"Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra". "Includi nella tua scelta attuale l'integrità futura dell'uomo come oggetto della tua volontà". Hans Jonas, Il principio responsabilità

martedì 29 luglio 2014

Sfide, premi di blog in blog (non dimentico) e una dedica

Foto da internet

La sfida l'ho persa, perché è stata lanciata da Pe di Come sopravvivere in 30 mq addirittura alla fine di aprile. Si trattava di una Sfida a colpi di poesia: se non avessi pubblicato entro 24 ore (epperò!) una poesia sul blog e sfidato a mia volta altre 5 blogger avrei dovuto regalare alla sfidante un libro. Non ho fatto nulla di tutto questo (e sono passati tre mesi!) e dunque devo a Pe un libro (poi ci penso...).

Per farmi perdonare e mostrarle che comunque non ho dimenticato né ignorato il suo post, capitato in un periodo un po' intenso per me, voglio comunque pubblicare una poesia, e lo faccio in un giorno, oggi, che ricorda alla nostra famiglia un evento molto triste. E la ringrazio, perché mi ha dato l'occasione di ritrovare questo testo bellissimo e sorprendentemente adatto a ricordare una persona che non è più con noi. E mi dispiace di non aver continuato una cosa così bella come una catena di poesia.

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Eugenio Montale

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Ringrazio poi Silvia di Tocco di Lillà per avermi dedicato questo premio, anch'esso risalente a un po' di tempo fa. Non continuo la catena, ma vi esorto a visitare il blog di Silvia, un vero tocco di creatività! Grazie Silvia per le tue belle parole, e buona fortuna con il composto!

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Ringrazio infine La Muscetta della torre.davorio  per aver parlato di me e avermi assegnato questo premio. Il suo blog è davvero un'esplosione di creatività!

Scusate ancora se non continuo o non ho continuato le catene, e grazie per aver pensato al mio blog!

lunedì 28 luglio 2014

UK: fracking nei parchi, ma solo in circostanze eccezionali e nel pubblico interesse

Foto da internet

Nel Regno Unito è in corso un acceso dibattito sul tema del fracking o hydraulic fracturing per l'estrazione di shale gas (in italiano: fratturazione idraulica per l'estrazione di gas da argille o gas scisto). 
Alla radio se ne parla quasi quotidianamente, anche perché la determinazione del governo conservatore a procedere con questa tecnica, che a detta del ministro dell'energia Matthew Hancock "ha il potenziale per garantirci maggiore sicurezza energetica, posti di lavoro e crescita", ha suscitato  proteste e preoccupazioni nella popolazione e nelle associazioni in difesa dell'ambiente.

E' di oggi la notizia che il governo concederà alle ditte interessate la licenza per le esplorazioni  che precedono le operazioni di estrazione di shale gas tramite fracking. Si tratta solo di un primo passo, perché le esplorazioni vere e proprie cominceranno in un secondo momento. A detta del governo, tutto naturalmente sarà fatto con la massima cautela, minimizzando i rischi e addirittura con l'obiettivo di avere "un futuro più verde".

Quello che però mi ha particolarmente colpito dell'articolo sono queste parole: 
"Circa metà del territorio del Regno Unito potrà essere oggetto di licenza ma ci saranno regole severe per le aree protette (areas of outstanding beauty)"
le quali dunque, si badi bene, non sono affatto escluse dalle esplorazioni.

E infatti:
"Circa metà del territorio del Regno Unito potrà essere oggetto di licenza, inclusi i Parchi Nazionali. Ma in questi le licenze saranno concesse solo in circostanze eccezionali e nel pubblico interesse".
Mi domando cosa succederà invece nelle aree non vincolate, ma soprattutto quali saranno mai le "circostanze eccezionali" necessarie alle esplorazione nei parchi e cosa si intende per "pubblico interesse", tra l'altro in un contesto europeo di deregolamentazione fortemente voluto dal governo conservatore inglese.

Non so a voi, ma a me vengono i brividi (anche pensando ai nostri governanti, convenzionalissimi  e scontatissimi amanti delle trivelle).


Sabbie bituminose e shale gas non sono la stessa cosa, ma nel leggere la notizia mi è tornato in mente questo video sull'estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose (tar sands) in Canada.  Tanto per avere un'idea di quanto possano essere devastanti le politiche di sfruttamento degli idrocarburi non convenzionali. Guardatelo anche se non conoscete bene l'inglese, perché le immagini, assieme alla commozione dell'oratore/fotografo, sono molto più eloquenti di qualsiasi parola.

mercoledì 23 luglio 2014

Il pane!


Ok, forse quel buco non ci doveva essere, e probabilmente la mollica doveva cuocere un po' di più (si sta ancora asciugando però). Poi la forma è strana e la crosta da una parte in basso si è spaccata.


Eppure a me questo primo pane fatto in casa con la pasta madre sembra un miracolo!

L'odore è buonissimo, la crosta croccante. E, a detta di chi l'ha assaggiato (ma è ancora caldo, bisogna aspettare, dico io) anche il sapore è... super buono!

Ho seguito fedelmente la ricetta di Fra per quanto riguarda gli ingredienti:

200 gr. di pasta madre rinfrescata (il rinfresco si fa aggiungendo alla pasta madre metà del suo peso di acqua e lo stesso peso di farina e facendo riposare per 2-3 ore)
600 gr. di farina 0 biologica
420 ml. di acqua
13 gr. di sale

Ho sciolto la pasta madre nell'acqua e aggiunto la farina e il sale:



Ecco l'impasto prima della lievitazione di 4 ore e mezza:


Ho cotto in forno per circa 40 minuti, i primi 10-15 a 250 gradi, poi ho abbassato a 200 gradi (non so perché, ma 250 mi sembravano troppi), avendo l'accortezza di porre sul fondo un pentolino con un po' d'acqua per non far seccare troppo il pane: 


Penso che avrebbe dovuto cuocere un po' di più, ma a parte questo sono davvero soddisfatta del risultato.

L'unico problema è che mi sa che stasera ce lo mangiamo tutto!

Ringrazio ancora Francesco, che oltre a spacciarmi la pasta madre mi ha passato anche la ricetta per il rinfresco e il primo pane. Secondo me, la sufficienza l'ho presa, prof!

AGGIORNAMENTO 24/7/14, ovvero tutto quello che dovrò cercare di migliorare la prossima volta:
1) il pane doveva cuocere di più, e poi essere lasciato in forno ad asciugare al termine della cottura (sulla griglia e con lo sportello socchiuso); penso sia questo il motivo per cui la mollica "tiene" poco quando si tagliano le fette;
2) mi ero dimenticata il sale, che ho aggiunto quando stavo già per mettere il pane a lievitare  e non l'ho impastato bene: alcune parti sono salate, altre sciape;
3) devo imparare a dare la forma al pane: ho visto su youtube qualche consiglio che proverò ad applicare;
4) forse due filoncini piccoli invece di uno grande sono più facilmente gestibili?
5) non so se la sufficienza l'ho veramente presa; se il prof è molto severo, forse sono sul 5-5 e mezzo.
Però, insomma, poteva andare peggio e anche se non proprio entusiasta del risultato, come ero ieri, sono tutto sommato soddisfatta.
Ah, dimenticavo! Al figlio è piaciuto molto :)

Con questo post partecipo al Linky Party # 105 di Alex

lunedì 21 luglio 2014

Spacciatori di pasta madre


Non so se sarei mai riuscita a imbarcarmi davvero (nonostante tutti i propositi) nell'avventura della produzione del lievito o pasta madre per fare il pane. Ogni scusa era buona per rimandare quella che mi sembrava una ben ardua impresa.

E invece, ho incontrato chi la pasta madre me l'ha spacciata già bella e pronta! Grazie a Cri di Dove gira il Sole e soprattutto a Fra, che l'ha prodotta, ora non ho più nessuna scusa per non provare a fare il pane in casa.

Fra un paio di giorni la dovrò rinfrescare (cioè nutrire). Per oggi mi sono limitata a guardarla e a sentirne l'odore, leggermente acidulo e buonissimo.



Non è bellissima?

Non potevo davvero ricevere regalo più bello e prezioso! Cercherò di esserne all'altezza.

Grazie di cuore, Cri e Fra! Per me e per il blog comincia una nuova avventura!


Con questo post partecipo al Linky Party # 104 di Alex

Linky Party C'e' Crisi


Leggi anche: Il pane!

sabato 12 luglio 2014

Cassonetti per lo scambio di oggetti e good news inaspettate

Tutto è cominciato da questa scena fotografata nel cassonetto sotto casa un paio di sere fa:


In mezzo alla consueta varietà di ogni genere di oggetti che popola i cassonetti dentro e fuori, spiccava un ombrello aperto, apparentemente intatto, che più che essere stato buttato via sembrava essere stato volutamente esposto in bella mostra, in caso ci fosse qualcuno interessato ad appropriarsene.
E non è la prima volta che mi capita di osservare "allestimenti" di questo genere: l'indumento  "elegantemente" appoggiato sul bordo, piccoli mobili "esposti" accanto ai cassonetti invece che gettati dentro, il pane secco sistemato sul bordo (come mi raccontava anni fa un'amica: "se qualcuno ha la campagna e le galline, se lo prende").
Critico continuamente lo stato vergognoso dei cassonetti della mia città e il non corretto smaltimento degli oggetti da parte dei cittadini, e non ho cambiato idea.
Però, loro e nostro malgrado, in maniera empirica ed estemporanea (anche a causa delle carenze del sistema di raccolta) bisogna dire che i cassonetti svolgono anche una funzione di "scambio": a cominciare dai rom che regolarmente vanno alla ricerca di materiali ancora preziosi sul mercato per finire con persone insospettabili che vi trovano qualcosa di utile, magari un ombrello ancora buono, o addirittura da mangiare, i cassonetti sono una cartina di tornasole di una società e di un sistema economico squilibrati e fondamentalmente assurdi.

Perché allora non provare a istituzionalizzare questa funzione di baratto svolta dai cassonetti?
L'idea l'ha avuta l'artivist Dan Acher, che nella civilissima Ginevra ha ideato i Boites d'échange entre voisins, in pratica dei cassonetti per lo scambio di oggetti che non si usano più ma che potrebbero interessare qualche vicino (Cassonetto per il baratto: come scambiare l'inutile).

Foto da internet

Non è un'idea fantastica?
Ed è solo una delle numerose iniziative di Dan Acher che ho scoperto, volte a rendere le città, a partire da Ginevra, felici: Non siate zombie!, Suonami, sono tuo, Ciné Transat.
In questo video (la presentazione vera e propria è nei primi 20 minuti) l'"artivista" illustra (in inglese) i suoi progetti e ne spiega le motivazioni e gli obiettivi: ribellarsi a una città/società di zombie, riappropriarsi dei luoghi in cui si vive, ricreare le relazioni tra vicini attraverso piccoli semplici gesti, apparentemente folli, ma che fanno la differenza, come lasciare in strada un pianoforte per chi lo voglia suonare o semplicemente strimpellare. Il suo entusiasmo è davvero contagioso!


Chi avrebbe mai detto che da un ombrello aperto nel cassonetto sotto casa si potesse arrivare ad una storia così positiva ed entusiasmante!

Inauguro con questo post la nuova rubrica Good News, seguendo l'esempio delle Buone Notizie di Dove Gira il Sole
E se qualcuno vuole aggiungere la sua buona notizia, perché non iniziare una bella catena?

Con questo post partecipo al Linky Party #103 di Alex:

Linky Party C'e' Crisi