"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

lunedì 31 marzo 2014

Nuovo lavoretto: custodia per il cellulare con jeans di riciclo # 2


Mi sono persa la custodia per il cellulare fatta qualche mese fa con la stoffa di un vecchio paio di jeans e questo pomeriggio ho deciso di farne una nuova, continuando a saccheggiare lo stesso paio di pantaloni.

Questa volta ho usato la tasca posteriore per creare un contenitore un po' più grande del precedente, nel quale poter tenere anche l'auricolare.

Ho ritagliato la tasca. Avrei potuto semplicemente ridurne la larghezza ma, per evitare che la parte posteriore della custodia fosse costituita dalla parte interna dei pantaloni, ho tagliato via quest'ultima e l'ho ricucita al contrario.

Riproducendo il modello del lavoretto precedente, ho infine usato i bordi ritagliati dalla tasca per creare delle bretelline di chiusura, a cui ho fissato gli automatici.


Anche questa è venuta carina, no? Con tanto di guarnizioni del jeans.


domenica 16 marzo 2014

Il nuovo composto #1: svuotare i secchi e nutrire le piante di casa

Lo avevo detto nell'ultimo post: l'organico che smaltisco nella raccolta differenziata è decisamente troppo pesante per i miei gusti (e per un blog con tale nome).

Dunque proverò a dare nuovo impulso al composto prodotto in casa, ultimamente molto trascurato.

E da dove si comincia? Dalla fine, naturalmente!

Dunque il composto prodotto nei mesi scorsi diventa nutrimento per le piante di casa (i ficus beniamin, in questo caso):




















Si ricomincia ad alimentare abbastanza regolarmente uno dei due secchi, quello ancora attivo anche se un po' dormiente:


Mentre l'altro secchio, completamente svuotato, è in attesa di riprendere a fare il suo lavoro (per il momento giusto qualche buccia di mandorle che avrà la funzione di rendere aerato e drenato il contenuto quando arriverà):


Intanto ecco come se la cavano le piante e i fiori di casa e di finestra.

I ficus:


La violetta:


L'orchidea:


E il ciclamino sul davanzale:


Che dite, troppo presto per augurare Buona Primavera?

domenica 9 marzo 2014

I rifiuti di febbraio

Continua la pesatura mensile dei rifiuti prodotti in casa mia (da due persone, ma fra un po' torna il figlio dall'Australia!). Ecco il resoconto del mese di febbraio.

indifferenziato: kg. 0,447
organico:     kg. 14,747
carta:      kg. 2,900
plastica:   kg. 0,417
metallo:  kg. 0,162
vetro:   kg. 3,851

TOTALE:   kg. 22,622

Ho pesato i rifiuti esattamente questa mattina, una settimana in più rispetto alla fine del mese. Lo dico per giustificare in particolare il peso piuttosto elevato dell'organico, di cui ho gettato nel periodo di questo mese 5 sacchetti invece dei soliti 4. Tutti gli altri rifiuti sono stati gettati in una sola volta oggi.

In questo unico sacchetto c'è tutto l'indifferenziato del mese:


Questo è il sacchetto con plastica e metallo:


Questo è il vetro:


Ed ecco tutti i rifiuti del mese (tranne l'organico), con sulla destra il sacchetto della carta:


Dati i risultati, penso che con il mese di marzo cercherò di dare nuovo vigore al compostaggio domestico, un po' addormentato ormai da troppo tempo, e su questo cercherò di aggiornarvi presto. E' da qui che è partito il blog, no? Un peso così elevato dei rifiuti organici è, nonostante tutto,  assolutamente imperdonabile.

Come va con i vostri rifiuti? Vi auguro che siano sempre meno.
Perché se è vero che forse le nostre piccole buone azioni sono insignificanti ai fini della soluzione delle complesse emergenze che ci circondano, essere parte della soluzione e non del problema è per lo meno una bellissima, impagabile soddisfazione!

martedì 4 marzo 2014

I piccoli passi un pericoloso mantra per il cambiamento climatico? Un articolo del Guardian


Mi ha colpito la lettura di  questo articolo di  Adam Corner  comparso sul Guardian venerdì 13 dicembre dell'anno scorso e intitolato 'Every little helps' is a dangerous mantra for climate change.
Prende spunto dalla notizia che anche l'Inghilterra, dopo Galles e Scozia, introdurrà nel 2014 una tassa sulle buste di plastica.  Ottima notizia, si direbbe: questo comporterà una drastica riduzione delle buste di plastica disperse nell'ambiente e in discarica.
E invece no. Perché credere che piccoli gesti, come eliminare le buste di plastica o ridurre la propria impronta ambientale, possano servire ad affrontare il problema del cambiamento climatico sarebbe non solo un'illusione ma addirittura "un pericoloso e fuorviante mantra".

In che senso?

L'articolo è di qualche mese fa, e a una prima lettura devo dire mi aveva fatto un po' arrabbiare. Dire che non solo i piccoli cambiamenti non servono a nulla, ma sono addirittura pericolosi in fatto di mutamenti climatici mi era sembrato per lo meno una sciocchezza.
E allora da dove si comincia? Non sembra un bell'alibi per non fare niente?

In realtà non è così, ed evidentemente all'inizio, io che tanto credo (ma è ancora così?) nel cambiamento personale, ho letto l'articolo dal punto di vista sbagliato, senza avere una chiara percezione di quello che ne è il tema centrale.

E infatti argomento dell'articolo non sono le buste di plastica né la politica dei piccoli gesti.
Argomento dell'articolo sono il riscaldamento globale, le sue conseguenze, la gravità della situazione in cui ci troviamo, e cosa si deve fare per scongiurare il disastro che ci aspetta.


Si fa riferimento ai risultati di un convegno di due giorni tenutosi presso la Royal Society di Londra, organizzato dai professori Kevin Anderson e Corinne Le Quere del Tydall Centre, secondo cui non c'è compatibilità fra l'attuale sistema di capitalismo sfrenato e la "decarbonificazione" necessaria a scongiurare il disastro del cambiamento climatico. E' necessario un sistema radicalmente diverso, che abbia come obiettivo il benessere degli esseri umani e non il profitto dei potentati economici e delle corporazioni.

In questa ottica, una politica dei piccoli passi e della riduzione dell'impronta ecologica dei singoli ha senso solo se rappresenta un mezzo per la realizzazione di una società e di un sistema del tutto nuovi, fondati sul principio della sostenibilità.

Per raggiungere un tale obiettivo è dunque naturalmente necessario l'impegno dei singoli, perché i sistemi non si cambiano da soli, ma pensare che provvedimenti come l'abolizione dei sacchetti di plastica siano una risposta è fuorviante e pericoloso. Un elemento di "distrazione",  aggiungerei, congeniale addirittura alla conservazione del sistema.

C'è molto da riflettere, ma soprattutto c'è molto da fare, perché il tipo di impegno necessario da parte di tutti noi va molto al di là dei piccoli gesti che facciamo (se li facciamo).

D'altra parte, l'alternativa ad una scelta radicale di cambiamento è la scelta, altrettanto radicale, di un mondo di sofferenza e distruzione.

Lettura molto interessante che vi consiglio caldamente. 

sabato 1 marzo 2014

Il tempo per l'attività fisica #2: prima della palestra


Prima di cominciare ad andare in palestra ho deciso che è giunto il momento di rimettermi un minimo in sesto per conto mio.

Questo è il programma:
Almeno due pomeriggi a settimana ginnastica in casa.
Sabato e domenica camminata al parco o ginnastica o stretching.
Almeno una volta a settimana a scuola a piedi (un'ora circa di cammino).
Tutto è nato dal fatto che ieri pomeriggio, venerdì, sarei dovuta andare in palestra per una lezione di prova di pilates ma, provandomi la tuta, mi sono così spaventata delle mie condizioni che mi sono vergognata di andare e sono rimasta a lavorare in casa (il mio corpo sta mostruosamente mutando).
E questa mattina sono andata a camminare (correre ancora pochissimo) al parco sotto la pioggia battente:


Quando si dice la paura.

Il tempo per... l'attività fisica #1