo blog Dove gira il sole.
      Un grande abbraccio anche a te

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  3. Anche io ho spesso messo fuori dal cassonetto oggetti che potevano essere ancora utili! Una volta anche una collezione di videocassette, che se non sbaglio la mattina dopo non c'erano più!
    L'idea di istituzionalizzare la cosa è geniale!

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    1. Vero? Lo penso anche io. Come dimostrano le tue videocassette, può funzionare davvero!

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  4. Che bella iniziativa! Sia la tua che quella del signor Acher :)
    A Barcellona succede la stessa cosa che descrive decoriciclo e ho diversi amici che, in quel giorno stabilito, girano appositamente nei quartieri "bene" per andare a recuperari mobili, di solito in ottimo stato. Personalmente, stavo pensando da un po' di fare un post di "presentazione" di tutti i mobili che ho recuperato in strada e casalingamente restaurato: c'è una soddisfazione tutta particolare nel "salvare" oggetti dai cassonetti e renderli utili!

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    1. Sì, buona idea, aspettiamo il post!
      Io intanto mi domando addirittura se è maggiore garanzia di riciclo portare gli ingombranti al centro raccolta dell'azienda municipalizzata o lasciarli in mostra accanto al cassonetto (chi avrebbe mai detto che, dopo aver tante volte stigmatizzato questi comportamenti, mi sarei fatta una tale domanda!).

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Buongiorno! Sono Dan Acher e voglio dirvi che anche voi potete mettere dei "Cassonetti per lo scambio tra vicini" (o cosa sarebbe in itliano?) e transformare le voi città! Scrivete a info@tako.ch e vediamo como possiamo aiutare :)

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    1. Innanzitutto, grazie per questo commento, che mi fa molto piacere!
      Poi, complimenti per l'impegno e le bellissime iniziative!
      Per quanto riguarda la proposta di mettere dei "Cassonetti per lo scambio tra vicini" (può andare benissimo così in italiano), sarebbe sicuramente fantastico poter contribuire a rendere le nostre città migliori. Nel mio caso, vivo a Roma, una città molto difficile per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e non solo. Però ci penserò senz'altro e mi metterò in contatto per maggiori informazioni. E spero lo faccia anche qualche altro lettore/lettrice.
      Grazie ancora e a presto
      Paola

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  7. Evviva le belle notizie! E' un'idea semplice e geniale.
    Confesso di aver usufruito anch'io di un lascito di vicini, erano 5 piatti da antipasto di ceramica, con una decorazione direi un po' naif che mi attirato. Non avevo ancora un blog, ma ero già parecchio attratta dalle cosucce del genere, così li ho presi, lavati e messi in dispensa. Dato che abitavo in un posto piccolo, capita che il vicino di orto dice a mio marito "pensi che avevamo buttato dei piatti vicino al cassonetto e li hanno presi" e mio marito dice "sì, è stata mia moglie, le piacevano". Viva la sincerità, ovvero per un attimo mi sono un po' vergognata, poi ne ho sorriso. Adesso che ci penso, non li ho ancora usati per il blog (quando mai ho 5 cose diverse da mettere negli scomparti!) ma quando lo farò ti citerò. W il riciclo.
    baci Su

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    1. Insomma, le vostre storie confermano quanto sia giusta l'idea del cassonetto per lo scambio tra vicini! Nessuno avrebbe più motivo di vergognarsi, tra l'altro :)
      Aspetto di leggere la storia dei piatti, allora, e un bacio a te!

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  8. Qui a SF, come in molte altre città americane, si usa lasciare sul marciapiede gli oggetti che non si usano più, libri, vestiti, piatti, elettrodomestici... di tutto. Di solito si mettono fuori la sera, e il mattino è sparito tutto. Se poi vuoi un'altra bella notizia da SF, eccola qui: autobus riciclati come docce per i senzatetto:
    http://www.sfgate.com/bayarea/article/How-to-shower-the-people-with-a-wave-of-5618550.php?cmpid=twitter#photo-6586310

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    1. Mi sembra un' usanza di grande buon senso! Fantastiche le docce per i senzatetto!
      Grazie Silvia!

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  9. Utilissima questa idea di Dan Acher e mi informerò per questo tipo di cassonetti!!! A dire la verità a me è sempre piaciuta anche l'abitudine americana dei mercatini fuori casa in cui puoi trovare, appunto da vicini, proprio la cosa che fa per te (oltre che fare 2 sane chiacchiere ce conoscersi un po' di più). Qui a Venezia c'è l'abitudine di lasciare vicino ai punti di raccolta con le barche degli operatori ecologici: se non arrivano prima loro a gettare, puoi trovare qualche "tesoro".

    Mi piace moltissimo la Rubrica delle Good News!!!!!!!!!!!!!! Sono mesi che mi scrivo quante belle notizie, in quali Tg e in quale orario vengono date: solo da un mese ne vengono date 2 o più in qualche Tg e sono CONVINTISSSSSIMA che se i Tg ne contenessero tante vedremmo il mondo con occhi più sereni =)
    GRAZIE Paola!

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    1. Il principio alla base del cassonetto per lo scambio e i mercatini fuori casa è lo stesso, cambia il modo di metterlo in pratica. A dire il vero negli ultimi anni si è molto diffuso il fenomeno delle "garage sales" (una specie, però) americane sui marciapiedi, cioè la gente, rom ma non solo, vende di tutto, ma è una conseguenza della crisi e della povertà diffusa e gli addetti dell'ama ogni tanto passano a sgomberare tutto. Non è proprio la stessa cosa.
      Aspettiamo le tue buone notizie, allora!
      Grazie a te, Silvia!

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